Vai al contenuto
Erotika
Vita coniugale · Cap. 1 — Vita coniugale. prima parte. Forti rivalità
Aa
Dimensione testo
Sfondo
Salva

Vita coniugale. prima parte. Forti rivalità

Due donne si contendono lo stesso maschio.

pennabianca
20 giorni fa · 4.094 parole · 18 min
1.8k letture

Mi chiamo Mario, ho cinquantacinque anni, sono primario di una clinica ortopedica privata. Sono sposato da trent’anni con Rita, medico dentista, che ne ha uno meno di me. Abbiamo due figli, Matteo che ne ha ventotto, medico, attualmente all’Estero per una specializzazione, e Silvia, di venticinque anni commercialista, impiegata nello studio della nostra amica, che cura i nostri interessi economici. La nostra è una famiglia molto impegnata, non abbiamo molto tempo da passare insieme, sia per gli orari di lavoro, che per impegni personali, ma siamo molto uniti. Fra me e Rita c’è un bellissimo rapporto, ci piace dialogare su tutto, non abbiamo segreti, amiamo vivere in libertà, ci piacciono le situazioni intriganti, il nudismo e, in passato, abbiamo avuto anche qualche esperienza di scambio coppia. Lei è più legata a Matteo, con cui ha sviluppato una bellissima intesa, mentre io ho un debole per Silvia, anche se ho un buon rapporto anche con mio figlio. Chi invece non riesce a dialogare con Silvia è Rita. Fra loro non ci sono punti d’incontro, spesso litigano e si punzecchiano a vicenda. Alla fine, sei mesi fa, Silvia ha preso un piccolo appartamento ed è andata via da casa. La cosa mi ha dato fastidio, anche se ho compreso il suo gesto: sospettavo il vero motivo del loro litigare ed avrei preferito che lo risolvessero in maniera diversa. Alcune sere fa, mentre eravamo a letto a scopare, ho sentito mia moglie più calda e vogliosa del solito. Impalata su di me, come ama fare per godere di più, l’ho provocata un po', mentre le stringevo i seni fra le mani.

«Quale fantasia stai vivendo, che ti sento molto calda questa sera?»

«Porco! Hai capito subito che c’era qualcosa nella mia mente che mi eccita? Sei unico, solo tu riesci a leggermi dentro, ti amo. In effetti c’è un giovane che lavora nella banca, dove lo studio ha il conto corrente; è venuto oggi e non la finiva più di guardarmi, in particolare il culo. Marina, la mia socia, mi ha detto che non ha mai smesso di seguirmi con lo sguardo e devo dire che un pensierino l’ho fatto.»

Mi dice mentre esausta per l’ennesimo orgasmo si distende su di me: questo è il bello del nostro rapporto. Siamo sempre in grado di parlare di tutto. In passato, anch’io mi son divertito con altre donne, sempre rendendo lei partecipe e, una volta, ha voluto esser coinvolta. Le piaceva la mia giovane amante e così a finito di scoprirci, per poi finir nel letto con noi, gustandosi anche lei i piaceri che un’altra femmina le ha regalato. Ieri mattina, mentre ero in clinica, è venuta a trovarmi Silvia. Aveva chiuso lo sportello dell’auto con una mano in mezzo: risultato una piccola frattura al mignolo. Niente di grave, ma poi, dopo averle steccato il dito, è venuta nel mio studio. Bella ed elegante come sempre: indossava un jeans attillato ed una camicetta nera abbastanza trasparente, tacchi alti, non che sia bassa, è uno e settanta cinque, mi ha buttato le braccia al collo. Ho sentito il suo corpo aderire perfettamente al mio. I seni duri ed eccitati, il suo ventre schiacciarsi contro di me alla ricerca di un contatto, non proprio consono a padre e figlia, ma, fra noi, è sempre stato così ed è questa differenza di comportamento che ha generato la gelosia di Rita.

«Papy, mi sei mancato, non sei mai venuto a trovarmi in questo mese. Non mi vuoi più bene? Non sono più il tuo amore?»

Mi sussurra stringendosi a me. Sento la sua bocca baciarmi il collo, appena sotto il lobo destro; mi sto eccitando e lei ne è consapevole.

«Amore, che dici? Lo sai che tu sei sempre il mio amore segreto. Ti prometto che una di queste sere vengo a trovarti.»

«Allora che ne dici di mercoledì? Io sarei libera e ti preparo una cenetta, come per due innamorati.»

Mi sussurra, continuando a strusciarsi sul mio pacco che ora è veramente duro. Mi salva il trillo del telefono: mi cercano al reparto. Lei mi stampa un veloce bacio sulla bocca e se ne va. La sera dopo, mentre sto scopando Rita, mi torna in mente il gesto eloquente di mia figlia: anche mia moglie è particolarmente focosa. Alzo le mani, le infilo un dito in bocca.

«Immagina di avere il tuo bel giovane bancario qui in piedi, che ti sta facendo succhiare il cazzo.»

Lei succhia avidamente il mio dito ed esplode in un orgasmo lungo e intenso. Sfinita, si distende su di me, che continuo a spingere il bacino verso l’alto per continuare a darle piacere. Il suo prosperoso seno, una quarta soda e tonda, preme sul mio petto. La faccio scendere, la giro di lato, le sollevo la gamba destra, mi infilo di nuovo dentro di lei, che è un lago di umori, la pompo, lei geme. Poi mi prende un’altra idea. Le sfilo il cazzo da davanti e glielo pianto dietro di colpo.

«Ahia!! Piano! Mi sfondi!»

La conosco, le piace molto esser inculata di colpo. Le sollevo la gamba sopra di me, le metto due dita della mia mano destra dentro la fica fradicia, poi, con l’altra mano, che passo sotto il suo collo, le metto anche un dito in bocca.

«Immagina di esser posseduta da tre maschi. Tre cazzi che ti pompano e sfondano meravigliosamente, fino a riempirti di sborra calda.»

È quanto le sussurro all’orecchio. Impazzisce, gode ed io mi diverto a muovermi quanto più sincronizzato possibile.

«Porco, ti eccita l’idea di sfondarmi insieme a due maschi o preferisci vedermi sbattere da tre? Maiale come sei, non so cosa ti ecciterebbe di più, magari mentre scopi una troia in mia presenza. Dimmi, chi vorresti fottere davanti a me, qualche puttanella delle tue amanti o quella vacca della mia socia. Sono certa che Marina si farebbe sbattere da te, senza remore. Allora chi vuoi sul tuo cazzo?»

«Vorrei sempre te, ma devo dire che l’idea di incularmi Marina mi eccita molto.»

«Porco maiale, lo sento che ti eccita, mi stai riducendo il culo ad una voragine da quanto lo hai grosso; dai, amore, sborrami dentro, io sto per venire.»

Il suo orgasmo provoca di riflesso il mio.

«Sborro! Ti inondo il culo…ora!»

Sfiniti, esausti per intenso godimento, le tolgo il dito dalla bocca e restiamo abbracciati. Lei si gira, mi abbraccia e copre di baci. Si stringe a me, sento il suo cuore battere all’impazzata.

«Amore mio, ti amo! Ti amo! Sei la persona più fantastica del mondo. Solo con te riesco ad esser me stessa. Solo tu mi sai leggere dentro, intuire, assecondare e realizzare i miei desideri e fantasie. Ti amo! Ti amo.»

«Amore, ti amo anch’io, sei la donna che ho sempre desiderato avere al mio fianco. Quando lo rivedi il tipo che ti piace?»

«Si chiama Luca. Lo rivedo mercoledì. Marina sarà via tutta la settimana: va in crociera con il marito, Luca viene alle due, durante la pausa pranzo, ed io sarò sola.»

«Te scoperai in quella occasione? Oppure la sera magari dopo una cenetta?»

«Non lo so. Non sono molto convinta, deciderò al momento, ma non credo di farlo in fretta nello studio; forse la cena che mi hai suggerito è l'occasione migliore. E tu? Che farai se io vado a cena con lui?»

«Tranquilla, ieri è passata a trovarmi Silvia: si è rotta una falange del mignolo, niente di grave, e mi ha invitato a cena una sera, se tu sarai in compagnia di Luca, io andrò da lei.»

La sento irrigidirsi un poco, la conosco, la sua è gelosia pura nei confronti della figlia.

«Quella gatta morta si è rifatta viva? Naturalmente tu andrai da lei: me lo dovevo immaginare. Quella cerca solo di infilarsi fra noi due o, meglio, vuole che tu ti infili dentro di lei.»

«Calmati! Che dici? È pur sempre nostra figlia.»

«No, caro mio. È una DONNA! Una femmina che ha deciso di prendersi il mio uomo! Il fatto di esser tua figlia, non la fermerà, anzi, renderà la cosa ancor più eccitante.»

«Ma come puoi dire una cosa simile? Quali prove hai?»

«Prove? Di quelle ne ho tante. Il modo di strusciarsi a te, come una gatta in calore, poi il fatto che esisti solo tu e, in fine, dopo l’ennesima litigata fatta prima di andarsene, mi ha confessato di esser innamorata di te. Capisci? A me lo è venuto a dire. Questo è il motivo per cui le ho consigliato di andarsene da questa casa.»

Indice dei capitoli
Cap. 2 →
Salva in una lista