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Erotika
'O Pertuso 'e Famiglia · Cap. 6
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Capitolo 6 di 7 17 min di lettura

Scopata a tre 'int' 'o salone e 'o castigo p' 'a santarella

Mentre Leo sprofonda senza difese nei vizi di un selvaggio ménage à trois, diventando definitivamente lo schiavo carnale di Jessica, per Anna arriva una brutale resa dei conti. Il rancore covato nel buio si trasforma in un'aggressione umiliante e crudele da cui non c'è via di scampo.

anna
5 mesi fa · 1.1k letture · 2

Leo non se lo fece ripetere due volte. Con un movimento rapido e deciso, si sfilò la camicia e diede un calcio ai pantaloni e ai boxer, restando completamente nudo in mezzo al salone. L'erezione, non ancora sazia dalla precedente esplosione, era già tornata tesa, prepotente, pronta a fare danni.

Le due vrenzole lo guardarono dall'alto in basso, gli occhi carichi di malizia e fame. «Maronna mij',» mormorò Tonia, passandosi la lingua sulle labbra carnose. «Chisto tene 'e batterie ca nun se scarrecano maje.» Si voltò verso l'amica, puntandole contro un dito dall'unghia lunghissima. «Jessi, t'haje già arricriato assaje tu. Mo tocca a me. Voglio veré si overamente me fa ascì pazza comm' dice.»

«Ma quanno maje!» sbottò Jessica, mettendosi le mani sui fianchi nudi. «L'aggio purtato io ccà! S'adda fa' primma a me, po' t' 'o passo quanno aggio fernuto. Tu te stive già divertendo cu' 'a spazzola!»

«'A spazzola 'a pozzo pure vuttà! Voglio 'o sarto!» ribatté Tonia, facendo vibrare il petto monumentale in un gesto di stizza.

Leo le guardò litigare per il suo cazzo come due ragazzine del vicolo per l'ultimo pezzo di sfogliatella. Un'ondata di onnipotenza lo travolse. Fece un passo avanti, mettendosi alle spalle di Tonia. La afferrò con forza, piantando le mani su quelle due "zizzone" ciclopiche e schiacciandole senza troppa delicatezza, mentre con il bacino premette duramente la sua erezione contro i glutei larghi e sodi della ragazza.

Tonia sussultò, emettendo un verso sorpreso. «Non c'è bisogno di litigare,» le zittì Leo, la voce arrochita, parlando in italiano ma con un tono da padrone assoluto. «C'è n'è per tutte e due. Voglio scopare prima quella nuova...» Strinse ancora di più il seno di Tonia, che si lasciò scappare un gemito. «E tu, Jessica... vieni qua e siediti sulla mia faccia.»

Le due ragazze si scambiarono un'occhiata di fuoco, un misto di sfida e lussuria pura. Non se lo fecero ripetere.

Leo si sdraiò a terra, sul linoleum freddo del salone. Cazzo, questo è un fottuto sogno, pensò, mentre la visuale sopra di lui veniva oscurata da carne, curve e desiderio.

Jessica si posizionò sopra la sua testa, allargando le cosce e abbassandosi lentamente fino a premere la sua intimità spalancata e fradicia direttamente sulla bocca e sul naso di Leo. Contemporaneamente, Tonia gli salì a cavalcioni sul bacino. Afferrò l'asta tesa di Leo, ci sputò sopra per lubrificarla, e con un lamento gutturale e sguaiato si lasciò scivolare giù, ingoiandolo tutto nelle sue pareti caldissime e strette.

La sensazione fu un cortocircuito sensoriale totale. Da una parte, Leo aveva la bocca invasa dal sapore forte, salato e dolciastro di Jessica, un oceano di umidità che gli toglieva il respiro. Dall'altra, sentiva il peso prepotente di Tonia sul suo inguine, la morsa strettissima della sua "fessa" che lo accoglieva fino alla base.

Leo iniziò a leccare con ferocia. La lingua guizzava, infilandosi tra le labbra di Jessica, succhiando il clitoride gonfio come se volesse strapparglielo via. Le teneva saldamente le cosce, tirandola giù ogni volta che lei cercava di inarcare la schiena per il troppo piacere. Nel frattempo, Tonia aveva iniziato a cavalcarlo come una pazza scatenata. Era pesante, carnosa, e ogni sua discesa era un colpo sordo contro il bacino di Leo. Le sue mammelle gigantesche ballavano furiosamente su e giù, schiaffeggiandosi a vicenda. Leo non poteva vederle, accecato dal culo e dalla figa di Jessica, ma ne sentiva il movimento, sentiva i gemiti rotti e disperati di Tonia che rimbombavano nel salone.

«Uh Gesù! Sarto'! Sarto'!» gridava Tonia, la sua aria scocciata e arrogante completamente cancellata da un piacere che sembrava non provare da cent'anni. «Maronna comm' me sfunne! Me staje tuccann' l'anema! Spinge!»

«Lè... Lè, me staje facenno ascì pazza!» le faceva eco Jessica, ansimando e strusciandosi convulsamente contro la lingua del ragazzo. «Sì... alliccam' tutt' cos', fratem'! Accussì!»

Era una sinfonia di carne e fluidi. Leo alternava grugniti profondi a leccate e succhiate sempre più violente, stantuffando il bacino verso l'alto per penetrare Tonia ancora più a fondo. L'aria sapeva di sesso animale. La lingua implacabile di Leo portò Jessica oltre il limite. La ragazza iniziò a tremare convulsamente, le unghie che si conficcavano nei capelli di lui. «Sto venenn'! Sto venenn' 'nfaccia a te, Lè!» urlò Jessica, venendo travolta da un orgasmo esplosivo che inondò il viso di Leo dei suoi succhi caldi e abbondanti.

Non appena Jessica crollò di lato, ansante e tremante sul pavimento, Leo si liberò il viso. Era eccitato oltre ogni limite, con la faccia lucida e il sangue che gli bolliva nelle vene. Afferrò Tonia per i fianchi larghi e, sfruttando l'adrenalina, la ribaltò con una mossa decisa.

Tonia finì con la schiena sul pavimento. Leo le salì sopra, separandole le cosce spesse con le ginocchia. Non c'era più traccia di dolcezza. La penetrò con una forza brutale, aggressiva. Le pareti della vrenzola erano un guanto di velluto strettissimo che sembrava volerlo risucchiare vivo.

Leo si avventò sul suo petto. Le afferrò i seni titanici con entrambe le mani, stringendoli con una violenza tale da lasciarle l'impronta rossa delle dita sulla pelle ambrata. Li impastava, li tirava, mentre il suo bacino sbatteva contro quello di lei con uno sciàf... sciàf assordante.

«Sfunname, sarto'!» gridava Tonia, guardandolo con gli occhi rovesciati all'indietro, le labbra gonfie dischiuse. «Sfunname tutt' 'a fessa! Faj' 'o riavulo!»

Leo affondò a un ritmo indiavolato, le carni che sbattevano senza sosta. Sentiva le unghie di Tonia graffiargli la schiena, incitandolo a non fermarsi. L'attrito, la pressione, la volgarità di quella femmina enorme e insaziabile lo portarono in cima al burrone.

Tonia inarcò la schiena, i muscoli vaginali che iniziarono a contrarsi furiosamente intorno al suo membro. «Maronna! Sto venenn' pur' io!» urlò, in preda agli spasmi.

«Tonia... cazzo!» ringhiò Leo. Sentendo di non poter più trattenere nulla, sfilò il cazzo all'ultimo secondo, con uno schiocco umido. Si alzò sulle ginocchia e le venne addosso. Getti densi e roventi schizzarono sull'addome piatto di Tonia, risalendo fino a imbrattare la valle profonda tra i suoi seni enormi e arrossati dai lividi delle sue mani.

Leo si lasciò cadere al suo fianco, il petto che si alzava e si abbassava in cerca di ossigeno, sdraiato sul pavimento freddo tra due ragazze sfinite, lucide di sudore e sperma, nel silenzio surreale di un sabato pomeriggio napoletano.

Leo non se lo fece ripetere due volte. Con un movimento rapido e deciso, si sfilò la camicia e diede un calcio ai pantaloni e ai boxer, restando completamente nudo in mezzo al salone. L'erezione, non ancora sazia dalla precedente esplosione, era già tornata tesa, prepotente, pronta a fare danni.

Le due vrenzole lo guardarono dall'alto in basso, gli occhi carichi di malizia e fame. «Maronna mij',» mormorò Tonia, passandosi la lingua sulle labbra carnose. «Chisto tene 'e batterie ca nun se scarrecano maje.» Si voltò verso l'amica, puntandole contro un dito dall'unghia lunghissima. «Jessi, t'haje già arricriato assaje tu. Mo tocca a me. Voglio veré si overamente me fa ascì pazza comm' dice.»

«Ma quanno maje!» sbottò Jessica, mettendosi le mani sui fianchi nudi. «L'aggio purtato io ccà! S'adda fa' primma a me, po' t' 'o passo quanno aggio fernuto. Tu te stive già divertendo cu' 'a spazzola!»

«'A spazzola 'a pozzo pure vuttà! Voglio 'o sarto!» ribatté Tonia, facendo vibrare il petto monumentale in un gesto di stizza.

Leo le guardò litigare per il suo cazzo come due ragazzine del vicolo per l'ultimo pezzo di sfogliatella. Un'ondata di onnipotenza lo travolse. Fece un passo avanti, mettendosi alle spalle di Tonia. La afferrò con forza, piantando le mani su quelle due "zizzone" ciclopiche e schiacciandole senza troppa delicatezza, mentre con il bacino premette duramente la sua erezione contro i glutei larghi e sodi della ragazza.

Prima di andare avanti…

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