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Erotika
La nonna arrapa ancora · Cap. 1
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Capitolo 1 di 8 16 min di lettura

Odori proibiti

Liberi dall'attenzione dei genitori, con mia sorella ci spingiamo sempre oltre in un gioco perverso.

Giovanna Esse
1 anno fa · 2.6k letture · 0

“A ecco....” dissi mentre inconsapevolmente mi tornava turgido una terza volta.

“Invece mamma è senza peli perché se la rade”.

“Ma porc.....” sbottai e la mano prese a stantuffare a tutta forza.

Negli anni, anche con la complicità di alcuni giornali porno trovati in solaio divenimmo più esperti nei nostri giochi.

Erano vecchie riviste ingiallite probabilmente di nostro zio ma davano comunque parecchi spunti e insegnavano parecchio il “gergo”.

La prima esperienza “uniti” fu il 69. Il primo non fu fantastico.... io mi presi un mezzo morso al pisello e lei una ginocchiata in faccia ma, piano piano, diventammo più esperti.

Complici i nostri genitori sempre assenti al pomeriggio facevamo le nostre prove, i nostri esperimenti e ben presto mia sorella succhiava il mio uccello con una maestria impagabile e io allo stesso tempo le eccitavo la patata con la mia lingua finì a farla colare e gemere a tutto spiano.

Per aumentare il mio piacere Emy mi raccontava qualche aneddoto di zia e di nonna tipo una volta che erano andate assieme a funghi e la nonna aveva deciso di pisciare nel bosco. La cosa doveva aver eccitato mia sorella perche la descriveva con tanti di quei particolari che mi venne di marmo e feci uno schizzo davvero da paura. Ma c’erano anche altri aneddoti: come quando aveva visto Vera, l’altra nostra nonna che si cambiava la camicetta e, nonna Vera aveva le tette davvero enormi anche più di zia Olga.

“E a lei l’hai vista la patata?”.

“No si cambiava solo il pezzo sopra”.

“Peccato.... le aveva le calze?”.

“Si bianche”.

“Che schifo bianche sono meglio nere come zia o trasparenti come nonna”.

“Ti tira un sacco sta cosa delle calze vero fratellino?”.

“Si, non so perché ma mi tira...”.

“Allora aspetta un attimo” disse...

Tornò poco dopo con qualcosa in mano. “Questi sono collant di mamma”.

“Collant?”.

“Si lei mette questi. Più moderni, senza bisogno del gancetto per tenerle su”.

“Però ti chiudono li sulla patata.... io preferisco aperto sai...”.

“Bhe gusti... Le vuoi toccare o no?”.

Certo che volevo. Le toccai, le avvicinai al viso per sentirne l’odore, per assaporarne la morbidezza mentre sotto mi veniva duro come il marmo.

“Vuoi che me le infili?” chiese lei.

“Si ma senza mutande”.

“Bhe ovvio” sorrise Emy e con un fare davvero sensuale si infilò quelle calze prima una gamba e poi l’altra eccitandomi come non mai.

Appena ebbe fatto si sdraiò sul suo letto e aprì le gambe “ora che vuoi fare sborrarci sopra?.

“Posso leccarti li ti spiace”.

“No no....”.

Lo feci, leccai fra le cosce mia sorella mentre il nylon si bagnava sempre di più unto dalla mia saliva e dai suoi umori che iniziarono a colare fra i suoi gemiti sempre più rumorosi.

Solo alla fine quando ero allo stremo mi spinsi in avanti, posi il cazzo proprio fra le sue gambe e segandomi a tutta forza schizzai un fiume di sperma sul nylon....

A quel punto riprendemmo la ragione è ci guardammo. “E adesso! Come facciamo? Mica puoi rimette le calze al suo posto tutte odorose e brodose”.

“Tranquillo mamma ne ha parecchie....anzi sai che facciamo queste c’è le teniamo così ogni tanto me le metto per i nostri giochi. Ti va l’idea...”.

“Cazzo se mi va” sorrisi.

Quel collant segnò qualche tempo dopo il passaggio alla maturità sessuale completa quando decidemmo che era ora di infilarlo davvero.

Emy se lo infilò, ovviamente senza slip e dopo averlo accuratamente strappato nel punto giusto lasciò che entrassi con tutta la mia virilità nel suo sesso ancora illibato.

Scopammo!

E non fu gran che. Lei perse un sacco di sangue e un po’ ne persi anche io quando la cappella uscì completamente esposta al vento. Non era molto doloroso ma il sangue ci faceva paura. Per fortuna non sporcammo in giro perché fui lesto a fasciarmelo con una t-shirt e lei a tapparsi la fessura con le mutandine ma quei capi dovemmo comunque buttarli via sperando che nessuno li vedesse e in più rimase ad entrambi la paura che quel sangue volesse dire che sbagliavamo qualcosa....

Per qualche giorno il sospetto che farlo fra fratelli non fosse giusto ci tenne buoni anche perché era unito a un tremendo dolore quando urinavo e di cui non potevo dire nulla agli adulti. Anche Emy aveva un certo male sotto e non disse nulla. Sarebbe bastata una pastiglia ma non c’era chi potesse dargliela. Così tenne duro...

Il glorioso collant strappato e ora anche schizzato a macchie di sangue che erano diventate di un orribile nero scuro e puzzolente finì in un bidone a qualche chilometro da casa per non lasciare testimoni. La cosa mi creò non poco dispiacere, ero affezionato a quel collant tanto più per come abbelliva il corpo di mia sorella.

Poco tempo dopo, passati i dolori, forse per consolarmi Emy mi mostrò un paio di calze di nylon color carne. “Ti piacciono?”.

“Bellissime.... dove le hai prese?”

“Nonna le aveva buttate perché hanno una smagliatura e le ho prese...”.

“Wow!” Quindi le ha indossate davvero?”.

“Già...”

“Fantastico. Le vuoi mettere tu?”.

“Vuoi che le metta o vuoi sentire prima che odore hanno le gambe di nostra nonna”.

“O si lo vorrei davvero...” ammisi.

Mi da una calza e io la odoro, l’odore è inebriante e il cazzo mi schizza dritto verso l’alto duro come acciaio.

Emy si infila l’altra calza e le va larghissima...”mamma mia che gambe grosse ha la nonna, ci sto dentro due volte” ride.

“Già....” annuisco fissando il suo corpo nudo.

“Queste vanno bene a te” dice.

“Facilmente” ammetto.

“Potresti provare” dice lei e la cosa, lo ammetto, mi intriga.

Mi infilo le calze con l’aiuto della cara sorellina. Va detto che sembro proprio una gran porcona. Una vera figa con il cazzo.

La visione pare piacere anche alla mia sorellina perché subito mi si avventa sul cazzo a bocca spalancata. Ormai è una maga dei pompini....

“Mi sembra di spompinare la nonna” ridacchia.

“Vedrai dopo quando la nonna ti trapana col suo cazzone” le dico.

Si alza, mi si siede in braccio. Afferra salda il mio cazzo e con perfetta maestria se lo guida nel buco posteriore “o si nonna inculami.... inculami tutta”.

È chiaro che anche a lei questa cosa della nonna la eccita parecchio.

Da allora i nostri giochi diventano sempre più frequenti e perversi e anche se ognuno di noi crescendo inizia ad avere rapporti anche con altre persone la fissa di fare sesso fra di noi ci resta e i nostri giochi sono sempre più perversi. Proviamo anche il pissing ben che il piscio di Emy in bocca non sia una gran che è anche lei non gradisca troppo il sapore della mia urina. È assodato che Emy è bisessuale perché la sua eccitazione per le donne specie se anziane e prosperose si accentua sempre di più e anche la mia passione per un lieve travestitismo non decade. Pur senza perdere ma mia mascolinità, ogni tanto indosso le calze e a volte anche un vecchio bustino nero, rubato a zia Olga... Così messo mi chiavo mia sorella con la forza di un toro da monta.

Prima di andare avanti…

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