“Tuo marito aveva deciso che uno era destinato a te?”
“E non sai ancora il seguito … “
Vidi mia moglie arrivare all’orgasmo almeno due volte; e non mi servirono gli urli che soffocava, mi bastava vedere le smorfie per leggere il piacere che le scoppiava dentro; baciai con passione profonda Elisa e mi volsi a guardare Rinaldo, che parlava con qualcuno; uno dei ragazzi della schiera degli addetti mi si avvicinò.
“Ingegnere, sono un ragazzo di don Michele; sono a vostra disposizione; di qualunque cosa avete bisogno, dite che siete amico di don Michele.
“Grazie. Come ti chiami. Se incontro Michele voglio segnalare questa tua premura.”
“Adriano; potete fare anche il mio nome, se avete bisogno; sono una persona di rispetto.”
Elisa guardò la scena interdetta; mentre mi accompagnava al tavolo, mi sentii in dovere di spiegare.
“Michele è un mammasantissima, uno di quegli amici che diceva Franca; ti è tutto chiaro?”
“Toto, ci sei dentro?”
“No, amore; godo della loro fiducia per il mio ruolo; non ho niente da spartire con loro.”
“E questo signore ha potere anche qui?”
“Credo che abbia investito proventi illeciti in quest’attività legale. Ma non voglio sapere e tu faresti bene a dimenticare … “
“Ma allora dicevi sul serio a mio marito.”
“Amore, cosa farebbe Adriano se tuo marito mi schiaffeggiasse qui?”
“Credo che lo farebbe trovare nella siepe sgozzato … "
“Io non darò mai quest’ordine; spero che non mi ci costringa.”
Rinaldo e Franca si stavano muovendo.
“Venite anche voi; ci sarà da divertirsi!”
Si avviarono per un corridoio ed entrarono da una porta; tentai di seguirli, ma Elisa mi bloccò e mi trasportò a una finestrella vicina, da cui avevamo una visione chiara e totale sulla sala, che era dominata da un grande letto rotondo al centro; sulle pareti intorno uomini di ogni tipo si aggiravano oziosi; tra loro si distinguevano alcuni neri dotati di mostri autentici fra le cosce; intorno, da finestre simili alla nostra, si affacciavano spettatori ansiosi.
Quando Rinaldo spogliò Franca accanto al letto, capii che la protagonista dello spettacolo sarebbe stata lei; indicò due neri tra quelli in attesa e incitò il primo a stendersi sul letto; gli montò sopra e si sedette cavalcioni; muovendosi come un’anguilla, si portò l’enorme mazza alla vagina e si penetrò fino ai testicoli; ero quasi spaventato dalla scena; mai avrei pensato che una donna avesse l’insensatezza di farsi penetrare nell’utero una mazza di oltre venticinque centimetri.
Ma la mia sorpresa era solo agli inizi, perché subito dopo Rinaldo fece segno all’altro nero, con una mazza altrettanto grossa; montò sul letto, si pose alle spalle di lei e cominciò a spingere l’asta nel retto; lo stomaco mi si ribellò ed ebbi voglia di vomitare, mentre il ragazzo spingeva l’asta finché i testicoli incontrarono quelli dell’altro che la montava in vagina; un altro ragazzo, bianco e meno dotato degli altri, le salì sopra la testa e si abbassò finché la penetrò in bocca; Rinaldo guidò altri due a mettersi ai lati.
Franca cominciò ad attivarsi per farli godere, succhiando con gusto ed energia quello in bocca, masturbando sapientemente i sue ai lati e agitandosi tra le due nerchie per godere in vagina e nel retto; la nausea era diventata insostenibile; controllavo i conati di vomiti a stento; al culmine dell’orrore, spontaneamente chiesi a Elisa se aveva mai affrontato una prova simile.
“Fu proprio quando mi chiese questo che lasciai Rinaldo e corsi via; purtroppo, scelsi l’aiuto peggiore.”
“Adesso che pensi di fare?”
“Di che hai bisogno?”
“Forse di vomitare; poi vorrei fare con te l’amore che sappiamo fare … “
Fermò un addetto che passava e gli sibilò.
“Abbiamo bisogno di Adriano!”
“In questo momento è impegnato; ma dica pure a me.”
“La chiave di una saletta.”
“Questa è della 5, la migliore.”
Mentre ci avviavamo, le chiesi se era la stessa; mi disse di sì con la testa, aprì ed entrammo in una stanzetta anonima con solo un grande letto.
La spogliai con delicatezza; lei lo fece con me e poco dopo eravamo impegnati a succhiarci i sessi con passione; mi chiese di prenderla con molto amore; dopo averla fatta godere con la bocca due volte e avere bloccato un mio orgasmo, la sdraiai supina, la penetrai e godetti a lungo del suo corpo caldo e teso al piacere; quando decisi di penetrarla lo feci con calma e dolcezza; lei godeva teneramente e continuamente; prima che il suo orgasmo esplodesse, mi disse.
“Amore, se desideri fare l’amore diversamente, a me non dispiace offrirti il sedere; con te sono pronta a qualsiasi cosa e voglio che tu mi senta completamente disponibile; non voglio giocare a fare la verginella; desidero invece darti, e che tu ti prenda, tutto il mio amore; sento che davvero ci apparteniamo ormai.”
“Eli, amore mio, mi prenderò tutto di te; ma dopo quello che ho visto, voglio solo amore, tanto amore, nella maniera più dolce e semplice che possiamo; avremo tutta la vita per consumarlo in tutte le forme.”
“Tutta la vita? Stai dicendo che vuoi stare con me per sempre?”
“Dopo lo spettacolo indegno a cui ho assistito, non posso fare altro che decidere di amare te, per sempre, se non tradisci questo nostro impegno d’amore.”
“Toto, non sono una santa; ma non sono né sleale né imbecille; se mi vuoi, sarai il mio uomo ed io la tua compagna; quando le nuvole saranno passate, mi darai anche un figlio e saremo una famiglia.”
Ci amammo così per ore, senza bisogno di grandi performance, solo comunicandoci passione e gioia di vivere; cademmo alla fine in una sorta di letargo e dormimmo anche qualche ora; ci svegliò il telefono di Elisa; era Rinaldo che urlava per sapere dove eravamo; glielo disse e, mentre ci rivestivamo, piombarono in camera lui, rosso d’ira, e lei, ricoperta di sperma dai capelli ai piedi; puzzava come una fogna; la guardai con ribrezzo e abbracciai il mio amore.
Mentre tornavamo a casa, Franca si lanciò nella descrizione delle copule che aveva fatto, celebrando i venti falli che aveva svuotato al Glory Hole, con la bocca, con l’ano e con la vagina; ero stomacato; per fortuna Elisa se ne accorse, mi baciò e portò una mia mano fra le cosce; era bagnata; le chiesi se avesse voglia; ‘di te; masturbami amore’ mi sussurrò; capii che era il diversivo utile e la masturbai a lungo, lentamente, mentre lei mi accarezzava la verga che aveva tirato fuori; inevitabilmente godette.
“Sì, amore, sì sì sì … godo, amore mio, goooodoooo, è meraviglioso fare l’amore con te … non lasciarmi mai … “
Mi sussurrava sulla bocca mentre ci baciavamo; i due si bloccarono e Franca sbottò.
“Ma allora i due imbecilli fanno sul serio! Questo è amore, vero Antonio?”
Non le risposi; arrivammo nella piazza dov’era il mio ufficio; lui si fermò; Elisa scese per prima e m’invitò a seguirla; si rivolse al marito e con freddezza polare gli disse che sceglieva la separazione di fatto, che seguiva il cuore e non sarebbe tornata con lui; ormai era l’amore con me a tenerla viva; prima che potesse intervenire, commentai a Franca che era libera di gestirsi la vita, ma che non mi avrebbe visto più.
Non batterono ciglio; ma si sentiva concreta nell’aria la delusione per la sconfitta.
Com'è finora?
Ti è piaciuto?
64 racconti, 29 libri.
Altri racconti di geniodirazza
Commenti 0
Accedi per scrivere un commento…Nessun commento ancora. Scrivi il primo.