L'amministratrice particolare

Capitolo 8 - LE VOGLIE DELLA SIGNORA ELVIRA

Giovanni con la seconda cliente ha un déjà vu di quando era ragazzo

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Dopo l'incontro con Elvira nei gabinetti del supermercato doveva recarsi a casa sua, aveva intuito che dietro a quell'aria da signora con la erre moscia si celava una gran troia, ma mai si sarebbe immaginato di dover esaudire una voglia con suo marito. Si presentò davanti alla sua porta all'ora prefissata, lei lo accolse indossando una vestaglia corta, copriva a mala pena le mutandine di pizzo nero e senza reggiseno, come entra dopo averlo salutato gli disse "io ti aspetto in sala tu vai in bagno e spogliati" indicandogli una porta al fondo del corridoio, lui esegui l'ordine, tanto era venuto per quello, poi torna in quella che lei definì sala ma che in realtà era un salone. Lei era seduta su una poltrona con le gambe accavallate, due belle cosce, come entrò gli fece segno di avvicinarsi e come lui fu vicino toccandogli il cazzo disse "oggi esaudirai ogni mia voglia" lui "sono qui per questo" "bene perchè oggi dovrai soddisfare un grande desiderio" lui la guardò senza parlare, poi scavallando le gambe gli chiese "tu lecchi la figa" "certo e mi piace gustare il sapore" "meno male perchè a mio marito fa schifo" lui alla parola "marito" ebbe un sussulto pensando se li avesse scoperti cosa sarebbe successo, ma lei lo aveva già invitato ad abbassarsi, lui allora disse "non sarebbe meglio in un letto?" lei ridendo rispose "hai ragione ma sai la voglia non mi ha fatto pensare a quello" si alzò e passandogli davanti fece strada verso la camera, era dietro e solo allora notò del culo abbondante che ancheggiava davanti a lui. Entrarono in una camera da letto grande e luminosa, lui si diresse e si distese sul letto, mentre lei toglieva la vestaglia e le mutande, la sua quinta era bella soda e restava su da sola, salì anche lei sul letto e si sdraiò, allora iniziò ad accarezzarle i seni, con la lingua giocò con i capezzoli duri, lei ebbe un brivido, intanto la sua mano andò giù fino alle cosce che allargò delicatamente e iniziando ad accarezzarle la figa, le sfuggi un verso di piacere, la leccata e il massaggio durarono tempo adeguato, poi lui smise di succhiarle i capezzoli ed andò a posizionarsi in mezzo alle cosce, vide la figa bagnata e il clitoride bello diritto pensò "non devo neanche fare fatica a trovarlo" intanto inizio a leccarla tutta poi si concentrò su quel piacere diritto che attendeva solo le sue attenzioni, come lo sfiorò Elvira gridando di piacere esplose in uno orgasmo potente, tanto che il liquido colpì Giovanni in faccia, ma lui continuò a leccare, poi le infilò un dito dentro lei disse "mi vuoi far morire di piacere sei un gran porco" lui la guardò e per un attimo smise il lavoretto che stava eseguendo, andò avanti per parecchio tempo finché lei non disse "basta smettila fammi riprendere fiato" lui smise e disse "vado solo a sciacquarmi la faccia mentre ti riprendi perchè quando torno ti scopo" e andò in bagno. Tornò e lei era stesa a gambe larghe in attesa, si avvicinò e lei guardando il cazzo disse "prima lo voglio leccare" ed inizio a fargli un pompino, quando Giovanni capì che stava per venire, lo tolse dalla bocca e si mise davanti inifilandolo dentro, tutto lei ebbe un sussulto, notò che pensava di trovarla aperta invece fatica ad entrare e a scoparla, ma poi cedette e lui iniziò a scoparla per bene, lei ansima a, gemeva, sussurrava parole senza senso poi disse "si sbattimi per bene e fammi sentire come godi dentro" Giovanni la accontento riempiendo di sperma, anche lei ebbe un nuovo orgasmo, lui si sfilò e si mise vicino a lei, tutti e due ansimavano. Rimasero in quella posizione giusto il tempo di riprendersi poi lei si girò di fianco dalla sua parte e disse "Francesca aveva ragione ci sai veramente fare" lui sorrise ma lei riprese "sai quante scopate ho fatto con mio marito guardandoti la mattina girare nudo" "fa piacere" "io gli ho espresso un desiderio e oggi voglio avverarlo" poi fece un cenno ed entrò il marito, un tipo non troppo alto, grassoccio, stempiato e nudo, con il cazzo che tradiva la sua eccitazione, Giovanni lo guardò ed Elvira disse "ti presento mio marito" lui avvicinandosi gli stringe la mano dicendo "piacere Gustavo" gli stringe la mano, poi i due si guardano i relativi cazzi, Gustavo da duro era lungo ma non tanto grosso, Elvira ridendo disse "avrai capito che a discapito del suo nome non gusta la figa", Giovanni riprendendosi dalla sorpresa disse "io però soddisfo solo le donne" loro scoppiarono a ridere, intanto Gustavo era salito sul letto e si era messo all'altro fianco, così Elvia era in mezzo, Elvira "no che hai capito il mio desiderio sarebbe farmi scopare da due uomini contemporaneamente" Gustavo "vorremmo che tu mi aiutasti a soddisfare la voglia da troia di mia moglie" ora cominciava a capire, poi Elvira aggiunse "magari puoi insegnargli anche ad assaporare i piacere della figa" lui li guardava e pensava a cosa gli stavano chiedendo poi ripresosi dalla sorpresa disse "ma per il piacere di gustarti la figa dipende da lui io posso insegnargli dove leccare per farti godere, ma ovviamente devi capire che tua moglie è molto sensibile e gode subito quindi non puoi sul più bello, per lei, smettere" "infatti ho visto che ti ha lavato la faccia e non mi spiego come hai resistito" Giovanni "devi apprezzare ogni cosa di tua moglie anche se non ti piace" poi interviene Elvira "tu sarai esperto dello scopare in due una donna" Giovanni non rispose subito. Gli venne da pensare che quando scopò in coppia una donna era un ragazzo e gli altri due erano suo zio e sua zia poi basta. Lui riprese a parlare "insomma tu devi non essere più vergine anche dietro" lei "si insomma non è molto allenato ma qualcuno è entrato" Giovanni ridendo "scusa vedendo le dimensioni col mio e come se ti sverginassi" lei quasi con timore a parlare di certe cose davanti al marito "beh qualcosa di più grosso l'ho preso" Gustavo la guarda sbalordito e dice "ma allora quando ti ho sposato eri vergine solo davanti" "no no è successo un paio d'anni fa al mare" poi si ferma aspettando la reazione del marito riprende "eravamo al mare e mentre tu facevi il riposino quotidiano" interviene Giovanni "lei si faceva sbattere per bene" Gustavo "chi era il vicino di ombrellone" lei fa cenno di no con la testa poi aggiunge "il bagnino" lui resta a bocca aperta poi chiede "ma dove" "nella sua cabina è cominciato con un pompino, poi abbiamo fatto un 69, poi mi ha scopato prima davanti e poi mi sfondato il culo" lui "quando mi dicesti che ti erano venute le emorroidi" interviene Giovanni "certo che ti sfondava per bene e per quanto è durata" "una decina di giorni" Gustavo "tutti i giorni" "si ormai ero diventata la sua puttana, oltre a scoparmi quando aveva voglia gli facevo un pompino e mi sborrava in bocca" cala il silenzio. Giovanni allora riprende in mano la situazione e dice "allora per prima cosa ti insegno a leccare tua moglie poi vediamo cosa fare" restano in silenzio e quindi Giovanni invita Gustavo a leccare un seno a testa, iniziano e vede che la usa bene la lingua, poi lo porta con testa in mezzo alle gambe della moglie, già bagnata "ora inizi con la punta della lingua ad assaporare quel liquido che vedi, poi vedi quel coso che si intravede e il suo clitoride, è già eccitato, dopo aver leccato intorno ti dedichi a lui io ti osservo e ti correggo. Lui inizia a leccare il suo piacere, ha qualche conato di vomito ma poi lo supera, dopo sfiora il suo piacere, Elvira ha uno scatto di piacere, allora lui si spinge a leccare meglio, come era successo prima, Elvira ha una esplosione di godimento, lui prima si toglie poi esortato da Giovanni riprende, sembra inizi a piacergli, visto come si evolve la situazione Giovanni prende la testa di Elvira e la guida verso il cazzo duro, lei non si tira indietro inizia a leccarlo per bene, quindi ha la figa impegnata dalla bocca del marito e la bocca da quello di Giovanni e così dice "vedi Gustavo a tua moglie piace essere leccata e farsi leccare". Vanno avanti per diverso tempo, poi Gustavo si stacca e dice" devo andare a sciquarmi la faccia non respiro più" e si avvia verso il gabinetto, quando torna trova la moglie sopra a Giovanni che scopano, lui si mette a guardare, poi Giovanni dice "dai vieni al mio posto" "sotto" "si sotto dai continua il mio lavoro" lui prende il suo posto ed Elvira protesta "ci ho perso nel cambio lo sento a mala pena" ma Giovanni senza parlare si posiziona dietro di lei, le spinge la schiena in modo che si sdrai sul marito e poi guarda il suo ano bello pronto gli punta il cazzo, lei capisce cosa vuole fare e dice "piano piano non è abituato" lui mentre spinge e fa entrare la cappella dice "dai ora troia ne prendi due contemporaneamente altro che il tuo bagnino" arrivato fino al fondo prende il ritmo di Gustavo e la scopano in due, lei ormai succube dei due cazzi dentro di lei inizia a dire "si sbattetemi per bene, Gustavo ti piaccio così puttana" "certo sei una gran troia e se ne avessi un terzo ti tapperebbe anche la bocca, godi godi zoccola" poi lui non résiste e gode, Giovanni continua a sbatterla, Gustavo si è tolto da sotto e sta andando a lavarsi quando Giovanni lo ferma dicendogli "dove vai mettiti davanti e fattelo pulire da lei" infatti lo ripulisce per bene, intanto gode anche Giovanni, lo toglie e si sdraia sul letto, intanto Elvira corre in bagno. Ora sono tutti e tre sul letto, marito e moglie si guardano e ridendo si baciano, Elvira si gira verso Giovanni e dice "grazie" prima di andare a casa hanno invertito le posizioni e per Elvira il cazzo del marito nel culo era inesistente, però in compenso aveva imparato a leccarla per bene e quando Giovanni li saluta per andare a casa loro sono impegnati in un 69.

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