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Erotika
L'orale agli esami di maturità · Cap. 5
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Capitolo 5 di 5 11 min di lettura

La madre di Iris è troia quasi quanto la figlia

Ilaria, soddisfatta dell'orgasmo dato con la mia lingua ma ancora più affamata di me, mi obbliga a scoparla. Io non ho intenzione di tradire la mia ragazza proprio nella vagina da cui è nata...

William Kasanova
6 mesi fa · 1.8k letture · 3

Scendo dal letto e rimetto nelle mutande il cazzo lordo di sborra. Spero non puzzerà troppo, dopo: la faccia, ad una fontana, posso ancora lavarla; un bidet, invece...

Apro Whatsapp nella chat della zoccola, allego le due foto e gliele spedisco. La trasmissione inizia. Ilaria è ancora sdraiata sul letto, esausta. Il suo petto si solleva al rallentatore. Ha gli occhi chiusi e potrebbe anche essersi appisolata. Cosa cazzo… Sollevo le spalle: non importa. «Ti ho mandato le due foto che ti ho appena scattato. Se non farai passare agli esami me e tutti quelli che se lo meritano nella mia classe, le userò per sputtanarti davanti a tutti.» Dal salotto proviene un trillo singolo: il suo telefono ha scaricato le foto. «E la prima a cui le manderò sarà Iris, e scoprirà com’è veramente sua madre.»

Lei esala un respiro e geme spostandosi un po’ meglio sul letto. Faccio una smorfia. Mi aspettavo qualcosa di più drammatico come risposta… magari è mezza addormentata, o… boh. Faccio ancora la voce grossa. «E vedi di non arrivare tardi al mio orale.»

Il mio secondo orale, con te, in effetti. Il primo sembra essere andato discretamente bene. Spero che l’anale non abbassi la media dei voti…

Scuoto la testa, ma che cazzo sto pensando?

Mi alzo i pantaloni e li allaccio.

«Ci vediamo a scuola.» Esco dalla stanza che ondeggia, l’unico rumore è il vibratore che si scuote sul pavimento.

⁂

Iris mi stringe il braccio e appoggia la testa sulla mia spalla. Gli ultimi raggi le accendono il viso di arancione, il sole sospeso sopra i tetti di Caregan è abbagliante. Il muretto che fa confine al parcheggio posteriore della scuola è alto e le nostre scarpe non toccano l’asfalto.

Le accarezzo i capelli. Sembra una rossa, sotto questa luce. Non starebbe male, con quella tinta. «Com’è andato l’orale?»

Lei sorride. «Alla grande. Mi hanno fatto i complimenti per la mia dizione in inglese e giapponese: hanno detto che sembro madrelingua!» Il suo entusiasmo si abbassa un po’. «E a te, con mia madre?»

Sospiro e abbasso lo sguardo su un mucchietto di sassolini neri in un angolo del parcheggio. Quando sono stato convocato mi aspettavo un’Ilaria furente per come l’ho sottomessa e inculata, pronta a farmela pagare con domande impossibili da rispondere e commenti al vetriolo. Invece, si è comportata con professionalità, le domande non erano troppo complesse e dopo mezz’ora ero libero. «Bene, dai.» La minaccia di sputtanarla con le due foto della sborrata ha fatto il loro dovere.

Il calore del corpo di Iris mi scioglie il cuore. Cosa penserebbe la ragazza se sapesse che sua madre mi ha costretto a leccargliela, e io, in un impeto di rabbia, le ho sfondato il culo, per poi minacciarla a mia volta?

Un groppo mi chiude la gola. Meglio non saperlo.

La ragazza si scuote, mi lascia e salta giù dal muretto. «Mamma!»

Mi volto e il cuore mi balza in gola. Ilaria sta uscendo dalla porta posteriore della N. Sandrini portando la sua borsa di pelle. Sorride alla vista della figlia. «Bambina mia!» La abbraccia con la mano libera. «Com’è andata?»

Possibile che la stessa zoccola che mi ha leccato la punta del cazzo per spingermi a scoparla possa essere così dolce con la ragazza che mi ha costretto a tradire?

Mi avvicino a loro. Il pensiero di cosa ho dovuto fare mi disgusta. Il ricordo dell’orgasmo avuto nel retto della donna mi stringe lo stomaco e solletica il cazzo.

Lei mi guarda. E mi sorride. Il miglior sorriso che mi abbia mai rivolto. Che stia nascondendo cosa prova davvero in presenza della figlia?

«Buonasera, Ilaria.» Nelle ultime sei ore l’ho chiamata Ilaria, zoccola, professoressa e… cagna? Finirò con il non riuscire a ricordarmi cosa provo nei suoi confronti… Già adesso, è difficile stabilirlo.

«William, sono felice di vederti così presto.»

Deglutisco, è il momento della verità. «Co… com’è andato l’orale?»

Gli occhi della donna si illuminano nella luce della sera. «Benissimo. A te e a tutti gli altri.»

Le gambe sembrano perdere forza. «Meno male.» Prendo dalla tasca il Lumia e lo muovo quanto basta per attrarre l’attenzione di Ilaria. «Allora, appena verranno pubblicati i risultati degli esami, il problema sarà risolto.»

Lei ridacchia. «Perché vorresti cancellare quelle due foto? A me piacciono.»

Iris guarda me e poi mia madre. «Quali foto?»

Una vampata di calore assale il mio volto e mi scotta le orecchie. Sono senza fiato. «Niente! Niente!»

«Come, “niente”?» Ilaria prende dalla tasca della giacca il suo telefonino e lo accende. Sullo schermo compare una delle due foto. «Non ho fatto in tempo a dirtelo prima, Iris, ma sono riuscita a convincere il tuo ragazzo a farmi un cunnilingus. Non sono scatti belli come il tuo nel quale gli pulisci il glande con la lingua, ma…»

L’espressione della ragazza è… di pura gioia. «Davvero?» Un suo braccio mi stringe le spalle. «E ti ha succhiato la clito?»

Gli occhi di Ilaria si socchiudono. «È da mezzogiorno che non riesco a togliermelo dalla mente.» Si mi morde un labbro.

Iris mi schiocca un bacio sulla mandibola. «Adoro quando lo fa.»

Cosa cazzo… sono finito in una puntata di “Scherzi a parte”?

«Peccato,» Ilaria mi guarda con intensità, «che lo stronzetto, invece di chiavarmi in figa, mi ha presa in culo. Ma prima mi ha messa con l’inguine sul tuo vibratore e…» La lingua passa tra le labbra e una mano della donna si accarezza il cavallo dei pantaloni. Cazzo, adesso si ditalina davanti a noi? Le orecchie mi scottano.

Iris mi assesta uno schiaffetto sui pettorali. «Che stronzo che sei! Con mia mamma fai certe cose e con me no?» Mi si pone davanti, si mette in punta di piedi e appoggia le labbra sulla mia bocca. Mi stringe di nuovo il braccio. «Non fa niente. Per farti perdonare, adesso andiamo a casa nostra e, prima vieni in figa a mia madre, poi io gliela lecco fino a pulirgliela per bene.»

Ilaria prende il viso della ragazza. «La mia dolce bambina…» e la bacia sulle labbra. Le loro lingue iniziano a muoversi tra le loro bocche.

Faccio un passo indietro e il braccio si sfila dalla presa di Iris.

Il cazzo diventa duro quanto i muscoli delle mie gambe si scaldano, pronti a scattare.

Ma dove cazzo sono finito?

 

FINE


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Un giorno sarò un grande scrittore, ma al momento sono solo un erotomane con una tastiera, molta fantasia, qualche libro di narratologia letto di troppo e un eccesso di autostima. Scene di sesso molto esplicite prossime alla pornografia, politically correct non rilevato.

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Commenti 2

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  1. Salina

    Bellissimo e molto immersivo! La scrittura in prima persona ha sempre una marcia in più, in coerenza con il titolo un racconto molto orale in tutti i sensi che ti fa proprio voglia di conoscere questo William 😉

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