Perverse & Sottomesse: Piacere Trans

Capitolo 1 - Corpi al sole

Lea mi prende la mano e mi fa alzare. Guarda Sabrina: «Ti spiace se lecco la topina di Carotina?» «Macché, fai pure. Mica sono gelosa. E poi anche lei è super gustosa.»

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Dopo nove mesi dalla nascita di Carlotta, Veronica si concede finalmente una serata con la sua amica Sabrina. Quello che doveva essere solo una pizza e un bicchiere di vino si trasforma in una notte bollente quando entra in scena Lea, la statuaria vicina di casa.

Sono le venti e trenta quando arrivo da Sabrina, leggermente in ritardo. È la prima volta da quando ho partorito nove mesi fa che mi prendo una sera solo per me. Carlo è rimasto a casa con la piccola Carlotta. Indosso leggings neri, un maglioncino verde scollato e stivaletti tacco alto verde scuro, il tutto coperto da un cappotto lungo. I capelli legati in una coda, borsa in mano e una bottiglia di vino rosso.

Suono il campanello. Sabrina mi apre la porta indossando un kimono viola cortissimo e tacchi altissimi neri. Mi abbraccia forte e mi dà un bacio sulle labbra.

Entro in casa e lei mi presenta subito la sua nuova vicina.

«Ti presento Lea.»

«Ciao… piacere, sono Leonarda, Lea per le amiche.»

Ci stringiamo la mano.

«Ciao, io sono Veronica» rispondo sorridendo.

«La mia carotina…» aggiunge Sabrina con tono affettuoso.

Lea indossa un kimono argento, verde e lilla, stretto in vita ma molto scollato. È altissima, almeno un metro e novanta con i tacchi, bionda tinta, labbra ritoccate e un seno enorme, chiaramente rifatto. La pelle è abbronzata quasi nera, il fisico statuario, cosce e polpacci muscolosi.

«Dai, accomodati» mi dice Lea, aiutandomi a togliere il cappotto mentre Sabrina prende la bottiglia di vino.

La serata prende fuoco

Nel salotto noto subito il pc aperto sul tavolo. È il video girato in hotel con quei due ragazzi mentre ci venivano in faccia. Faccio finta di niente. Sabrina mi porge un calice di vino rosso.

«Brindiamo a noi ragazze!»

«Cin cin!»

Beviamo tutte e tre.

«Carotina, ti ho preso un regalino. Io e Lea eravamo in giro e abbiamo pensato che ti sarebbe piaciuto…»

Lea mi porge una busta e mi accarezza la guancia, dandomi un bacio sulle labbra.

«Per te, gioiellino raro.»

Scarto il pacchetto: è un vestitino nero cortissimo, con anellini metallici laterali che lo tengono unito, scollato sia davanti che dietro.

«Bello… mi piace tantissimo» dico sorridendo a Lea, che mi fa l’occhiolino.

«Grazie ragazze.»

«Provatelo, vediamo come ti sta» mi incitano.

Vado in camera di Sabrina, mi spoglio rimanendo solo con il perizoma rosso e indosso il vestitino. Rimetto gli stivaletti. Nello specchio vedo quanto è trasparente, corto e aderente. I capezzoli, ingrossati dall’allattamento, sono ben visibili e turgidi.

Esco dalla camera.

«Come mi sta, ragazze?»

«Cazzo carotina… faresti tirare il cazzo anche a un novantenne!» esclama Sabrina ridendo.

Mi volto e agito il sedere verso di loro.

«Che culo meraviglioso hai…» commenta Lea.

«Macché, ho la cellulite…»

«Meglio così. Quando ti prendono da dietro rimbalzi tutta.»

Continuiamo a bere e chiacchierare sedute al tavolo. Io sono accanto a Lea, Sabrina di fronte a noi.

A un certo punto Sabrina mette i nostri video. Lea li guarda affascinata.

«Siete divine…» dice guardandomi.

Lea appoggia una mano sulla mia coscia e inizia ad accarezzarmi con le unghie, salendo dal ginocchio verso l’inguine in modo insistente. Sento brividi ovunque. I suoi capezzoli sono visibilmente turgidi sotto il kimono.

Il desiderio esplode

Lea si volta verso di me: «Divino quel video in cui vi baciate scambiandovi e leccandovi lo sperma dai visi… Lo faccio anch’io con le mie amiche. Adoro il sapore dello sperma.»

Sorrido imbarazzata. «Però sono un po’ in difficoltà… non ho mai fatto vedere i miei video ad altre persone.»

Lea si alza per andare in bagno. Poco dopo Sabrina mi sorride e sparisce in camera. Rimango sola a bere e a guardare i video, sempre più eccitata. Sono undici mesi che non faccio sesso e sono completamente bagnata.

Mi alzo e sento dei respiri affannosi provenire dalla camera. Mi affaccio discretamente: Lea è in ginocchio davanti a Sabrina, seduta sul letto a gambe aperte, e le sta leccando la figa con passione.

Torno a sedermi, il cuore a mille.

Qualche minuto dopo escono. Sabrina è rimasta solo con i tacchi, Lea ha il kimono aperto con i seni fuori.

«Scusaci… non ho resistito. Sabrina mi ha dato la sua figa da leccare. È buonissima.»

«Eh sì, lo so bene…» sorrido io.

Lea mi prende la mano e mi fa alzare. Guarda Sabrina: «Ti spiace se lecco la topina di Carotina?»

«Macché, fai pure. Mica sono gelosa. E poi anche lei è super gustosa.»

Lea mi solleva senza sforzo e mi fa sedere sul tavolo. Mi spinge delicatamente sul collo facendomi appoggiare sui gomiti. Mi divarica le gambe con decisione e si piega tra le mie cosce. Sento il suo respiro caldo sul perizoma, poi la sua lingua che lecca dall’interno coscia fino al tessuto bagnato.

«Cazzo…» sbuffo io.

Sabrina si posiziona accanto a me, mani sui miei seni, li stringe e li palpeggia con forza. La lingua di Lea spinge sul tessuto. Poi Sabrina si abbassa anche lei e sento entrambe le lingue lavorare tra le mie gambe.

Lea si rialza, bacia Sabrina, poi si china su di me. Le schiudo le labbra e lei infila la lingua fino in gola, mentre mi strizza un capezzolo attraverso il vestito. Mi bacia profondamente, con passione animalesca, riempiendomi la bocca di saliva.

«Mandala giù» ordina, torcendomi forte il capezzolo.

Ingoio e tossisco.

Sabrina mi sfila il perizoma, se lo infila in bocca e poi lo passa a Lea.

Lea mi afferra una coscia e me la appoggia sulla sedia, aprendomi completamente. Sabrina si inginocchia sotto di me e inizia a leccarmi la figa con avidità, succhiandomi la clitoride. Tremo di piacere mentre Lea mi tormenta i capezzoli.

«Vuoi ancora saliva, carotina?»

«S… sì, ti prego…» sospiro.

Lea si riempie la bocca di saliva mentre continua a strizzarmi i capezzoli. Poi mi afferra il mento, stringe e mi fa aprire la bocca. Un lungo filo denso di saliva cola direttamente nella mia gola mentre Sabrina mi morde la clitoride.

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