Capitolo 4 - Ultimo giorno di scuola
È l’ultimo giorno di scuola per Jessica e Alex, ma lei ha un regalo speciale per lui prima delle vacanze estive!
Ultimo giorno di prima liceo.
Se da una parte non vedevo l’ora di godermi le meritatissime vacanze estive, dall’altra mi dispiaceva l’idea di non vedere più Alex, che avrebbe dato gli esami di maturità.
Quel biondino bello come un dio se ne sarebbe andato chissà dove per l’università e l’idea di non potermela più spassare con lui mi rendeva un po’ triste.
Non tanto per la mancanza di cazzo perché sapevo di poterne avere quanto ne volevo anche al paese, ma perché lui era il migliore.
Così dopo settimane di preparazione fisica e psicologica decido che quel giorno mi sarei fatta aprire il culo. Da lui, come gli avevo promesso. Gli avevo mandato un messaggio la sera prima, con solo due parole:
“Sono pronta. Domani dopo scuola.”
Rispose con un cuoricino rosso.
Le ultime ore erano talmente scazzate e noiose che mi ero fatta fare un ditalino da Leo, il mio compagno di banco, e io gli feci un bel pompino con ingoio al cambio dell’ora, lasciandolo filmare la scena.
Avevo ricevuto il permesso dei miei di restare in città tutto il pomeriggio per festeggiare la fine dell’anno scolastico, e quando suonò la campanella schizzo fuori dall’aula come un’anguilla, per cercare Alex.
Lo trovo all’uscita, intento a fumare una sigaretta e a chiacchierare con alcuni compagni son i quali ha anche una band, i Gravediggers, che significa becchini in inglese.
Alex mi nota immediatamente e saluta i compagni, che ricambiano con occhiolini e gomitate.
Camminiamo verso la sua macchina e arrivati al parcheggio inizia a baciarmi appassionatamente com’è solito fare. Io sono già bagnata sotto, e non solo per il ditalino di Leo di quella mattina.
Entriamo in macchina e lui accende lo stereo, black metal norvegese a tutto volume, mentre inizia a guidare prima fuori dalla scuola, poi verso la periferia della città, dove iniziano le campagne e le aree industriali.
Fa una breve sosta in farmacia per acquistare il lubrificante.
Si ferma a una piazzola dove un tempo c’era un’acciaieria, ormai in disuso.
Spegne la macchina ma tiene lo stereo acceso, abbassando il volume.
Riprende a baciarmi con ancora più trasporto, le sue mani nei miei capelli, lungo il collo… è quasi romantico se non fossimo qui solo per fargli sfondare il mio culetto.
Reclina il mio sedile e continua a baciarmi, guarda il vestitino a fiori che copre il mio corpo, e mentre le sue labbra sono sul mio collo inizia ad abbassarmi le spalline.
Prende un capezzolo e inizia a succhiarlo piano, io comincio a godere, lui mi sente e le sue mani iniziano a farsi strada lungo le cosce, succhiando ancora.
Le sue dita trovano le mie mutandine e inizia a toccarmi la fighetta con la punta delle dita. Sento i suoi calli da chitarrista lungo le piccole labbra.
Mi bagno sempre di più, lui mi succhia i capezzoli più intensamente mentre le dita entrano piano piano nel mio sesso, mi esplora le pareti della vagina con le dita, fa su e giù mentre il pollice è sul mio clitoride.
Capisco che le mutandine sono di troppo e mi sposto per sfilarmele, ma lui mi ferma:
“Lascia, faccio io.”
Lo lascio spogliarmi, prima il vestitino, poi le mutandine.
Mi apre le cosce e gli scappa un gemito nel guardarmi la figa e il culo, così rosa e bagnati, vogliosi di lui.
Infila un indice nella figa mentre mi guarda negli occhi. Vuole vedermi godere fino in fondo. Nel frattempo inizia a massaggiarsi il pacco che inizia a gonfiarsi.
“Toccati.”
Mi prende una mano e la appoggia sul mio sesso mentre lui si apre la patta dei jeans e inizia a segarsi davanti a me. Inizio a sgrillettarmi guardandogli quel cazzo olimpico e quel suo viso perfetto che inizia a fare smorfie di piacere.
Se sapesse quante volte mi sono toccata pensando a lui…
Inizia a farsi strada in mezzo alle mie gambe e fissa la mia mano intenta a strofinare il clitoride. Capisco che guardarmi lo eccita ancora di più e inizio a ficcarmi un dito, che muovo sempre più velocemente.
“Che bella che sei… non resisto…”
Non ci vuole molto, e la sua bocca si impossessa del mio bottoncino.
Nessuno, neanche i ventenni del paese, neanche Elisa mi lecca bene come lui.
Mi tiene le gambe aperte mentre mi bacia, lecca, succhia la fighetta, come se fossi il suo piatto preferito. Gli afferro i capelli con le mani, vorrei che restasse lì per sempre.
Ma è talmente bravo che mi fa venire, sono una tempesta. Lui affonda il viso ancora più a fondo per prendersi tutto.
Mi si avvicina e mi bacia come non ha mai fatto prima.
“Hai la figa più bella e buona del mondo, lo sai?”
Annuisco sentendo il mio sapore in bocca.
Si stacca per tornare laggiù, ma stavolta l’attenzione è rivolta altrove.
Inizia a leccarmi il buchino del culo piano, con piccoli cerchi, finché la punta della lingua non va a toccare la mucosa e il suo punto più sensibile.
Me lo bagna per bene e intanto le sue dita sono di nuovo dentro di me, lentamente, in modo gentile, sono ancora sensibilissima dopo il primo orgasmo.
L’altra mano intanto afferra una tetta e la stringe mentre continua a leccare, io mi rilasso sempre di più finché la lingua non inizia a farsi strada nel mio culetto.
La sua testa fa dei piccoli movimenti avanti e indietro, come se volesse incularmi con la lingua, due dita callose dentro di me, prendo la mano sulla mia tetta e la stringo forte.
“Oddio Alex, ALEX! Sto venendo di nuovo!”
La sua lingua è ovunque e si gusta un’altra venuta.
La sua mano esce dalla figa e inizia a infilare un dito nel culo. Sono talmente bagnata lì sotto che il primo dito entra ed esce senza problemi. Poi diventano due.
Continuo a godere della sua vista, lui sempre più sudato nonostante il condizionatore acceso, il suo cazzo sempre dritto nel vedermi godere, nell’aria il mio odore, i suoi gemiti e le cicale da fuori.
Mi guarda e gli faccio un cenno con la testa. Sono pronta.
Lui prende il lubrificante dal cruscotto e inizia a farne colare un po’ sulle sue dita. Me le reinfila dentro per ungermi bene, il freddo del gel con il caldo intorno a noi è una sensazione meravigliosa. Ne fa colare ancora un po’ sulla cappella e inizia a spalmarlo su tutta la lunghezza. Non so se riuscirò a prenderlo tutto, ma non si sa mai.
La sua cappella è in linea col mio buco. Un’ultima goccia fra il culo e la cappella, poi posa il tubetto e con una mano mi tiene aperte le gambe, con l’altra si regge il cazzo per controllare meglio l’entrata.
“Dimmi se fa troppo male che mi fermo, ok?”
Ci vuole un po’ perché il mio buco permetta alla sua punta di entrare. Cerco di rilassarmi il più possibile, ma fa comunque un po’ male. Lui si ferma ad ogni millimetro per permettere al mio culetto di adattarsi al suo spessore.
Respiro profondamente e il dolore diventa piacere, lui è sempre più in fondo, ma a metà lunghezza inizia a meravigliarsi di quella vista:
“Madonna Jess hai il culo perfetto… sei bellissima…”
Mi fa godere anche a parole. Oddio, lo amo.
Inizio a tirarlo verso di me, permettendogli di entrare ancora più in fondo.
Per lui sopporterei qualsiasi dolore, lo amo e lo voglio.
Inizio a baciarlo come non ho mai fatto prima, lui cerca di stare fermo ma in pochi istanti siamo di nuovo incollati l’uno all’altra, lui è arrivato quasi in fondo.
“Sei così stretta… ti piace?”
“Sì che mi piace, lo voglio tutto, lo voglio tutto dentro!”
Le mie parole lo eccitano e si spinge fino in fondo. Inizia a muoversi lentamente dentro di me mentre mi bacia e mi afferra ovunque.
“Dio che bello scoparti, erano mesi che aspettavo… che culo bellissimo…non vedevo l’ora di aprirtelo”
I suoi movimenti sono lenti, ma intensi. Lo tira fuori quasi tutto, ma quando arriva alla cappella torna da me, rimettendolo tutto dentro. Lo sento tutto, e non fa quasi più male.
Gli piace guardarmi la figa e il buco del culo col suo cazzo dentro. Apro le piccole labbra con le dita per dargli un bello spettacolo.
Posso vedere i suoi ormoni andare ancora più su di giri e i suoi movimenti si fanno sempre più veloci e profondi. Mi scopa il culo con foga, per quanto il suo metro e ottantaquattro racchiusi nell’auto glielo permettano, io ormai non sento più dolore, anzi, più mi scopa più io godo.
Ci guardiamo con gli occhi che solo due amanti nell’atto di scopare possono avere.
Guarda me, il mio viso stravolto dalla goduria, le mie tettine sudate, le mie mani che tengono la fighetta spalancata e il suo cazzo che si muove nel mio culetto ormai spanato. Mi mette due dita nella vagina e il pollice sul clitoride, ormai sa come farmi godere al massimo.
“Oddio vengo di nuovo, sì così, scopami che vengo!”
Mi sente venire e impazzisce. Ormai mi stantuffa a una velocità inaudita.
Inizia a rallentare e sfila il cazzo dal culo, per poi sollevarmi il bacino e affondare il viso nei miei umori, per gustare di nuovo la mia ennesima venuta.
Lo sguardo si sofferma sul mio buco aperto:
“Guarda che bel culetto sfondato che hai… ora puoi prenderci tutti i cazzi che vuoi… peccato non poterti più vedere all’opera”
“Non dirlo a me… quanto mi piaceva fare cose davanti a te”
“Resto qui per l’uni… voglio rivederti. Voglio che mi racconti tutto quello che fai. E voglio scoparti ancora il culo”
Me lo ficca dentro di nuovo e ricomincia a spingerlo, avanti e indietro, sempre più veloce, finché non inizia a bestemmiare e mi viene dentro.
La sborra nel culo è una sensazione divina. Sento il suo schizzo caldo e copioso dentro di me, il suo peso sul mio corpo e il cazzo che lentamente inizia a sgonfiarsi.
Mentre lo tira fuori fa moltissima attenzione che il mio culo sia sulla salvietta dove ero appoggiata, per non sporcare i sedili.
Mi porge dei fazzoletti ed esce dalla macchina per fumare una sigaretta. Mi pulisco e mi rivesto. Il culo e la figa mi pulsano come non mai, ma sono felicissima.
Vuole portarmi a casa mia ma gli chiedo di portarmi alla stazione dei pullman. È vero che ai miei frega poco di quel che faccio, ma è meglio non sbandierarlo troppo in giro.
Arrivati al pullman mi bacia un’ultima volta:
“Buone vacanze Jess. E fai la brava ma non troppo.”
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