Capitolo 1 - Desideri e fantasie
Chi ha esperienza aiuta gli inesperti....
16 ore fa
Mi chiamo Paolo, ho 35 anni, sono alto, capelli neri, occhi scuri, fisico tenuto ben in forma perché pratico molto sport e, non da meno, sono anche munito di un bel membro che supera di gran lunga i 20 cm in lunghezza ma, soprattutto, di notevole spessore. Questa peculiarità piace molto a Roberta, mia moglie. Lei ha 34 anni, è una gran bella figa con delle tette che riempiono abbondantemente una quarta misura, alta quasi quanto me e sfoggia un magnifico culetto posto al culmine di cosce lunghe e ben tornite. Ci eravamo conosciuti una decina di anni fa e, dopo tre anni di fidanzamento, siamo approdati a festeggiare i 7 anni di matrimonio. Roberta, a letto, è una gran maialina, ama il sesso ed ha sempre una fighetta calda e pronta. Fa dei pompini meravigliosi e, quando la scopo, gode intensamente e molto a lungo, soprattutto perché, oltre alla dotazione, possiedo anche una notevole resistenza. Quando l'ho conosciuta era già più che aperta, tranne il culetto, che ho provveduto ad aprire io, in maniera lenta e delicata e, date le mie dimensioni, non me lo concede spesso, perché afferma che il mio cazzo è troppo grosso. Mentre la chiavo, impazzisce molto se, al momento, mi lascio andare ad un certo turpiloquio, in cui la definisco troia, puttana, zoccola, vogliosa di cazzo; già perché uno solo non le basta. Una delle sue più ricorrenti fantasie è quella di averne uno piccolo nel culo ed il mio grosso in fica. Questa fantasia si manifesta spesso nei nostri rapporti; lei si eccita talmente tanto che, mentre la chiavo, si accorge di quanto sono eccitato e questo la fa impazzire di piacere, chiedendomi di scoparla più forte e di spingere il mio membro ancor più in profondità dentro di lei, che gode in continuazione. Passato, però, il momento di intensa libidine, Roberta lascia cadere le nostre fantasie e, fino ad oggi, ero convinto che non l'avremmo mai realizzata; poi le cose son cambiate, quando siamo andati a Venezia per festeggiare il nostro settimo anniversario. Dopo aver preso possesso della nostra camera, siamo scesi per la cena nel ristorante dell’hotel e, accanto a noi, c’era giovane coppia che stava consumando la cena come noi. Un sorriso ed una battuta son serviti a rompere il ghiaccio ed abbiamo subito fatto amicizia.
«Salve: io sono Marco e lei è Stefania, mia moglie. Siamo sposati da appena un giorno e, in pratica, questa è la nostra luna di miele. Voi?»
«Piacere, io sono Paolo e lei è mia moglie Roberta; anche noi stiamo festeggiando, ma il nostro settimo anniversario di nozze!»
Marco ci ha guardato sorridendo e poi si è lanciato in una battuta.
«Vedi, amore, noi, tra sette anni, saremo così! È confortante vedere due persone che, dopo tanto tempo, si guardano ancora negli occhi!»
Siamo scoppiati tutti in una grassa risata e, quando si è presentato il cameriere, abbiamo chiesto di unire i nostri tavoli, così da poter cenare tutti e quattro assieme. È stata davvero una cosa bella e divertente, perché non sono mancati frizzi e lazzi soprattutto riguardanti la prima notte di nozze. Marco, dopo aver guardato Stefania negli occhi, ha aggiunto una cosa che mi ha lasciato alquanto perplesso.
«Per noi, questa notte, sarà per davvero la nostra prima di nozze. Cioè, non è che siamo dei "novellini"; è già da tempo che facciamo sesso e Stefania si è dimostrata una femmina davvero instancabile; alla luce di quanto appena detto, mi toccherà una serata alquanto impegnativa! Voglio sperare che per voi, dopo tanti anni, il sesso non sia diventata una routine!»
Ho sorriso ed ho precisato che il segreto, affinché ciò non accada, sta nel riempire l'alcova di tante fantasie.
«Fortunatamente, sono davvero tante le fantasie che ci aiutano a tenere alto il desiderio l'uno per l'altra.»
Lei ha sorriso e lui ha confermato che anche loro avevano più di una fantasia. Questo mi ha un po’ sorpreso e, finito di cenare, tutti e quattro abbiamo deciso di far quattro passi verso Piazza San Marco, che era proprio appena dietro l'angolo. Mentre stavamo passeggiando, le nostre signore si son messe a curiosare un po' tra le vetrine, mentre noi due siamo rimasti uno o due passi distanti da loro e, con una certa curiosità, Marco ha voluto sapere come fosse Roberta a letto.
«Mia moglie è una femmina molto calda, certamente come la tua. Anche a lei piace molto fantasticare, quando facciamo sesso e… dopo questi anni, a volte penso che qualcuna di quelle fantasie vada realizzata.»
Lui si è fermato un attimo a guardare, sia sua moglie che la mia; entrambe indossavano una gonna che arrivava a metà coscia, con sopra una camicetta leggera, perché la serata era decisamente calda. Marco si è accorto che lo stavo osservando mentre guardava entrambe le signore, che ridevano davanti ad una vetrina, e poi ha avanzato un'idea ancor più intrigante.
«Conosco Stefania da una decina di anni, da quando lei ne aveva 16 ed io 17, siamo stati fidanzati per circa 5 anni. Era la più carina della scuola e anche la più corteggiata; questa cosa, in un certo qual modo, mi ha instillato una particolare inclinazione. All'inizio ritenevo si trattasse di gelosia, invece, quando sono stato certo che lei mi amava, mi son convinto che ciò che avvertivo era una sensazione di orgoglio per esser la persona che lei aveva scelto di tenere accanto. Con il tempo questa sensazione è diventata altra cosa e … non è facile da spiegare. Vedi, a volte… cioè, voglio dire: quando qualcuno la guarda, provo una strana sensazione, un po' difficile da spiegare. È un misto di gelosia e piacere!»
Ha abbassato lo sguardo e, per un attimo, sono rimasto un po' sorpreso nell’intuire che un ragazzo giovane, di 22 anni e appena sposato, potesse avere tendenze cuckold. Il sopraggiungere delle donne ha, in qualche modo, interrotto il nostro discorso; ci siamo fermati a bere qualcosa in un piccolo bar, appena poco oltre Piazza San Marco. Mentre eravamo seduti, ho notato che accanto a noi c'era un signore sulla cinquantina, dai capelli brizzolati, che, in maniera molto discreta e senza dare troppo nell'occhio, indugiava con lo sguardo sui corpi delle nostre signore e, soprattutto, sul fatto che Luisa, nel mettersi seduta, aveva accavallato le gambe e la gonna, un po' stretta, era alquanto risalita, mettendo in mostra una buona porzione delle sue splendide cosce. Appena serviti i nostri drink, Marco si è alzato per andare in bagno e, nel farlo, si è girato verso di me e mi ha guardato, quasi rivolgendomi l'invito a seguirlo; anch'io mi son alzato e ci siamo allontanati all'interno del bar. Una volta insieme, lui si è fermato e mi ha indicato sua moglie, che conversava allegramente con Roberta.
«Vedi, questa situazione? Stefania ha accavallato le cosce e quel signore lì la sta guardando; è una cosa che mi fa impazzire. Ti sembrerò pazzo, ma, in questo momento, ho una forte sensazione di gelosia, ma, nello stesso tempo, mi sento terribilmente eccitato, perché qualcuno sta ammirando con desiderio mia moglie!»
Per qualche istante ci siamo fermati ad osservare quanto accadeva nel dehors; ho visto che il tizio, seduto accanto a loro, ha sollevato il suo bicchiere ed ha fatto un brindisi indirizzato alle due signore, al che Stefania ha sorriso con atteggiamento civettuolo.
«Tua moglie sa di questo tuo particolare piacere?»
Marco mi ha guardato e poi ha abbassato lo sguardo.
«Sì, ed è una cosa la eccita moltissimo; infatti una delle nostre fantasie è quella di… ecco, vedi? Se adesso lui… insomma voglio dire… non so come spiegartelo, ma, se lui adesso prendesse ad insidiare mia moglie, io ne sarei infinitamente contento!»
Mi ha guardato e poi ha di nuovo abbassato lo sguardo.
«Dunque, a te non dispiacerebbe un bel paio di corna?»
Lui mi ha guardato e poi, sempre abbassando lo sguardo, mi ha risposto:
«No, cioè... ecco, io vedi... cioè, non lo so! Una parte di me lo vorrebbe, ma un'altra… insomma, questa cosa mi piace un sacco.»
Mi ha guardato, io gli ho sorriso e gli ho messo una mano sulla spalla.
«Credimi, non c'è niente di cui vergognarsi; io e mia moglie abbiamo più volte vagheggiato di avere un altro maschio nel letto con noi; quindi… come vedi, condividiamo le stesse idee!»
Mentre stavamo parlando, visto che il tizio si era avvicinato e si era messo a parlare con le nostre donne, non ho potuto far a meno di notare che dedicava particolare attenzione a Roberta e questo mi ha provocato subito una strana eccitazione, oltre ad avvertire un pizzico di gelosia. Quando siam ritornati ai nostri posti, lui si è girato verso di noi, ci ha osservato per un attimo e poi ha teso la mano e si è presentato.
«Mi chiamo Andrea e voi due dovreste esser i compagni di queste due magnifiche signore!»
Ci ha stretto la mano e ci siamo messi tutti e cinque seduti a chiacchierare; ho notato che lui continuava a indugiare sul seno di mia moglie, oltre che sulle cosce di Stefania. Ben presto si è reso conto che nessuno di noi due era infastidito dalla sua attenzione nei confronti delle donne e, così, i dialoghi, ben presto, hanno avuto un qualche riferimento al sesso, sul fatto che loro erano in luna di miele e noi festeggiavamo un anniversario.
«Che situazione interessante! Una giovane coppia che inizia il cammino della vita insieme e un'altra che già festeggia un particolare traguardo; entrambe avete ancora tanto da scoprire. Ditemi, in questi anni di matrimonio, il sesso è rimasto sempre lo stesso, oppure è andato evolvendosi in qualcosa di più intrigante?»
Preso per un attimo alla sprovvista, mi son girato verso Roberta, che ha sorriso e poi è stata proprio lei a rispondere.
«È diventato sempre più bello! Non che prima non lo fosse, ma… non so come spiegarlo, ma diciamo che lo abbiamo arricchito con qualche fantasia!»
Commenti (0)
Per favore accedi per lasciare un commento.
Ancora nessun commento su questo capitolo, sii il primo a commentare!

