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Erotika
Vita coniugale · Cap. 1 — Vita coniugale. prima parte. Forti rivalità
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Vita coniugale. prima parte. Forti rivalità

Due donne si contendono lo stesso maschio.

pennabianca
20 giorni fa · 4.094 parole · 18 min
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Resto in silenzio. Mi ero reso conto che fossero ai ferri corti, ma non fino a questo punto.

«Non puoi biasimare il suo comportamento, anche tu non hai occhi che per Matteo. Non ti sei resa conto del modo in cui lo guardi, pendi dalle sue labbra, e son sicuro che pure lui ha un debole per te, che va ben oltre il rapporto fra genitori/figli. Non mi stupirei se l’esser andato via, nasconda un disagio che prova, quando ci sono io con te.»

Ora è lei a restare in silenzio. Fa un lungo respiro, poi mi stringe a sé, mi bacia e riprende a parlare.

«Come sempre, riesci ad intuire quello che attanaglia il mio cuore. Devo ammettere che mi sento molto attratta da lui ed è vero anche che lui ha delle attenzioni particolari per me. Per quanto riguarda il viaggio, non credo che lo abbia fatto per allontanarsi, anche se il giorno prima di partire mi ha abbracciato forte e mi ha detto che ero il suo amore segreto; mi ha baciato in bocca, insinuando la sua lingua dentro la mia. Dopo un momento di stupore, io ho risposto al suo bacio con passione e trasporto, lui era eccitatissimo. Si strusciava sul mio corpo con il pacco durissimo, facendomi capire che è molto dotato. Gli ho abbassato i pantaloncini e l’ho tirato fuori, era immenso. Duro da paura. Mi sono abbassata e, appena poggiata la bocca sulla grossa cappella, è esploso in un orgasmo. Siamo rimasti abbracciati a lungo, mi ha detto che, al ritorno, avremmo dovuto parlare. Mi son sentita profondamente turbata dalle sue parole. La cosa peggiore è che non sono riuscita a parlarne con te: la cosa mi ha spaventato molto.»

La stringo a me, la rassicuro, ci addormentiamo abbracciati. Nei giorni a seguire, l’ho vista più serena, rilassata. Il mercoledì mi ha chiesto come vestirsi. L’ho guardata un po’ stupito. Poi, dopo attenta riflessione, le ho consigliato qualcosa di veramente sexy. Mi ha baciato e ringraziato. Nella tarda mattinata, ho sentito mia figlia che mi ha chiesto se avessi cambiato idea, ma l’ho rassicurata che sarei stato puntuale alle venti da lei. Poco dopo il mio cellulare ha squillato: era Rita, sentivo la sua voce e quella di un’altra persona di sesso maschile; ho immaginato fosse Luca. Mia moglie non è nuova a questi giochi, in specie se si trova con altri maschi. Ciò che sentivo era una serie di complimenti da parte del tipo nei suoi confronti, in particolare, apprezzamenti al suo splendido culo, al suo portamento e alle sue labbra carnose. Alla fine, un breve silenzio, che lei ha subito commentato chiedendo a Luca il motivo per cui l’aveva baciata.

«Volevo sentire il calore delle tue labbra. Credo che, appoggiate in un altro posto, dovrebbero far impazzire un uomo.»

«Allora devo credere che ti basterebbe un pompino per soddisfare la tua voglia di me? Credevo volessi di più. Magari questa sera, dopo una cenetta.»

Impazzisce di gioia. Sento che l'abbraccia forte. Poi lei lo invita a sedersi in poltrona e i gemiti di lui mi lasciano immaginare quello che gli sta facendo.

«Che bocca! Mi stai succhiando anche l’anima! Sì…dai… così… che… NO! Che fai, ti fermi? No!»

«Ebbene sì, mio caro. Se ti diverti solo tu, non va bene, resti così fino a questa sera, altrimenti ciao.»

Lo sento supplicare invano, conosco troppo bene Rita: quando vuol far la troia, non è seconda a nessuno. Liquidato Luca, mi parla; mi chiede se ha fatto bene a comportarsi così; mi complimento informandola di averlo duro pure io. Lei ride divertita, mi manda un bacio ed un dolcissimo "ti amo".

La sera ci si ritrova ad uscire insieme. Dopo la doccia lei si veste davanti a me: tenuta da combattimento corpo a corpo. Completo intimo rosso, calze velate autoreggenti, tubino elasticizzato rosso a fascia, scarpe decolleté rosse, tacco da dodici, unghie laccate rosso fuoco come le labbra, coperte da un rossetto che ne disegna la forma, rendendole oltre modo invitanti ed un leggero trucco agli occhi, che la rende irresistibile. Prima di uscire mi abbraccia.

«Ti voglio chiedere una cosa; mi prometti che, se scopi con Silvia, me lo dici? Anzi, se vuoi, do buca a Luca ed esco con te così vestita, mi porti dove vuoi, sarò ai tuoi ordini tutta la sera.»

La guardo fisso negli occhi: è tangibile la sua forte gelosia nei confronti della figlia ed io la stringo e bacio il collo, inebriandomi del suo profumo.

«Sta tranquilla. Ti prometto che ti farò un dettagliato resoconto di tutta la sera. Ora, però, vai, divertiti e fallo morire.»

Ci lasciamo davanti alle auto: lei, verso la sua serata di fuoco, ed io? Non ne ho idea, anche se immagino il menù della serata.

Poco dopo suono alla porta di Silvia. Mi accoglie bellissima, vestita con una mini nera, calze nere e scarpe alte, camicetta bianca, con un solo bottone allacciato. Appena chiusa la porta, mi butta le braccia al collo, mi bacia in bocca, sento la sua lingua insinuarsi dentro la mia. Rispondo al bacio focoso ed intreccio con lei una danza di lingue, che si succhiano, si intrecciano in un gioco di passione infinita.

«Credevo che mi avessi invitato a cena, non che fossi io la tua cena!»

Ride divertita, ci sediamo, mangiamo guardandoci negli occhi, come due innamorati e, forse, per lei è così. Parlando porto il discorso sul rapporto con Rita. Lei cerca di fuorviare, ma io la incalzo: voglio sapere tutto.

«C’è poco da dire, non ci sopportiamo.»

Insisto, le chiedo perché ha detto a sua madre di esser innamorata di me. Lei mi guarda seria, ora non sta scherzando, sta solo cercando le giuste parole.

«Quello che ho detto a Rita è vero: sono da sempre innamorata di te. Ma quello che forse non sai, è che Matteo è da sempre innamorato di lei, li ho visti baciarsi e poi lei inginocchiarsi e succhiargli il cazzo: le ha sborrato in bocca.»

«Sì, ne sono a conoscenza, è successo prima che lui partisse.»

Lei mi fissa stupita del fatto che io ne fossi a conoscenza e di non dimostrare alcuna reazione.

«Ma... non ti dà fastidio? Non sei geloso? Come fai a star così calmo? È la tua donna e ti tradisce dietro le spalle con tuo figlio e tu stai calmo? Ma come fai?»

Mi sommerge di domande, la prendo tra le braccia e ci sediamo sul divano. La stringo a me, sento il suo corpo ardere di desiderio, la bacio, le accarezzo il seno, lei si offre senza ritegno alla mia carezza.

«Devi sapere che, fra me e tua madre, non esistono segreti: io sono sempre informato su tutto di lei e lei di me. Siamo una coppia molto unita, ma anche aperta. Se ti dicessi che in questo momento lei è a casa di un ragazzo che, sicuramente, la scoperà, tu che diresti? Potresti pensare che mi tradisce, ma io lo so, come lei sa che, forse, questa sera tu voglia far lo stesso con me.»

Il suo sguardo stupito è quanto di più bello potessi vedere. L’ho abbracciata di nuovo, le ho baciato le guance. Lei mi ha fissato incredula.

«Mi vuoi far credere che condividi la tua donna con un altro? Io non lo farei. Sei mio. Lei sa che tu sei qui? Non ha fatto nulla per impedirlo, pur sapendo che potrei far l’amore con te? Stento a crederlo.»

«Amore è questo che fa la differenza fra me e tua madre e la generica massa di tante altre coppie. Lei è capace di condividere il suo uomo con un’altra ed io pure, mentre tu sei possessiva. Se non mi credi, le telefoniamo. Quando riuscirai a capire questo concetto, allora finirà anche la guerra con tua madre.»

Mi guarda ancora dubbiosa, forse le resta difficile da capire, ma sa bene che, se vuole avermi, deve capire che io non le appartengo. Mi sorride e mi bacia con gioia.

«Se, per averti, devo pagare questo prezzo, allora son d’accordo!»

Detto questo, mi prende per mano e mi porta in camera da letto. Ci spogliamo lentamente, non posso non ammirare la bellezza del suo corpo, giovane, bello, ben proporzionato. Il culo tondo e alto, i seni sodi, tondi, terza piena, i capezzoli piccoli, tesi e duri, le lunghe gambe ben tornite, il ventre piatto, le labbra carnose, come quelle della madre. Mi distendo vicino a lei, mi abbraccia e bacia ogni centimetro del mio corpo. Sento la sua bocca famelica scendere verso il basso ed incontrare il mio sesso duro e teso. Gli dà un colpetto di lingua sulla punta, poi, lentamente, se lo infila in bocca. Mi lecca e succhia con passione, mi piace, ma non voglio subire il gioco da passivo. La rigiro, infilo la testa fra le sue cosce e quasi mi stordisce il profumo dei suoi umori, che sgorgano copiosi dallo spacco vermiglio del sesso, cui fa da cornice un triangolino di peli bruniti. Mi piace la fica pelosa, più di quella depilata e la sua è perfettamente curata. Insinuo la lingua dentro lo spacco, aspiro i suoi umori e lecco il tutto, poi mi concentro sul bottoncino rosso e turgido. Lo succhio e le strappo gemiti di piacere, insieme al primo orgasmo.

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