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Erotika
La nonna arrapa ancora · Cap. 8
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Capitolo 8 di 8 14 min di lettura

Mia zia mi lascia fare

Finalmente, rotto ogni tabù, anche zia Olga si lascia fottere in tutti i buchi... e non solo!

Giovanna Esse
1 anno fa · 1.9k letture · 1

Ormai, con nonna facciamo tutto: una vita sessuale da "matrimonio", e lei che era in astinenza non fa storie e ogni giorno lo prende dappertutto: figa, bocca, culo... è finito il tempo delle seghe infantili!

Intanto zia Olga pare ignara di cosa stia accadendo anche se alcune battutine piuttosto allusive mi fanno intendere che sa molto più di quanto dice.

Del resto anche io so che ogni tanto, forse quando sono fuori, zia e nonna se la leccano a tutta forza e la cosa mi sta benissimo.

Passano ancora alcuni giorni sempre con scopate sempre più intense con nonna quando, un pomeriggio in cui siamo soli perché Norma è a casa di un’amica. Zia che ha da poco finito il suo pisolino esce dal bagno con in mano una grossa boccia di colonia da due soldi.

È un piccolo vezzo che hanno le mie nonnine. Imbevono un po’ di cotone nella colonia e, a turno, si sfregano la schiena.

La cosa, dicono, ripulisce e toglie il prurito.

Poggia tutto sul tavolo da pranzo e inizia a levarsi la maglia, poi sfila anche il bustino fino al petto restando completamente nuda fino alla vita e con le enormi tettone in bella vista.

Con solo la gonna e le calze sotto si china sul tavolo. “Ti va di fregarmi la schiena che mi prude tantissimo”.

“O si zia nessun problema” sorrido tenendo a stento il cazzo duro nei pantaloni della tuta. Questa cosa, lo ammetto, ha per me un ricordo allo stesso tempo imbarazzante ed eccitante. Alcuni anni fa quando ero ancora un ragazzino ricordo benissimo che le stavo facendo il massaggio alla colonia in questa posizione che ricorda molto la pecorina quando avevo avuto una delle mie prime erezioni.

Il cazzo mi si era indurito come marmo e, volente o nolente, avevo dato una bella strusciata al solco del culo di zia.

Lei ovvio si era spinta in avanti senza che la cosa avesse ripercussioni ma credo sia stato proprio quel contatto che aveva iniziato a solleticare le mie fantasie su zia Olga.

Da allora, forse proprio perché le avevo fatto sentire io cazzo sul culo non mi aveva più chiesto di ripetere quei massaggi anche se ogni tanto la vedevo, con un po’ di invidia, farseli con nonna.

Mi accosto da dietro. Sento il suo profumo e il suo calore e la voglia sarebbe di allungare le mani sul suo corpo, cingerla a me e strizzare fra le mani quelle immense tette.

Invece cotone in una mano, colonia nell’altra e inizio a massaggiare. Lei mi da le indicazioni “più su, più giù, più forte, fallo in senso rotatorio”.

Io obbedisco silenzioso mentre il mio corpo è sempre più aderente al suo. Il cazzo è sempre più duro e ho solo un sottilissimo strato felpato dei pantaloni della tuta a trattenermi. Lei ha una gonna blu, non molto spessa e credo cominci a sentire qualcosa perché ogni tanto dimena il culo...

Io massaggio... Massaggio e mi struscio. Cristo ancora un po e vengo. Lei non dice nulla. Resta immobile. Mi lascia fare. Immaginando che questo sia il massimo che posso pretendere cerco di godermela il più possibile. Fingo di montarla e mi piace da impazzire... stasera la nonna dovrà prendersi razione doppia perchè è ovvio che tutto il piacere di questo momento lo sfogherò su Norma a pecorina...

Poi accade...

Con un colpo rapidissimo lei abbassa un braccio. Afferra il bottone della gonna e zack! La forza di gravità gliela fa calare fino alle caviglie. Io resto pietrificato a fissare il suo culo nudo visto che non ha le mutande.

Bellissimo, bello morbido e da sfondare con i peli della sua figa che fanno capolino da sotto.

Per un attimo penso che voglia che le passi la colonia anche sul culo poi lei, secca e diretta come sempre dice “Dai su... E' questo che aspetti no...”

“Io.... zia io?” balbetto impacciato.

“Vuoi scoparmi o no?” dice secca.

Io sento il cazzo esplodermi fra le gambe.

“Dai su che non ho tempo da perdere... Se vuoi infilare infila o vuoi farti il solito segone mentre ti guardo?” Secca. Chiara e diretta come sua abitudine.

E non le dico certo di no...... Tiro fuori un cazzo marmoreo e facendomi appena strada tra le sue coscione grosse ed invitanti le afferro la patatona. La peluria ricciuta mi eccita. Lei si china bene e apre le gambe per porgermela al meglio. Sento la vulva bagnata e pronta. La troia è un lago di desiderio. Non resisto oltre. Con un colpo secco le entro dentro fino ai coglioni.

“Oia!' sussulta.

“Umm o zia Olga che bello” gemo sentendo il calore della sua figa stretta arroventare il mio cazzo.

“Che travone” commenta

“Bhe l'hai visto che è grosso no?”

“Si ma dentro è diverso”

“Ti faccio male zia?”

“No anzi... pompa... dai che aspetti pompa” insiste lei che ora ha solo voglia di godere.

E lo faccio, pompo!

Come un trapano elettrico, come un toro da monta, come un maiale in calore. La trapano e la faccio ululare di piacere mentre la sento bagnarsi a ripetizione un orgasmo dietro l'altro. Le afferro le tette e le strizzo mentre faccio su e giù col mio uccello sussurrando quando io adori quelle enormi tettone. Perdiamo il conto del tempo. Ma da quanto stiamo scopando? Mezz'ora? Forse di più. Non importa nessuno vorrebbe smettere anche se ho i coglioni che fremono tanta è la sborra che ho dentro. Lo estraggo esausto e me lo meno.

“Devi farla?” Chiede lei.

“Si zia tanta tanta...”

“Non dentro però lo sai”.

In effetti non lo sapevo e non ne capisco il motivo visto che è in menopausa da un po’ ma non la voglio forzare.

“Sulle tette ti va” propongo mentre me lo sego.

Lei scuote la testa, sorride ma non pare dispiaciuta.

Si siede sul divano e afferratasi le zinne me le porge perchè io in piedi possa passarci sopra la punta del cazzo.

“Ti piacciono le mie tettone?”

“Le adoro zia sono loro che sognavo ogni sera sai. Le a-do-ro' e così dicendo apro i tubi inondandola con un getto di sperma bianco che le copre completamente. Parecchia le finisce sul mento e sul collo. Lei per nulla turbata si pulisce le guance con un dito. Se lo ficca in bocca. Assaggia la mia sborra ancora calda. Pare piacergli. “Adesso prendimi un asciugamano sborrone che non sei altro....”.

Le prendo l'asciugamani, lei si pulisce. Io la guardo eccitato. Lei mi guarda.... “Zia io...”.

“Cosa?” chiede scodinzolando le tette.

“Ti adoro zia. Sei così fica!”

“E quindi?” chiede seria.

“Non mi basta una sveltina. Io ti voglio, ti desidero in ogni modo ma nonna mi ha detto dei vostri segreti e... insomma non vorrei che fosse l'unica volta capisci?”

Allunga le mani, sorride e me lo accarezza “Bell'uccellone della zia ma chi ti ha detto che è l'unica? Certo dobbiamo fare attenzione ma... Quando vuoi la zietta è qui che ti aspetta. Abbiamo fatto un bel discorsetto con tua nonna e abbiamo convenuto che un cazzo come il tuo meritava una deroga. Ormai siamo in menopausa tutt’e e due e non ci sono pericoli a che se, questo sia chiaro, non dovrai mai raccontare in giro quel che facciamo”.

Io scuoto la testa “si zia, te lo giuro zia”.

“E preferirei anche che non mi venissi dentro. Il ricorda sai è ancora brutto”.

“E nel culo?” mormoro.

Ride di gusto “a maiale che non sei altro. Scopiamo da un giorno e già vuoi incularmi. Ma lo sai che male che fa nel culo”.

“Nonna dice che ci siete abituate”.

“Non a uccelli grossi come una trave” mormora lei.

Vado a prenderle l’asciugamano per pulirsi.

Quando torno la zia è ancora nuda e stà fumando una sigaretta in santa pace. La guardo. Anche io sono tutto nudo. Mi siedo accanto a lei.

Con passione la strofino sul petto pulendole le tettone dalla mia colata di sperma. “Tua nonna aveva ragione. Sei molto bravo”.

“Bhe grazie”.

“E hai ancora voglia vero?”.

In effetti il cazzo pare parecchio duro. Sarà il massaggio a quelle poppe, saranno i complimenti che mi ha fatto ma sono ancora in tiro.

“Allora tanto vale che andiamo a letto che si sta più comodi” dice alzandosi in piedi.

“Si più comodi e più tranquilli' annuisco io mentre le accarezzo una coscia.

E così saliamo in camera. Ci infiliamo nudi nel suo letto e lei si china su di me e inizia un pompino fantastico mentre io gemo sussurrandole sotto voce quanto sia bella e brava.

“O si, si zia, dai zia' e le vengo in bocca... lei senza difficoltà beve tutta la mia sborra e mi pare doveroso ricambiarla subito dopo quando con le sue gambe poggiate sulle spalle ci do di lingua nella sua ficona bagnata fino a quando con un urlo soffocato Orga spruzza fuori come una fontana mezzo litro di sbroda.

Mi accarezza la testa con gratitudine poi sorride “adesso basta coi giochini.... mi fotti o no?”.

Non aspettavo di meglio. Tengo il suo corpo sollevato verso l’alto sempre son le sue gambe sulle mie spalle, allargo bene la sua fica e con un colpo di reni la penetro secco.

“O si zia che bello. Non vorrei più uscire da questa magnifica fica” gemo io mentre la fotto a tutto spiano...

Prima di andare avanti…

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