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Erotika
Il destino di cornuto · Cap. 4
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Capitolo 4 di 4 15 min di lettura

Il destino di cornuto 4 Franco e il figlio adottivo sono sottoposti a prove

Il nuovo assetto favorisce la crescita di Franco e del suo figlio adottivo Vittorio; in breve diventano potenti nel territorio ma sono sottoposti ancora a dure prove per dimostrare di essere abbastanza duri per il ruol che devono svolgere

geniodirazza
1 anno fa · 372 letture · 0

Titti ha detto che il figlio è quasi meglio del padre, sono certo che anche Ginevra sarebbe d’accordo a suggerirti di copulare da Dio per imporvi anche da quel punto di vista in quella pericolosa ‘famiglia’; l’unica richiesta è di non innamorarvi e di non perdervi dietro un’altra donna; non avremmo esitazione, se vi vedessimo esitare, a prendere quella parte di capitale su cui ho posto il mio sigillo e a portarci via mio figlio e tuo figlio, se sgarrassi anche tu, e a costruire con Ginevra una nuova realtà familiare. Vi è tutto chiaro, amori miei?”

“Tina, devo sospettare che vuoi tradirmi col mio figlio putativo? Lo hai appena definito ‘amore tuo’; già Titti credette di offendermi con qualcosa del genere … “

“Amore mio immenso, nel quadro limpido della libertà di sesso, se trovassimo un’occasione e te ne parlassi lealmente, come d‘accordo, non disprezzerei di fare sesso con tuo figlio; ma non lo farei per offenderti, solo per eccesso d’amore; però io rispetto molto Ginevra e alle sue spalle non farei mai una cosa del genere. Vai alla cena e sbattiti quante più ragazze ti riesce, falle starnazzare come galline e torna da me innamorato anche di più, perché il mio amore è inarrivabile, sappi.

Vittorio, parla con la tua compagna e non lasciare aprire crepe nel vostro rapporto; la lealtà premia sempre; nel mondo in cui ti vai ad immergere, quel valore è primario e assoluto; con la donna della tua vita, è fondamentale e ineludibile.”

Andarono così, a quella strana ‘festa di iniziazione’ padre e figlio entrambi caldi al punto giusto e decisi a lottare in un’arena dove nessun colpo era proibito; Franco ancora nutriva qualche dubbio sulla tenuta di Vittorio; ma bastò poco a fargli capire che il ragazzo adottato idealmente era anche più aperto di lui alle nuove indicazioni di una società sotterranea e, per molti aspetti, strana.

C’erano otto maschi, a quella festa, compresi Franco e Vittorio; Nicola se ne stava in disparte, con una donna matura, che lui non tardò a riconoscere e indicò al figlio come Cesira, la tenutaria di un’agenzia di escort; ed era chiaro che quattro delle sei donne erano state assoldate dall’agenzia di Cesira, perché avevano chiari i caratteri delle ‘ragazze ad ore’, di una qualità medio bassa, adatte al pubblico maschile di manovalanza della malavita.

Le ultime due, di qualche anno maggiori, incuriosirono Franco che non tardò ad individuarle; diede di gomito al figlio.

“Hai ancora riconosciuto tua madre in quella milf? Guarda bene, ha tatuata sulla vulva una farfalla molto colorata; si fece fare quel tatuaggio un’estate che eravamo in Versilia; l’altra, a giudicare dal tatuaggio tribale sotto l’ombelico, è senz’altro Titti; almeno di lei dovresti ricordarti … “

“E’ vero; adesso le riconosco anche io … Perché credi che siano qui?”

“E’ difficile capire se le hanno raggirate per dare il via alla punizione, senza avvisarle, o se semplicemente avevano bisogno di due troie navigate per dare sfogo alle pulsioni di quegli uomini; ad ogni modo, ti consiglierei di evitare l’incesto, almeno in questa situazione; prendiamoci le ragazze e lasciamo le donne al loro destino.”

Prima che ci fossero altri movimenti contrari, Vittorio si era lanciato verso il gruppo delle prostitute e aveva agganciato, col fascino che aveva irresistibile, le quattro giovani che non resistettero alla proposta di ‘acchiappare’, due per ciascuno, padre e figlio ai quali erano implicitamente destinate, essendo chiaro, nelle mire di Nicola, che quella festa doveva essere il ‘battesimo’ dei due nuovi affiliati e l’occasione di orgia per i vecchi militanti.

Due delle giovani escort misero al centro Franco e cominciarono a titillarlo abbracciandolo, stringendosi addosso e sfregando i corpi al suo, spogliandosi e spogliandolo con garbo e stile; le altre due presero in mezzo Vittorio e lo assalirono letteralmente coi corpi vogliosi e i sessi caldi; mentre si abbandonava languido alle carezze delle giovani, Franco ebbe modo di vedere, per un attimo, le due mature aggredite con violenza dagli altri maschi, tre per ciascuna.

La grande sala disponeva di infiniti divani di ogni foggia e dimensione; padre e figlio ne scelsero due, vicini e quasi complementari, dove si sdraiarono trascinando nel gorgo del sesso le occasionali compagne; Franco annotò mentalmente che le sue due ex venivano aggredite a sandwich dai maschi presenti; intuì, più che vedere, le notevoli mazze dei malviventi cercare vagina e ano, mentre i rimanenti due afferravano le mani protese per farsi masturbare.

Si dedicò alle ragazze, determinato a non sfigurare davanti alla freschezza delle quattro che dimostravano abilità, esperienza e voglia di succhiare dai maschi la loro stessa essenza con la bocca, coi seni, con le vagine e con gli ani aperti e vogliosi; ne abbrancò una e la strinse forte per sentire i capezzoli contro il torace; l’altra si fiondò alle sue spalle e si strusciò a lungo con l’inguine sul suo osso sacro per cercare i primi piccoli orgasmi, di riscaldamento.

Si distese sul divano più vicino e trascinò con se la più vivace tra le due che gli erano capitate; si stese supino e la invitò a cavalcarlo all’amazzone; il suo randello, duro come non mai, entrò in vagina come un coltello caldo in un pane di burro; l’altra li seguì e si accosciò sul volto offrendogli la vagina da leccare; lasciando la prima a succhiargli con la la vagina la mazza infissa fino all’utero, si concentrò sulla vagina della seconda, tutta da leccare, e vi si dedicò con entusiasmo.

Il doppio movimento lo distrasse notevolmente dalla pressione dell’orgasmo; dedito al cunnilinguo, perse quasi del tutto la volontà e la possibilità di copulare con l’altra; la conseguenza, piacevole per tutti, fu che lui riuscì a mantenere quasi intatta la sua carica di libidine, mentre le ragazze, sollecitate dalla stimolazione, segnalarono più volte orgasmi notevoli; alla fine del primo round durato ameno una mezz’oretta, le due godettero con gusto e lui si trovò al culmine dell’eccitazione ma ancora integro.

Vittorio aveva notato le manovre del padre e decise di usarlo come maestro di copula; se prova doveva essere, che fosse la più completa possibile; copulò a lungo con le sue ragazze, alternandole nella penetrazione in vagina e nell’ano, in bocca e fra le mammelle, ma riuscì a calibrare la sua partecipazione emotiva in modo da riservarsi le eiaculazioni per dopo; le due si resero presto conto di avere a che fare con due esperti di sesso e si adeguarono; ne sortirono amplessi stellari.

Nelle due ore seguenti, i due maschi dovettero ricorrere a tutte le conoscenze, le abilità e le strategie che avevano maturato negli anni e nei rapporti con l’altro sesso, per rispondere, colpo su colpo, alle sollecitazioni che, più o meno apertamente, venivano dalle quattro ragazze destinate a fare coppia con loro; sapevano con certezza che da quelle risposte, dipendeva il ‘giudizio di idoneità’ a far parte della ‘famiglia’ che lo spettatore e giudice principale, il ’fratello di sangue’ Nicola, era tenuto a dare.

Prima di andare avanti…

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