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La nonna arrapa ancora · Cap. 3 — Seghe a volontà
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Seghe a volontà

Con zia e con nonna assisto senza freni alla loro vestizione... un mondo erotico che mi tiene sempre il cazzo duro.

Giovanna Esse
1 anno fa · 3.465 parole · 16 min
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Anche qui, ovvio, ci vuole un’altra sega. Una sega con destrezza badando che il suo russare sia ritmico e che non apra gli occhi vedendomi smanettare. Forse qualche dubbio lo ha visto che faccio il pisolino col mio asciugamano ma, per ora, non ha mai detto nulla anche se quando riapre gli occhi l’asciugamano è tutto appallottolato e finisce nel cesto della roba da lavare subito dopo.

Nonna invece il riposino lo fa da sola in camera da letto. Si mette sopra alle coperte, si mette comoda e accende la tv prima di iniziare anche lei a russare come un treno.

Non chiude la porta quindi se salgo piano piano le scale posso anche sbirciarla.

Non fa nulla di male però, per stare comoda, si toglie il vestito e resta in sottoveste. Slaccia anche i gancetti del bustino da sotto quindi le sue belle mammelle non più trattenute dopo un po’ sono praticamente fuori e in bella vista.

Insomma. Le vedo alla grande.

A volte, quindi, trascuro zia, mi metto dietro la porta e con un asciugamano da una parte e il cazzo nell’altra vado ancora di sega mangiando con gli occhi quelle poppe e sognando che il mio schizzo gli arrivi sopra e le ricopra tutte.

Quindi, tirando le somme... una sega appena sveglio perché faccio sogni davvero osceni, una sega mentre fanno il pisolino visto quanto mi mostrano, una sega dopo che le ho viste spogliarsi e una liberatoria a letto prima di dormire.

Mi sto consumando l’uccello temo. Come ho detto la cosa mi inquieta parecchio perché mi sento sporco a coltivare questa mia ossessione per due donne anziane ma, ogni volta che provo a “guarire” da questa mia ossessione accadono cose che, come ho detto, proprio tanto normali non sono e questo da molto da pensare.

Accade ad esempio, un giorno mentre spio il pisolino di nonna facendomi la solita sega che, appena finito con notevole sollazzo visto che oggi aveva proprio le tette fuori completamente, decido di scendere a bere una coca cola col cazzo ancora umido. Passo e vedo la porta del salotto dove zia fa il suo riposino chiusa. La cosa è strana perché non chiudiamo mai la porta e quindi con grande curiosità mi avvicino, la apro di scatto e trovo zia seduta sulla sua poltrona.

“Azzzz!” esclamò mentre lei mi fissa.

Ha tutte le gambe larghe (come al solito) ma ha anche tutta la mano infilata dentro.

Mi fissa, pare arrabbiata. Si leva la mano dalla patata e si vede chiaramente che è bella umida. “Che vuoi?” sbuffa.

“Niente credevo avessi bisogno di aiuto”.

“Se avessi bisogno di aiuto lascerei la porta aperta” dice mentre si pulisce la mano con un fazzoletto.

Intanto è impossibile non notare che dalle sue gambe spunta un liquame fluente e, infatti, obbediente alle sue regole, sotto al culo ha un asciugamano.

“Cosa c’è sei eccitato?”.

“Un po’....”.

“Vuoi farti la solita sega guardandomi?”.

“Come scusa?”.

“Guarda che lo sento che mi spii e ti seghi non c’è nulla di male. Anche io, come vedi, mi masturbo ogni tanto...”.

“Non c’è niente di male” ripeto io.

“Se c’è lo teniamo per noi però...” precisa lei in tono serissimo.

“...?”.

“Non vorrei che tu andassi in giro a raccontare queste cose. Magari raccontarle a qualche amichetto....”.

Scuoto la testa vigorosamente. “Se qualcuno sapesse potrebbe fraintendere, giudicarci male, potrebbero addirittura decidere che non puoi vivere con noi”.

“Non lo farei mai zia”.

“Davvero giuri che non ti è mai venuto in mente di raccontare che ti lasciamo segare quando vuoi... che ti lasciamo spiare i nostri intimi...”.

“Si zia te lo giuro. Non lo direi mai a nessuno. Mai. Ho troppo rispetto per te e nonna per raccontare queste cose in giro”.

Mi fissa, mi studia un attimo “bravo nipotino.... allora forza, datti alla pazza gioia”.

“Posso...?”.

“Ma certo, anzi oggi avrai un premio visto che mi giuri di essere così bravo” di slancio si sfila le tettone da sotto il bustino e allarga ancor di più le gambe.

Io sono già sul divano e mi sto levando i pantaloni.

Lei lo nota subito un po’ appiccicoso “a vedo che hai già dato oggi...”.

Arrossisco....

“Non preoccuparti, anche io ho voglia di farmene un altro....” e detto fatto si porta due dita fra le gambe e inizia a giocare col suo ciccetto...

La cosa dura una decina di minuti, forse meno, perché più guardo le sue tettone più mi sale il sangue al cervello. Lei ci ha preso gusto, la smanazza per bene con tutta la mano e mi guarda.

“Che bello... c’è lhai davvero grosso ummm” sussurra maliziosa e a quel complimento mi parte lo schizzo. Faccio appena in tempo a prendere l'asciugamani.

La zia ride. “Che spruzzo tesoro”.

“Emmmmm grazie”.

“Dai vieni che adesso c’è il premio”.

Credevo che il premio fosse mostrarmi le poppe ma sbagliavo.

Mi avvicino, ancora a cazzo fuori. Lei si sta ancora smanazzando a tutta forza.

“Forza, se vuoi puoi toccare le tette... lo so che lo vuoi”.

“Davvero posso? Posso anche succhiare...”.

“Se vuoi....” mugugna lei sempre intenta a sgrillettarsi a tutta forza.

Abbasso la testa, mi portò un capezzolo grosso e duro alla bocca e succhio come un pazzo mentre con l’altra mano palpo voglioso l’altro seno. Sento lei gemere più forte. Le piace.

“Arghhh vengo” esclama con un sospiro e una specie di fontanella le spruzza verso l’alto fra le gambe.

La guardo.... ha squirtato come una Troia.

“Che relax -sospira- adesso però mi ci vuole una sigaretta. Molla la latteria caro”.

Io obbedisco. La guardo, lei mi guarda, sgrana gli occhi “ ma è di nuovo duro?”.

“E Bhe zia con quelle poppe”.

Sorride. Allunga la mano, me lo tocca. “Rimetti le mani sui seni”.

“Posso....?”.

“Visto che è colpa mia si”.

Lo faccio, intanto sento le sue mani grandi e calde saggiare il mio cazzo. Inizia a muoverlo ed è fantastico.

I nostri visi sono uno di fronte all’altro. Le mie mani sui suoi seni la palpano con voluttuosa passione, la sua mano lavora alla perfezione.

“Occcazzzzzzo” esclamo sentendolo sborrare. In un fremito di passione avvicino la mia bocca alla sua e la bacio. La mia lingua nella sua bocca senza che lei faccia obiezioni.

E, stavolta, non abbiamo nemmeno usato l’asciugamano penso mentre vedo il suo bustino nero tutto inzaccherato di sperma.

Lei si alza, si spoglia completamente “questa roba è meglio lavarla direi...”.

“Si ottima idea” sorrido io.

“E magari anche tu fatti una doccia che sei davvero sudato e puzzi anche un po...”.

Io annuisco, abbasso la testa e senza osare guardarla le dico “grazie zia”.

“Si ma ricordati che è un segreto”.

“Si zia. Lo giuro”.

Fine del capitolo 3
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Scritto da
Giovanna Esse
Redattrice di erotika.app , blogger e Strega Magistra. Vuoi confessare un'avventura o un sogno del tuo "alter ego erotico"? Scrivimi in privato per consigli o pubblicazione. [email protected]
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