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Erotika
La nonna arrapa ancora · Cap. 2
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Capitolo 2 di 8 11 min di lettura

Mia zia emancipata

Intuisco che nella mia famiglia c'è una certa tendenza segreta a cercare piaceri proibiti.

Giovanna Esse
1 anno fa · 1.4k letture · 1

Al mattino mi sveglio col cazzo durissimo. Sarebbe bello saltare addosso ad Emy ancora una volta ma mi trattengo aiutato dal fatto che la mia sorellina è già in piedi e vestita di tutto punto. Ha una minigonna nera e collant sempre neri che sono stupendi. Cerco di non fissarla troppo perché mi ecciterei ancora di più.

Vorrei aspettare che esca per farmi almeno una sega veloce sotto alle lenzuola ma anche per quello non ci danno il tempo perché poco dopo nonna Norma apre la porta senza nemmeno bussare “forza che la colazione è pronta”.

Mi vesto cercando di infilare la mia erezione nei pantaloni senza pensarci e scendiamo.

Zia Luisella, la sorella maggiore di mamma è già arrivata quindi pare arrivato il momento degli addii. La guardò, non la conosco benissimo, l’ho vista giusto qualche volta alle riunioni di famiglia e non abbiamo mai parlato troppo. Bionda, come nonna, ma direi almeno una decina di chili più pesante. Tettona, un po’ come tutte le donne di casa e direi anche bella culona a giudicare dal carico che nasconde sotto la gonna.

Le guardò anche le gambe ben che scoperte solo dal ginocchio in giù, più che altro per valutare che calze indossi.

È un po’ una mia piccola fissa. Guardò sempre ogni donna che ho davanti per cercare di capire che calze abbia.... Collant, autoreggenti..... 20 denari? 40?

Secondo mia sorella sono feticista del nylon. Io non saprei dire perché ai feticisti viene duro pensando alle calze a me viene duro pensando alla porca che le indossa e, se non le indossa, mi viene duro lo stesso.

Comunque zia Luisella le porta nere, molto velate e presumo siano collant anche se non ne ho la certezza.

Ci sono buone notizie. Andremo tutti a Milano con lei. Infatti è successo un piccolo contrattempo e zia non è potuta venire in auto a prendere Emy ma ben si in treno quindi ora sarà zia Olga ad accompagnare Luisella ed Emy a Milano e siccome c’è un posto libero in auto potrò stare con mia sorella ancora un po’.

“Potevi avanzarti il viaggio in treno” dice zia.

“Ma no figurati poi è da un bel po che non vedo mamma... anzi se non vi spiace partirei dopo pranzo così resto un po’ con mamma” dice Luisella.

“Va bene -annuisce zia Olga- basta che non facciamo troppo tardi che poi si fa buio”.

“Ma no figurati.... verso le due si può partire”.

Così guadagniamo altro tempo.

La zia Olga ogni tanto mi guarda e penso abbia ancora qualcosa da dire di ieri sera ma non ne fa mia parola specialmente davanti alle altre parenti. Comincio a pensare che se lo terra per lei e piano piano la paura mi passa.

Finiamo la colazione e zia Olga decide di uscire per fare spese, nonna invece ci invita senza troppi giri di parole ad uscire di casa “andate a farvi un giretto, andate al parco giochi.... noi dobbiamo fare le pulizie e non ho bisogno di imbrogli” lo dice scherzando e con un sorriso ma comunque che siamo di imbroglio c’è lo ha detto...

Decidiamo quindi di toglierci dalle scatole e usciamo.

“Ma a te non pare strano che dovesse fare le pulizie proprio adesso?”.

“Lo sai che la nonna è sempre lì che pulisce” dico io.

“Si ma non con un ospite in casa. Voglio dire arriva la zia ospite e lei si mette a pulire”.

“Maniaca dell’ordine?”.

“Si ma a noi per mettere in ordine ci manda al parco giochi come se avessimo dieci anni e la zia resta con lei”.

“Dovranno parlare di cose che noi non dobbiamo sentire”.

“Probabile... allora che vuoi fare George?

“Potremmo davvero andare al parco giochi”.

“A fare che?”.

“Mi siedo sull’altalena.... poi tu ti siedi sopra di me... e ti scopo ancora una volta”.

“Che porco.... penso sempre a scopare!”.

“Bhe anche tu...” obietto io.

“Vero” annuisce Emy con una risatina.

Mi è già venuto duro anche se non lo dico ma sono quasi certo che anche mia sorella abbia parecchia voglia. L’idea sarebbe di scopare ma quel poco di pudicizia che abbiamo ancora ci impedisce di farlo all’aperto anche se una mezza idea di farlo in un bosco un po’ c’era....

Alla fine però Emy decise che potevamo fare una cosa anche migliore. “Meglio di una scopata?” dissi poco convinto. “Fidati” annui lei.

Così passando da un piccolo pertugio in fondo al giardino, dove secoli prima si era rotta la rete che cingeva il cortile della casa delle nonne e che nessuno si era mai preso la briga di riparare, tornammo a casa. Eravamo una specie di agenti segreti, di super 007, forse solo un po’ più arrapati e curiosi.

Attraversammo il piccolo prato nascondendoci dietro agli alberi attenti a non fare rumore e a captare ogni movimento che avesse rivelato la nostra presenza, raggiungemmo la porta posteriore che era sempre aperta e badando sia di non farla cigolare che di non farla sbattere entrammo piano piano in casa.

Non si sentiva alcun rumore ma sentimmo il rumore delle scarpe col tacco di zia Luisella che battevano sul parquet al piano di sopra. Le due donne erano certamente li, in camera di nonna.

Salimmo. La scala non era di aiuto perché era in legno e faceva un sacco di scricchiolii ad ogni passo quindi ci muovevamo come gatti o comunque come meglio riuscivamo a imitarli. Ci volle quello che sembrò un secolo per arrivare al piano di sopra ma alla fine ce la facemmo è ancora nessuno pareva essersi accorto di noi.

La camera di nonna era la prima in cima alla scala quindi pur acquattati sull’ultimo gradino ci sporgemmo appena appena verso l’interno per guardare dentro.

La porta era aperta e ciò che vidi fu meraviglioso.

C’era mia zia Luisella. Nuda! Anzi meglio che nuda. Aveva solo il collant senza mutande sotto.

Non so se sia una cosa normale ma una fica appena velata sotto al nylon la trovavo anche più arrapante di una in primo piano. In più c’erano le sue belle pere grosse e sode, una quinta minimo, che ballonzolavano ritmicamente mentre la zia si muoveva per la stanza.

È il bello doveva ancora venire.

Concentrato sulla zia non avevo visto nonna che stava un paio di metri più in là. Indossava un bustino bianco con molti pizzi e le tettone erano tutt’e fuori e in bella vista. Era magnifico, avrei voluto avere mille occhi per poter guardare tutto contemporaneamente anche perché sotto la nonna non aveva le mutande. La sua fica, bella pelosa, era in bella vista e non parliamo delle calze color carne tenute su coi gancetti...

Era troppo.... mi stava scoppiando il cazzo e anche mia sorella si stava gustando la scena ne ero certo.

Entrambi non vedevamo l’ora di vedere cosa facessero quelle sue donne, madre e figlia, mezze nude in camera da letto ma forse ci tradì la nostra ansia, forse ci scappò un sospiro....fatto sta che a un certo punto nonna esclamò brusca “che cavolo state facendo voi due!”.

Noi saltammo fuori, l’aria di nonna era molto arrabbiata mentre la zia sembrava più imbarazzata e infatti si coprì i grossi seni con le mani anche se mi lasciò sbirciare ancora il suo pelo appena nascosto dal nylon nero.

Prima di andare avanti…

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