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Erotika
Le mie voglie … e soprattutto quelle di mia moglie · Cap. 4
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Capitolo 4 di 4 17 min di lettura

Tutto finisce per il meglio

Lei è ormai incontrollabile e costringe il marito a ricorrere al 'padrino', loro vecchio amico; dopo un'ultima concessione ai capricci di lei, il marito fa chiarezza con tutti, anche con sua madre e con l'amico malavitoso; decide con la nuova compagna di aprire un nuovo capitolo alla loro vita e di sfruttare tutto il possibile; la moglie accetta l'esilio in un paesino lontano.

geniodirazza
1 anno fa · 468 letture · 0

“Toto, non te la prendere; prima che andasse via l’avvocato che Michele ha mandato all’ospedale, gli ho chiesto se avrebbe accettato di rappresentarmi nella causa di divorzio; tu non c’entri; sono solo io che mi sono stufata di avere quella palla al piede; io mi libero; se non mi vorrai più, torno alla mia casa; se mi accogli ancora con te, sarò ancora più felice di rinunciare alla mia libertà ma per l’amore che ti porto, non per un matrimonio che mi opprime.”

“Eli, sono perfettamente d’accordo con te; ma non farò la stessa cosa, lo sai; la serenità di mia madre mi sta più a cuore di ogni altra cosa; se devo sopportare la palla al piede di un matrimonio sbagliato per evitarle un dolore, così sia.”

“Amore, non mi azzarderei nemmeno a pensarlo; ti ripeto; il discorso è fra me e te; tu mi vuoi? Vuoi tenermi con te? Vuoi un figlio da me? Io ci sono; sono con te; ti appartengo e spero che tu sia mio; il resto è burocrazia, carta straccia; ma io dovevo fare un gesto che fosse la mia liberazione.”

“Lo sai che se vieni a stare con me, lui per ricattarti alzerà il prezzo del divorzio?”

“Io sono mia; sto con te perché ti amo, non per il tuo patrimonio, quale che sia; se tocca questo tasto, si fa licenziare con le mie rivelazioni … “

Andammo all’incontro; per spiegare gli eventi, mia moglie aveva bisogno di raccontarmi quello che le era capitato; ne avrei fatto volentieri a meno ma lei insistette, forse per un’ulteriore prova di esibizionismo; esordì dicendo che, dall’ultima volta che ci eravamo visti, aveva assaggiato i maschi più belli e dotati che si possano immaginare e che Rinaldo l’aveva sempre seguita, accompagnata e favorita in ogni suo capriccio.

Molte volte, anzi, aveva partecipato attivamente alle sue copule inserendosi abilmente; ricordava in particolare quella volta che stava succhiando un membro di quasi venticinque centimetri; lui le era andato alle spalle ed aveva cominciato a lavorarle l’ano; godeva quasi fisicamente ricordando le sensazioni che provava mentre faceva scivolare la lingua sull’asta meravigliosa che le si parava davanti, mentre l’altro le strusciava la cappella sull’ano, verso la vulva e lei colava come una fontana.

La sensazione di ricevere l’asta in bocca era quasi materiale, per come la raccontava, e il ricordo della pressione del sesso del compagno che le forzava lo sfintere la spingeva quasi ancora a godere; guardava verso di me e sparò che non era un cuckold come suo marito che si limitava a dire frasi d’amore mentre lei si riempiva la vagina ed il retto di meravigliose mazze che le titillavano il ventre dall’interno e la facevano godere.

Improvvisamente, scattò Elisa con una sottile ironia.

“Amore, perché non me l’hai detto che sei un cuckold? Io lo vedo perfettamente che, rispetto a Rinaldo, sei un ipodotato ma non ti avrei mai rimproverato per essere un povero guardone, avrei accettato di osservarti che ti masturbavi mentre io mi facevo impalare; va bene, dai, adesso masturbami un poco mentre io ti succhio, così Franca sarà contenta di averti cacciato!”

Non finì nemmeno di parlare che la mia asta, rizzatasi al massimo, uscì dai pantaloni e lei la stava leccando come un gelato meraviglioso; mi prese la mano e se la portò sulla vulva; infilai due dita in vagina e la titillai dall’interno, mentre il pollice premeva sul clitoride; esplose in un primo, violento orgasmo, spinse la mazza fino all’esofago e dovette fermarsi per non vomitare; lo riportò fuori, mentre mi carezzava i testicoli, e con l’altra mano mi masturbava.

“Ehi, gente, questa è casa mia!”

“DI CHI E’ QUESTA CASA??

“Oh, scusami; è vero, è casa tua; ma almeno un po’ di discrezione davanti a noi … “

“Elisa, la senti la signora? Parla di discrezione!?!?”

“Toto, ce la fai a realizzare l’androgino, qui, sulla tavola, davanti a questi signori vogliosi e impotenti?”

“Si che ce la faccio; con te sollevo il mondo; ma lascia stare; io so essere tutto, sai, se amo; attivo, cuckold, bisex, amante, passivo; se me lo chiedi, ti faccio copulare anche con uno scimpanzé, per amore però, solo per amore.”

“Allora eri innamorato di Franca quando la lasciavi copulare davanti ai tuoi occhi?”

“Si, amavo quella donna, da quando le ruppi l’imene e le sfondai la vagina; piangeva dal dolore, povera bimba mia, ma poi imparò ad amarmi e godeva, oh se godeva!”

“Le hai sfondato la vagina? E lo sfintere chi glielo ha spaccato?”

“Io, sempre io; e anche allora piangeva di dolore e di goduria, non ha mai capito se la mia mazza le dava più piacere o più dolore.”

“Ma i tempi cambiano … “

Intervenne mia moglie.

“Ma noi non cambiamo; io sono rimasto il cornuto romanticone, vero Rinaldo? Non è così che mi definivi? Tu invece sei la prostituta certificata dalla polizia; e lo sei da quando hai incontrato il tuo magnaccia e ti sei fatta possedere nel posto che meriti, il bagno dell’ufficio … “

“Rinaldo non è il mio magnaccia; è un mio accompagnatore … “

“Cuckold anche lui?”

“No, nessun cuckold, ho detto una stupidaggine per offenderti … “

“A proposito, lo sai che Michele è offeso e che vuole la tua testa?”

Adesso tremava; sapeva bene che averci accusati di essere mandanti delle botte ricevute la iscriveva nel libro nero e che da quel libro si esce in un solo modo; all’improvviso cambiò registro e si attaccò alla compassione per tentare di non essere travolta definitivamente dalla sua imbecillità.

“Antonio, ho parlato nella rabbia, non sapevo quello che dicevo; ti prego, parlagli tu a Michele, digli che mi sono pentita e che non sapevo quel che facevo … “

“Lo hai dichiarato alla polizia; tu sai cosa pensa Michele di chi parla alla Polizia; non sei solo un soffia; hai tradito e meriti la pena dei traditori.”

“Non avete nessuna pietà, voi due?”

“PIETA’!!!!!! Tu parli di pietà? Sei spietata, disumana, egocentrista, troia, prostituta; e chiedi pietà?”

“Se mi fai ammazzare, uccidi anche tua madre, indirettamente … “

“Solo mia madre e l’amore che ho per lei ti mantengono in vita … “

“A parole, sei un bravo figlio; da quanto non la senti?”

“E tu, coi tuoi, che rapporto hai?”

“Io non ho rapporti coi miei, anzi sì, di odio e di rabbia; è per colpa loro che sono ridotta così.”

“Toto, chiama tua madre!”

“Lo farò da casa … “

“No, amore; lo fai ora, da qui; almeno la smettete di scannarvi tra voi.”

Fa lei stessa la chiamata in skype; mia madre pareva frastornata.

“Toto, come mai?”

“Volevo vederti e parlarti … “

“Il tuo fratello elettivo non ti tiene informato?”

“Non lo vedo spesso. A te invece dice molte cose … “

“Si. L’hai mandata al diavolo quella troia? Stai attento che il fratellino è incavolato nero e gliela vuole far pagare. Se fai lo scemo e insisti a non divorziare, si dimentica di te e di me; e ti fa male … “

“Tu vuoi che io divorzi?”

“Si, anche il reverendo don Pasquale è d’accordo che il tuo matrimonio non ha ragione di esistere; se non ci volesse troppo tempo te lo farebbe annullare dalla Sacra Rota; una troia come quella non può essere la moglie che merita un bravo cristiano.”

“Lo sai che non l’ho fatto perché avevo paura per il tuo cuore?”

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
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