Capitolo 5 - Quando certe cose non si possono nascondere!
La verità prima o poi emerge sempre!
7 ore fa
La sera stessa, è proprio Silvia che nota che sono un po' pensieroso.
«Mauro, ti vedo molto perplesso questa sera! Posso sapere cosa ti angustia?»
Non ho intenzione di mentirle, ma vorrei tentar di capire come potrebbe prendere questa cosa.
«Diciamo che ho qualche pensiero, perché... ecco; tu non hai voluto sapere nulla del mio passato, però... ogni tanto, il passato ritorna e ti costringe a far cose che non vorresti, proprio perché sai che potrebbero ferire la persona che ami!»
Mi guarda dritto negli occhi e mi copre di baci.
«Mauro, io ti amo da impazzire! Sono consapevole del fatto che non posso chiederti di esser fedele, ma sincero sì! Dimmi, chi vuole far sesso con te?»
La guardo completamente spiazzato e cerco di non rispondere, ma lei insiste e mi lascia veramente basito.
«Amore, ti ho detto che non voglio saper nulla del tuo passato, perché, in realtà, so già tutto! Sono a conoscenza del fatto che mio padre e Paolo fanno sesso insieme tra loro e sono certa che anche tu ne sei stato coinvolto! Non guardarmi con quella faccia stupita, perché so che hai anche scopato con mia madre! Ora rimane solo una persona: Elisa la moglie di Paolo!»
Resto a bocca aperta, senza proferir parola; lei mi abbraccia e mi bacia con forza.
«Non ti preoccupare, più in là ti metterò al corrente di come so tutte queste cose e, soprattutto, voglio che questo sia un banco di prova per la nostra relazione. Se devi scopare Elisa, vai e fallo! Non ti preoccupare, questo non intacca minimamente il nostro rapporto!»
Sono senza parole! La guardo cercando di capire, ma lei mi stringe, mi abbraccia e mi coccola, con più ardore.
«Amore, non ti preoccupare! Ti ho detto che non ci sono problemi! Già il fatto che tu me ne abbia parlato, mi fa capire che vuoi esser sincero e leale con me, e questo mi basta!»
Cerco di capire come sia possibile che lei sia a conoscenza di tutte queste cose, ma mi copre di baci e mi dice che mi spiegherà tutto a tempo debito. Ora l'unica cosa che vuole, è che vada a scopare Elisa e, soprattutto, che la faccia godere molto.
«Vai amore, va pure a montare quella troia; falle sentire che splendido maschio sei!»
Provo un ultimo disperato tentativo per capire, ma cade nel vuoto.
«Silvia, amore, ma sei... voglio dire: a te non dà fastidio che io…»
Mi infila la lingua in bocca, mi bacia con estremo piacere e poi ribadisce la sua ferma volontà.
«Non mi dà alcun fastidio sapere che il mio uomo è un magnifico toro da monta. Quella vacca di Elisa dovrà sentire il tuo rigido membro dappertutto! Glielo devi far uscire dalla bocca! Le devi sfondare ogni buco! Lei dovrà solo sognare, in futuro, un membro come il tuo.»
Sono sempre più confuso e la guardo sorpreso oltre ogni dire.
«Ma tu: come fai a conoscere certi dettagli, se... non abbiamo mai fatto sesso; voglio dire: sei informata su tante cose che…»
Mi abbraccia forte, poi si abbassa davanti a me, mi apre i pantaloni e tira fuori il mio membro; se lo prende in bocca con una disinvoltura sconvolgente. Lo fa sparire tranquillamente tutto, fino ad ingoiarlo; arriva a lambire, con la punta della lingua, le mie palle. Sono sconvolto da tutto questo, mentre lei, dopo essersi divertita un po' a succhiarlo, se lo toglie dalla bocca e lo rimette nei pantaloni; poi, torna a darmi un bacio.
«Amore, ti ho appena dimostrato che non sono una verginella sprovveduta. Non sono nemmeno una vacca sfondata come Elisa, ma, come avrai potuto sentire, se decido di accogliere un membro in gola, ne sono capace e mi riesce alla grande. Adesso vai e scopa la troia, poi torna da me.»
La sera dopo, mi presento a casa di Paolo; Elisa mi accoglie indossando un semplice baby-doll, sotto cui si intravede il suo corpo completamente nudo, ad eccezione di calze autoreggenti; un paio di scarpe dai tacchi alti, le fanno protendere il culo, facendola sembrare ancor più troia. Appena il tempo di chiudere la porta e subito mi salta addosso, davanti a lui, che ci osserva in silenzio. Mi porta in camera da letto e, appena mi spoglia e vede il mio membro, non può far a meno di esprimere tutta la sua gioia, rivolgendosi a lui.
«Cazzo, amore, avevi ragione! Ha proprio un bel cazzone! Me lo voglio godere al massimo.»
Si inginocchia davanti a me e prende a leccarlo; anche lui si mette di fianco a lei e mi ritrovo le loro bocche che mi lavorano il membro, facendomi eccitare molto. Poi, mentre lei me lo succhia ancora, ingoiandolo tutto, fin in fondo, lui si mette tra le cosce di sua moglie e la prepara per la monta, leccandola e stimolandola alla grande. Alla fine lei, molto eccitata, mi trascina sul letto a cosce aperte e, in questo caso, è Paolo che mi stupisce quando afferra il mio membro e, dopo averlo strofinato un po' tra le pieghe della figa di sua moglie, appoggia bene la punta sullo spacco e mi chiede di chiavarla.
«Dai, Mauro, chiavala! Scopa questa vacca che si è consumata le dita per masturbarsi, in attesa di questo momento.»
Glielo spingo tutto dentro con un colpo solo e lei spalanca la bocca; poi abbraccia con le gambe i miei fianchi e spinge il bacino in alto, per venire incontro al mio corpo; ogni volta che, pompandola, le sbatto un po' di più del mio cazzo tutto dentro. Gode in continuazione e, nello stesso tempo, Paolo sta sdraiato accanto a noi e si masturba furiosamente. Dopo diversi orgasmi, quando son quasi prossimo a sborrare, Paolo mi chiede di far un cambio di posizione.
«Aspetta, fammi sdraiare sotto di lei, facendola venire sopra di me; così, mentre le lecco la fica, tu le spacchi il culo!»
Un attimo dopo, sono avvinghiati in un 69; mi posiziono dietro di lei ed è lui stesso che, ancora una volta appoggia il mio membro, intriso degli umori della fica di sua moglie, al buchetto, per poi mettersi a leccarla, mentre io le spingo l'intero mio membro nel culo, che, per un attimo, sembra voler resistere, poi, di colpo, cede, facendole emettere un urletto di dolore. Anche in questo caso, me la scopo senza nessun riguardo, spaccandole il culo stretto, mentre sento la lingua di Paolo che viene a leccare sia il membro che le palle. Alla fine, inizio a sborrare nel suo culo e, mentre lo faccio, lui afferra il mio membro, lo tira fuori e si lascia schizzare la mia sbroda sulla faccia; anche lei si gira e viene a raccogliere le ultime due bordate sul viso e, subito dopo, si mettono a leccarsi a vicenda, raccogliendo tutta la crema che è sparsa sulle loro facce. Restiamo un momento sdraiati, mentre Elisa va in bagno a darsi una rinfrescata. Paolo è molto contento.
«Grazie, Mauro! Finalmente ho visto mia moglie godere tantissimo! Aveva davvero tanta voglia di scopare con te! Scusami se son ricorso a qualche allusione su tua madre, ma, ti assicuro, che non si ripeterà più! Però, se ci fosse ancora qualche possibilità... voglio dire: lo so che sei impegnato ma…»
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