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Erotika
Le mie voglie … e soprattutto quelle di mia moglie · Cap. 4
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Capitolo 4 di 4 17 min di lettura

Tutto finisce per il meglio

Lei è ormai incontrollabile e costringe il marito a ricorrere al 'padrino', loro vecchio amico; dopo un'ultima concessione ai capricci di lei, il marito fa chiarezza con tutti, anche con sua madre e con l'amico malavitoso; decide con la nuova compagna di aprire un nuovo capitolo alla loro vita e di sfruttare tutto il possibile; la moglie accetta l'esilio in un paesino lontano.

geniodirazza
1 anno fa · 468 letture · 0

“Sciocco, il mio cuore è forte e batte solo per te. A proposito, chi è questa ragazza che ti ama tanto e per la quale stravedi? Perché non me ne hai mai parlato?”

“Si chiama Elisa e mi pare che meriti tutto il mio e il tuo amore, ma è sposata e ha qualche peccato da farsi perdonare … “

“Ragazzo mio, di peccati ne abbiamo tutti; ci vivi insieme, a quel che so; perché non vuoi farmela conoscere?”

Elisa interviene come un terremoto, facendosi vedere nello schermo.

“Buongiorno, signora, io sono Elisa e sono felicissima di vederla finalmente!”

“Figlia mia, signora lo dici a chi ti pare; se davvero vuoi bene al mio Toto, io voglio essere una seconda mamma, con rispetto alla tua.”

“La mia l’ho persa che avevo sei anni; se lei mi consente, la chiamo mamma con tutto il cuore … “

“ … e mi dai del tu, immediatamente … come sei bella … e come sembri dolce. Riuscirete a farmi abbracciare un nipotino, prima che il Signore mi chiami? La troia non ne ha voluti; tu mi darai un nipote?”

“Dal momento che me l’hai detto, io decido che avrò un figlio da Toto anche senza matrimonio e contro la sua volontà; verrò personalmente a fartelo abbracciare, perché voglio un figlio e voglio una mamma putativa.”

“Ti aspetto, figlia mia. Ciao.”

“Ora che tua madre ti ha svincolato dall’obbligo del matrimonio, di me che sarà?”

“Franca, io domani faccio preparare la domanda di divorzio; se firmiamo insieme, sarà tempo risparmiato; subito dopo i divorzi, sposo Elisa e, ancora prima, diamo un nipote a mia madre; e, ti prego, non ripetere che per mia madre mi farei ammazzare; lo faccio anche per la donna che amo, se non tradisce la mia fiducia e non svende la sua dignità asservendola a maschi ignobili capaci di ragionare solo col fallo.”

“Hai ragione; mi amavi ed io ti amavo altrettanto, poi qualcosa si è spezzato.”

“Non ti chiedo neppure cosa si sia spezzato. Cosa hai in mente, adesso?”

“Non riesco a pensare niente; ho solo una terribile domanda; che cosa deciderà di fare di me, Michele?”

“Non te lo so dire, mi dispiace, posso solo assicurarti tutta la mia assistenza e l’amicizia che non c’entra più niente col matrimonio andato in frantumi; diciamo che difenderò la sorellina contro il fratellone, se farà il prepotente … “

“Ricordi anche tu il gioco che facevamo da bambini?”

“Se ne ricorda bene anche lui; mi chiama ancora ‘il suo fratellino’ e parla di te come della ‘sorellina’ … certe cose ti segnano e non le puoi cancellare. Provo a sentirlo.”

Faccio il numero e metto il vivavoce.

“Ciao Miki, sono il fratellino. C’è anche Franca, la tua sorellina.”

“Ciao, ragazzi; come va?”

“A me tutto bene; lei è un po’ preoccupata; sa che ti sei incavolato.”

“Sorellina, non temere; il tuo fratellone ti vuole troppo bene per mettere sulla bilancia le tue stupidate; ne facevi sempre un’infinità, specialmente se si trattava di tuo padre … “

“Già … mi padre … sia maledetto dovunque si trovi … “

“Perché sei così dura con lui?”

“Perché lo adoravo … e lui rispondeva col potere. E’ questa la chiave, lo dice anche il mio analista; nella stessa persona, amo con tutto il cuore l’individuo e odio profondamente il potere che esercita e manifesta … “

“Quindi quello che pensi di tuo padre vale anche per me?”

“Si, Miki; finché sei il mio fratellone, per te farei tutto, darei ogni cosa, non mi risparmierei niente; al tuo potere non concedo niente; contro di esso distruggo la mia dignità, arrivo a tradire, a fare la spia. Se ce la fai, perdonami; se no, comportati come il tuo potere detta.”

“Franca, io non sono il mio potere, io sono il tuo fratellone che ti deve proteggere, anche da te stessa. Tu vuoi farti aiutare?”

“Se non mi fai sparire nel nulla, se mi offri un’occasione, io ricomincio da zero, l’ho concordato col mio terapeuta; se vado via da quest’ambiente, se cambio lavoro, se ricomincio da zero posso ancora farcela, non è perduto tutto; neppure a mio padre porto più l’odio che avevo; e non sai quanto soffro per avere usato lo stesso meccanismo a mio marito, all’unico uomo che ho amato e che amerò per sempre.”

“Perché diavolo l’hai ridotto così male? Perché sei scesa così in basso?”

”Perché ha cominciato ad esercitare il suo potere anche in casa; ho scoperto un altro potere, quello della vagina ed ho tentato di schiavizzarlo; l’ho offeso, umiliato, martoriato; e mi sono resa conto che facevo male solo a me stessa, che ho distrutto quello che c’era di buono tra noi; l’ho lasciato ad una donna eccezionale, che ha capito tutto di lui ed ora è la compagna che aspettava e che merita. Posso solo ricominciare, se tu mi lasci vivere e cercare un po’ di quiete lontano da qui.”

“Io non sarò mai capace di dare l’ordine che dici tu contro la sorellina a cui ho voluto bene da quando giocavamo a tre nei campi. Vattene al mare; c’è un paesetto sulla costa, dove una panetteria - pasticceria aspetta una nuova panettiera; c’è un piccolo appartamento a tua disposizione; hai sei mesi per dimostrare che vuoi farcela; e ce la farai, perché sei in gamba. Parti domani stesso e costruisciti un nuova vita; al resto penso io.”

“Posso dirti un’ultima cosa? …. TI VOGLIO BENE, da sempre, come sempre.”

“Vai al diavolo e non cercare di intenerirmi. Totò, sei lì ancora’ … Venite a trovarmi, tu ed Elisa, vi devo parlare di progetti nuovi e grandi; e stavolta devi essere con me; resterai l’uomo in grigio che sei e non sarai esposto a nessun rischio, ma dovrai accettare che alcune cose te le indico io; ho troppi crediti nei tuoi confronti. Elisa, prima di venire da me, parla col tuo direttore; tra poco dovrà trasferirsi e voglio che tu lo sostituisci; ci stai?”

”Sei convinto che sono quella giusta, che ne ho le qualità? Sei sicuro che la facciata reggerà come adesso?”

“Sei in gamba, ragazza; sapevi che c’ero io, dietro la proprietà; stai certa che nessun finanziere troverà mai un rigo fuori posto. Ci vediamo alla villa stasera, voglio dare una festa per certi amici.”

“Abito lungo?”

“La tua bellezza non ha bisogno di abiti; fatti bella per me.”

“Cos’è questa storia della proprietà nascosta?”

“Toto, amore mio, a quanto ammonta l’ultimo credito che la banca t’ha concesso? … E credi che l’abbiano fatto per la tua bella faccia? E’ chiaro da sempre, per me, che Michele controlla la banca e tante altre cose; tu sei già nel suo giro; tu rappresenti la faccia pulita della sua attività e tutto quello che fai è limpido, inattaccabile; qualunque controllo dimostrerebbe che, se i tuoi fornitori forse sono inquinati, tu sei candido come un angelo.

Aspettati un’offerta assai importante; preparati ad essere ancora più potente. Io non sarò mai gelosa del tuo potere; ti adorerò di più, invece. Ma adesso portami sul vostro letto e datti da fare; tua madre aspetta un nipotino; voglio che nostro figlio sia concepito nel tuo talamo nuziale. Ti va?”

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geniodirazza

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