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Erotika
Vita coniugale · Cap. 4 — Vita coniugale. Quarta parte
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Vita coniugale. Quarta parte

Nuovi elementi entrano in gioco.

pennabianca
20 giorni fa · 3.957 parole · 18 min
695 letture

«Scommetto che non avevi mai avuto un dito nel culo.»

Si mette distesa, di spalle a me, e mi invita ad entrarle in culo. Mi distendo, le lecco il buco, infilo dentro un dito, trovandolo molto elastico; lei insiste perché io la prenda.

«Non perder tempo, lo voglio dentro. Non temere è così rodato che, a volte, ho dovuto indossare mutandine da incontinenti. Una volta mi hanno inculato con due cazzi insieme. Scopami, che ti voglio.»

Le spingo il cazzo dentro con decisione. Sento che si apre e mi lascia scivolare dentro senza nessun problema, lei si masturba e mi incita a sfondarle il culo. Entro deciso e poi limo quel culo velocemente. Lo sento sempre più aperto, lei gode. Anche per me il piacere arriva velocemente. La scopo molto e forte, lei mi chiede alla fine di sborrare. Le scarico tutto dentro, poi mi sfilo, la faccio girare e glielo pianto in gola. Lei lecca e pulisce tutto molte diligentemente. Quando ha finito, ho il cazzo moscio, ma lucido e pulito. Rimane distesa per un poco, mi sorride, mi guarda con occhi lucidi dall’emozione.

«Tu oggi mi hai ridato dieci anni e, forse più, di vita. Era da tanto che lo volevo, sei stato un maschio meraviglioso. Sono consapevole che per te scopare una vecchia come me non sia stato tanto elettrizzante, ma ti ringrazio per l’attenzione che mi hai dato, il piacere che ho provato e vorrei chiederti una cosa, ma non sei tenuto a rispondermi: perché non hai ancora scopato Eva? Lei non desidera altro. Ha succhiato il cazzo a suo padre per esser ammessa nel tuo staff, ora tu la ignori?»

La guardo divertito e, piuttosto incuriosito, le chiedo di parlarmi di lei.

«Eva è figlia di Augusto, ma anche sua sorella. Hanno procreato il giorno stesso del matrimonio di mia figlia. Mio genero non è mai stato un buon amante, cazzo grande ma con sborrata immediata: ha questo difetto. Ho conosciuto suo padre, un vero toro, con un cazzo fuori dal comune. Quando mi scopava lui, io restavo a letto per tre giorni; mi devastava davvero tanto, sia davanti che dietro. Stefano, il figlio, invece schizza al solo pensiero di veder una fica. Quando si son sposati, Augusto già si scopava sua sorella da diverso tempo. La sera delle nozze, Stefano era talmente sbronzo che si è addormentato subito. Loro hanno scopato per tutta la notte e, solo al mattino, lui le ha messo il cazzo dentro, eiaculando subito dopo.»

La guardo, penso che tutto il mondo è paese e che in ogni famiglia ci sono storie strane. Le prometto che, se è questo che vuole, allora l’accontenterò, ma ne farò una troia di alto livello. Flavia ne ride compiaciuta, si riveste e mi saluta, dandomi l’ennesimo bacio.

«Mi fa tanto piacere averti scopato; sei un vero maschio e, se trasformassi Eva in una vera troia, ne sarei ancor più compiaciuta: meglio troia che bigotta. Quando sarà perfettamente addestrata ad esser troia, fammelo sapere: mi piacerebbe sentir la sua lingua fra le cosce.»

La sera, racconto tutto a Rita che, ridendo commenta fingendosi gelosa.

«Appena mi giro, c’è sempre una zoccola che si rosicchia il mio osso?!»

Parliamo del viaggio. Mi racconta che Matteo ha dormito con lei, mentre Cinzia avrebbe voluto diversamente. Si è fidata solo perché sono sua madre. Mi racconta che Cinzia è veramente gelosa.

«Non ha nemmeno immaginato che il mio cucciolo mi ha scopato e sfondato il culo per tutta la notte.»

Le ribatto divertito.

«Se è così, tu poi mi dici che ti rosicchiano l’osso? Allora io, che dovrei dire? Son privo di lasciarti un momento sola, che ti fai sfondare da un cazzo bello grosso?»

«Amore, hai ragione, anzi dovresti dire a tuo figlio che, quando si sfonda il culo della propria madre, dovrebbe avere un tantino di riguardo in più. Invece c’è andato giù di brutto che, al mattino, ancora lo avvertivo aperto. Si è pure lamentato di esser da solo a scoparmi. Mi avrebbe stretto volentieri anche fra le braccia di un altro maschio, meglio se papà. Ha detto che con te mi scopa sempre volentieri, si eccita di più a vedermi godere stretta fra voi due. Lo sai che mi ha detto che, se Cinzia non diventa troia come me, la molla.»

«Devi assolutamente scoprire cos’è successo fra madre e figlia.»

Lei la conosce meglio di chiunque altro. In passato la ragazza le ha chiesto dei consigli, pregandola di non farne parola con la madre.

«Ci dev'esser un motivo specifico per tanta gelosia e, riuscire a scoprirlo, sarebbe di grande aiuto: ci permetterebbe di aiutarla a superare quel suo stato d’animo. Dev'esser successo qualcosa che ha coinvolto la madre. Certo, con Marina, non mi stupirei più di tanto.»

Condivido il suo parere, considerando che lei la conosce dai tempi del Liceo. Poi insieme all’università e, in fine, il tirocinio con il padre di Marina e la società. Rita è sicuramente quella che la conosce meglio. Parliamo anche della cena di domani e mi chiede se vi sarà anche Flavia ed Eva. Poi mi chiede, con un tono di voce interessato:

«Che intenzioni hai nei confronti di quella ragazza? La vuoi solo scopare o, come credo, ne vuoi fare una schiava del sesso?»

Le rispondo con un tono convinto.

«No, non vorrei arrivare a tanto. Mi piacerebbe farle abbassare un po’ il suo orgoglio. Certo se lo può permettere, è molto bella e, consapevolmente, sfrutta questa dote per aver tutti ai suoi piedi. Trasformarla in schiava, credo che sarebbe troppo impegnativo. Mi ricordo i tempi di Sonia: era diventato stressante. Direi di trasformarla in una splendida troia, sempre disponibile.»

«Amore, tu puoi far tutto quello che vuoi. Se la fai diventare una schiava, ti posso dare una mano io a gestirla, diversamente, mi farà piacere se mi lasci partecipare alle tue serate o giochi, che sicuramente la coinvolgeranno molto. In ogni caso, la decisione è tua.»

Mentre sono al telefono con lei, mi chiama Silvia, invitandomi a cena da loro. Si sentono soli, un po’ di compagnia farà bene anche a me. Alle otto sono da lei. Mi accoglie Luca e, insieme, andiamo in cucina. Silvia è praticamente nuda. Indossa appena le mutandine sotto il grembiule, sente caldo; ci invita a metterci a nostro agio e, in breve, siamo tutti nudi. Mi racconta di aver sentito la madre, mi chiede di Flavia. Le racconto la scopata che abbiamo fatto.

«Nemmeno le vecchie lasci in pace?»

Durante la cena mi aggiornano sui dettagli della cerimonia. Dovrò accompagnarla all’altare, parliamo della cena di addio al celibato che Matteo sta preparando per Luca e della serata che le chiedono le sue amiche.

«Sia ben chiaro che io, una sera a cena con te, da soli, ci voglio andare, anche Luisa lo ha chiesto a Luca: mi spetta di diritto, sei mio padre. Deve esser una cosa indimenticabile e dovrà restare un segreto fra noi.»

Guardo Luca, spero non se ne abbia a male, lui intuisce il mio pensiero.

«Quando esci con tuo padre, io sono tranquillo, anche se resta un segreto fra voi, non è un problema, ti amo troppo per preoccuparmi.»

Ridiamo di gusto. Li guardo così felici e innamorati. Vedo che si scambiano delle coccole molto intime, decido di andarmene a letto, quindi li saluto e me ne torno a casa.

Fine del capitolo 4
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pennabianca
Il sesso e bello tre volte... quando lo aspetti... quando lo vivi... quando lo ricordi. Un racconto fissa quel ricordo per sempre!
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