Troia a Venezia

Capitolo 2 - Nuovi cornuti.

Il forte desiderio delle corna...va sempre esaudito!

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pennabianca

16 ore fa

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Andrea ha sorriso molto compiaciuto.

«Meraviglioso! Vedete ragazzi, è questo il segreto della perfetta riuscita di un matrimonio: la fantasia a letto! Io ho 52 anni e, purtroppo, da cinque son rimasto vedovo, ma, con mia moglie, ho realizzato tante belle fantasie e, vi assicuro, il nostro era un matrimonio davvero solido, inattaccabile! Di tanto in tanto, fate in modo di realizzate le vostre fantasie, perché servirà a farvene avere delle altre e l'eccitazione continuerà ad esser il maggior ingrediente di un rapporto sempre più forte, oltreché particolarmente bello.»

Poi si è girato verso Marco e Stefania.

«Avete sentito? Voi sembrate più giovani di loro e, essendo in luna di miele, state iniziando un cammino che, per portarvi lontano, ha necessità di esser percorso insieme, in maniera complice e, soprattutto, privo di ogni gelosia! Marco, tua moglie è una bella donna e vedo che ti piace esibirla, quindi, ne deduco che questo ti ecciti e, di sicuro, provocherà fuoruscita di umori sulle sue mutandine. Perciò continua questo percorso e, qualche volta, permettile di prendersi qualche libertà, perché sarà sempre tua moglie e ti amerà ancora di più, se, di tanto in tanto, avrà modo di godere sotto i colpi di qualche altro maschio.»

Siamo rimasti tutti e quattro affascinati a guardare quell'uomo e, stranamente, ho sentito il desiderio di approfondire il discorso.

«Quindi, Andrea, se abbiamo ben capito, stai suggerendo alle nostre signore di regalarci un bel paio di corna, magari anche in maniera talmente discreta da non farcene accorgere?»

Lui ha reagito d'istinto.

«Assolutamente no! Non deve avvenire alle vostre spalle! Sarebbe un tradimento bello e buono! No, assolutamente no! Tutto deve avvenire nel modo più complice possibile e, possibilmente, con voi presenti. Sapeste quanto volte io stesso ho assistito alle bellissime monte di mia moglie, chiedendole e concedendomi di poterle immortalare in immagini fotografiche, che, anche all'oggi, guarda con infinito piacere. Sono più che orgoglioso di questo e, a volte, mostro quelle immagini agli amici che sono stati ammessi a poter chiavare mia moglie. Anzi, se volete, avrei piacere a mostrarvele, dal momento che abito nella calle appena qui dietro.»

Ci siamo guardati per un attimo ed ho visto che mia moglie sorrideva ed anche Stefania; poi si sono è alzate in piedi e così tutti e quattro lo abbiamo seguito in una viuzza, proprio a ridosso della piazza e siamo entrati in un vecchio palazzo; saliti al quarto piano, siamo entrati in un appartamento davvero molto bello. Appena dentro, da perfetto ospite, ci ha subito offerto da bere, poi, subito dopo, è entrato in una porta e quando ne è uscito aveva con sé alcuni album di fotografie, ci ha fatti sedere accanto a lui. Ha iniziato a sfogliare gli album, descrivendo ogni situazione ed ogni fotografia che via via andava mostrando. Erano immagini di estremo erotismo; la moglie, una magnifica donna bionda, con un bel seno, era stata immortalata in alcune pose decisamente erotiche e, in altre, assolutamente porno. In più di un'immagine, era ritratta la signora mentre veniva posseduta contemporaneamente da tre maschi molto dotati, fino ad esser riempita in ogni buco. Inutile dire che l'eccitazione era salita alle stelle. Siamo rimasti più di un'ora a parlare con lui, poi ci ha rivolto una proposta interessante.
«Seguitemi: vi porto a vedere la stanza dove ho immortalato mia moglie, mentre veniva montata dai miei amici.»

Abbiamo percorso un corridoio e siamo entrati in una stanza davvero unica. Specchi alle pareti, un letto ampio, luci soffuse rosse, con pareti ricoperte di raso rosso, che lui ha tenuto a spiegare servivano ad insonorizzate l'ambiente, affinché la signora potesse dar sfogo a tutta la sua lussuria e libidine, urlando a piacimento.

«Venite a cena domani sera, qui da me. Se volete vi organizzo una serata un po' particolare, ma, in ogni caso, potete giocare in questa stanza e, come potete vedere, è stata allestita proprio per il puro divertimento. Le luci e gli specchi sono stati realizzati in modo da poter amplificare il piacere di veder godere le vostre donne. Tutto senza impegno: venite a cena e, se la serata si proporrà di vostro gradimento, ci divertiremo, altrimenti avremo trascorso delle ore allegramente insieme.»

Ho guardato mia moglie, che ha stretto le spalle ed ha fatto un cenno d'assenso con la testa; quando ci siamo rivolti all'altra coppia, ho visto gli occhi di Marco che brillavano e Stefania che ne scrutava la faccia; poi, lei stessa ha risposto ad Andrea.

«Non so loro, ma noi verremo sicuramente! È da troppo tempo che il mio giovane marito ha voglia di vivere una di queste esperienze.»

Siamo rimasti per qualche istante tutti in silenzio, poi Andrea ha esultato e ci siamo lasciati dandoci appuntamento per la sera dopo. Siamo rimasti tutti e quattro in silenzio e siamo tornati in albergo; lungo il percorso era evidente che ognuno stava profondamente riflettendo su tutta la faccenda e, salendo in ascensore, abbiamo scoperto che la loro camera era adiacente alla nostra, per cui ci siamo salutati sulla soglia delle rispettive porte.

«Buona notte, ragazzi! Fate tutto il rumore che volete, perché noi faremo lo stesso! Ci vedremo domattina a colazione e, se volete, ce ne andremo un po' in giro insieme per Venezia!»

Appena entrati in camera, Roberta mi ha lanciato le braccia al collo. Era così eccitata da tutta quella faccenda, che, per un istante, mi ha fissato negli occhi, quasi incredula.

«Paolo, ma... voglio dire... non è che sto diventando pazza? Davvero noi... domani sera …? Cavolo! Mi sembra una pazzia! Dai, non ci posso credere! E poi loro? Cazzo, ti rendi conto che siamo in viaggio di nozze? No, tutta questa cosa è assurda! Però, una cosa è certa: il tutto è servito a farmi eccitare oltremodo, cosicché, adesso, non ti resta che chiavarmi a quel dio biondo! Sono troppo elettrizzata, desidero il tuo cazzo adesso, subito!»

Immediatamente si è inginocchiata davanti a me e me lo ha tirato fuori, ha preso a succhiarlo, mentre freneticamente ci stavamo spogliando nudi. Appena ridotti come mamma ci aveva fatto, ci siamo sdraiati sul letto e lei ha preteso subito di esser posseduta, perché, mentre le toglievo gli slip, ho potuto appurare che era completamente fradicia.

«Dammelo subito! Dai, ficcamelo nella fica! Lo voglio tutto dentro, fino nel più profondo della vagina! Dai, scopami! Sì, dai, spaccami la fica, con il tuo cazzone! Sono la tua troia, la tua puttana e tu hai un cazzo fantastico, grosso, duro e lungo, come piace a me! Spaccami tutta, perché, forse, domani sera, non mi tratterrò dal renderti molto cornuto! Dai, sì, così, fino in fondo!»

Gliel’ho spinto dentro con un tale vigore, che lei ha dovuto inarcare il corpo per reggere l'impatto della mia irruenza che invadeva fin in fondo la sua vagina. L'ho scopata con me se non ci fosse un domani! È venuta in continuazione! Durante la monta mi son divertito a provocarla.

«Ti piace l'idea di farti sfondare da quel porco, vero? Sei una troia cui non basta un solo cazzo. Questa volta potrebbe anche esser quella buona!»

Ha avuto un orgasmo e poi mi ha abbracciato e baciato con una passione mai avuta prima.

«Sì, porco, mi piace tanto l'idea! Non so perché, ma Andrea, in qualche modo, mi ha intrigato! Promettimi che mi starai accanto per tutta la serata. Voglio far la doppia con te! Voglio far la doppia come ho sempre sognato di fare con te! Tu, davanti, ed uno più piccolo, dietro.! Paolo, ti amo da impazzire ed ho voglia di dimostrarti quanto so esser troia per te!»

L'ho scopata davvero con molto impegno e lei è venuta nello stesso istante in cui, a mia volta, mi son completamente svuotato dentro di lei. Siamo rimasti abbracciati ed ho letto nei suoi occhi una certa titubanza e, di colpo, come tante volte nel passato, è affiorata la sua insicurezza.

«Ma... davvero domani... amore, io mi sento così… tu sei sicuro di volerlo?»

Ho capito che non dovevo forzare la mano, così le ho risposto in maniera serena, pacata.

«Amore, ancora non lo so: una parte di me, vorrebbe, ma un'altra no! Domani sera andiamo e vediamo… se la cosa dovesse risultare interessante, bene, altrimenti ce ne andremo!»

Ho visto che si è rilassata nel sentir le mie parole e ha addirittura scherzato un po'.

«Sì, credo sia la soluzione migliore! Al contrario, mi è sembrato che Stefania fosse molto decisa! È una mia idea o lui non desidera altro che un bel paio di corna?»

Ho sorriso e le ho risposto che era esattamente quello che pensavo. Ci siamo addormentati e la mattina dopo abbiamo incontrato i nostri amici a colazione; sembravano tutti e due molto elettrizzati per ciò che li aspettava, in serata. Abbiamo girato un po' per Venezia e ci siamo divertiti molto; ridevamo e scherzavamo, a volte, anche facendo qualche battuta molto allusiva, in modo particolare quando, a pranzo in un ristorantino su di un'isoletta, Marco ha detto qualcosa a Stefania, inerente alla serata; lei gli ha ribadito la sua ferrea volontà di volersi divertire senza sé o ma.

«Finalmente, amore, questa sera potrai divertirti nel veder realizzata la nostra fantasia.»

Stefania gli ha sorriso e gli ha dato un bacio.

«Amore, questa sera, finalmente potrai dirti soddisfatto: avrai le tue prime, e tanto attese, corna! Però, amore, non te ne avere a male se mi farò chiavare da quello che ha il cazzo più grosso del tuo. Cioè, non è che poi ci voglia molto, in considerazione di quanto ce l'hai piccolo.»

Lui ha sorriso senza replicare. Ho visto Roberta che mi ha guardato e, in un attimo, ho pensato che, forse, lui poteva esser il tizio giusto per far provare la doppia a mia moglie.

 

 

 

 

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