«Giovanotto, le piace proprio guardare le mie intimità?»
Le rispondo ridendo.
«Decisamente lei è molto eccitante, la sua fica semi depilata m’intriga molto.»
La sua mano scivola verso il mio pacco, che si sta eccitando. Lei lo accarezza lentamente, poi mi guarda, si bagna le labbra e con un tono convinto mi fa una proposta.
«Se lo tiri fuori, te lo succhio.»
La guardo e gli ribatto serio e deciso.
«Calma. Prima devi ristabilirti, poi non voglio più sentir capricci come hai fatto in questi giorni. Se lo vuoi, te lo devi meritare.»
Noto un lieve disappunto nel suo sguardo, poi sorride, toglie la mano, annuisce con il capo e parla molto seriamente.
«Va bene, se questo è quello che vuoi, allora ti accontento, ma non te la caverai con un pompino. Quando sarò ristabilita, tu mi devi scopare.»
Anche la mia risposta ha un tono deciso.
«Allora dovrai esser perfettamente in forma, perché io, quando scopo una donna, le faccio anche il culo e, fino a che non sono sazio, non smetto.»
Mi ribatte, ridendo.
«Credi che mi faccia paura prenderlo nel culo? Spero che tu sia ben dotato, amo il grosso calibro.»
Per il resto della degenza diventa molto calma e disponibile. La dimetto dopo alcuni giorni, ma lei si fa promettere da me che le farò visita appena ristabilita. Eva ha notato il cambiamento della nonna e me ne chiede il segreto. Le rispondo ridendo.
«Le ho promesso che se si fosse comportata bene, le avrei fatto un bellissimo regalo.»
Per tutto il mese di luglio è un lavorare frenetico, la clinica chiude per agosto. A settembre, il primo sabato, si sposano i ragazzi. Con largo anticipo hanno preparato tutto. L’intesa con tutti è perfetta. Con Carlo e Luisa, si parla di vacanze insieme, mentre Matteo ha, da un po’ di tempo, una storia che lui definisce amicizia con Cinzia, la figlia di Marina e Paolo. La cosa ci riempie di gioia. Rita, che ben conosce la ragazza, la definisce molto possessiva e, se dovesse scoprire che spesso Matteo scopa con Marina, madre di Cinzia e socia di Rita, crede che l'idillio finirebbe con pericolose scintille. Ha parlato con Marina, pregandola di smettere di farsi sbattere da Matteo, ma lei ribadisce che non fanno nulla di male. Lui è molto devastante quando la sfonda, poi, se sua figlia lo vuole, allora dovrebbe esser in grado di farlo godere, anche più di lei. Di comune accordo accettiamo tutti l’invito di andare con Marina e Paolo nella loro casa in Sardegna, anche se a me pare estremamente pericoloso. Tranne gli sposi, che lasciano le ferie per il viaggio di nozze, tutti andiamo con loro, anche Luisa e Carlo. Loro partono il sabato con la nave, io li raggiungerò il lunedì sera con l’aereo: devo partecipare all’annuale cena della clinica. Restato solo, la domenica mattina mi suonano alla porta di casa. Apro e mi trovo davanti, Flavia. Entra in casa mia come un turbine.
«Ho preso un taxi per vederti, mi sento bene, la clinica ha chiuso, io oggi voglio la mia ricompensa.»
La guardo divertito e, nello stesso tempo un po’ intimorito, non credevo mi avesse preso sul serio, ma non la contraddico. La guardo camminare davanti a me. Indossa dei pantaloni bianchi attillati che le fanno risaltare la figura. Il culo tondo ed alto è ancor più evidenziato da sandali a zeppa, con poco tacco. Una camicia bianca trasparente evidenzia il reggiseno che indossa sotto, i capelli lunghi sono tenuti legati da un foulard colorato. Mi osserva, le offro da bere un tè fresco. Guarda compiaciuta la mia casa, si avvicina, mi guarda fisso in viso.
«Sia ben chiaro che, se non te la senti, me ne vado, ma sarebbe un vero peccato. In passato ho avuto diversi maschi, anche due o tre insieme, sempre sotto lo sguardo estasiato di mio marito. Avevo deciso che nessun maschio mi avrebbe avuto dopo la sua morte, ma poi con te ho cambiato idea. Ho fatto una piccola indagine e sono venuta a sapere che sei un gran porcello. Con quel depravato di Augusto, vi siete divertiti spesso anche insieme a scopare giovani donne, alquanto troie. Eva dice che sei di ghiaccio con lei che non aspetta altro che di aprirti le cosce, ma se tu non l’hai ancora scopata ci deve pur essere un motivo: non mi sembra che tu sia gay.»
La guardo decisamente incuriosito ed eccitato, la prendo per mano e la porto sul divano, lei mi ferma sorridendo.
«Mio caro, sono ancora un po’ debole, meglio il letto.»
Distesa sul letto la spoglio lentamente. Lei è visibilmente carica, mi guarda con occhi pieni di bramosa libidine. Il suo corpo si rivela essere quello che mi ero immaginato. Asciutto, ma non magro, il seno un po’ sgonfio, ma ancora appetibile, le cosce snelle, ancora toniche, la fica è stata tutta accuratamente depilata. Si lascia spogliare, poi si dedica a me. Mi sfila i pantaloncini e la maglietta che indosso, mi fa scendere gli slip lentamente, facendo scattare fuori il mio cazzo teso e duro, lo impugna, si bagna le labbra e lo prende in bocca. Lo assapora, lo lecca come a volerne determinare il sapore, il gusto: si vede che le piace. Se lo gode quasi fosse un gelato.
Lo lecca, ci sputa sopra della saliva per far scorrere meglio la pelle del glande, che scappella lentamente per gustarsela anche con gli occhi, oltre al piacere di tenere un cazzo in mano. Resto piacevolmente sorpreso dalla sua adorazione che ha per il mio cazzo. Passa ogni centimetro dell’asta con la lingua. Prende in bocca un testicolo per volta e lo succhia provocandomi un gemito di puro piacere. Mi sposto, le apro le gambe lentamente, poi infilo la lingua in quello spacco perfettamente depilato. Generalmente scopo donne che non sono tutte depilate, ma lei mi eccita ancor di più. Sembra la fica di una adolescente, tanto è liscia e pulita. I suoi umori sgorgano copiosi, anche se mi sarei aspettato, data l’età, che fosse meno bagnata. Li lecco, li aspiro assaporandoli e restando piacevolmente sorpreso dal buon sapore e odore che hanno. Trema e gode con la bocca piena, poi si stacca e si gira voltandomi le spalle, si mette di lato, mi attira facendo combaciare i nostri corpi: è eccitatissima.
«Scopami, non ne posso più, ma fa piano: sono anni che non lo faccio.»
Le sollevo una gamba sopra di me, poi, piano infilo la cappella fra le sue labbra che, lentamente, si schiudono. Spingo piano, lei geme, la sento strettissima, ma lentamente mi lascia entrare in lei. Spingo fino in fondo, lei ha il respiro accelerato e, quando tocco il fondo, esplode in un orgasmo che la fa tremare tutta. Trema così tanto che mi fermo dentro di lei. Immobile, le lascio il tempo di poter gustare il piacere che prova. Poi lei stessa comincia a muoversi avanti/indietro, lentamente, prendendo tutto il piacere di sentir il mio cazzo strofinare le pareti della vagina, che si dilatano sempre più. Gode, mi fa fermare e poi contrae i muscoli vaginali, sento il cazzo tutto dentro di lei che viene munto, come se mi stesse facendo un bocchino con la fica: tremendo, mai provato un simile piacere e glielo dico.
«Sei davvero fantastica! Mi fai godere contraendo i muscoli vaginali! Sei meravigliosa!»
Lentamente assaporiamo il reciproco piacere. Lei gode molto, poi si rende conto che non sarà tanto lubrificata per ancora molto tempo e mi invita a schizzarle dentro. La sbatto ancora un po', aspetto il suo ennesimo orgasmo, poi vengo. Le vuoto dentro tanta sborra e questo le provoca ancora un orgasmo. Restiamo immobili, abbracciati. Le bacio il collo da dietro la nuca, la sento singhiozzare, la giro e vedo il suo viso rigato da una lacrima, che lei giura esser di gioia. Mi distende supino, scende giù e prende in bocca il mio cazzo ancora turgido. Lo succhia da vera professionista. Lo aspira, lecca il glande, lo morde delicatamente, poi, improvvisamente, senza che me ne renda subito conto, m’infila di colpo un dito nel culo. Ho uno scatto improvviso, ma poi resto piacevolmente eccitato dal gioco: il cazzo mi ritorna durissimo, mentre mi guarda e sorride compiaciuta.

