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Erotika
La nonna arrapa ancora · Cap. 3 — Seghe a volontà
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Seghe a volontà

Con zia e con nonna assisto senza freni alla loro vestizione... un mondo erotico che mi tiene sempre il cazzo duro.

Giovanna Esse
1 anno fa · 3.465 parole · 16 min
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E già qui, lo ammetto a me viene duro da matti.

Ma, ricordiamocelo, la zia per sua stessa ammissione non porta le mutande, quasi mai... e quando le porta sono una cosina nera tutta di pizzo che non nasconde molto...

Insomma è li davanti a me e sua sorella a figa fuori, solleva una gamba, la poggia sulla poltrona, si sgancia una calza e se la leva, poi l’altra.... e intanto io guardo il cespuglio che fa capolino da sotto. Come ho detto ha i peli della gnocca molto lunghi e folti ed è tutto uno spettacolo.

Ma non finisce qui perché poi si sgancia il bustino, lo leva e le due bocce (una ottava) svettano in tutto il loro splendore. La vista certo è fugace, solo pochi secondi perché subito dopo si infila lesta la camicia da notte ma quel breve istante, quello spogliarello è davvero stupendo.

Poi c’è nonna che fa più o meno la stessa cosa anche se lei, di solito, ha le mutande e non sono neanche tanto sexy. Una cosa bianca, ampia, che davvero nasconde tutto e toglie molto alla mia eccitazione però, cazzo, anche lei quando leva il bustino color cobalto per qualche minuto mi da una bella visione delle sue tette che sono appena un po’ più piccole di quelle della sorella. Come ho detto è una cosa più che normale, sono mia nonna e mia zia che si cambiano. Sono anziane e non fanno nulla di provocante ma a me viene di marmo. Questo mi inquieta perché mi sento ogni volta sporco, ogni volta a chiedermi se sia la mia mente malata di sesso ad immaginare cose che non esistono e a vedere come oggetti sessuali le mie anziane parenti.

Vanno in bagno a lavarsi, ogni sera si fanno il bidet e mi fanno fare altrettanto perché le parti intime devono sempre essere pulitissime per non prendere le malattie dicono.

Io lo faccio ubbidiente ma confesso che prima mi faccio anche una veloce sega eccitato dal loro involontario spettacolo....ogni sera.

A scuola perdo un po’ i contatti con i compagni. Sono sempre stato un allegrone amicone di tutti ma in questo periodo vado in classe quasi come un automa, studio quel minimo per cercare di passare e, pensa un po’, mi studio centimetro per centimetro le gambe delle prof quando hanno la gonna.

Le nonne vivono in una frazione abbandonata su una collina a tre km da tutto. Sono una trentina di abitanti che vivono quasi a se stanti anche se sono solo una frazione. C’è un bar, anche se è miserissimo, il giornalaio, il tabaccaio e il panettiere ma per il resto, se si vuole un segno di civiltà bisogna farsi tre km... a piedi perché io non ho la macchina.

Abbiamo un veicolo, appartiene a zia Olga che delle due è l’unica patentata. Una 500 con dieci anni di vita e meno di 15.000 km. Là si usa solo per occasioni speciali: andare ai funerali, andare ogni 15 giorni al supermercato a fare la “spesa grossa” è una volta al mese per andare in una cascina da alcuni conoscenti a prendere roba fresca tipo vino, salumi ecc....

L’unica volta in cui zia ha fatto una eccezione è stato quando l’ho usata per fare l’esame della patente. Mi ha accompagnato, ho fatto la mia bella figura con l’istruttore seduto dietro e la zia al mio fianco e mi sono portato a casa la mia bella patente.

Ho chiesto due volte a zia se potevo usare la macchina per andare a fare un po’ il figo con gli amici ma mi ha detto no. Dice che ha paura che mi faccia male.

La guida quindi diventa mia prerogativa solo per andare a fare la spesa, alla fattoria o quando ci dobbiamo davvero spostare per il resto vado ancora a scuola col bus giallo dei bambini, torno a casa e studio.

Quando non studio gioco a pallone.

Quando non gioco a pallone mi faccio un mare di seghe.

Per farmi le seghe, ovvio, spio le due nonnine.

Spiarle mi fa sentire sporco, sborro ma poi, a volte me ne vergogno.

Ad esempio al pomeriggio, subito dopo pranzo, quando le due nonnine per digerire fanno una passeggiata fino in fondo al bosco. Siccome sono vecchie e stanche si portano dietro un seggiolino tipo quelli da picnic molto leggeri e pratici da tenere sotto al braccio.

Io vado con loro....

Camminiamo per un po’ fino ad arrivare ad una radura alberata e li aprono i due seggiolini ma siccome sono diciamo “belle grosse” non è che stiano proprio sedute composte.... Si siedono con le gambe belle larghe.

Ed è li che io, che fingo di giocare a pallone, vedo tutto. Specie zia che non ha le mutande.... vedo davvero tutto!

Anche qui, diciamo, non ci sarebbe nulla di male sono io il porco che sbircia come un maiale no?

Si certo, sarebbe anche vero se non fosse che un giorno ho proprio visto che zia se la toccava. Aveva la mano sotto la gonna e ravanava che era un piacere.

Magari si stava solo grattando un fastidio ma.... insomma ho proprio visto che alla fine ha spruzzato qualcosa.

Quello era un ditalino. Un ditalino coi fiocchi....

In più mia sorella mi ha detto che una volta ha visto anche nonna Norma farsene uno è da allora sono ossessionato da questo pensiero. Perché di zia ho qualche dubbio dopo quello che è successo in autostrada ma nonna, devo dire la verità, non l’ho mai vista fare cose strane o oscene. Non comunque cose inspiegabili come guardare il nipote che sborra...

In compenso ha uno strano vizio. Ogni volta che piscia dopo si cambia le mutande e lo so perché dopo che ha ben ben pisciato esce dal bagno con la gonna ancora alzata, le mutande appena tolte a mo di fazzoletto e va fino in salotto nel famoso armadio dove oltre alle camicie da notte pare tenga tutto il suo intimo.

Magari non ci sarà nulla di male ma vederla attraversare la casa con le calze e il reggicalze in bella vista, i peli della gnocca biondiccia che fanno capolino da sotto le mutande appallottolate a me fa un certo effetto.

E anche li, appena posso, vado giù di sega...

Poi ci sono i pisolini, almeno un ora, dopo la passeggiata. Zia si siede sulla sua poltrona davanti alla tv, si mette bella comoda e parte...

Russa che è un piacere.

Sotto intanto le gambe si divaricano, si divaricano e si divaricano e alla fine il suo cespuglio è così bello visibile che basterebbe allungare una mano.

Io ovviamente sono lì con lei, sdraiato sul divano. Ho la faccia a meno di un metro dal suo intimo. Cavoli come mi piacerebbe allungare il braccio e toccarla o ancora meglio avere una lingua così lunga da raggiungere le sue cosce.

A volte, se mi concentro, mi pare quasi di sentire odore della sua figa.

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