Ho dato una mano a mia madre!

Capitolo 4 - Ora le richieste aumentano!

Si sparge la voce che lui è....davvero desiderato!

P
pennabianca

7 ore fa

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Con un dito le spingo dentro più saliva possibile, aiutandomi anche con la punta della lingua, fin quando lei, ormai eccitata oltre ogni dire, mi chiede di possederla subito.
«Basta! Così va bene! Mi hanno inculato anche senza tutte queste attenzioni... dai, scopami! Però, ti prego, Mauro, fa piano!»

Bagno la punta del mio membro, strofinandola tra le labbra della sua vagina, ancora intrisa dei suoi umori; poi appoggio la cappella ed inizio a premere contro quel buchetto che, lentamente, si rilassa e, un po' alla volta, mi permette di scivolare al suo interno. La sento un po' tesa, ma, nello stesso tempo, desiderosa di sentirselo dentro.
«Oddio, come sei grosso! Spingi piano! Non fa male …. ma fa piano! Cavolo, quanto mi sento piena! Mauro, lo capisci, vero? Mi stai spaccando il culo!»
Uso la massima attenzione, perché voglio che raggiunga il piacere e non il dolore; intanto i miei movimenti sono molto lenti, ma costanti e, ben presto, riesco ad entrare tutto dentro di lei. Resto immobile, mentre lei respira affannosamente.
«Mauro, cazzo! Me lo hai messo tutto dentro! Ti rendi conto che... che sensazione incredibile! Mi sento piena e, nello stesso tempo... dai, muoviti, fammi impazzire!»
Inizio a limare quel buco lentamente. I miei movimenti sono molto fluidi e delicati, finché capisco che ora i suoi muscoli si sono adeguati alle mie dimensioni; allora porto una mano sotto di lei ed inizio a masturbarla; questa cosa, unito al fatto che la sto scopando nel culo in maniera senz'altro decisa, la porta ad avere un orgasmo, che urla senza ritegno.
«VENGO! ADESSO, GODO! Mauro mi fai godere! Cazzo, non ho mai goduto così tanto nel sentirlo nel culo! Scopami, Mauro! Scopami forte e sfondami il culo! Non m'importa niente, voglio solo godere ancora di questo piacere!»
La tengo stretta per i fianchi e la pompo come se non ci fosse un domani. Glielo sbatto dentro con forza, facendo impattare il mio corpo contro le sue chiappe e questo, unito al fatto che lei spinge il suo corpo all'indietro, le provoca altri due orgasmi, mentre io sono al limite.
«Stefania, sto per sborrare! Cazzo, il tuo culo mi sta spremendo il membro, quasi mi stessi facendo un pompino con il culo! Stefania, devo sborrare!»
Si gira, mi guarda e vedo il suo viso trasformato in una maschera di voluttà.
«Sborrami dentro! Riempimi il culo e poi schizzami dove vuoi! Mauro mi fai... Mauro... vengo ancora!»
Resto immobile, mentre il suo corpo trema scosso dall'ennesimo orgasmo ed io comincio a schizzare dentro di lei. Porta una mano dietro, lo afferra, lo tira fuori e si gira, giusto in tempo per prendersi una schizzata di sbroda direttamente in faccia, tra labbra e guancia destra. Spalanca la bocca come un uccellino affamato e accoglie l'ultima bordata di sperma direttamente in bocca. Se lo infila di nuovo in gola e sento la sua lingua che percorre ogni millimetro del mio membro. Me lo lecca e pulisce alla perfezione, poi crolla sdraiata sul letto.

«Pazzesco! Ora capisco perché Augusto ci tiene tanto a te! Ragazzo tu crei dipendenza! Accidenti, tutto questo è un bel casino!»
La guardo senza capire e lei scuote il capo un po' sconsolata.
«Non capisci che è un casino? Silvia è innamorata di te e noi... ecco voglio dire... sia io che Augusto abbiamo avuto il piacere di godere con te e… adesso come si fa a rinunciare a così tanto piacere? Mauro ti prego non far soffrire Silvia! Lei è una ragazza dolcissima molto ingenua e credimi è innamorata pazza di te! Io sono pronta a fare un passo indietro anche se quello che ho vissuto in questo momento con te sarà una cosa difficile da dimenticare. Lo faccio perché voglio che mia figlia sia felice! Promettimi che sarai dolcissimo con lei! Ti prego… dimmi che non la farai... devi farla felice!»
La guardo e mi rendo conto che è veramente preoccupata e così le giuro che non farò nulla per arrecare danno alla felicità di sua figlia. Ce ne andiamo, e il giorno dopo la Silvia che mi cerca, io mi chiede se possiamo cenare insieme il sabato sera.

Accetto volentieri, e quando mi reco al nostro appuntamento la vedo arrivare più bella che mai. È elegantissima! Indossa un meraviglioso vestito che modella perfettamente le sue forme lasciando scoperto le spalle e il sopra del seno. Le cosce sono coperte da calze velate che sicuramente sono autoreggenti, e ai piedi ha delle décolleté nere con il tacco 12 che  le inarcano, in maniera stupenda, il suo magnifico culetto, rendendo il suo incedere ancor più sensuale. I suoi capelli biondi, lunghi e mossi come una meravigliosa cascata, le arrivano fino a metà spalle ed i suoi splendidi occhi verdi sono incorniciati dal suo viso dolcissimo e le labbra, coperte di rosso, rendono la sua bocca desiderabile a riempirla di baci. Quando mi vede, mi butta le braccia al collo e, per un lungo istante, i nostri occhi restano a fissarsi senza mai staccarsi da ciò che guardano.
«Mauro, io... voglio dire che... ecco, Mauro, io non sono mai stata... fino ad oggi, non mi era mai... Mauro, io credo di essermi innamorata di te!»
Mi guarda in attesa di una mia risposta ed io, senza dir niente, la bacio in bocca. Si stringe con forza a me e fa aderire il suo splendido corpo contro il mio; sento il suo bacino che va a contrarsi contro il mio corpo e, di sicuro, avverte la consistenza del mio membro già duro. Le nostre lingue danzano in maniera erotica, limoniamo per qualche istante, rimanendo abbracciati. Quando si stacca è rossa in viso e mi guarda con occhi che brillano di felicità.

 «Silvia io... voglio dire: tu non sei la mia prima ragazza, ma... cerco di farti capire che quello che provo per te non l'ho mai provato per nessun'altra! Solo vorrei che... il fatto che noi stiamo insieme, non debba pregiudicare che i nostri genitori lavorino insieme; per questo nutro qualche dubbio che questa nostra sia una buona idea!»
Mi guarda veramente stupita.
«Cosa? A me non importa niente di quello che fanno i nostri genitori! Hanno una vita apparentemente felice, ma, in realtà, ciascuno fa quello che vuole! Al posto di marito e moglie, si potrebbero definire una coppia di amici complici! Credimi a me, va bene così! Io sono pronta a tutto, pur di stare insieme a te!»
Mi stupisce il fatto che sia molto meno ingenua di quello che credano suo padre e sua madre. Ceniamo insieme e parliamo di tante cose, soprattutto del rapporto che vorremmo avere tra noi. Anche in questo caso lei riesce di nuovo a stupirmi.
«Cerca di capire: voglio una relazione sincera! Come ti ho detto, mio padre e mia madre sono due amici che vivono insieme e ciascuno fa il porco comodo suo! Mia madre, ogni tanto si assenta per uno o due giorni per farsi sbattere da qualcuno, mentre mio padre è pappa e ciccia con Paolo, il suo migliore amico e credo che, ogni tanto, vadano da qualche parte a divertirsi, sicuramente con qualche troietta! Tranquillo! A me sta bene tutto! Ma la relazione che voglio con te deve esser un po' diversa! A me non importerebbe se tu andassi a scopare con altre donne, non ti chiedo la fedeltà assoluta; l'unica cosa che voglio è che tu sia sempre sincero con me, che non faccia mai nulla alle mie spalle! Qualunque cosa sia, io lo voglio sapere da te e da nessun altro! Qualunque cosa sia! In cambio di tutto questo, io farò la stessa cosa con te! Mauro, noi due dobbiamo esser una coppia leale e sincera, l'una con l'altro! Pensi di poter riuscire a fare questo? Cosa pensi di questa mia visione sul rapporto di coppia? Pensi sia giusta o sbagliata?»
Guardo Silvia e mi sento profondamente a disagio, per cui cerco di capire come comportarmi con lei.
«Silvia, tu mi piaci da morire, ma capisci che... come ti ho detto, io ho un certo passato e…»
Non mi lascia finire! Mi guarda dritto negli occhi e parla con un tono ancor più deciso.
«Allora non mi sono spiegata! Mauro, non m'importa niente del passato! Tutto quello che è stato prima, è passato! E, se è passato, non m'interessa! Tu puoi aver fatto tutto quello che vuoi, ma a me interessa quello che farai d'ora in avanti! Mauro io ti amo e voglio esser la tua donna, se mi vorrai!»
Mi sento subito sollevato, la stringo forte a me e, da quel momento, inizia la nostra storia. Dopo una settimana, tutto era filato benissimo, avevo anche incontrato Augusto che mi aveva fatto un discorsetto molto serio.

«Mauro, ho visto Silvia molto felice di esser la tua fidanzata e, seppur a malincuore, sia io che mia moglie, dovremo rinunciare a te! Non voglio metterti in difficoltà con lei e, in ogni caso, voglio che tu sappia che, sia io che mia moglie, ti teniamo in grande considerazione.»
Lo guardo un po' stupito e lui si rende conto che deve aggiungere ancora qualcosa al suo discorso.
«Mauro, ogni volta che la casa in montagna viene aperta, un sistema di sicurezza e videosorveglianza segreto, mi avvisa. Ho visto ed ascoltato tutto quello che lei ti ha detto e, soprattutto, ho visto con quanto piacere l'hai chiavata! Mia moglie non sa del sistema di sicurezza, per questo ti ha portato lì. Silvia non conosce nemmeno l'esistenza di quella casa, quindi ti prego solo di esser dolce ed affettuoso con lei, oltre a renderla felice. Come ti ho detto ne ho parlato con mia moglie e, senza rivelare come ero riuscito a sapere che voi due avevate scopato, mi ha assicurato che non ti avvicinerà più, per il bene di nostra figlia.»
Ero molto sorpreso e felice nello stesso tempo; convinto che tutto ormai stava avviandosi sul giusto binario, un pomeriggio, mentre ero insieme a mia madre al centro commerciale, per aiutarla a fare la spesa, abbiamo incontrato Paolo ed Elisa. Ho visto gli occhi della donna brillare e subito, in maniera quasi sfacciata, si è proposta a me.
«Mauro, che piacere vederti! Speravo di incontrarti dopo le feste di Natale ma... vorrà dire che, per farti perdonare, mi offrirai un caffè alla prima occasione.»
Son rimasto un po' sul vago, cercando di gestire la situazione che per me era imbarazzante. Ho notato che Paolo ha distratto mia madre e, mentre eravamo io ed Elisa da soli, lei mi ha dato il suo contatto telefonico.
«Ho voglia di passare un paio d'ore con te! Qualcuno mi ha detto che sei anche... un bel torello da monta! Dai, non farmi aspettare dei mesi!»
Ho solo preso il contatto telefonico e l'ho messo rapidamente in tasca; poi, dopo qualche altro convenevole, ci siamo salutati. Mia madre mi ha guardato con fare molto inquisitorio.
«Ma... voglio dire: cosa poteva volere da te quella zoccola? Da quando ho avuto la promozione, mi sembra che anche Paolo sia cambiato. Ogni tanto fa qualche battuta allusiva e non capisco dove vogliono andar a parare. Oggi poi sua moglie, che è sempre stata una persona alquanto riservata, si è spudoratamente buttata addosso a te!»
Avverto forte la gelosia nelle parole di mia madre e, in qualche modo, la rassereno.

 

 

 

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