Capitolo 3 - Mia cugina è scopata da tutti
E io non vedo un cazzo. Non proprio letteralmente, per lo meno.
4 ore fa
Dei suoni viscidi si alzano nella semioscurità, qualcosa si muove sotto la luce fievole della luna a spicchio. Mi fermo appena prima di raggiungere il prato.
Deglutisco e faccio qualche passo avanti. Qualcuno è sopra Lisa, il suo inguine contro quello della ragazza. Scatta in avanti, scivola indietro con il culo e ripete. La figura oscura ansima, sussurra qualcosa, ridacchia.
I muscoli mi si irrigidiscono: se i nostri scoprono che ho lasciato che Lisa venga scopata mentre era svenuta per l’alcool rischio ben di più che far scoprire che si è trangugiata mezza bottiglia di grappa!
Mi abbasso, sollevo le mani e gli balzo addosso. «Lascia stare mia cugina, stronzo!» Lo prendo per le spalle e lo bloc—
Un suo braccio si solleva, sposta le mie e, nell’impeto del salto, cado oltre e finisco nel prato. Rotolo un paio di volte, finisco con la faccia tra l’erba.
«Ma che cazzo fai?» La voce è quella di Giuseppe. «Sei scema del tutto, rincoglionita?»
Spingo con una gamba per girarmi supina e mi metto seduta. Un lampo di dolore mi scocca da una spalla: ho sbattuto contro un sasso mentre rotolavo. «Cosa stai facendo tu, stronzo!» Mi alzo in piedi e mi avvicino. «Lascia Lisa!»
Lisa è sdraiata sulla schiena, ha la camicetta aperta: i grossi seni sono due ombre più scure rispetto al prato. Una mano di Giuseppe ne stringe uno. I jeans e le mutandine sono abbassati fino alle caviglie. Il punto in cui i due inguini nudi si incontrano è immerso nel buio.
Lui mi fissa. «Cosa diavolo vuoi?»
Stringo le dita a pugno. «Cosa voglio? Ti stai scopando mia cugina!»
«Sei invidiosa?» Giuseppe ridacchia.
«Manu… sei tu?» Lisa biascica come se avesse una saponetta in bocca e cercasse di non inghiottirla e non sputarla allo stesso tempo.
È pure quasi cosciente! Si renderà conto che Giuseppe se la sta scopando? «Lisa!» Mi inginocchio accanto a lei e le prendo una mano. È gelata. «Lo sai cosa ti sta facendo?»
Lei ridacchia. «Facciamo all’amore…» Le parole che escono dalle sue labbra barcollano nel fiato disgustoso. «Giuseppe è…» Chiude gli occhi.
«Hai sentito?» Il ragazzo mi mette una mano su una spalla e mi spinge, facendomi cadere su un fianco nell’erba. «Adesso levati e fammi finire, che ero sul più bello!»
Mi trascino un po’ in là. Non posso fare nulla contro Giuseppe: è il doppio di me. Gli è bastata una mano per gettarmi a terra due volte.
Lui riprende a fottere Lisa, spinge contro di lei sempre più forte, il suono dei loro sessi che sbattono aumenta di frequenza e di volume.
Le tette di mia cugina ondeggiano ad ogni colpo, lei geme. «Ti amo… Giù…»
«Allora potevi darmela anche prima, cagna!» Lui stringe i denti e le afferra i fianchi. «Fammi godere!» Si pianta dentro di lei e si blocca. Spinge indietro la testa e ha un tremito. «Cazzo… sì…» espira. È come se perdesse vigore, le spalle gli si abbassano, la schiena gli si piega.
Spalanco gli occhi: un ragazzo sta venendo dentro la figa di mia cugina, la mia cugina perfetta e che tutti desiderano. L’espressione di piacere di Giuseppe è appena visibile sul suo volto in ombra. Una morsa stringe il mio petto alla vista di Lisa seminuda abusata in un pascolo.
Nel mio inguine un prurito si fa fastidioso. Serro le cosce, il fiato mi si mozza: cosa mi sta…
Lui appoggia una mano a terra, si mette a gattoni, il cazzo gli si sfila dalla figa di Lisa. Un filo di sborra che lo lascia attaccato alla ragazza brilla alla luce della luna, un paio di gocce gli cadono dalla cappella sull’inguine di Lisa.
Il cazzo di Giuseppe è grosso e bello lungo, un po’ inclinato verso il basso dopo essere venuto in mia cugina. Deglutisco. Il profumo di sborra scivola nelle mie narici, forte e pungente.
Stringo ancora più forte le cosce. Cosa… non devo… non devo eccitarmi! Hanno appena abusato sessualmente di una mia parente incapace di reagire perché ubriaca, e scopata proprio dal pezzo di merda che le ha portato birre e grappa, e la mia passera prude come se avessi dentro le formiche‽
Il ragazzo si solleva le mutande e i pantaloncini e lancia un bacio a Lisa. «Grazie, cagna, finalmente mi sono tolto una soddisfazione.» Lancia uno sguardo verso di me, si gira e se ne va.
Lo lascio scomparire oltre l’angolo della baita e gattono fino a Lisa. Lei ha gli occhi chiusi e un leggero sorriso. Le metto una mano sotto la nuca e avvicino il volto al suo. Il mio braccio tocca le sue tette: fatico ad allontanarlo. «Lisa,» sussurro, «come stai?»
Lei socchiude gli occhi rossi. Il sorriso si allarga. «Manu…» Protende le labbra per baciarmi ma non solleva la testa. «Vieni che facciamo l’amore…»
«Giuseppe ti ha scopata!»
Lei chiude gli occhi. «Era Giuseppe? Lo sai che amo Giuseppe?»
«Sei ubriaca, Lisa.»
Lei espira, il suo fiato mi fa lacrimare e discostare il volto. «Giù mi è sempre piaciuto… è simpatico e carino… ha un bel cazzo…»
Mi mordo le labbra. Non posso negarlo. «Ma hai detto che…» Mi blocco. «Ti piace, Giuseppe?»
«Sono una troia, Manu…» Apre e chiude la bocca, emette un suono liquido. «Mi piace farmi fottere… devi fare la troia anche tu, Manu, è bello farsi fottere…»
Scuoto la testa. «Sei ubriaca.» E forse stai mostrando la tua vera personalità, altroché la donna forte e…
«Figa, ma sei sempre in mezzo ai coglioni, tu?» La voce di Antonio esce da una figura nera che si staglia contro le luci dei lampioncini. «Luigi è abbastanza ubriaco da darti una botte o due, se ancora gli tira.»
Mi giro a sedere sul prato, pronta ad allontanarmi.
Il ragazzo porta le mani alla patta e la apre. Tira fuori il cazzo ancora barzotto. Lo mena e si avvicina a Lisa. Mi lancia un’occhiata e sorride. «Preferisci stare qui a guardare mentre mi fotto tua cugina?» Il sorriso si allarga. «Sei una psicopatica, Manuela, hai proprio bisogno di farti scopare da qualcuno abbastanza disperato.»
Antonio è più magro di Giuseppe, ma è ancora più cattivo.
«Chi è?» La voce di Lisa è un sibilo.
«Ah, ma non sei ancora finita nel mondo dei sogni, troia? Lo tieni meglio di me, l’alcool…» Lui si mette sopra mia cugina e fa una smorfia. «Beppe ci ha dato giù di brutto con la tua figa, eh. Come dargli torto?» Si inchina, le mette le mani sotto il corpo e la ribalta: il culo perfetto di Lisa svetta con la sua rotondità.
Il cuore mi batte in gola. «Cosa vuoi fare?»
«Secondo te?» Antonio si inginocchia, afferra il bacino di Lisa e lo solleva.
La faccia di mia cugina scivola sul plaid ed emette un gemito di fastidio. «Mhm… cosa c’è?»
Mi trascino qualche metro e mi nascondo nell’oscurità. Tremo per la paura, la figa mi prude. Mi acquatto sul prato e mi passo una mano sul cavallo dei pantaloni. Il cuore rimbomba nelle tempie e non riesco a distogliere lo sguardo da Lisa a pecorina e Antonio dietro di lei.
Il ragazzo posiziona la cappella tra i glutei aperti di Lisa e spinge. Lei si lascia sfuggire un gridolino roco.
«Taci, troia,» sibila Antonio.
«Achille…» Lisa è mezza svenuta, borbotta nel dormiveglia. «Sono la tua troia, Achille.»
«Ma che cazzo ci troverete tutte in quel coglione?» Antonio inizia a spingere il bacino contro quello di mia cugina e a ritrarre. Il suono viscido della scopata riempie la notte.
Non posso staccare lo sguardo da loro due, l’odore dell’arrapamento di lui mi riempie le narici. Un senso di eccitazione cresce sempre più forte dentro di me. Stringo le mani sui ciuffi di erba, il fiato mi si mozza: davvero mi si bagnano le mutandine guardando Lisa venire scopata da degli uomini contro il suo volere? Davvero sto godendo al pensiero di mia cugina, la ragazza che invidio da sempre, essere trattata come l’ultima delle puttane?
Giuseppe allunga una mano lungo il corpo di Lisa, le afferra la nuca e le preme la testa contro il plaid. «Sei mia, troia!» Sposta indietro il bacino; il cazzo, un grosso dito nero contro la luce dei lampioncini, esce dal culo di Lisa per un palmo, e spinge dentro del tutto. Il corpo di lei vibra in avanti, la ragazza geme.
Le gambe mi tremano, una mano è sotto i pantaloncini e massaggia la mia passera. Mi stringo le labbra per non emettere un gridolino di piacere… Allontano l’altra mano dalla mia schiena o mi metterei un paio di dita nel culo.
Due figure compaiono sul limitare della terrazza, un uomo e una donna. Lui ha il braccio sopra le spalle di lei. Sussurrano qualcosa che è solo un susseguirsi di “s” sibilanti. Si fermano all’improvviso e lei indica l’ombra che si contorce nel prato.
«Cos’è?» La voce è di Gina. Quella stronza! Non vorrà interrompere…
L’uomo fa qualche passo avanti, dalla stazza e dalla voce è Mario. «Cosa stai facendo?»
Gina lo raggiunge. «Stanno… stanno scopando?» C’è un accento di ironia nella sua voce. «Sei tu, Antonio?»
Antonio non si ferma. «Non adesso.»
Mario si avvicina. «E la tipa chi…» Si ferma. «Lisa?»
«Come, Lisa‽» Gina si lascia scappare una risata, interrotta dopo un istante. «Ma… è svenuta!»
Antonio riprende a fottere. «È ubriaca, la troia.»
La nuova arrivata stringe il braccio di Mario. «Fai qualcosa!»
Lui si divincola dalla stretta. «Puoi scommetterci che faccio qualcosa.» Si abbassa le mani all’altezza dell’inguine e il suono di una cerniera zip strappa il suono della notte. «Quando mai mi capita di poterla trombare di nuovo?»
Gina stringe i pugni. «Cosa? Io pensavo di portarti nel bosco per farti una pompa, e mi lasci per quella mignotta?» Indica Lisa. «Ubriaca, tra l’altro?»
Mario si siede davanti alla testa di mia cugina. «Possiamo sempre andarci dopo.»
«Vaffanculo, bastardo!» Gina stringe i pugni e pianta i piedi. Mario non la considera nemmeno: la ragazza fa un verso di rabbia, si volta e se ne va, bestemmiando.
Mario prende il cazzo dalle mutande e lo tira fuori; svetta tra le sue gambe. «Quella rompicoglioni andrà a dirlo a tutti. Non tace un minuto.»
«Allora sarà meglio sbrigarsi prima che si faccia la fila.» Antonio dà un paio di colpi profondi, si ferma e inclina la testa all’indietro. Trema e ringhia. «Sì!» Emette un gemito e un sospiro che lo svuota.
Si lascia cadere sui calcagni, l’uccello si sfila dal buco del culo di Lisa. Un forte odore di sborra riempie l’aria sospinta dalla brezza notturna. Espira. «La migliore scopata della mia vita.» Si alza in piedi, una goccia di sperma dondola dalla cappella. «Peccato che questa troia faccia tanto la difficile.»
Mette via il cazzo nei pantaloni e si alza, lasciando Lisa che scivola con le ginocchia sul plaid; una colata luccica fuori dal suo buco del culo. «Vado a vedere se non hanno svaligiato la cantina. O Luigi non è morto da qualche parte.»
Mario resta da solo, io non fiato. Sbottono i pantaloni e infilo una mano nelle mutandine, le dita mi accarezzano la figa bagnata. Mia cugina scopata da due uomini, a breve da tre, mi sta eccitando più di quanto potessi – volessi - immaginare. Vederla inerme di fronte alla loro libidine, un corpo perfetto ridotto a una bambola gonfiabile, una ragazza che voleva fare la preziosa che si ritrova a essere una schiava sessuale inconsapevole…
Due nocchie entrano nel canale della mia passera, le gambe mi tremano così come il fiato. Mi mordo un labbro per non gemere di piacere.
Mario inginocchiato gira supina Lisa, le apre la bocca e le mette dentro un dito. Lo estrae. «No… non mi sembra il caso.»
Fermo il mio lavoro di mano sulla mia figa. Non vorrà davvero impedirmi di vederlo fottere quella troia di mia cugina? Dai!
Il ragazzo mette le mani sulle tette di Lisa, li preme e li separa. La ragazza geme e si mette più comodo sul plaid.
«Quasi quasi…» Mario si siede sul costato della ragazza, appoggia il cazzo tra le disgustose, meravigliose bocce di mia cugina, le comprime con le mani e inizia a muoverle avanti e indietro.
Mando giù il litro di saliva che mi si è formata in bocca, mi sdraio sulla schiena e mi ditalino con violenza senza staccare lo sguardo da loro due. Il suono delle mie dita nella figa è più forte del cazzo che si fotte le tette. Una scossa di piacere mi increspa la pelle delle cosce, una più forte mi sconquassa la schiena.
Mario continua a muovere le grosse tette. «Brava, puttana…» ansima.
Sì, sono la tua puttana, Mario! La mano libera prende il clitoride e lo martorizza, pugni di piacere mi colpiscono in testa, mi stordiscono. Scopami, Mario!
Lui inizia a gemere, a respirare sempre più profondamente. «Sì, puttana, fammi sborrare!» Stringe le tette e si ferma. Gocce brillano volando contro il mento e la gola di Lisa.
Un tremito mi scuote, i denti mi si stringono fino a farmi male sotto l’orgasmo che mi riempie e mi svuota. Mi accascio sul prato, i fili di erba che si infilano tra le chiappe, un sasso punta contro la schiena. Espiro e chiudo gli occhi.
Mario pronuncia delle parole che a stento comprendo. La cerniera zip scorre ancora e dei passi si allontanano.
Appena mi passa il torpore che l’orgasmo mi ha lasciato, mi avvicino a Lisa e le lecco la sborra dal collo… E dovrei sollevarmi i pantaloni prima che, nel buco del culo, mi entri qualcosa di diverso da un cazzo.
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