“Senti Roberto io…non…” “Alt! Aspetta. Non rispondermi adesso. Tu vai a casa, ti fai una doccia, ci dormi sopra e domani mi chiami e mi fai sapere. Senza pressioni”. Mi rivolge un caldo sorriso e mi porge il suo biglietto da visita. Si volta e se ne va, senza darmi il tempo di controbattere.
Rimango ferma a rigirarmi il biglietto da visita fra le dita e ripensando all’assurdità di questa giornata. Resisto all’impulso di accartocciarlo e gettarlo nel primo cestino che trovo. Invece apro la borsetta e lo getto dentro prima di riprendere la direzione dell’appartamento con passo spedito.Faccio come mi ha detto Roberto ed accendo la doccia. Passano i minuti ma l’acqua rimane gelata: c’è un guasto alla mia tubatura da giorni ormai e l’acqua calda è un lusso che non mi posso più permettere se non pago l’affitto. Fanculo.
La sera lavoro in caffetteria e appena stacco corro a casa stanca morta. Non riesco a prendere sonno torturata da quella scelta, che ora non sembra più così scontata, e continuo a rigirarmi sul letto nervosamente.
Mi alzo al suono della sveglia. Le 8:00. Rimango sotto le coperte a rimuginare. La mia vita va a rotoli e il mio sogno è praticamente infranto. Ciò che mi scoccia di più è il pensiero degli sguardi delle mie amiche quando tornerò a casa con nulla in mano. L’essenza stessa del fallimento. Dovrò anche chiedere ai miei di pagare i mesi d’affitto arretrati e ricominciare da capo. Ma da dove? Cosa potrei mai fare nella vita di altrettanto allettante? Dovrò riprendere la girandola di concorsi pubblici come un tempo, magari rimettermi a studiare.
Apro la borsetta e ritrovo il biglietto da visita di Roberto. E’ dorato, elegante. La scritta ‘Roby Production’ sul dorso è composta da grandi lettere rosse in rilievo. Sul retro trovo una mail, un indirizzo ed un numero di telefono. Prendo il cellulare e digito velocemente prima di cambiare idea.
“Ciao Roberto, sono Cristina”
“Cristina! Che piacere sentirti! Ci hai pensato? Non tenermi sulle spine!”
“Sì e…voglio provare. Non ho nulla da perdere ed ho un disperato bisogno di lavorare”
“Ottimo! Questa è una gran bella notizia! Facciamo martedì alle 16 in punto in ufficio da me? L’indirizzo è sul biglietto da visita. Tra qualche minuto ti invierò per messaggio anche un altro indirizzo: è della clinica che utilizziamo per svolgere i normali controlli di routine. Dovrai presentarti con un certificato, che ti rilasceranno nel giro di un paio di giorni, che attesti l’esito delle visite mediche effettuate. Tutto a spese nostre, non ti preoccupare.”
“Sì ho visto. Bhè, ok allora. A martedì”
“Perfetto, ciao Cristina”
Metto giù. Non ci posso ancora credere. L’ho chiamato. Che sto facendo? Devo essere impazzita. Mi piace fare sesso, per carità, ma farlo per lavoro? Davanti a delle telecamere? Roba da matti.
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Il sesso è come qualsiasi gioco che ci diverte da piccoli, la differenza è che noi adulti più ci divertiamo e più ce ne vergogniamo.
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