Capitolo 3 - Ora buca, ora il buco
Jessica ha un’oretta libera durante la scuola e decide di passarla in compagnia di due ragazzi di quinta…
Liceo Scientifico 3
Il liceo mi piaceva moltissimo. Adoravo le materie scientifiche ma ancora di più la scorpacciata quotidiana di cazzi adolescenti sul pullman verso la scuola e nei suoi bagni.
Luca aveva fatto altri video dove me la spassavo sia con lui che con i suoi amici, e poco più tardi scoprii che giravano in un immenso gruppo Whatsapp dove tutti i maschi della scuola, sia quelli che mi ero fatta che quelli che mi dovevo ancora fare, si segavano su di me e le mie prodezze.
Chiesi di essere aggiunta e spesso alzavo il carico con selfie e video che mi facevo a casa.
Mi rassicurarono che i video giravano solo in quella cerchia perché non solo la mia reputazione era a rischio, ma anche la loro se qualcosa fosse uscito da lì.
Non che mi importasse.
I miei non c’erano quasi mai e a patto che non rimanessi incinta potevo fare tutto quello che volevo.
Nel loro essere porci depravati devo dire che erano molto rispettosi. I patti furono chiari quando si seppe che non mi facevo assolutamente scopare in figa e nessuno ci ha mai neppure provato.
Era facile farli contenti. Si accontentavano di seghe, pompe e ogni tanto qualche ditalino nella mia figa sempre bagnata. A leccarmi era quasi sempre Elisa, mia compagna di avventure. Niente fa tirare il cazzo a un liceale più di due femmine che lesbicano davanti a lui.
Un’ora a settimana era buca perché non facevo religione. Mi davo appuntamento con i ragazzi nei nostri “posti speciali”. Oltre ai bagni uniti dal corridoio, dove si fumava e si sborrava, c’era il ripostiglio della palestra.
Una mattina ero con Alex ed Eros, due ragazzi di quinta. Adoravo i più grandi. Sapevano sempre dove mettere le mani e amavano leccarmi la figa fino a farmi venire prima di essere soddisfatti a loro volta.
Alex ed Eros erano due metallari. Mi attizzavano i loro capelli lunghi, le giacche di pelle e denim, gli accessori borchiati e quell’aria pericolosa.
Entro nel ripostiglio e li trovo seduti sui materassini con una bottiglia di birra in mano.
Ciao come va, bene grazie, ma se mi dai il cazzo va pure meglio.
“Non devi essere sempre così sboccata, Jess” mi disse Alex.
“Non devi farci vedere che fai la grande a tutti i costi. Lo sappiamo già che lo sei.”
Mi bacia in bocca e lentamente mi fa scivolare la mano lungo la schiena. Eros, impassibile, continua a bere.
Alex continua a baciarmi mentre la sua mano mi stringe una chiappa, e inizia a strusciarsi contro la mia coscia. Lentamente mi spinge contro il muro e mi solleva tenendomi per i glutei.
Incrocio le mie gambe intorno a lui e sento il rigonfiamento nei jeans farsi sempre più duro.
Inizia a baciarmi le orecchie e il collo, dio lui non è come gli altri…
Mi sdraia dolcemente su un materassino di fianco an Eros mentre continua a baciarmi, e nel mentre inizia a slacciarmi i pantaloni.
Mentre me li sfila inizia a strusciare il naso contro le mie mutandine di cotone bianche, le scosta piano e inizia a prendere il mio clitoride fra le sue labbra.
Guardo Eros aspettando una sua reazione, ma mentre il viso sembra stoico e impassibile, riconosco il durello che inizia a formarsi anche sotto le sue braghe.
Glielo massaggio piano mentre Alex continua a leccarmi e baciarmi lì sotto.
Sento la lingua di Alex che scivola sempre più in basso, fino al mio culetto.
Dopo la dolorosissima esperienza iniziale col culo, col tempo iniziavo a farmelo piacere. Spesso nel nostro gruppo segreto inviavo foto e video dove mi mettevo una o due dita nel buchino, per la gioia dei miei compagni che amavano mandarmi le foto dei cazzi in privato, accompagnate da racconti osceni su quello che ci avrebbero voluto fare.
Ma a parte le solite dita nessuno si era mai fatto coraggio nel chiedere di incularmi per davvero.
La lingua di Alex fa piccoli cerchi intorno al buchino e sento che mi sto bagnando sempre di più, finché non mi apre le chiappe con le mani e ci ficca dentro la lingua.
Dio che goduria! Non mi ero mai fatta inculare col la lingua prima. Avevo visto Elisa farlo a qualche ragazzo, mentre questo si segava o lo spompinavo, ma non l’avevo mai fatto io stessa, né ricevuto.
I miei gemiti hanno effetto su Eros perché si sta abbassando la cerniera dei jeans, tirando fuori un pisello di tutto rispetto.
Me lo avvicino alle labbra mentre Alex è ancora concentrato sul mio culo, e inizio a succhiargli la cappella per poi andare sempre più a fondo.
Non resisto più e vengo sul viso di Alex.
Eros gode di brutto ma non vuole venire subito. Lo tira fuori mentre Alex si stacca dal mio culo e mi sfila via le mutandine.
Mi aiuta a rialzarmi e mi tiene in piedi da dietro sotto le ascelle. Il suo cazzo è durissimo, lo sento contro le mie chiappe, ma ancora nei jeans. Il mio culo e la mia figa sono ben esposti, ammetto di avere un po’ di timore…
Eros mi si avvicina col cazzo in una mano, la bottiglia nell’altra:
“Ti vedo sempre con le dita nel culo… ma hai mai preso qualcos’altro?”
Gli racconto della mia unica esperienza anale di ormai quasi un anno fa, del dolore e del sangue. Scuote la testa mentre mi ascolta.
“Eh no signorina, se non prepari il culo come si deve ovvio che te lo sfondano… ma possiamo aiutarti noi”
Inizia a baciarmi in bocca e sento qualcosa di freddo avvicinarsi al mio culo.
Oh cazzo, penso, Eros ha una nerchia notevole, solo la cappella mi farà malissimo…
Ma non era il suo cazzo. Era la bottiglia di birra ormai vuota.
Inizia ad avvicinarla al buchino e spinge soltanto l’orlo verso il mio orifizio. Poi la sposta verso la mia figa e la passa sulle labbra per lubrificarla con gli umori. Poi la riavvicina al mio culo e riesce a infilarci circa un centimetro.
Inizia a fare avanti e indietro mentre Alex, da dietro, ricomincia a baciarmi e palparmi il seno da dietro:
“Ti piace, Jess?”
“Da morire” e lo bacio a mia volta. Alex bacia meglio di tutti.
Eros intanto si sega mentre mi incula con il collo della bottiglia. Inizia a bestemmiare e dirmi quanto sono troia. Quando non è Alex a baciarmi, è lui.
La sensazione è strana, ma piacevole.
Cambia tutto quando Alex inizia a sgrillettarmi. Sarà per il mio orgasmo di prima, sarà per la stimolazione anale, godo come non mai, il cervello va in tilt e inizio a immaginarmi cazzi di qualunque forma e dimensione nel mio culetto, Eros vede che sono sempre più bagnata e accelera finché non ce la faccio più…
“Oh cazzo, sì, sì, sì, fammi venire! Vengo!”
Esplodo nel migliore orgasmo mai provato.
Alex ed Eros rallentano, Eros si inginocchia e mi lecca tutti gli umori.
Decido che se mi hanno fatta venire due volte, dovrò prendermi almeno due sborrate.
Stavolta sono io in ginocchio. Prendo Eros e lo spompo finché non mi viene in gola. Scrolla il cazzo nella mia bocca per bene, per farmi prendere fino all’ultima goccia di sborra. Poi, senza dire una parola, prende la bottiglia ed esce dal ripostiglio.
Ora sono sola con Alex e posso fargli tutto quello che voglio.
Alex è un dio. Capelli lunghi biondi, un po’ ricci alla fine, occhi blu e due labbra carnosissime che sogno ogni notte. Ha i calli alle dita perché suona la chitarra, ogni volta che me le mette dentro li sento.
E mi fa sempre godere più di tutti. Perché per lui prima viene il mio piacere, poi il suo. Mi sento un po’ innamorata di lui ma non credo che lui voglia farsi vedere con una troietta che si è ripassata tre quarti di scuola.
Lo faccio sdraiare sui materassini e gli sfilo i jeans. Il suo cazzo è bello quanto lui, grosso, spesso e con delle bellissime venature. Sembra uno di quelli che vedo nei porno che mi passano su whatsapp.
Inizio a succhiarglielo e voglio dare il mio meglio. Perché sarò troppo troietta per lui ma almeno voglio che lui sappia che io sono la migliore.
Vado più a fondo che posso finché non sento la cappella in fondo alla gola, gli prendo le mani e le poso sui miei capelli, voglio che sia lui a dare il ritmo.
Lo sento chiamarmi per nome, mi dice quanto sono brava, sì, sì, così, sei bravissima Jessica, dio che bello…
Inizia a bestemmiare e so che sta per venire. Vado sempre più veloce con la bocca finché non sento la sua sborra calda e copiosa nella mia bocca. Resto lì per qualche istante, col suo cazzo in bocca, per prenderla tutta. Lascio che si sgonfi dietro di me.
Mentre si riveste mi si avvicina e mi bacia appassionatamente.
Nessuno mi bacia dopo il pompino. Solo lui ed Elisa.
Mi guarda negli occhi e mi sussurra:
“È un peccato che ti abbiano già inculata, avrei voluto essere il primo… il primo a romperti quel culetto bellissimo… mi prometti una cosa? Mi prometti che quando vorrai farti inculare di nuovo, io sarò il prossimo? Prometto che farò piano. E porterò il lubrificante. Mi prometti che il tuo culetto sarà mio, Jess?”
Come posso dirgli di no? Sono praticamente sua. Almeno il mio culo lo è.
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