Capitolo 2 - Schiacciata e evergognata
Me lo strofina sul viso e sulle labbra, poi me lo spinge in bocca. Lo afferra per la testa e inizia a scoparmi la gola con spinte profonde.
8 ore fa
La Mia Notte di Totale Sottomissione con Lea: Dominazione Estrema nella Mansarda
Dopo l’arrivo improvviso del compagno di Sabrina, Veronica segue Lea nel suo appartamento. Quello che doveva essere un rapido rifugio si trasforma in una sessione intensa di dominazione, umiliazione e piacere estremo tra le mani di una donna statuaria e senza limiti.
Il telefono di Sabrina squilla. Risponde e dopo qualche secondo riattacca con espressione preoccupata. «Sta tornando il mio compagno, cazzo…»
Lea reagisce subito: «Veronica, dai, andiamo da me di corsa. Meglio non rischiare scenate.»
«Sì ragazze, vi prego… scusate» dice Sabrina.
Raccolgo velocemente le mie cose ed esco insieme a Lea. Saliamo un piano di scale fino alla mansarda. Entriamo trafelate e lei chiude la porta alle nostre spalle.
«Cazzo però… non si può mai stare tranquille» esclama Lea. «Senti, ho del vino. Ne vuoi un po’?»
«Sì, grazie… ma rimango poco, sono già le ventidue e trenta. Poi devo tornare a casa.»
Il saloncino è accogliente, con angolo cottura e due stanze. Il soffitto verso il balconcino è molto basso. Lea mette della musica soft dal sapore tango-ambient e versa del vino rosso. Brindiamo.
La tensione sale
«Sai che ho un vestitino simile al tuo? Solo che è argentato.»
«Davvero?»
«Sì, vieni te lo mostro.»
Entriamo nella sua camera da letto, illuminata da luci verdi soffuse, con specchi sull’armadio. Lea prende il vestito e me lo mostra. Poi, senza esitazione, si toglie il kimono rimanendo in perizoma lilla lucido e indossa l’abito argentato. Completa il look con stivali alti oltre il ginocchio dal tacco affilato.
«Come mi sta?»
«Cavolo… esalta tantissimo il tuo seno. È strettissimo.»
Il vestito le arriva appena sopra l’inguine e le spalline faticano a contenere il suo enorme seno. I capezzoli sono duri come chiodi.
Continuiamo a brindare. Sul comodino noto un fallo di dimensioni impressionanti. Sorrido: «Enorme quel coso lì…»
«Sai che vibra anche.»
Lea si avvicina e si appoggia a me. Gioca con i miei capelli, poi mi accarezza la guancia. Le sue labbra carnose sono a pochi centimetri dalle mie. Mi sovrasta con la sua altezza imponente.
Mi lecca il labbro inferiore. Poi mi afferra i capelli, li tira di lato e mi morde il labbro. «Sei deliziosa. E molto gustosa…»
La sua saliva invade la mia bocca. La tengo lì, fissandola. Lei si riempie nuovamente la bocca e torna a baciarmi, sputandomela dentro mentre mi strizza forte un capezzolo attraverso il vestito.
Sobbalzo. La saliva mi cola sul mento.
«No, non mandarla giù» ordina.
Prende il calice e me lo mette sotto la bocca. «Sputa qui.» Stringe il capezzolo con forza brutale. Tossisco e sputo la saliva nel bicchiere.
Lei aggiunge altra saliva. «Mettine anche della tua. Riempiamolo.»
Rapita dal momento, obbedisco. Il calice si riempie per più di metà di saliva mescolata.
Beviamo ancora dalla bottiglia. Poi Lea mi afferra il perizoma da dietro e lo tira verso l’alto con forza, facendolo strusciare dolorosamente tra le mie labbra e l’ano. Con uno strattone secco lo strappa completamente.
«Ahi… piano Lea…»
Mi fissa con sguardo intenso. «Sei mia fino a mezzanotte. Non hai via di fuga.»
«N… non scapperò.»
«Brava carotina.»
La dominazione diventa estrema
Mi pizzica e tira i capezzoli con le unghie, schiaffeggiandomi piano i seni. Poi mi spinge giù in ginocchio. Solleva il vestito, si abbassa il perizoma e libera il suo grosso pene moscio, largo e dal glande enorme.
«Oddio… è enorme…»
Me lo strofina sul viso e sulle labbra, poi me lo spinge in bocca. Lo afferra per la testa e inizia a scoparmi la gola con spinte profonde. Sento conati violenti, vomito vino sul suo cazzo. Lei continua imperterrita, scattandomi foto mentre sono distrutta: mascara colato, faccia rossa, naso che cola.
«Alzati.»
Mi spinge sul letto a busto in avanti, mi ammanetta i polsi dietro la schiena, mi lega le caviglie con una corda corta e mi infila una palla rossa in bocca.
Mi solleva e mi fa mettere in ginocchio. Sfila la palla solo per dirmi: «Adesso mi scappa la pipì. E te la faccio in bocca.»
Il getto caldo e salato mi colpisce il viso e poi riempie la mia bocca. Ingoio tutto mentre lei mi tiene ferma per i capelli.
Mi ributta sul letto, mi rimette la palla in bocca e mi prende da dietro. Prima mi penetra la vagina con forza brutale, poi decide di sfondarmi anche il culo. Il dolore è lancinante mentre il suo cazzo enorme mi apre completamente. Piango e urlo contro la palla mentre lei mi scopa senza pietà.
Alla fine lo sfila e me lo appoggia sulla figa. «Adesso ti riempio.»
Esplode dentro di me con potenti fiotti di sperma caldo. Sento ogni contrazione mentre mi inonda.
Mi scatta altre foto, poi mi slega. Tremando e piangendo, vengo spinta fuori dalla porta. Mi lancia i vestiti giù per le scale.
«Ciao carotina. Fai silenzio che qui parlano tutti…»
La porta si chiude. Rimango lì, distrutta, umiliata e ancora piena del suo sperma.
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