Le ragazze, fedeli al mandato ricevuto, si davano molto da fare per tentare di demolire la resistenza del ‘maturo’, prevista scarsa, e l’irruenza del giovane, troppo entusiasta, secondo i ‘capifamiglia’; ma i due soggetti, padre e figlio, dimostrarono presto che resistevano facilmente agli assalti delle escort, organizzate per aggredirli due per volta, quando non insieme tre o tutte e quattro su uno solo.
Non passò momento senza che Franco e Vittorio dovessero combattere aspri e dolcissimi duelli di lingua con due ragazze in rapida successione o palpare il seno di una mentre sfondavano il retto di un’altra; più volte le due si mettevano a succhiare un uccello contemporaneamente, una sui testicoli e l’altra lungo l’asta; spessissimo i due si sentirono portati fino al limite estremo dell’orgasmo e dovettero farsi forza per non eiaculare tante volte da crollare.
Il viso sorridente di Nicola, al quale spesso si rivolgeva, era per Franco la certezza che la prova andava alla grande e che, oltre all’indiscutibile piacere che derivavano dalla copula multipla, era in vista la piena accettazione delle sue scelte a favore delle sue amanti che, intanto, venivano strapazzate quasi con ferocia dai sei ragazzi, decisamente forti e ben forniti, che non lesinavano colpi in vagina o nell’ano, in bocca o sul seno, per prendersi il più intenso piacere e dare la massima punizione.
A metà serata, Franco decise di concedersi un momento di relax; fece cenno a Vittorio che era giunto il momento, prese la più dolce tra le due ragazze che lo assalivano e la penetrò analmente con un sommo gusto; la teneva per le mammelle e picchiava con forza sul sedere, spingendo il fallo fin oltre qualunque limite di penetrazione la ragazza avesse mai realizzato; d’intesa con suo figlio, quando la prostata reclamò il suo, le scaricò nel retto una lunghissima eiaculazione; lei urlò come un vittima sacrificale; lui si scaricò di ogni tensione abbandonandosi su di lei.
Mentre si rilassava dopo quella prima eiaculazione, Franco vide Lory che si avvicinava sorniona.
“Ciao, capo; neanche ti accorgi che ci siamo anche noi?”
“Credi davvero che si possa dimenticare quella farfalla che ti sei fatta tatuare in braccio a me, mentre eravamo in Versilia? O pensi che possa confondere con altri il tatuaggio tribale che la tua complice porta sotto l’ombelico? Piuttosto, hai capito perché due mature sono qui, destinate alla manovalanza, mentre sei escort si dedicano ai ‘capi’?”
“No; tu sai perché sei qui?”
Anche Titti si era avvicinata; a lei si rivolse l’ex compagno.
“Titti, hai parlato chiaro con Nicola? Ti ha detto che pagherete per quello che avete fatto? … Ok; dal momento che sono ancora quello troppo buono, vi avverto che la punizione è cominciata da qui; quei sei vi ridurranno male, alla fine della giostra, tanto vi sbatteranno e vi maltratteranno; ma il peggio deve ancora arrivare. Titti, ti ricordi del Calabrese? … Proprio lui, quello col sesso asinino che non ha pietà di nessuna e sfonda tutto quello che penetra.
Prima della conclusione, arriverà lui e vi sfonderà dappertutto; il capo ha deciso che vi deve passare la voglia e il piacere di copulare; ve la caverete con non meno di una decina di punti di sutura su ogni buco, con qualche settimana di degenza, per fortuna pagata dall’azienda, e con qualche mese di astinenza assoluta dal sesso; dopo, non so neppure se troverete voi la voglia o gli altri il piacere di penetrare nei vostri recessi; sicuramente esiterete molto prima di affrontare una mazza.
Nicola ti aveva avvertito; voi avete creduto di essere privilegiate perché vi hanno invitato a questa serata; loro avevano già progettato di farvi assai male; qui comincia la vostra condanna; poiché vi conosco, so che siete in grado di reggere e che la tigna vi farà accettare la pena senza problemi; qualche doloretto passerà e qualche caprone vi ha già sfondato con dolore; mi dispiace per Vittorio che dovrà vedere sua madre massacrata senza poter intervenire; anche questo fa parte del pacchetto di crescita. Posso solo augurarvi buona sorte e auguri per la guarigione.”
“Franco, non c’è bisogno di grande intelligenza per capire che davvero sei arrivato in alto; si vede anche che hai acquisito cinismo e capacità di lottare e soffrire; hai ancora qualche piccola briciola di affetto per noi, visto che comunque siamo stati amanti per tanti anni, con tutte le riserve e gli errori annessi?”
“Titti, questa cena è un banco di prova anche per noi; il ‘fratello di sangue’ non può rifiutarsi di sperimentare se sono il maschio che deve essere ‘uno di famiglia’ o se le corna che ho accettato da voi due, senza lottare, mi hanno reso indegno del posto nella cupola; solo se il mio comportamento risulta consono, farò la scalata che dici tu e potremo parlare di nuovi percorsi.”
“Franco amatissimo, lasciamelo dire, sappiamo tutti quale amante sai essere e non saranno quattro gattine a piegare un pilastro come te; stai già demolendole e fra poco si arrenderanno; dicci solo se potremo ancora sperare di avere da te il sostegno per crescere professionalmente, se il tuo potere aumenterà.”
“Lory, tuo figlio è ancora, per me, mio figlio e sarà fratello del bimbo che nascerà da Tina e da me; lui condivide il mio potere ed è abbastanza in gamba da decidere al meglio; parla da madre a tuo figlio; forse avete ancora molte cose da dire e da fare insieme; lui sa e voi dovete sapere che sottoscrivo tutto quello che decide, anche se fosse contro di me.”
“Mai più contro di te, maledetto grande amore che non ho saputo vivere; devo rivolgermi anche io a Vittorio per avere qualche briciola dell’amore che mi hai dispensato a piene mani per venti anni?”
“Titti, io e Vittorio siamo un unicum; c’è anche Tina, con cui si può parlare; lei, formalmente, è fuori dalla nostra attività ‘marginale’; ma è la vera mente di tutto e siete molto amiche, da sempre; abbracciati la croce della vendetta di Nicola e fatti forza; alla fine del tunnel, c’è luce per tutti; se qualcuno la spegne, è solo colpa sua, come è stato sempre, per voi.”
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