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Erotika
Vita coniugale · Cap. 1 — Vita coniugale. prima parte. Forti rivalità
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Vita coniugale. prima parte. Forti rivalità

Due donne si contendono lo stesso maschio.

pennabianca
20 giorni fa · 4.094 parole · 18 min
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«VENGO! Amore, vengo!»

Si stacca, si distende supina a cosce oscenamente aperte. Le sue mani aprono le labbra della fica, bella da togliere il fiato.

«Papà … Prendimi! Ti prego... scopami! Non resisto più… ti voglio, ora!»

Mi inginocchio tra quelle cosce, prendo il cazzo con una mano e lo spennello sul taglio, fradicio di umori. Lei alza le gambe, fino ad appoggiare i talloni sui miei glutei, poi le entro dentro, con lei che spinge in alto il bacino. Scivolo dentro di lei. Sento le pareti della vagina aprirsi fino a raggiungere il fondo, che tocco con la cappella, provocandole un ulteriore orgasmo. Inarca il corpo, la bocca spalancata non emette alcun suono. Rimaniamo immobili per qualche secondo, poi, comincio a stantuffarla dentro e fuori, lentamente, assaporando il piacere di chiavare mia figlia. Il suo viso è ridotto ad una maschera, le sue mani mi accarezzano il torace ed il viso: gode senza sosta.

«Finalmente …Ti ho desiderato tanto… Spingilo tutto dentro, sfondami… Fai godere la donna che ti ha sempre desiderato. Vengo…papà…godo …ora!»

Impazzisce dal piacere, lacrime di felicità le rigano il viso, mi abbraccia e bacia con forza. Poi si rigira, mi sale sopra.

«Se Rita ti scopa stando sopra, ci deve pur esser un motivo: lo voglio sentire e provare anch'io.»

S’impala su di me, ondeggia il suo corpo avanti/indietro senza sosta, un orgasmo dopo l’altro, fino a restare senza fiato. Si accascia sul mio petto. La metto di lato e continuo a scoparla lentamente, grida dal piacere che prova. Io sento che non potrò resistere molto, la guardo negli occhi e lei intuisce il mio pensiero.

«Sborrami dentro, son protetta: è da tempo che desidero sentire il tuo schizzo dentro di me. Quello stesso spruzzo che mi ha dato la vita, lo voglio dentro, ti prego vieni, riempimi tutta.»

La sbatto ancora un po' sempre più velocemente. Lei ha un nuovo orgasmo, l’assecondo e schizzo anch’io. Esplodo in lei.

«Amore…eccomi… ti vengo dentro: goditi il seme che ti ha dato la vita! SBORRO!»

Restiamo immobili, abbracciati, in silenzio. È udibile il solo battere dei nostri cuori. Lei lentamente si stacca e mi copre di baci.

«Oddio, quanto ti amo! Sei la mia vita, papà, sarò tua per sempre, la tua amante o quello che vorrai. Tu potrai chiedermi tutto, qualunque cosa, ed io la farò per l’amore che provo per te. Ti amo. Qualunque cosa, anche la vita. Papà sarò la tua schiavetta e, se ti farà piacere, farò pace con mamma e cercherò di andarci d’accordo, ma, ti prego, tienimi con te.»

La stringo, la bacio: è sconvolgente il trasporto che sento in lei.

«Tu, non sarai la schiava di nessuno, voglio solo che fai pace con tua madre. Per il resto, si vedrà. Ti scoperò ogni volta che vorrai, ma non dev'essere una competizione fra te e lei. Sei d’accordo?»

Mi bacia, lo giura e poi torna ad accarezzarmi il cazzo, lo succhia di nuovo, lo fa tornare duro. Si gira e mi chiede di sverginarle il culo. La guardo un poco dubbioso, ma lei è irremovibile: lo vuole. Mi posiziono dietro di lei, glielo lecco, lo lubrifico più che posso ed insinuo prima un dito, poi, dopo aver appurato che scorre bene, anche un secondo: lei si spazientisce.

«Inculami, adesso! Ti voglio dentro, dai, che aspetti? Lo so che mi farai male, ma so anche che poi sarà bello ed io lo voglio tutto dentro, in un colpo solo, come fai con mamma.»

Resto sorpreso da quelle parole, la guardo e le chiedo:

«Come fai a sapere tutte queste cose, di me e tua madre?»

Lei ride, poi mi confessa di averci spiato spesso, in passato. Le appoggio il glande sul forellino anale e, di colpo, le spingo il cazzo dentro. Per un attimo si irrigidisce, lancia un grido, sento lo sfintere cedere e scivolo tutto dentro. Geme per il dolore ed io resto immobile. La sento respirare velocemente. Le passo una mano sotto e la masturbo. Il piacere allevia il dolore, lei porta la sua mano sulla mia. Lascio che si dia piacere da sola, mentre l’afferro per i fianchi ed inizio a limarle il culo. Prima piano, poi sempre più velocemente. Geme e poi gode. La pompo fortissimo. Mi fa impazzire sfondarle il culo: è qualcosa di sublime sentir il cazzo scorrere dentro lo stretto canale che lo avvolge e succhia. Aspetto l’ennesimo grido, poi mi sento pronto ad esplodere dentro di lei.

«Godo! Dai papà schizzami in culo…ora, vengo!»

Non resisto e le scarico dentro, quello che ancora resta nei miei coglioni. Stremati ci distendiamo, ancora uniti: sono ancora dentro di lei, che mi abbraccia portando la mano dietro, in cerca del mio corpo. Lentamente esco da lei, che si rigira, mi bacia ed abbraccia forte.

«Grazie. Mi hai dato delle emozioni bellissime. Volevo che fossi tu a rompermi il culo, mi hai sfondato facendomi male, ma poi ho goduto molto. Ora mi brucia un po', ma, la prossima volta, prometto che sarà disponibile e pronto per esser sfondato di nuovo da te. Ti amo, papà.»

Lentamente mi alzo dal letto, guardo l’orologio: è quasi l’una e decido che è ora di tornare a casa. La bacio, lasciandola sul letto e mi rivesto; quando sono pronto, lei si alza e, malferma sulle gambe, mi accompagna alla porta e mi bacia ancora.

«Ti prometto che, alla prima occasione, farò pace con mamma. Buona notte, amore, sei stato unico. Ti amo.»

Torno a casa e, nello stesso momento che parcheggio, vedo Rita aprire il portone di casa; mi aspetta ed insieme saliamo per raggiungere il sesto piano, nel nostro attico. Appenda dentro l’ascensore, si appoggia a me. Trucco e viso sfatto dalla stanchezza, ma con un'aria soddisfatta. Chiede alquanto ironica, come si è svolta la serata con Silvia.

«Allora, la cenetta con la bimba è stata divertente, e appagante?»

Le rispondo, mentre avverto su di lei l’odore dello sperma che deve colarle sotto.

«Luca si è rivelato un buon amante?»

«Sì, ma è ancora acerbo. Deve migliorare lo stile. Per il momento, la sua giovane età gli permette di andare come un treno. Ora sono stanca, ma domani sera ti racconto tutto, dopo che tu mi avrai detto quello che devo sapere su mia figlia.»

«Tua figlia questa sera ha imparato una lezione che non dimenticherà facilmente e credo che avrai delle sorprese nei prossimi giorni. Non mi stupirei più di tanto, se venisse a scusarsi con te.»

Mi osserva stupita, cerca di capire se scherzo o meno, ma sono serio e la convinco su quanto appena detta. Entriamo in casa, lei si spoglia, una veloce doccia ed entrambi entriamo a letto.

Si stringe a me, mi bacia, è silenziosa; credo stia riflettendo, la bacio e le do la buona notte, poi mi giro e mi addormento.

Fine del capitolo 1
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pennabianca
Il sesso e bello tre volte... quando lo aspetti... quando lo vivi... quando lo ricordi. Un racconto fissa quel ricordo per sempre!
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