Ciò che è fatto per amore avviene sempre al di là del bene e del male

Riflessioni sull' erotismo

M
Moniq

4 ore fa

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Si può cambiare velocemente, a volte, con gli stimoli giusti.

Avevo scritto, tre mesi fa, in questo racconto Giochi di ruolo ( https://erotika.app/racconto/32731771680567 ) del mio rapporto con la dominazione/sottomissione.
Cioè del fatto che, ammettendo una certa coercizione fisica come piacevole, non fossi fatta per un'interazione "cruel" molto dura.


Più che altro la mia era una dominazione di tipo psicologico che poi si espletava in atti sessuali simbolicamente dominanti:

"Dall’altro… ebbene si, l’odore della preda mi eccita. Guardo quegli occhi da cucciolo e le pulsazioni mi aumentano. E lei lo percepisce chiaramente. Il suo sguardo guizza verso i lati. Verso di me, verso la parte opposta. Sembra un topo che ha visto un gatto.

Trovo assolutamente fantastici e affascinanti questi segnali ancestrali che non controlliamo assolutamente. Io sono il predatore, che si avvicina silenziosamente, fissandola. Lei, la preda, cerca con lo sguardo dove scappare. E’ solo una frazione di secondo, sono segnali subliminali, poi la cultura riprende il controllo dell’istinto. Ma il danno è fatto. Il flusso di comunicazione è irrimediabilmente quello.

Mi guarda, ma abbassa subito gli occhi, e sorride timidamente. E’ in piedi appoggiata a un tavolo. Mi avvicino quasi a sfiorarla. Sono molto più alta di lei, la guardo da sopra la testa. Non osa alzare gli occhi. E’ il momento in cui o combatti o fuggi. Ma la piccola creatura non fa nessuna delle due cose. Resta lì a attendere il suo destino nella sua gonna stretta color mirtillo e camicetta bianca attillata.

Le sbottono metodicamente e lentamente la camicetta. La apro. Abbasso il reggiseno. Metto in mostra dei capezzoli scuri, appuntiti, su seni come mele. La guardo solo, non la tocco. Il suo respiro aumenta di frequenza.

“Voltati” le dico.

Per farlo è costretta a strusciarmi, nello spazio angusto fra me e il tavolo che le ho lasciato. Voglio farle sentire il mio corpo che la sovrasta.

“Down” (non so come si dica chinati in spagnolo, passo all’inglese e soprattutto a una mano sulla nuca che la spinge giù).

Alzo la gonna. Ha un bellissimo culo. Piccolo ma ben fatto. Non indossa mutandine.

Appoggio la mano fra le sue cosce e mi insinuo fra la carne bianca. Risalgo a trovare la fica con un cespuglietto. E’ umida. Insinuo un dito nella sua umidità e la sento sospirare. Trema. Aggiungo un secondo dito. E’ stretta, ma scivola facilmente.

La faccio voltare. Le alzo il mento e la costringo a guardarmi negli occhi. A guardarmi mentre assaggio il suo sapore dalle mie dita. I suoi occhi sono spalancati. Potrei caderci dentro.

Di nuovo metto un dito, poi due, nella sua fica, mentre con il pollice accarezzo il bottoncino. Geme.Mi avvicino. La bacio. La mia lingua invade la sua bocca, la faccio mia.

Sono la padrona della sua fica.

“peccato” le dico “sarà per la prossima volta”. Mi stacco da lei. Mi guarda con desiderio e mi prudono le mani."

Però poi, mettevo i miei limiti. I miei paletti.

"La sessione prosegue con pinzette, elettrodi, spanking, cane. Il sedere e la schiena sono rosso fuoco, in alcuni punti violacei. La schiava sembra goderne. Non c’è dubbio che più il gioco si fa duro più lei entra nella parte.

Non ho dubbi che non esista alcuna coercizione ma una reale attitudine. Eppure in pochi momenti sento qualcosa che si agita nel basso ventre. No, non sono fatta per queste cose."

Oggi è diverso.

Mesi di vicinanza a una sub masochista vera, hanno sbloccato qualcosa.

Più che altro è stata la rabbia.

Nel mio rapporto con Ali siamo alla pari. Entrambe switch, passiamo facilmente da uno stato sub a uno dom nel giro di qualche istante. E' un gioco. C'è amore e amicizia fra noi, il dolore fisico solo un leggero stimolo erotico.

Quando abbiamo conosciuto Eva, lei era affascinata da Ali. Perché Ali è una vera padrona. Tutto in lei grida che lo è. Anni di professione la rendono regale, nel suo ambiente ovviamente, ma anche fuori di esso. Nei locali che frequentiamo è conosciuta, famosa direi, e brilla come un faro. Attira i sub come falene la fiamma.

Io, per via della non padronanza della lingua, e per nessuna voglia di spiegare, passavo per la sua sub esclusiva. Quando qualcuno/a le chiedeva di fargliela provare lei rispondeva di no, senza spiegazioni e la cosa finiva lì. A me divertiva questo ruolo pubblico. Non mi sentivo sminuita, ben consapevole dell'essenza del mio rapporto con Ali.

Quando abbiamo conosciuto Eva, peraltro, era una situazione in cui effettivamente, per un nostro gioco di ruolo, io sembravo proprio una sottomessa ai voleri della mia padrona, che mi portava a esibirmi in un club ( https://erotika.app/racconto/32731774008269 Paella e Yogurt)

Eva da quel momento non ha avuto occhi che per Ali. In me vedeva, l'ho capito poi, una concorrente che le sbarrava il passo verso le grazie esclusive della sua agognata padrona.

Avevo avuto avvisaglie di ciò ma non così chiaramente come dopo un'assenza di 12 giorni per lavoro, tornando, la trovai con atteggiamenti che erano proprio di sfida.

Glielo dissi a Ali, che mi rispose "devi farle capire il tuo ruolo". Giustamente, lei non avrebbe spiegato nulla.

"Se vuoi qualcosa devi combattere. Quello che ottieni combattendo sarà tuo per sempre. Quello che ti regalano, non avrà valore e lo perderai subito"

Mi caricai di una rabbia profonda verso questa stronzetta che praticamente accolta in casa non aveva capito nulla e pensava di mettermi fuori dal suo rapporto con Ali. Alla prima occasione, per uno sguardo di sfida o una rispostaccia, ovviamente Ali presente, perché la punizione doveva avere i crismi dell''ufficialità, nella testa della sub, le ho semplicemente detto "Adesso basta, ti punirò finché non piangerai chiedendo scusa".

Ero sempre stata molto soft con lei. Ma questa volta, nutrita dalla rabbia, non lo sono stata.

Gli schiaffi erano veri.

Legata con le mani dietro, tenuta ferma con la coda, la faccia offerta alla mia mano, andata e ritorno, e le prime lacrime hanno iniziato presto a trasformarsi in singhiozzi.

Non sarei mai arrivata a questo punto mesi fa. Invece adesso non solo ci arrivavo, ma mi stavo eccitando. E più mi eccitavo più continuavo.

Ho messo brutalmente le dita nella sua fica e l'ho sentita fradicia. Questo mi ha giustificata, in un certo modo: la troia masochista stava godendo, la mia eccitazione era "perdonabile". Eravamo ancora nell'ambito del libero arbitrio di entrambe.

Questo ha moltiplicato le mie energie. Schiaffi in faccia, sul seno, sputi, frustate. Veramente ero sorpresa da me stessa. E lei tremava e letteralmente colava. E' finita con un mio orgasmo nella sua bocca e lei che da quel momento mi parla con gli occhi bassi e mi obbedisce senza fiatare.

Questa cosa ha ovviamente cambiato i rapporti fra noi. Ora la cagnetta ha due padrone.

L'altro giorno le ho mandato un messaggio al lavoro, avevo voglia: "vieni a leccarmela".
Lei ha risposto: "non posso adesso scusa... sono al lavoro"
"se non vieni adesso ti punirò"
"non posso giuro... scusami "
Sapevo che usciva dal lavoro alle 17 e erano le 15.
"se non arrivi entro le 16 preparati perchè ti farò veramente male..."
Ero eccitatissima per quello che le avrei fatto. Fantasticavo. Non mi sono masturbata ma ne avevo una voglia fortissima.

Un'idea perversa. Mi sono messa un lungo plug nell'ano. Stao quasi per venire al pensiero che glielo avrei messo in bocca.


Quando è arrivata erano le 17.20


L'ho guardata freddamente.
"Vieni qui. Inginocchiati. ... Più vicina... "

Si è avvicinata piano... cercando di rimanere fuori portata.

"più vicina..."

Quando mi è stata a tiro è partito uno schiaffo forte.

"cosa ti avevo detto?" eh? cosa ti avevo detto?"

"scusa ... non ho potuto... chiedo scusa... "

"Vieni qui: VIENI QUI." (perchè si era nuovamente allontanata)

"Si"

(schiaffo) "Si signora"

"Si signora"

""Legati i capelli"

Mi guarda sorpresa.

(schiaffo) "Mi hai capito o sei stupida?"

"si si signora ho capito" Si lega i capelli.

Una volta legatasi i capelli, l'ho presa da quella comoda maniglia con una mano e con l'altra l'ho presa a schiaffi perché:

"quando" ciaf

"ti" ciaf"

"dico" ciaf

"di" ciaf

"venire" ciaf"

"tu" ciaf"

"vieni" ciaf ciaf

Hai capito troia? ciaf"

Hai capito??? ciaf..

si si... signora scusi...

(i tutto ciò cresceva la mia eccitazione)

"Tira fuori la lingua"

Uno sputo sopra. "Ingoia"

"Mettiti giù sdraiata in terra, puttana... ma prima togliti le mutande... sei bagnata?"

"si signora... "

Mi sono messa a cavallo sul suo viso, in piedi. Ho lentamente, deliberatamente, tolto il plug

"apri la bocca"

E gliel'ho messo in bocca.

"puliscilo, sa di culo? ti piace il sapore del culo della tua signora? dillo!!

"si signora mi piace signora... si...

"ora leccami..."

E mi sono seduta sopra il suo viso. Strofinandole la fica sul muso, schiacciandole la bocca e stringendole il naso per non farla respirare... era rossa in volto, per gli schiaffi e perché annaspava. Le lacrime agli occhi. Singhiozzava.

L'ho toccata, era fradicia. La mano sciaguattava. Ne ho approfittato per darle qualche schiaffo sulla fica godendo sentendo spegnere i suoi aaaahhh fra le mei cosce, l'ho tenuta sotto di me strofinandomi sulla sua bocca. Fino a quando non sono venuta.

Le ho permesso di venire toccandosi.

Questa senzazione di potere è fortissima.

Inebriante.

So che lei con con Ali ha una "safe word": "abuelo". Non l'ha usata.

Questa interazione diversa mi ha cambiata. Anche all'esterno sembra. Nei locali, negli ambienti che ho avuto occasione di frequentare questi ultimi giorni, le sub hanno sguardi diversi.

Ne ho parlato con Ali, di tutto. Mi dice: "l'ho sempre saputo, selezione naturale, era normale che prima poi uscisse e si affermasse quello che sei... lo sei nel lavoro, non potevi non esserlo nel sesso. Ti trattenevi."

"Perchè la gente (la gente che "cerca" consapevolmente o no questa cosa) sembra accorgersene?" chiedo fra me e me.

"Perché hai l'Aura. Irradi potere. Come guardi, come ti muovi, come parli. Loro lo percepiscono, sapendolo o meno. Non ti meravigliare. E come quando nel tuo lavoro entri in un ambiente... smettono i discorsi che stavano facendo, abbassano la voce, si rivolgono a te aspettando un cenno...no? sei il predatore in cima alla catena allimentare... ti temono e/o ti ammirano"

"O mi sfidano..."

"Gli sciocchi lo fanno. Chi è intelligente non lo fa, se vuole misurarsi con te si avvicina cauto".

Ora capisco il senso di certe parole: "dea" "goddess" "diosa". Mi sembrava un'iperbole da role-playing game. No. E' qualcosa di più. Hai il potere di toccare la mente, e il corpo, delle persone. Di essere un dio benevolo o crudele. Per ragioni che non devi spiegare. E' strano e inebriante nello stesso tempo. La tua educazione ti dice "non è giusto". Una voce che si srotola come un serpente dentro di te, dice, il "giusto" non esiste.

"Ciò che è fatto per amore avviene sempre al di là del bene e del male" (Nietzsche)

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