Capitolo 8 - Col suo cazzo tra le mani
L'inevitabile è accaduto, troppo ci eravamo trattenuti ma la passione poi ci ha travolti. Siamo andati in spiaggia, poca gente, tanto sole e il sogno inconfessabile che si avvera.
8 ore fa
26 aprile
Ciao cara Giovanna, come era prevedibile, dopo tanto desiderio e tanto coinvolgimento emotivo e fisico, con M. abbiamo rotto il ghiaccio (bollente!?)
Come previsto è successo durante una delle nostre rapide e primaverili “escursioni” al mare, che per fortuna abbiamo a portata di mano.
A proposito di ghiaccio rotto, la mia mente e anche il mio corpo sono ancora in ebollizione dopo quelle ore di intimità profonda. La tensione era diventata palpabile tra me e mio figlio M., il suo desiderio profondo di me, come lievito ha armato e gonfiato la mia voluttà (te l’ho confessato, d’altronde… sono una donna “muy caliente”) e qualcosa coveva pure accadere, in un senso o nell’altro. Di sicuro, a parte il desiderio e l’attrazione, in entrambi c’cra una forte paura riguardo alla probabilità di passare dal sogno alla realtà. Ti garantisco che non è stato facile… quando ho deciso di “capitolare”, oltre al mio corpo tutto tremava in me, proprio fisicamente, e il mio cuore non aveva mai battuto così violentemente.
Devo dirtelo: sembra poca cosa ma… non puoi immaginare quanto mi urgeva confessarmi con te, quanto mi fa piacere avere un’amica a cui poter confidare tutto questo, senza la paura di essere giudicata.
Ma ora, come desidero e come promesso ti racconto tutto.
Siamo arrivati al mare e ci siamo sistemati, non c’era tanta gente, e comunque ci siamo sistemati in una zona abbastanza appartata. Mi sono stesa sul lettino e gli ho chiesto se voleva spalmarmi la crema solare… puoi immaginare la risposta.
Mi sono voltata, così ha iniziato dalla schiena. Mi sono slacciata il pezzo di sopra del minuscolo bikini.
Sentire le sue mani addosso e percepire il suo “desiderarmi” era elettrizzante. Dalle spalle e la schiena è sceso poi più giù: ha preso altra crema e prima lubrificato il fondo della schiena ma poi si è fatto coraggio, ha iniziato a spalmarla proprio sulle natiche, con il moto circolare di entrambe le mani. Dal tocco delicato iniziale + passato a un massaggio deciso. A quel punto mi sono eccitata sul serio ma sono rimasta immobile.
Dopo di questo è sceso sulle cosce, gambe e piedi.
- Come sei bravo… “ - gli ho detto con un fil di voce.
- Vuoi che spalmo anche davanti? – ha detto M. con la voce non troppo decisa, era emozionato a sua volta. Non ho detto nulla, volevo vedere fin dove si sarebbe spinto, così mi sono girata e mi sono resa conto che era evidente il suo cazzo gonfio sotto il costume.
Si è unto ancora le mani e ha iniziato a spalmare la parte del seno libera dal reggipetto e solo i due triangolini di stoffa sui capezzoli ormai turgidi.
Mi fa: - Mamma. dovresti prendere il sole in topless.
Gli sorrido e gli dico (mentendo) che non l’avevo mai fatto.
- Se vuoi puoi farlo, chi ci vede? Sono tutti lontani… - e aggiunse con una voce strana, tra il deciso e il tremante, - se hai paura di scottarti posso metterti la crema solare anche la.
Ormai non resisteva più, il mio ragazzo, na io pure avevo il fiato spezzato e il cuore a mille!
Senza mostrare il mio imbarazzo ho tirato via il costume; a lui brillavano gli occhi. Così, mi ha spalmato la crema sul seno, ma più che spalmare era un vero e proprio tastare, scoprire, desiderare… i capezzoli mi sono diventati inevitabilmente duri: ci siamo guardati ma senza dirci nulla.
Dopo è sceso anche sulla pancia, poi le cosce, carezzando sempre più verso l’interno, dalle ginocchia saliva sempre più su, facendo avanti e indietro, e arrivando sempre più vicino all’inguine. Mi stavo bagnando e involontariamente mi è sfuggito un sospiro di piacere. Lui con un groppo alla gola per l’eccitazione e per l’emozione, ha detto:
- Che corpo che hai, mamma.
Ormai ero in balia delle sue mani ma non potevamo fare niente di più li, così alla luce del sole. Allora scherzosamente, proprio come mi avevi suggerito tu, gli ho detto che si notava un certo “irrigidimento”, poi con un mezzo sorriso:
- Ho l’impressione che anche tu avresti bisogno un massaggino…
- Me… me lo faresti? – chiese con un fil di voce tremante.
- A questo punto credo di sì… - risposi sollevandomi e guardando intorno, - ma qui non è proprio il caso. – Intanto la mia mente, a quel punto folle di desiderio, cercava una soluzione, un’idea per poter ottenere ciò che non riuscivamo più a frenare: un orgasmo potente e liberatorio. Saremmo anche potuti ritornare a casa, e farlo in tranquillità, ma ci sarebbe voluta più di mezz’ora ed ero ben sicura che, spezzando quel momento magico di attrazione, avremmo rischiato di far sfumare quell’eccitazione che ci faceva perdere la ragione e il rispetto per ogni tabù. Nel parcheggio avevo la macchina ma a quell’ora sarebbe stato troppo caldo e scomodo.
C’era poi il posticino appartato nella pineta, dove vado a scopare con Baba, però saremmo sempre dovuti stare sull’attenti e non volevo rischiare.
A quel punto mi sono ricordata che nel bagagliaio ho sempre una tenda di quelle piccole, da mare che si aprono da sole e che usiamo raramente, per cambiarci i costumi bagnati quando c’è troppa gente.
- Aspettami… - gli ho detto – in macchina ho la tenda piccola, ci metto un attimo.
Ho rimesso solo il reggiseno e ci sono andata senza rivestirmi.
MI ha aiutato a piazzare la tenda con l'apertura rivolta verso gli alti cespugli, dietro la spiaggia e all’inizio della fitta pineta, così non si vedeva praticamente nulla, anche se qualcuno passava. Mi sono accucciata al riparo del piccolo rifugio, e con un sorriso:
- Dai, vieni qui.
E’ entrato e ci siamo messi semi distesi, di lato appoggiandoci sui gomiti.
Era un po’ stretto ma ci si stava, anzi, ci costringeva a stare fin troppo accostati, solo le gambe rimanevano un po’ fuori. Allora, spontaneamente, mi sono tolta nuovamente il pezzo di sopra, e lui eccitatissimo lui è partito in quarta, toccandomi e stringendomi seni e capezzoli.
- Sono proprio grandi!
- Uhm, sai… credo proprio di sapere dove hai bisogno del massaggio, vuoi farmi dare un’occhiata?
Non senza un certo imbarazzo mi ha accennato di sì e si è abbassato i calzoncini, senza più freni, ecco davanti a me, in tutto il suo turgore, il cazzo estremamente virile del mio “piccino”. Per un attimo il cuore si è bloccato e il plesso solare mi ha dato una fitta.
Il pene era ritto, durissimo e talmente gonfio che la cappella era già tutta fuori dalla pellicina. Ha un cazzo bello dritto, non è così lungo come quello di Baba, ma ha qualche cm in più di quello del padre, e in compenso… te lo confesso: è ben largo!
Aveva il pube completamente depilato, non lo immaginavo.
Era il momento della verità! So che forse è sbagliato quello che stavamo per fare, però a quella vista ho perso ogni inibizione, Giovanna, ormai lo desideravo.
- E sì, qui ci vuole proprio un massaggino liberatorio, te lo ungo? – dissi a bassa voce con un mezzo sorriso.
- Sì, mamma sì… - ha detto lui, quasi in estasi.
Ho raccolto la crema con la mano e l’ho spalmata sulla sua punta, delicatamente quasi sfiorandolo, però poi pianissimo ho fatto scorrere la mano a pugno intorno all’asta, che era marmorea e invitante, che brividi amica mia. Quando finalmente ho preso la necessaria confidenza, gli ho serrato le palle con la mano libera, erano talmente gonfie che ho pensato a quanto sperma potessero contenere.
Il massaggio è diventato sensuale, godurioso anche per me, sensualmente e lentamente su e giù per sentire come lo aveva tanto duro…
Ha iniziato ad ansimare quasi subito, gli ho detto di non farlo troppo forte, eravamo comunque in pubblico e ci potevano sentire.
Dimentichi di tutto e tutti ci siamo lasciati andare. Ha abbassato la testa sul seno e poi con la lingua mi ha torturato i capezzoli, prima leccando e poi succhiandoli voracemente.
Gli ho chiesto: - Ti piacciono?
Poi la mano si è intrufolato sotto. Ha sentito com’ero bagnata…
- Ohhh sì, mamma!
Mi ha massaggiato deliziosamente il clitoride, il paradiso! Per stare più comoda mi sono tolta il pezzo di sotto, così poteva farmi tutto.
Intanto gli masturbavo anche le palle e lui ha allargato completamente le gambe, in sollucchero. In quella posizione, ho massaggiato anche più giù: ha alzato le gambe verso in alto, sembrava proprio gli piacesse molto. Allora sono scesa ancora fino ad arrivare al suo buchetto, completamente liscio e ne ha goduto. So benissimo che è una zona erogena, anche a suo padre.
- Ti piace così?
- Sì, continua mamma”.
Io non sono andata oltre, comunque, lui invece e sceso sotto il clitoride e mi ha infilato due dita dentro, dio che bello! Ho ansimato più forte (mi piace lasciarmi completamente andare e avrei urlato dal piacere, Giovanna, ma mi sono trattenuta).
Con entrambe le mani ho alternato il massaggio tra il suo buchetto del culo, ma senza penetrarlo, le palle ed il suo cazzo.
Di sua iniziativa ha infilato il terzo dito nella mia passera, e allargandomi ancora ci ha messo anche il quarto dito, fino alle nocche, poi un quarto, aveva perso la testa… e anche io, e penetrandomi a fondo energicamente mi faceva: - Godi, siii, godi!
Ero un fiume di umori in piena, come ti dissi adoro le penetrazioni larghe.
Stavolta non mi sono trattenuta molto e mentre stavo godendo gli ho detto:
- Io… io vengo, oh sì vengoooo, - che orgasmo Giovanna, mamma mia.
Ha tirato fuori la mano completamente bagnata e l’ha leccata.
Non mi aspettavo tutta questa diciamo “intraprendenza” nel sesso, considerando il carattere fondamentalmente riservato.
L’ho guardato mentre lo faceva, è stato così eccitante, e intanto mi sono dedicato alla sua sega… è stato un attimo, senza controllarsi ha sburrato, venendosi sulla pancia a grandi schizzi, quanta crema bianca ha cacciato!
L’ho spremuto fino all’ultima goccia, imbrattandomi le mani di quella fantastica roba, mi trattenni ma avrei voluto leccarmela tutta.
Pian piano si è calmato, mi ha preso la mano e mi ha guidato le dita impregnate sulla sua pancia e sul pube. Ho capito che desiderava che la spalmassi e l’ho accontentato, così l’odore eccitante dello sperma ha invaso il piccolo ambiente, facendomi tornare la fregola.
La crema e diventata spumosa e bianca e l’ho ripassata che sul cazzo, viso che non si era minimamente ammosciato, era evidente che ancora traeva piacere.
Ci siamo rivestiti e siamo usciti dalla tenda, ora faceva un caldo infernale. Siamo subito andati a rinfrescarci in acqua, eravamo completamente sudati! Allora, abbiamo parlato e sono stata contenta, mi ha detto è stato bellissimo e che avrebbe voluto rifarlo.
- Guarda , amore, ora ti parlo come donna, anche per me è stato bello, e lo rifarei ma non so se succederà, – ho detto - ma sia ben chiaro, il nostro normale rapporto non deve cambiare! Se succede sarà un nostro momento segreto e circoscritto di “gioco” speciale, ma poi si ritorna alla normalità. E poi dobbiamo fare attenzione e farlo solo quando siamo sicuri che è possibile, senza rischiare traumi per nessuno - ovviamente mi riferivo, principalmente a suo padre – nessuno deve neanche da lontano immaginare che ci sia qualcosa di questo tipo tra di noi.
Mi ha rassicurata promettendo con molta serietà, ma poi scherzando mi ha detto che lo avrebbe rifatto anche subito! Non gli ho dato corda, anche se capisco che è giovane e così pieno di energie.
Abbiamo continuato a rilassarci, a prendere il sole e poi siamo tornati a casa.
Era tardi e da lì a poco sarebbe rientrato mio marito, dovevo preparare la cena. Scusami per la lunga mail. Spero di averti trasmesso in parte le sensazioni che ho provato io.
P.S: Venerdì arriva Baba, spero di poterlo vedere prima che parto.
A proposito non so poi quando riuscirò di nuovo a scriverti…
Sabato partiamo (io, Paolo e Marco Antonio) per la montagna in Trentino a prendere un po’ di aria fresca!
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