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Erotika
Vita coniugale · Cap. 3 — Vita coniugale. Terza parte
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Vita coniugale. Terza parte

Anche tra madre e figlio l'intesa è buona.

pennabianca
20 giorni fa · 4.238 parole · 19 min
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Luca e Silvia non perdono tempo. Nei giorni successivi, lei si trasferisce a casa di lui, per il semplice motivo che la posizione di quell’abitazione era perfettamente a metà strada dai loro lavori e molto vicina a noi. Il sabato ci invitano a cena da loro. La serata scorre fra molte chiacchiere, tutte incentrate sui preparativi per l’imminente matrimonio, che vogliono celebrare appena possibile e le modifiche che intendono apportare all’appartamento. Osservo il loro entusiasmo e penso che nemmeno una settimana prima non si parlavano. Improvvisamente squilla il cellulare di Rita, lei legge il numero: è Matteo, nostro figlio, ci fa cenno di restare in assoluto silenzio. Mette il dispositivo in viva voce e risponde.

«Amore di mamma, come stai? Mi fa piacere sentirti, tanto più che sono sola.»

«Ciao mamma, sono contento di sentirti e sapere che sei sola. Io sono disteso sul letto e... mi manchi tanto.»

«Amore, dai, che fra due settimane torni.»

«Mamma, non ne posso più. Mi sto annoiando a morte.»

«Amore, mi vuoi far credere che un bel ragazzo come te, non trova compagnia femminile? Non avevi una giovane che da quanto mi avevi detto era una furia a letto?»

«No, sono solo lei è andata via la scorsa settimana per corso finito, ma io sono qui sul letto con il mio grosso problema fra le mani e tu... mi manchi.»

«Amore mio, lo so che hai un bel cazzone fra le mani; lo hai ereditato dal nonno. Mio padre era molto dotato, proprio come te. Credevo che, fra tante ragazze al corso, avessi trovato delle estimatrici di un tale prodigio.»

«Ma che dici, solo due lo hanno apprezzato ed una si è limitata solo a succhiarlo; lei mi ha detto che lo prendeva solo in culo e il mio era troppo esagerato.»

«Amore mio, chiudi gli occhi e immagina che ora io sono lì con te, nuda, distesa al tuo fianco, e che la mia bocca si sta posando sulla tua meravigliosa cappella: senti la mia lingua scorrere lungo l’asta ed ora te lo prendo in bocca? Adesso che l’ho succhiato a lungo, salirò su di te e mi infilo dentro quel tuo meraviglioso palo. Amore, mi senti su di te?»

«Mi sono ricoperto il petto di schizzi di crema, mamma, grazie, sei unica: ti amo.»

Si scambiano alcune coccole, poi la buona notte. Silvia guarda la madre con occhi di pura ammirazione, Luca resta in silenzio, ma anche lui aspetta una spiegazione.

«Sapevo che Matteo era ben dotato, ma non mi è ben chiara la storia dell’eredità del nonno.»

Rita mi guarda, io le do un bacio, poi spiego tutto.

«Devi sapere che quando ho conosciuto tua madre, lei aveva diciassette anni e, dalla morte della nonna, avvenuta l’anno prima, era diventata l’amante di tuo nonno, Matteo. Quando l’ho sposata, però ho fatto una scoperta interessante: lei era vergine. Tuo nonno si era limitato solo a godere delle labbra e del culo di tua madre. Ho sempre saputo che loro si divertivano insieme, ma non credevo che lui si limitasse solo a questo. La sera del cinquantacinquesimo compleanno di tuo nonno, lo abbiamo invitato a cena e poi anche nel nostro letto. Lui non sapeva che io ero al corrente di tutto. Dopo un attimo di esitazione, abbiamo passato una notte stupenda. Entrambi l’abbiamo posseduta in ogni buco, riempiendola di sborra. Mi è sempre stato grato per avergli permesso di assaporare anche la fica di tua madre. Quella notte, ma già dal mese prima, noi stavamo cercando di metter in cantiere un figlio e, quando il mese dopo mi ha detto di esser incinta, io non mi son creato nessun problema: mio o suo non avrebbe fatto alcuna differenza. Purtroppo tuo nonno non ha mai avuto il piacere di vedere tuo fratello, o suo figlio: è deceduto di infarto otto mesi dopo, quella notte. Ecco perché, quando è nato tuo fratello, lei ha voluto imporgli il nome del nonno e sono particolarmente legati. Conoscendo il motivo del loro innato trasporto, io non ho mai cercato di farne un problema con tua madre.»

Luca mi osserva ammirato, Silvia abbraccia la madre e poi me.

«Siete fantastici: e tu, papà, sei unico. Non immaginavo che vi fosse tutto questo dietro l’esser tanto uniti. Ho invidiato spesso Matteo, per il bellissimo legame che ha con te, mamma. Luca, amore, credi che noi potremo mai raggiungere un tale livello d’intesa e complicità?»

«Amore, non lo so, ma stai certa che faremo di tutto per riuscirci e, con due maestri come loro, credo che impareremo molto.»

Ci abbracciamo e incominciamo a baciarci. Silvia però si limita a succhiarmi il cazzo: ha il ciclo e ritiene sconveniente andar oltre.

«Mamma, ti prego, pensaci tu; io ho un fiume di sangue che mi viene giù.»

«Piccola mia, non deve esser un obbligo scopare, ogni volta che stiamo insieme; se poi tu non puoi divertiti come me, nemmeno io me la sento di andar oltre. Se poi vogliamo svuotare un po' questi piselloni, che già scalpitano, potremmo divertirci insieme con la bocca: sarebbe divertente e per loro dovrebbe bastare così.»

Basta loro un cenno d’intesa e noi due ci ritroviamo seduti sul divano, con esse che ci succhiano a loro piacimento. Si divertono a scambiarsi il cazzo di bocca, fin quando, dopo un interminabile lasso di tempo che ci torturano e dietro nostre specifiche suppliche, decidono che ci faranno venire insieme nella bocca di una, per poi scambiarsi il tutto con un bacio appassionato. Spetta a Luca, schizzare per primo in bocca a Silvia, poi è il mio turno e le riempio ancor di più la bocca. All'istante lei fa distendere la madre sotto e le fa colare in bocca il nostro nettare. Poi si uniscono in un bacio assolutamente unico e libidinoso. A letto, dopo che siam tornati a casa, lei mi chiede se mi son eccitato, ma non attende una risposta; impugna il mio cazzo durissimo e ci si pianta sopra, godendo molto. Il giovedì sera torna Matteo. Alle venti siamo in aeroporto ad attendere il volo. Rita è molto eccitata, indossa una comoda gonna larga, sotto non ha alcun intimo e la camicia che indossa, a mala pena riesce a contenere il suo magnifico seno, ovviamente anch'esso nudo. Appena esce, lei gli corre incontro, lo abbraccia e gli stampa un bacio in bocca, da lasciarlo senza fiato. Matteo saluta anche me con un abbraccio: lo vedo teso, non ha capito che la mia presenza andrà a suo vantaggio. Rita ha molto insistito che vi fossi pure io, vuole subito far capite al figlio che, con me non ci saranno problemi e che lei potrà farlo godere a suo piacimento. Al parcheggio, lei sale dietro con lui, io guido. La sera è già scesa, lei abbraccia Matteo e lui mi guarda attraverso lo specchietto. Io gli faccio un cenno d’assenso, lei si scatena. Gli apre i pantaloni e se lo prende in bocca, lui mi guarda e poi geme. Giro lo specchio e vedo lei che riesce appena a infilarselo in bocca: è decisamente ben messo il ragazzo. Poi si stacca e gli sale sopra, infilandoselo tutto dentro. La gonna copre la visuale, ma dai suoi gemiti si sente che sta faticando ad accoglierlo dentro di sé. Rimane immobile, poi comincia ad ondeggiare, emettendo un vero delirio di piacere. Lui inarca il corpo e le assesta dei colpi dal basso, fin quando esplode in lei. Sfinita Rita si adagia su di lui, poi, lentamente, scende e lo riprende in bocca, lo sega e lo pulisce, anche se lui non sembra esserne appagato: è ancora visibilmente duro. Rosso in viso, mi guarda nello specchio, è esausto ma, felice. Poco dopo mi fermo all’autogrill, lei va in bagno e noi due andiamo al bar.

«Grazie, papà, non mi aspettavo tanto; mamma mi ha detto che c’erano delle novità, ma non credevo così eclatanti.»

«Matteo, dovrai abituarti a vivere una condizione diversa: mamma ha fatto la pace con Silvia e lei ha deciso di sposarsi con Luca, un bravo ragazzo che, sia io che tua madre, apprezziamo molto. Per quello che è successo ora, non ti devi crearti dubbi o porre domande; abbiamo allargato la nostra famiglia anche a te, tua sorella ed al suo futuro marito. Regna l’armonia e vorrei che tu prendessi atto che questo porta solo tanti benefici.»

La voce di Rita ci costringe a girarci; si porta in mezzo a noi, suscitando lo sguardo malizioso di altri uomini, che la vedono vestita abbastanza sommariamente. Nei giorni a seguire anche Matteo si adegua ai ritmi di vita della casa. Silvia non ha avuto modo di parlare molto con lui: impegnata com'è nel lavoro, ha potuto solo scambiare un breve saluto con lui, ma si è fatta promettere che passeranno una sera insieme. Il venerdì, andiamo a teatro. Il direttore del teatro è un cliente di Rita e le ha regalato due biglietti per un palco, in seconda fila, per la prima di un nuovo spettacolo molto divertente. Quando siamo nel nostro palco, scopriamo che la platea e la prima fila di palchi sono occupati, mentre al secondo ci siamo solo noi ed una coppia che occupa il palco, esattamente prospiciente al nostro, ma dall’altro lato del teatro. Rita indossa un lungo abito nero, con un abbondante spacco laterale, ed ha le braccia nude, mentre, sul davanti, un leggero scollo fa risaltare il seno. Spente le luci e incominciato lo spettacolo, io comincio a stimolare lei, infilandole due dita fra le cosce e lei, senza perder tempo, estrae il mio membro e lo sega lentamente. Anche la coppia dall’altro lato sta facendo la stessa cosa e lo faccio notare a lei, che si eccita ancor più. Noto che la dama spesso si abbassa e scompare alla nostra vista. Rita continua a segarmi, poi, insieme, notiamo il fatto che loro si sono allontanati dal bordo e di nuovo seduti, la dama si posiziona su di lui, voltandogli le spalle. Si muove lentamente, con costante ed esasperante dolcezza, poi, improvvisamente si solleva e si abbassa velocemente. Vediamo che s’infila il sesso di lui in bocca per qualche momento, segno inequivocabile che lui ha sborrato e che lei lo ha ingoiato. Solo noi, dalla nostra posizione, abbiamo potuto godere dello spettacolo e ci siamo anche resi conto che loro ci hanno guardati sempre. Finito il gioco, riprendono i loro naturali posti; ma, a quel punto, Rita si abbassa improvvisamente e, con poche, ma devastanti succhiate, fa schizzare anche me. Finito tutto ci osserviamo a distanza, loro ci fanno un lieve inchino, segno di gradimento e noi ricambiamo. Soddisfatti sia dello spettacolo che del nostro divertimento, altamente erotico, ci avviamo verso l’uscita e casualmente incontriamo la coppia dell’altro palco.

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