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Erotika
Le mie voglie … e soprattutto quelle di mia moglie · Cap. 1
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Capitolo 1 di 4 19 min di lettura

Esperienze Tragressive

La moglie si rivela quasi ninfomane; lui accetta di lasiarla scopare in giro; anzi, l'accopagna e se ne fa complice; ma presto il rapporto si incrina

geniodirazza
1 anno fa · 954 letture · 1

“No; anche se fosse, sarebbe un elemento della nostra complicità; ti amo, Franca.”

“Ti amo anch’io, più di quanto immagini. Adesso andiamo a casa.”

“Non vuoi tentare un’altra provocazione?”

“No; come prima esperienza mi basta; in futuro, vedremo … “

Passarono un po’ di giorni, senza che facessimo cenno all’esperienza vissuta con tanto entusiasmo; arrivò la mia festa; per caso, proprio in quel periodo compivo gli anni e Antonio mi annunciò una sorpresa; ero per natura assai curiosa e lo pressai a lungo per farmi anticipare qualcosa; restava muto e m’invitò ad aspettare per rendere la sorpresa più bella; non mi restava che arrendermi e stare al suo gioco; in compenso, lo massacrai sotto le mie voglie e facemmo l’amore più volte al giorno, in tutte le condizioni; per fortuna, resse al pressing e mi lasciò ogni volta soddisfatta.

Il giorno della mia festa mi avvertì per telefono di aspettarlo all’uscita dal lavoro; arrivò con la macchina; era alla guida, ma, dietro di lui, sul sedile unico, c’era un’altra persona, un ragazzo poco sopra i trent’anni, decisamente bello ma soprattutto tonico e ben strutturato; Antonio mi fece cenno di sedere dietro, accanto allo sconosciuto; dopo il primo momento di esitazione, capii che era il mio regalo di compleanno; gli mandai un bacio sulla punta delle dita, montai e mi lanciai a baciare sulla bocca il nuovo venuto; mio marito fece.

“Orlando è un bull di professione, assai ben messo e garantito; stasera, per due ore, è tutto per te; dove vuoi andare?”

“Ti va il parcheggio?”

Non mi rispose e prese la strada che conoscevamo; il giovane mi abbracciò in vita e mi attirò a sé; in un attimo, tirò fuori i seni e mi stava succhiando i capezzoli, con tecnica sopraffina che mi strappava dall’utero orgasmi continui; una sua mano scivolò sotto la minigonna, spostò la striscia di stoffa del perizoma e infilò due dita nella vagina, masturbandomi sapientemente; mentre gemevo per un orgasmo, usò il pollice per stimolare il clitoride, soffocai nella sua bocca l’urlo che mi nacque spontaneo.

Spostai per un attimo gli occhi su mio marito e vidi che ci stava osservando dal retrovisore che aveva spostato per quell’evenienza; mi eccitai di più e cominciai a salivare inondando al giovane la bocca e riprendendomi tutto, anche gli umori suoi, mentre la vagina sembrava scoppiarmi per la voglia e per la tensione; desideravo che mi penetrasse; sentirlo nel mio ventre e, se ce la facevo, volevo che anche mio marito mi penetrasse analmente, in una doppia che mi sventrasse.

Eravamo arrivati al parcheggio; sistemò l’auto nello stesso punto della volta precedente; mi staccai un momento da Orlando, gli aprii la patta e tirai fuori una bestia extra large, tra i venti e i ventidue centimetri; lo masturbai per un poco ammirando la bellezza della cappella aperta a fungo sull’asta; mi accostai quasi devotamente con il viso e la sua mano si appoggiò sulla mia nuca per guidarmi alla penetrazione; assaggiai con la lingua la pelle morbida della cappella e lo affondai in gola, fino all’ugola.

Il bull allungò una mano sulla mia schiena, riuscì ad afferrare il bordo della minigonna e la tirò su fino alle anche, spostò il perizoma e penetrò in vagina con un dito, allungai una mano alle mie spalle, presi il dito e lo spostai all’ano; con quella dimensione, preferivo che mi sollecitasse il canale rettale; la mazza la volevo in vagina e stavo chiedendomi come fare per riuscire a impalarmi su quel ‘mostro’ per ricavarne tutto il piacere possibile; l’inesperienza pesava, a quel punto.

Antonio colse il mio problema; spostò in avanti i sedili anteriori, mi prese per i fianchi e m’indicò di accosciarmi davanti al mio maschio, continuando a succhiarlo imperterrita; quando lo feci, mi accorsi che il mio didietro era ampiamente esposto a mio marito che cominciò a passarmi una mano nello spacco tra le natiche e sollecitava con un dito prima l’ano e poi la vulva; la carezza sulle grandi labbra, poi sulle piccole e infine sul clitoride mi fece emettere fluidi d’amore che gli inondarono la mano, e produrre una salivazione che rendeva agile prendermi in bocca la mazza fino a toccare con le labbra i peli del pube.

Adesso però avevo solo una voglia irresistibile di farmi impalare; mio marito colse il disagio, mi prese per i fianchi, mi fece staccare dalla fellazione, appoggiò un mio ginocchio sul sedile, al lato delle ginocchia di Orlando, mi sfilò il perizoma che si mise in tasca e sollevò l’altro ginocchio; mi trovai a cavalcare il maschio in posizione di amazzone, viso a viso con lui e la schiena esposta a mio marito; non avevo bisogno di altro; mi sollevai in alto col sedere, usai la mano per appoggiare la punta del sesso all’ingresso della vagina e schiantai letteralmente su di lui.

La sensazione fu di essere squarciata in due; ma non provavo dolore, solo una fitta di piacere che mi andava a bruciare il cervello; mi accorsi di farmi male solo quando la cappella cozzò violentemente contro la cervice dell’utero; mi fermai per un attimo e cominciai a cavalcarlo; sentire quell’asta così grossa scavare il canale vaginale mi provocava orgasmi in continuazione e insistetti tenacemente fino a quando un urlo disumano liberò la mia ansia e l’orgasmo che aspettavo, liberatorio.

Mentre mi muovevo su e giù su quell’arnese immenso, mio marito, alle mie spalle, mi titillava l’ano, seguendo il mio movimento, e infilò un dito nel canale rettale, provocandomi un piacere infinito; usò l’altra mano per catturarmi un seno e afferrò il capezzolo strizzandolo; tra sesso in vagina, dita nell’ano, che erano diventate due, e seno masturbato, i vortici di piacere si avvolsero a spirale dentro di me, investirono la vagina, la testa, il cuore, tutto il mio essere.

Gli orgasmi diventarono una goduria continua che esplose alla fine e squirtai a inondare il bull, la mano di mio marito e il mio ventre; mi fermai esausta e mi accovacciai addosso al bull, mentre mio marito mi accarezzava la nuca con amore profondo; riuscii a ruotare il busto, restando saldamente ancorata al manganello, che non aveva perso niente della sua possente durezza, e baciai Antonio esprimendogli così la mia gratitudine per il piacere che mi aveva concesso la sua sorpresa.

Avevo capito il meccanismo e feci in modo da girarmi per sedermi in braccio al mio amante occasionale; guardai negli occhi mio marito, quasi a chiedergli perdono per quello che stavo per fare, adattai la cappella all’ano e cominciai ad abbassarmi lentamente, mentre la mazza entrava nel canale rettale; la posizione assunta mi consentì di baciare appassionatamente Antonio, mentre tutte le fibre del mio corpo erano tese a quella penetrazione anale che si rivelò meno dolorosa di quanto avevo temuto.

Per dimostrarmi, quasi, che aveva capito e accettava la mia scelta, mio marito prese a carezzarmi i seni, soffermandosi sui capezzoli, che strizzava mentre mi baciava con delicatezza, quasi per attenuare il fastidio che la penetrazione mi provocava; in un soffio, gli sussurrai sulle labbra ‘ti amo’ e mi pastrugnò le tette per indicarmi che era con me; ‘a casa festeggio con te’ aggiunsi; guardai in basso e vidi il suo sesso teso da fargli male; aumentai la passione nel bacio e mi schiantai sul ventre del bull facendomi penetrare nel retto fino a urlare di piacere e di dolore.

Cavalcai determinata, puntando i piedi sul pianale dell’auto e non mi fermai finché non sentii, con goduria immensa, che mi ‘sparava’ nel retto una marea di sperma, tutto quello che era capace di produrre dopo una copula così intensa; intervallando con brevi soste, continuammo a cercare posizioni e sensazioni nuove fino a quando, dopo le due ore fissate, il bull fece cenno che la giostra si chiudeva; con un’ultima, travagliata per lui, eiaculazione sul mio seno, che accolsi con gioia, chiudemmo.

Lo accompagnammo alla prima fermata d’autobus, andammo a casa e facemmo l’amore con un entusiasmo che non ricordavo uguale; ci furono altri incontri entusiasmanti in cui Antonio mi dimostrò la sua incredibile complicità, la sua disponibilità e l’amore che metteva in queste mie ‘avventure’ di sesso.

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geniodirazza

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