“D’accordo. Lo farò. Contaci”
Quindi ci lasciamo e comincio a fare un giro lì intorno. Tempo due minuti e siamo tutti sui furgoni pronti a partire. Il viaggio è piuttosto lungo e alla fine, quando arriviamo ad un balneare, deserto, sulla spiaggia, l’orologio segna le 19 e 30.
Scendiamo ed i cameraman e gli altri addetti ai lavori dietro le quinte cominciano subito a disporre tutto il materiale a loro disposizione per creare l’ambiente per le riprese. Roberto chiama in disparte me, Elisabetta e altre 4 ragazze con non più di 20 anni a testa, tutte molto belle e accattivanti. Durante il viaggio ho imparato a conoscerle: Roberta, la classica oca giuliva che ride ad ogni battuta in maniera sin troppo sguaiata, capelli biondo platino e due tette grandi come angurie; Ramona, un’altissima ragazza dell’est, gambe slanciate, capelli neri fino alle spalle ed un forte accento straniero; Selena, una piccola ragazza di colore che sfoggia con orgoglio una chioma indomabile di grossi ricci castani e Min, una piccola asiatica tutto pepe che non fa che dimenare il culetto al ritmo della musica nelle sue auricolari.
“Allora ragazze. Siamo in un balneare di sera. Non c’è nessuno al di fuori di voi e dei nostri ragazzi che stanno festeggiando. Loro hanno bevuto e voi siete il loro divertimento per la serata. Siete le loro puttane noleggiate per l’intera notte e dovrete comportarvi di conseguenza. Inizierete con una gara di pompini, nella quale i ragazzi valuteranno il vostro operato e sceglieranno chi di voi spompina meglio e chi si merita il trattamento reale ovvero la doppia penetrazione finale. Naturalmente è già tutto deciso: la prescelta sarà Elisabetta e, quindi, sarà lei l’attrice dell’ultima scena che si terrà all’alba. Le altre intanto reciteranno ognuna col suo uomo e appariranno un po qua e là nella scena di orgia generale e poi avranno una scena tutta per loro. In seguito parleremo dei ruoli di ognuna di voi e di quello che dovrete fare. In poche parole: siete voi a voler scopare, siete voi a dover trasmettere la voglia di sesso e siete voi che dovete guadagnarvi la serata con questi signori. Vi deve piacere e dovete essere insaziabili. Tutto chiaro?”
“Chiarissimo, Roberto” rispondiamo quasi in coro come scolarette in gita.
“Su ragazze! E’ il momento di familiarizzare con gli attori, così ci sarà più intesa” aggiunge Elisabetta
“Ben detto Eli. Lei è una veterana in confronto alle vostre esperienze perciò se siete in difficoltà fate cioè che le vedete fare. Se avete dubbi o domande sono sicuro che sarà disposta ad aiutarvi in ogni modo. Su, avete 10 minuti e cominciamo a girare!”
Mi guardo intorno. Le altre ragazze sono molto graziose, ma i loro volti non sono proprio serenissimi, si intravede un filo di tensione nei loro sguardi. L’unica tranquilla e davvero pronta è Elisabetta che ha subito attaccato discorso con uno dei ragazzi e sembra trovarsi pienamente a suo agio. Io, dal canto mio, sono un po’ tesa, ma alla fin fine sto bene. Non devo poi fare chissà che: mi basta spompinare, leccare e scopare tutti i cazzi che mi si parano davanti fino a farli esplodere. E quando mai è stato un problema?
“Come si chiama il film?” chiedo a Roberto in un moto di curiosità
“Dal Ti monto, all’alba”
“Oh, bè … originale!”
“Sono contento ti piaccia”
Poco dopo vengo rapita da una truccatrice che mi invita a spogliarmi completamente ed accomodarmi su un divanetto. Eseguo guardandomi intorno per capire quanti occhi mi vedranno come mamma mi ha fatto. Non sembrano farci troppo caso. La nudità non è la notizia del giorno da quelle parti a quanto pare. Il trucco è leggero, giusto un filo di rossetto, un giro di eyeliner per risaltare gli occhi ed un leggero velo di fondotinta. Quello che mi lascia perplessa è che la truccatrice, che nel frattempo capisco chiamarsi Maria, finito con il viso passa a truccarmi le tette mettendo del fondotinta rosa sulle areole ed un fondotinta più chiaro sui capezzoli così da metterli in risalto. L’effetto è molto da bambola, ma devo ammettere che il mio seno non è mai stato così bello e attraente. Ti fa venire voglia di leccarlo. Terminato il trucco mi spedisce in bagno per un lavaggio intimo che colgo l’occasione per rifare, nonostante fossi già pulita e profumata da casa e prende a truccare un’altra ragazza.
Mezzora dopo siamo pronti a girare. La sala bar del balneare è molto ampia. L’ala destra è tutta occupata dal piano bar, composto da moltissimi scaffali in vetro con ogni sorta di bottiglia (portate lì dagli addetti al film) ed un bancone di legno lucido che attraversa tutta la sala in lunghezza. L’ala sinistra invece ha 4 divani, 2 agli angoli e 2 centrali, e due grandi tavoli con alcolici e salatini. Al centro della stanza c’è una grande piattaforma circolare rialzata che luccica come fatta d’oro e che fa da piedistallo a quello che sembra un palo da lap dance.
I ragazzi sono disposti sui divanetti e quello che intuitivamente è l’organizzatore della serata è seduto sul bancone del bar. Sono 6 in tutto.
Luci accese e puntate, copioni ripassati. Si parte col primo CIAK della mia vita.
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Il sesso è come qualsiasi gioco che ci diverte da piccoli, la differenza è che noi adulti più ci divertiamo e più ce ne vergogniamo.
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