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Erotika
La nonna arrapa ancora · Cap. 3 — Seghe a volontà
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Seghe a volontà

Con zia e con nonna assisto senza freni alla loro vestizione... un mondo erotico che mi tiene sempre il cazzo duro.

Giovanna Esse
1 anno fa · 3.465 parole · 16 min
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Accade davvero non riesco a crederci. Mia zia Olga, coi suoi ottanta chili di ciccia e tette, si china a fianco della macchina con la portiera spalancata, si china appena un po’, solleva la gonna e inizia a pisciare.

Io sono in piedi accanto a lei e la fisso. La sua fica ha il pelo nero, lungo che si banana della sua urina mentre le grandi labbra sporgenti della sua patata sparano piscio a fiumi.

Le calze nere sorrette dai gancetti rendono la visione ancora più porca mentre la donna ciondolando sui tacchi mi fissa “non dovevi farti una sega?”.

“Ma davvero posso?”.

“Bhe direi che dal bozzo nei hai proprio bisogno” sorride lei mentre ancora cola urina.

Sbottono i pantaloni e il cazzo mi schizza fuori ancor prima che mi tolga i boxer bello teso, dritto e duro dalla fessura del tessuto.

Lo afferro saldo anche se sono ancora un po’ in imbarazzo e me lo meno.

“Occhio a non venirmi addosso” dice la zia che in effetti ha la testa giusto ad altezza cappella.

Fa freddo e siamo in un area di sosta in penombra dell’autostrada, molti si smonterebbero da tutto ciò ma la figa bagnata di zia Olga sembra poter resuscitare il cazzo di un morto.

“O si cazzo come godo” mormoro sempre fissando le cosce di zia, il suo pelo, le sue gambe...

Lei intanto pare aver finito il bisogno, prende dalla borsetta poggiata a terra un fazzoletto e piano piano inizia a pulirsi il pelo umido.

L’operazione ricorda una masturbazione vaginale ed è eccitantissima infatti sento che manca poco. Di solito duro un casino ma oggi ho davvero voglio di svuotarmi, di venire, di sentire il sangue fluire dalle palle su verso un magico amplesso davanti a lei.

“Io ho fatto” dice.

“Puoi tenere sollevata la gonna per piacere....” la imploro mentre mi slogo il polso per segare sempre più forte.

“Si ma veloce che fa freddo”.

“O ti scalderei io zia” dico preso dalla foga e mi basta un passo in avanti per appoggiarle la cappella turgida in faccia.

O come vorrei che lo prendesse in bocca...

Ma lei invece si scosta. “Hey patti chiari... guardare si toccare no”.

“A scusa.... scusami tanto” mugugno temendo che ora si alzi e si ricopra.

Ma lei è paziente. Resta lì con la gonna sollevata, senza mutande, a farmi vedere la sua grandissima figona.

“Perché poi sei senza mutande?”.

“Non le metto quasi mai. Mi stringono”.

“A certo.... giusto” non le dico che la cosa fa molto troia ma lo pensò eccitandomi ancora di più.

Sta diventando allo stesso tempo estatico quanto tedioso. Ho il culo al vento e ho freddo, lei pare annoiarsi, io voglio davvero svuotarmi e non smetterei mai di guardare le sue gambe aperte ma allo stesso tempo non vedo l’ora di finire.

Alla fine lo sento arrivare e strepito “sborro si sborro zia”.

Lei meccanicamente fa due passi indietro ma il getto è così forte che qualche goccia la raggiunge comunque. Ci vogliono cinque o sei pompate di mano prima che si svuoti e ai miei piedi sembra che abbia pisciato anche io tanta ne ho fatta.

Zia ha giusto due macchioline su una gamba, proprio sopra alla calza ad altezza coscia.

Scuote la testa, la cosa non pare farla felice ma nemmeno la disturba troppo. Allunga un dito raccoglie la gocciolina di sperma e se la porta prima al naso e poi alla bocca.

“Mica male sa di latte” ride.

Io la fisso allo stesso tempo eccitato per quanto sta facendo e contrariato che non abbia voluto bere direttamente dal tubo. Ma devo rassegnarmi. Come ha detto lei, guardare e non toccare.

Ci rimettiamo a posto alla meglio e torniamo in macchina. Avvio il motore e per una buona mezz’ora nessuno apre bocca.

Ogni tanto le guardò le gambe e le cosce che mostra senza pudore tanto la gonna si è alzata ma non dico nulla.

Cerco di essere ottimista. Le ho visto la figa per la prima volta. Direi che per oggi posso essere felice.

Per oggi....

Quando arriviamo a casa comincia a fare buio.

Saluto nonna Norma che inconsapevole di tutto ci chiede se abbiamo fatto buon viaggio.

“Davvero ottimo. Ha una bella guida... un po’ dura ma bella” commenta la zia facendomi arrossire.

Cena, lavaggio e poi subito a letto. Dico che sono stanco ma in realtà ho solo voglia di farmi un’altra sega. Con tutto quello che ho visto oggi credo di averne tutte le ragioni.

Le immagini mentali di ciò che ho visto si sovrappongono alle mie fantasie perverse, il cazzo è già durissimo e, nudo sotto le coperte, ho subito iniziato a stantuffare a tutta forza quando di colpo la porta si apre.

Mollo la presa pudicamente anche se il sollevamento sotto alle lenzuola è chiaro ed evidente. Entra zia Olga, in camicia da notte, una camicia che non nasconde molto delle sue forme, soprattutto sul petto dove i suoi cocomeri sembrano li lì per saltare fuori da un momento all’altro..

Si avvicina al letto. Mi porge due asciugamani di spugna. “Questo per i lavoretti come ti avevo detto” dice. Il li prendo con la mano libera (l’altra è bella posata sul cazzo come se volesse trattenerlo) dico un “grazie” a mezza voce e non posso fare a meno di sbirciare nella penombra il solco sei grossi seni.

“Vedo che sono arrivata appena in tempo” commenta e con la mano mi da un colpetto in vita beccando in pieno il bozzo della mia erezione.

“Io emmmm....” borbotto senza sapere se mi sto giustificando perché mi masturbo o perché lo sto facendo sulle sue preziose lenzuola.

Lei sorride, si alza e se ne va facendo ciondolare il grosso culo “buonanotte e buon lavoretto” dice prima di chiudere la porta.

“Buonanotte” rispondo mentre la mano ha già ripreso a lavorare a a tutta forza.

Passano quasi due mesi.

Due mesi di assidua convivenza con nonna Norma e la sorella minore Olga.

Due mesi in cui c’è la metto tutta per finire la scuola e non farmi bocciare. In fondo ne avrei anche le ragioni. Il trasloco, il trasferimento dei miei genitori, la nostalgia di mia sorella e non parliamo delle beghe sessuali che mi circondano sempre più intensamente.

Bisogna dirlo accadono cose strane a casa delle nonne. Alcune sono probabilmente cose assolutamente innocenti che solo una mente perversa come la mia vede come eccitanti tipo il fatto che la sera le due nonnine, come hanno sempre fatto, si spoglino in salotto per indossare le camicie da notte. Probabilmente non c’è nulla di male, hanno un comò apposta pieno di abiti per la notte vicino alla televisione, lo aprono, tirano fuori una camicia da notte pulita e quindi iniziano a turno a levarsi tutto quello che hanno addosso.

Il vestito o la camicetta, poi la gonna a volte sotto hanno la sottoveste.... nulla di che a parte il fatto che spesso, specie zia, non ha le mutande e a quel punto ha solo il bustino nero che comunque è davvero sensuale e trattiene a stento le grosse bocce, ha ancora le calze, di solito nere, che si vedono in tutta la l’iro interezza, con la decorazione a giarrettiera in cima, coi gancetti che le sorreggono...

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