La gioia di avere praticamente il lavoro in tasca, purtroppo, non riesce a farsi strada in mezzo alla vergogna che provo nell’essermi svenduta a quell’uomo così viscido. Vado di là e faccio il mio provino. Sembrano entusiasti, vedo Fabio scambiare due parole con una sua collaboratrice, l’espressione di lei da cordiale diventare seria, quindi alzarsi e parlare:
“Ottimo, ottimo Cristina. Può lasciare il suo numero di telefono alla segretaria. …Le faremo sapere. Grazie”.“Come le faremo sapere?” Le parole mi sfuggono di bocca senza volerlo.“Cristina le candidate che hanno inviato il proprio curriculum sono tantissime, non sempre va come speriamo che vada. Se si aprirà la possibilità di una collaborazione in futuro, stia certa che le faremo sapere” Mi sembra di intravedere un ghigno nel volto di quel viscido figlio di puttana e sento crollarmi il mondo addosso. Si è preso gioco di me ed ora mi fissa con un sorriso falso e accondiscendente? Non ci vedo più dalla rabbia e dalla disperazione, mi sento svenire. Vorrei urlare a tutti che mi ha praticamente stuprata promettendomi quel posto, che è un maniaco e un criminale, ma sono come paralizzata, incapace di dare voce all’uragano che ho dentro. Una lacrima scende veloce e mi volto per non dargli la soddisfazione di vedermi piangere. Corro nello stanzino per cambiarmi al volo e fuggo verso casa. E’ il momento più buio della mia vita.
Ero completamente distrutta e quella batosta mi scoraggiò non poco. Saltai alcuni provini e presi una settimana di ferie dalla caffetteria. Mi serviva tempo per riprendermi. Giurai vendetta, ma ero con le mani legate. Se lo denunciavo avrei fatto la figura della puttana e soprattutto sarei diventata un caso TV e nessuno assume come modella un caso Tv. La rabbia mi ribolliva nelle vene e da quel giorno cambiai. Il mio entusiasmo si spense inesorabilmente.
Mi accorgo solo ora che Gigi è uscito lasciandomi sola e mi faccio forza, cancello le preoccupazioni e mi vado a preparare per l’ennesimo provino previsto per quel pomeriggio. Ore 15:00 agli uffici del ‘Daisy’, una rivista che pubblicizza abiti da sposa disegnati da una nuova stilista di successo di nome, appunto, Daisy. Mi metto un abito nero e lungo fino alle ginocchia che fascia il mio corpo e mette in risalto il pancino e le tette, lo stringo quindi alla vita con una cintura, la migliore che ho, e indosso un paio di scarpe nere col tacco molto eleganti. Un piccolo ritocco al trucco, che preferisco comunque lasciare leggero e sono pronta a partire. Tempo 20 minuti e sono seduta in sala d’aspetto, leggendo una rivista per ingannare il tempo.
Finalmente mi chiamano, faccio un profondo respiro, -Ci siamo, questa volta è quella giusta, sono sicura- penso per incoraggiarmi ed entro. Non mi fanno fare subito il provino. Mi fanno entrare in uno stanzino e mi danno un costumino striminzito a due pezzi da indossare. -E ora che diavolo c’entra il mio aspetto in costume da bagno se devo indossare abiti da sposa? – mi chiedo, ma non ci sto a rimuginare troppo sopra, sono abituata a sfilare in intimo oramai e non mi preoccupa più la cosa. Entro e mi dicono di rimare in piedi di fronte al tavolo della giuria finche non saranno loro a dirmi di sfilare o mettermi in posa. “Presentati” mi fa un ometto mezzo pelato che siede alla destra della donna che capeggia il gruppo, probabilmente Daisy in persona: una bellissima 50enne vestita elegantissima.
“Salve, mi chiamo Cristina, ho 21 anni e oltre a studiare recitazione sto seguendo un cor..”
“Troppo giovane”. Sbotta Daisy interrompendomi bruscamente.
“Come scusi?” chiedo, cercando di passare sopra la sua sgarbatezza e mantenendo la calma.
“Senti Marina, noi siamo una rivista che pubblicizza una linea di abiti da sposa e tu non hai proprio l’aspetto di una giovane sposina. Sembri una velina, una letterina o, al massimo, una pin-up di Playboy e il nostro scopo non è quello di far eccitare i futuri sposini che insieme alle loro mogli sfoglieranno la nostra rivista, ma di farli interessare principalmente al vestito e fargli immaginare come calzerebbe sul corpo della loro donna. Capisci cara? Non fa per te. Mandatemi la prossima.”
Sono distrutta. Non riesco a capire il perché della sua scelta ne il perché della sua mancanza di tatto nei confronti dei miei sentimenti. Mi ha liquidata come una cameriera invadente e ciò che più conta è che anche oggi tornerò a casa senza nulla in mano, nemmeno delle futili speranze. Non so che dire.
“Mi chiamo Cristina comunque…” è tutto ciò che riesco a bisbigliare prima di voltarmi e andarmi a cambiare. Infilo meccanicamente i vestiti di prima ed mi dirigo all’uscita del palazzo il più in fretta possibile. Ne ho le palle piene di questo mondo di merda, spietato oltre ogni umana aspettativa.
Sono sulla soglia quando mi sento chiamare. “Cristina! Cristina aspetta!” è un uomo sulla 30ina, molto elegante e il suo volto non mi è nuovo. Asciugo velocemente gli occhi e mi volto. -Mi sarò scordata qualcosa in camerino- penso.
“Ciao Cristina sono Roberto. Senti non te la prendere per il provino, Daisy è così, o gli piaci al volo o gode nel vederti soffrire” di colpo capisco: il suo volto mi è familiare perché anche lui ha assistito al provino e i nostri sguardi si sono incrociati, ma solo per un attimo. Era l’unico in piedi, nascosto in un angolo in fondo alla stanza.
“Senti Cristina, ho un lavoro da offrirti, ma non è un impiego come tutti gli altri e ti prego di pensarci bene e magari di dormirci anche sopra prima di decidere e darmi una risposta”.
La sorpresa e l’euforia iniziale si trasformano in dubbio e curiosità. Questo ragazzo vorrebbe offrirmi un lavoro, ma ‘non come tutti gli altri’? Che diavolo dovrebbe significare? Non che abbia granché da perdere eh. Anche mi offrisse un posto da segretaria potrei comunque pensarci su, sarebbe un modo come un altro per entrare per vie traverse in quel giro d’élite che sin troppo a lungo ho provato a scardinare.
“D’accordo, sentiamo”.
“Sarò schietto e non userò inutili giri di parole: sono un regista di film per adulti e saresti perfetta per fare la pornostar. Ti prego di non prenderlo come un insulto ma una seria proposta di lavoro”.
Panico. Non so se ridere e prenderla come uno scherzo o dirmi indignata e andarmene. Rimango in silenzio e il mio cervello comincia a lavorare come un motorino: i soldi, certo, sono assicurati, più di quanti immagino….no, aspetta, ma che cazzo faccio?! Ci penso pure?! Attrice porno, ma vaaa. Per prima cosa mi fotterei il futuro: chi assumerebbe come modella una ex-pornostar? E i miei genitori? I miei amici? La famiglia che spero di avere un giorno? Chi sposerebbe una “donnina” di internet? Non ci voglio nemmeno pensare, è fuori discussione.
Roberto, vedendomi titubante e forse sconvolta, si affretta ad aggiungere:
“Ovviamente userai un soprannome o un nome d’arte, nessuno ti obbligherà a fare nulla, sarà tutto protetto e sicuro al 100% e non ti devi nemmeno preoccupare del tuo futuro o della tua fama. Tantissime donne ormai, ritiratesi dal mondo del porno, ora hanno splendide famiglie, impieghi da sogno e sono molto rispettate da tutti: è un modo come un altro per farsi conoscere. Prendi Daisy, ad esempio, lei è una mia ex attrice, una delle migliori anche. Ha fatto successo girando film porno e diventando una pornostar internazionale, quindi, una volta ritiratasi, si è messa in proprio e ora disegna questi stupidi abiti da sposa. Per ricambiare di averla resa famosa mi permette di assistere ai provini che tiene e sono riuscito anche a convincerla a ricevere le ragazze in costume così da poterle valutare meglio.”
