Vai al contenuto
Erotika
Le mie voglie … e soprattutto quelle di mia moglie · Cap. 3
Aa
Dimensione testo
Tema
Salva
Capitolo 3 di 4 24 min di lettura

Puttana e Sognatore

Lei ormai non ha più limiti; lui si innamora dell'altra; emergono le loro radici da ambienti al lime dlela legalità e lo scontro tra marito e moglie è aperto e implacabile. Lui scopre che l'altro si scopava sua moglie assai prima che lei lo confessasse; ma anche che tiranneggiava la moglie che era diventata insostituibile nella vita del 'cornuto'.

geniodirazza
1 anno fa · 388 letture · 0

Le mie voglie … e soprattutto quelle di mia moglie 3

Mia moglie aveva espresso il desiderio di una bella copula a tre con un partner di colore; da tempo, infatti, avevamo deciso che avrebbe cercato fuori casa i maschi per soddisfare una sua eccessiva voglia di sesso, a cui non mi sentivo di corrispondere.

Quel giorno, ricorreva il decimo anniversario del nostro matrimonio; avevo ideato di celebrarlo con una grossa sorpresa; ero riuscito, infatti, a contattare un eritreo immigrato, un gran bel ragazzo intorno alla trentina, su un sito di chat; le foto postate da lui erano piaciute a Franca e avevo pensato che le avrebbe fatto piacere invitarlo a un rapporto trino.

L’intesa era che concedesse al terzo partner tutto il sesso che poteva, lasciando intatto l’amore per me, che dimostrava riservandomi le affettuosità da innamorata anche mentre copulava con l’altro; fino a quel momento le cose erano andate secondo i progetti.

Tra la fase d’indagine e l’anniversario, però, era successo che mi ero profondamente disamorato di lei, perché aveva calpestato tutte le intese che avevamo definito e che si era impegnata a rispettare; copulava anche nei bagni degli uffici, oltre ad andarsene in giro la sera senza dire dove, in spregio al principio della lealtà e della sincerità che avevamo sancito; più volte richiamata, aveva manifestato chiara indifferenza alle intese.

Per non venire meno a troppi impegni, nonostante il rancore che ormai aveva preso il posto dell’amore, feci appuntamento con questo bull provvisorio e prenotai la camera in un motel poco fuori città; arrivati alla reception, dissi a Franca che poteva benissimo andare da sola, visto che aveva calpestato tutti i valori del rispetto reciproco che avevamo definito.

Andai via e m’incontrai con una sua amica, con la quale aveva concordato uno scambio di coppia rimasto, a questo punto, in sospeso, e passai con lei una meravigliosa notte d’amore.

Alle nove di mattina della domenica, io, puntuale come la morte, mi sedetti all’ingresso del motel, dove li avevo lasciati; subito dopo comparve James, il ragazzo eritreo, che mi venne a salutare.

“Ciao, ti ringrazio per la bella notte che mi hai regalato, ma devo avvertirti; tua moglie deve essere curata; la sua ninfomania è patologica; non si sazia mai e, se non interviene un bravo medico, rischia di finire male, prima o poi.”

Franca sopraggiunse in quel momento e udì tutto; l’eritreo si scusò e scappò via.

“Dio, quante storie, per nascondere che non gliel’ha fatta fino in fondo!”

Non le risposi per non andare fuori dai gangheri; mentre percorrevamo i pochi chilometri fino a casa, mi chiese.

“Adesso dove andiamo?”

“Ieri sera ti ho avvertita che è la fine. Tu ora vai a casa e decidi per te; io ho i miei programmi.”

“Vuoi dire che non resti con me?”

“Franca, cosa sei tu per me? Cosa mi dai? Da quanto tempo non abbiamo contatti fisici?”

“Sono tua moglie e lo resto finché tu non divorzi; fino a quando sarà viva tua madre, tu non divorzi; quindi … Saranno settimane che non facciamo sesso … “

“Io non ho mai fatto sesso, soprattutto con te. Sono mesi che non ci tocchiamo. E’ vero che non chiedo il divorzio per amore di mia madre; ma esiste una separazione di fatto che è operante da mesi; tu non te ne sei accorta nemmeno. Io ti porto nella casa MIA, dove tu ancora abiti, e farai quello che vuoi, Io vado altrove.”

“Che sarà della cena programmata per sabato?”

“Io non ho programmato nessuna cena; la casa è mia perché tuo padre avvocato ci fece firmare il documento per la separazione dei beni; quindi se ti azzardi a portarti un amante in quella casa, ti mando la polizia e vi faccio arrestare per violazione di domicilio; la cena l’hai voluta tu e se vuoi te la gestisci tu; ma da un’altra parte!”

“Ma tu non volevi fare se… scusa fare l’amore con Elisa?”

“Se voglio fare l’amore con Elisa o con qualunque altra donna, sono solo affari miei.”

“Va bene; lo so che sei adirato con me perché mi sono permessa troppe licenze e non ho rispettato i nostri accordi; ma so che capirai e vedrai che saprò farmi perdonare; sabato ci incontreremo; forse chiariremo anche questi problemi e comunque il sole tornerà sulla nostra vita.”

“Sei arrivata! Scendi e sparisci!”

Se ne andò altezzosa e arrogante; mandai un messaggio a Elena e le chiesi se poteva parlare al telefono; mi rispose che il marito era ancora in casa, perché era tornato tardi; ma si preparava a uscire; se la aspettavo alla nostra alcova, mi avrebbe raggiunto appena poteva; andai in ufficio e mi dedicai a pratiche sospese; con il cuore e con tutti i sensi attenti all’arrivo di lei; ci incontrammo quasi all’una; mi avvertì che dovevamo mangiare qualcosa; chiesi se le andava la trattoria degli amici; acconsentì.

Mentre consumavamo il pranzo, Elisa mi parlò molto di sé; mi confidò la sua paura di rimanere sola e senza mezzi; mi disse che per questo accettava qualche volta, poche volte, in realtà, di seguire suo marito nelle voglie strane di sesso alternativo; che aveva commesso una volta, da sposata, l’errore di perdere la testa per un altro che si era dileguato e che questo l’aveva asservita di più a Rinaldo; non sperava più ormai di uscire da una spirale in cui era caduta.

Proprio per questo, non poteva rifiutarsi di partecipare alla cena che suo marito voleva ad ogni costo fare a casa mia, con la convinzione che copulare con mia moglie nel mio letto avrebbe accentuato la presunzione di schiacciarmi, che dominava ormai tutti e due; mi chiese di non ostinarmi a rifiutare, se non volevo che scatenassero una vera guerra; se avessimo saputo muoverci, potevamo lasciarli a fare tutto il sesso che volevano e fare l’amore, perché ormai era certa di amarmi senza prospettive.

La rassicurai che avrei accettato, per amor suo, di partecipare alla cena; per i suoi timori, le dissi espressamente che, al di là delle contingenze, poteva fare ciecamente affidamento su di me; non era il passato che contava, ma il futuro e, se lo avesse deciso, con la scelta della separazione di fatto, potevamo lasciare i coniugi e farci una vita nostra, secondo i nostri sentimenti; ero disposto a garantirle, anche per legge, le sicurezze di cui aveva bisogno e che potevo garantirle.

Passammo il pomeriggio più bello che avessi mai fantasticato, bighellonando amichevolmente, comportandoci da ragazzini scapestrati, o da giovani innamorati, e godendoci la passeggiata al lago; facemmo anche l’amore, con intensità quasi imprevedibile; lo facemmo nel mini appartamento che diventava così il nostro rifugio; le proposi senza esitazione di allestirlo come nostra abitazione, da separati di fatto; mi chiese di lasciarla pensarci un poco.

Organizzarono quindi la cena e mi presentai con un pizzico di ritardo; glissai tutte le battute che potevano essere fatte e rimasi in silenzio fino a quando Rinaldo ruppe gli indugi e abbrancò con brutalità Franca che cedette ridendo alle sue pressioni; ci trasferimmo nella stanza da letto; i due in pochi attimi erano nudi e stavano succhiandosi in un 69 stratosferico; io mi limitai ad abbracciare Elisa e a farle sentire contro il ventre la forza del mio amore; mi accarezzò il viso, mi si strinse contro e sentii i suoi capezzoli puntati contro il mio petto; la strinsi con forza.

Intanto i due avevano dato il via alla loro performance e vidi Franca trattare con le mani, con estrema perizia, il fallo dell’amante che si eresse duro come un palo; non era più grande del mio, forse più piccolo; e lo usava come un ariete; Elisa mi tolse pantaloni e boxer; la mia mazza svettò alta in tutta la sua possanza; Rinaldo se ne avvide e commentò.

“Perbacco, ha un bell’arnese tuo marito; perché te ne sei stancata?”

“Non è solo più grosso; lui lo usa da dio e ti fa uscire l’anima dalla vagina; dura anche molto più di te; in una notte l’ha fatto sei volte e mi ha dato almeno venti orgasmi nello stesso tempo; tu alla quarta sei da buttare. Il problema è che insiste a blaterare di amore ed io voglio solo sesso, senza complicazioni; ecco tutto; in questo un caprone come te mi va assai meglio.”

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
Pagina 2 senza votare
Indice dei capitoli
Cap. 4

Commenti

CallMeHot
Salva in una lista