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Il destino di cornuto · Cap. 3
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Capitolo 3 di 4 15 min di lettura

Il destino di cornuto 3 La nuova prospettiva con Tina

Franco si fa trasferire vicino a Milano e porta con se Tina, una ragazza da tempo innamorata di lui, che si rivela la migliore compagna possibile; accetta di farsi coinvolgere da una banda di malavitosi e diventa potente e temuto.

geniodirazza
1 anno fa · 348 letture · 0

Ma non demordeva; approfittando di una piccola sosta, andò in bagno e tornò con la boccetta del lubrificante; sapeva che Titti e Lory avevano sempre amato la penetrazione anale ed anche lei adorava essere posseduta nel retto; gli fece capire che lo desiderava; sistemò tutti i cuscini sotto le reni, si stese supina e alzò al cielo le gambe, segno chiarissimo che lo voleva nel sedere ma desiderava che lo facesse guardandosi negli occhi; Franco non si fece pregare.

Prese la boccettina, premette un poco di gel sulle dita e le passò nel retto, poi allargò l’unzione all’ano e al perineo; un altro piccolo quantitativo servì a lubrificare interamente la mazza; appoggiò la cappella all’ano, le suggerì di respirare profondamente e di spingere come per andare di corpo; Tina aveva spesso copulato col didietro e conosceva il meccanismo; ma la stazza della mazza che entrava la costrinse ad imporgli una piccola sosta per adattare lo sfintere al sesso.

Poi cominciò una cavalcata stupenda nella quale ambedue misero tutta la passione, forse l’amore, che provavano in quel momento; in quella penetrazione riconobbero che c’era tra loro la chimica per stare insieme e fare sesso con tanto amore; lei si sentiva penetrare fino in fondo ma al tempo stesso avvertiva di imprigionare lui, il suo sesso e la sua passione; Franco si rendeva conto che veramente quella donna gli stava dando più amore di quanto lui ne chiedesse; e la ricambiò.

La cavalcò molto a lungo, sfilando più volte il bastone fuori dal buco e facendolo ripiombare con forza fino a far sbattere i testicoli contro il coccige; cercò tutti i momenti di lussuria e di godimento per entrambi, quando si fermava riempiendole il ventre con la mazza e titillando col movimento del bacino; oppure quando faceva andare avanti e indietro il sesso a stimolare tessuti nuovi; avvertirono con chiarezza, entrambi, che era la più bella copula anale mai fatta.

Passarono le ore della sera, fin oltre mezzanotte, a copulare in tutte le posizioni, in ogni modo, in tutti i buchi praticabili; Tina non si sentiva mai abbastanza stanca da rifiutare il sesso nella vagina per l’ennesima volta oppure per una nuova fellazione, soffocandosi fino al vomito col sesso che affondava in gola; gli chiese più volte di metterlo nell’ano e di cavalcarla finché il bastone non si muoveva liberamente nel canale dilatato al punto giusto; si accarezzarono, si leccarono, si baciarono, si amarono.

Dovettero mettere fine alla sessione amorosa, perché l’indomani li attendeva una nuova giornata campale; ma sapevano che era stato solo l’avvio di qualcosa che volevano far durare, all’infinito se possibile; si sentivano davvero appagati e rimpiansero di non averci pensato prima, ad incontrarsi; si gettarono a capofitto nel lavoro e nel giro di pochi mesi ottennero risultati clamorosi che furono accolti con entusiasmo da tutti.

La novità più bella la scoprì lei, che dopo pochi mesi si trovò incinta di lui.

Tina non si meravigliò molto, quando vide Nicola frequentare con una certa assiduità l’ufficio di Franco; colse per sommi capi iniziative assai delicate, forse ai limiti della legalità; poiché lei insisteva a chiedere, fu costretto a spiegare.

“Tina, tu hai trentacinque anni, ma io ne ho dieci di più; quando nostro figlio avrà vent’anni, tu sarai ancora al massimo della maturità di una donna, io sarò già avviato al tramonto; abbiamo il dovere di far crescere questo bambino in un’attività importante e redditizia; tu farai la tua splendida carriera e dovrai impegnarti a guidare nostro figlio; io rischio solo di inquinare la sua vita; meglio se me ne sto in disparte.

Se quello che ti poni è un problema di amore, sappi che occuparti di mio figlio perché resti fuori dai giochi sporchi che farò sarà il modo più bello e significativo con cui puoi dirmi il tuo amore; credi che stia esagerando?”

“No, Franco; in prospettiva futura e pessimistica, è come tu dici; ma, nell’immediato, mi piacerebbe condividere anche i rischi di errore … “

Arrivò improvvisa la notizia che Leopoldo, l’amante di Lory, era stato vittima di un brutto incidente stradale che lo aveva ridotto tetraplegico; viveva in carrozzina, era stato obbligato a licenziarsi e Lory non era stata confermata dal suo successore, sicché dovette tornare alla sede principale e farsi ospitare, a casa sua, dal figlio e dalla compagna.

“Franco, pensi che non sarà un episodio unico?”

“Come faccio a dire qualcosa? Quei meccanismi mi sono ignoti; corna me ne hanno fatto e se ne sono anche stupidamente e volgarmente gloriati, in molti; se Nicola ha fatto scattare la vendetta, pagheranno tutti … e non nei tribunali di Stato … “

“Non puoi fare proprio niente?”

“Sì; potrei intercedere per Titti, compaesana e profuga con me dal paese da cui viene anche Nicola; forse anche per Lory, per i venti anni in cui sono stato padre fittizio, ma ora anche spirituale, di suo figlio; ma, se la lista è stata già stilata, quelle due non saranno mai perdonate e, al massimo, andranno in coda.

“Insomma, per la morale malavitosa, la lealtà è il pilastro di tutto; visto che anche per te è il fondamento dei rapporti, sei già un mezzo malavitoso, allora!”

“Speravo che lo avessi capito prima di questo episodio; ti chiedo di essere tu la guida e l’affidataria di nostro figlio, perché ho coscienza di essere già un uomo segnato dal malaffare; ti sei pentita di convivere con me?”

“Senti, grande mafioso, sono stata io a suggerirti di mettere da parte gli scrupoli; nel mondo degli affari le leggi non scritte sono queste; io sono orgogliosa di te e del lavoro che fai; se la mia parte deve essere quella di assicurare che avremo un figlio forte, sano e bello, lo trovo semplicemente entusiasmante; lui non sarà mai te ma non si nasconderà dietro la legalità di facciata.”

“Scusami, vogliamo smetterla di ipotecare la vita futura di un povero embrione che non ancora ha assunto forme concrete?”

“No; trovo dolcissimo parlare di mio figlio con suo padre, il mio vero grande amore; lo facciamo così poco, in fondo!”

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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