Il destino di cornuto 2
Nella mia logica perversa, non era accettabile l’evidenza che adultera è una moglie o una convivente mentre io non ero niente e nessuno, per tutti; ma pretendevo di avere gli stessi diritti di una moglie e pensavo di umiliare uno che non se ne fregava di me; tignosa e arrabbiata, ripresi da dove avevamo interrotto e, agitata ormai, indussi il ragazzo a concludere in fretta; uscì per andare in bagno e rientrò di corsa quasi spaventato.
“Per la miseria, … c’è mio padre di là in cucina!”
“Quale padre? Ma di che parli, per la miseria?”
“Franco, l’uomo che sta di là in cucina, è mio padre … “
“Aspetta, fammi capire; il mio convivente sarebbe tuo padre? E tua madre dov’è? E’ morta?”
“No; è viva e vegeta; ma è una single incallita e si sono accordati che vivono vite separate, nonostante me … Oddio, ma quindi tu sei la coinquilina che copula con tutti e non con lui! ... “
“Ah, sì, adesso è tutto chiaro; il cornuto ha un figlio con una ma non ci vive insieme; vive con me e non può possedermi; hai un padre che è la quintessenza della stupidità, evidentemente!”
“Beh, lui ha un figlio di venti anni che ti ha dato sesso con gusto; non vive con mia madre ma copulano alla grande, credimi; ci siamo incrociai in bagno e la sua mazza è ben più grossa e forte della mia; se io ti ho fatto stravedere immagina cosa farebbe lui; mia madre esce distrutta dopo ogni amplesso … ”
“Non salire in cattedra a dare dimostrazioni; ci ho fatto sesso anche io e so bene di cosa è capace, se ci si mette; peccato che sia ossessionato dall’amore e dalla fedeltà; forse la tua mamma, tanto femminista, ha accettato di rimanere al focolare … “
“Tu sei lo scrigno delle verità; peccato che non capisci niente e non sai di cosa parli … Puoi tenere chiusa la porta della cucina mentre esco? Non vorrei che mi vedesse qui; preferisco affrontare con lui la questione su un terreno più favorevole … a casa mia, stasera che viene da mamma; o non sai che passa con lei intere giornate, serate e spesso anche nottate? Non credo che esista un padre più presente di Franco, nella vita di un ragazzo, credimi!”
“Figlio di buona mamma! E io che credevo di offenderlo andando a passare le serate al bar! Il maiale ha due famiglie e si dedica alla donna amata anche per intere giornate! … Vieni, chiudo la porta della cucina e tu sgattaioli fuori!”
“Ciao, cornuto! Mi dici chi è la troia da cui hai avuto Vittorio?”
“Di troie ne conosco una sola; anzi, la conoscono tutti come troia impenitente! Che sai, tu, di Vittorio?”
“E’ appena uscito dalla porta, dopo avermi fatto godere per ore; è certamente migliore di te, a letto! E’ stato lui a riconoscere suo padre nella mia cucina!”
“Non voglio polemizzare sulla cucina tua o mia; quindi, ci hai guadagnato a cambiare il padre col figlio?”
“Lui non pretende amore, eternità e fedeltà; è uno dei tanti, come dovresti accettare di essere tu … “
“Con un figlio di vent’anni, di una madre che mi ama e di cui sono innamorato? Tu dai i numeri, ragazza mia … Stai attenta, però, perché il bengodi sta per finire … “
“Che significa?”
“Mi trasferiscono; sai che stanno ristrutturando le succursali; un dirigente andrà ad amministrarle; io sono tra i prescelti e forse vado a Grosseto; stai certa però che stavolta non ti porto con me! Mi è bastata una volta, essere preso per i fondelli; non credere che ci ricascherò … ”
“Non puoi farmi questo! Mi lasci così, di punto in bianco?”
“Se ti fossi lasciata prendere, forse potresti dirlo; ma ti sei fatta prendere da tutti tranne che da me; quindi non posso lasciare una che non ho mai preso … “
“Non fare l’imbecille per offendermi! E’ solo il verbo che è scorretto; non puoi abbandonarmi così; siamo legati dallo stesso destino!”
“Ti senti bene? Io non sono legato al destino di chi si fa sbattere da chiunque, in qualsiasi condizione, in tutti i fori praticabili e impraticabili … “
“Ma sei stato tu a portarmi in città … “
“Già, perché ero un buono; anzi, per dirla come la racconti tu in giro, perché ero tre volte buono, quindi sciocco … “
“Franco, ferma un momento l’ira; cerchiamo di parlare; io dipendo da te non solo economicamente … “
“Titti, è inutile piangere sul latte versato; cercati un amante vero, che ti mantenga e ti aiuti; se continui a farti calpestare come uno zerbino anche dai ragazzini di venti anni, non hai futuro; e soprattutto un futuro non ce l’hai più con me; se ancora non te ne sei convinta, ho da venti anni un’altra donna da cui ho avuto un figlio; rassegnati!”
Non restava altro da dire, davvero.
-------
“Ciao, Lory, hai saputo cosa ha combinato tuo figlio?”
“Non ho l’abitudine di controllare mio figlio; mi fido di lui … “
“Va bene, papà; sapevo che dovevamo parlarne; … mamma, papà sta rivelando che ho passato il pomeriggio a casa sua; lui non c’era, ma in compenso c’era Titti, molto disponibile e calda … Va bene così, papà, o devo spiegare?”
“No, speravo solo che ne parlassi tu, a tua madre … “
“Quindi la troia non si smentisce; anche coi ragazzini, adesso?”
“Mamma, bada che ho vent’anni e anche qualche buon argomento, per certe troie … “
“E’ vero; da madre perdo il senso delle cose; a poco più della tua età, io avevo un figlio meraviglioso; ma ne avevo già fatte di cotte e di crude … “
“Quindi, anche tu, se ti capita, fai sesso con ragazzi dell’età di tuo figlio?”
“Franco, non tocchiamo quel tasto; siamo d’accordo che questi altarini restano nascosti; non voglio sapere se hai ragazze di venti anni; non chiedere a me; sarebbe assai scortese ... Quello che non capisco è perché sei andato con una tardona, avendo una meravigliosa ragazza di diciotto anni … “
“Si da il caso che Ginevra ha affermato categoricamente che faremo l‘amore solo se e quando andremo a convivere; fino ad allora dobbiamo arrangiarci … “
“Per andare a convivere devi prima trovare un lavoro … “
“Suo padre mi affiderebbe un ruolo di peso nella sua azienda, se decidessi di convivere con Ginevra … “
“E allora, qual è il problema?”
“L’alloggio, mamma; perché non ci consenti di venire a vivere con te? La mia camera basterebbe a noi due, per i primi tempi!”
“No, carino; la mia singolarità prevede anche che abbia una casa mia senza ospiti; se te ne vai altrove, mi fai anche un grande favore; se vieni a stare con me e mi scaricate anche un nipotino, mi distruggi, mi rendi nonna, vecchia e inutile!”
“Un’altra soluzione forse ci sarebbe, ed anche molto vicina … hai presente quel bando per diventare Amministratore Delegato di una delle succursali? Sono il primo della graduatoria e sceglierò Grosseto; tra un paio di settimane io parto; se vieni via con me, puoi lasciare la casa a Vittorio e il problema è risolto … “
“Vuoi dire che lui va a convivere con Ginevra ed io dovrei venire a stare con te? No, grazie; la mia libertà vale assai di più … “
“Peccato, perché andrò da solo ma non credo che reggerò da solo molto tempo; a Grosseto non c’è neppure Titti a fare da tappabuchi … “
“Stai dicendo che mi lasci definitivamente?”
“No, vado in un convento di clausura e mi dedico al ricordo di te!”
“Ho bisogno di pensarci; quanto tempo hai?”
“Al massimo, una settimana.”
Non aveva bisogno di pensarci molto, Loredana; nel giro di due giorni sistemò le sue cose e comunicò a Franco che andava via con lui; felicissimi Vittorio, Ginevra e suo padre; i ragazzi si organizzarono l’alloggio a casa di Lory, Vittorio prese servizio come dirigente nell’azienda del ‘suocero’, produttrice di stoviglie, e per tutti cominciò una nuova esistenza che si auguravano per lo meno serena, dopo le tribolazioni di anni.
Franco ci mise poco a prendere le redini della struttura e portarla al massimo rendimento; Loredana, al suo fianco, fu come sempre di perfetta efficienza e si fece apprezzare per le sue capacità; ma ad apprezzarla particolarmente, e non solo per le qualità professionali, fu un giovane dirigente, Leopoldo, che rimase affascinato dal primo momento e non perse occasione per tampinarla con una corte serrata e irresistibile, a cui lei si oppose solo per poco.
C’è da dire che, quel che Franco non sapeva, era che tra le cose che la donna aveva dovuto ‘mettere a posto’ prima di decidere la partenza, c’erano i suoi amori segreti; in pratica aveva dovuto rompere i rapporti che da tempo aveva stretto con due soggetti in vista in città, personaggi di alto livello, coi quali aveva una relazione di puro sesso distribuito saggiamente in particolari momenti della settimana; inoltre, l’addio più sofferto era stato agli amici del bar dove coglieva le occasioni di sesso libero.
Vittorio aveva raccolto non poche voci sul libertinaggio di sua madre, che sapeva non inferiore a quello attribuito a Titti; sperava e si augurava che, andando a convivere con suo padre, Lory si sarebbe data una regolata e avrebbe posto ordine nella sua vita fino a quel punto troppo spensierata; sua madre, però, aveva frenato le sue pulsioni sessuali solo il tempo necessario per entrare in sintonia con la nuova realtà; una volta assestato il lavoro, scatenò la sua solita voglia.
