Ho dato una mano a mia madre!

Capitolo 3 - Nuove frequentazioni sempre piu intriganti!

il gioco si allarga! Il pacere raddoppia!

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pennabianca

7 ore fa

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Poco dopo le feste di Natale, un pomeriggio, mi invita a prendere un caffè in un centro commerciale; quando arrivo, trovo sua madre. Per un attimo resto un po' perplesso, ma, è proprio Stefania a togliermi d'imbarazzo.
«Ciao Mauro, Silvia arriverà tra poco! Mi fa piacere che voi due siate così in sintonia!»
Mi guarda in maniera un po' strana, sembra voglia chiedermi qualcosa, poi, dopo avermi fissato per un attimo negli occhi, in modo un po' criptico cerca di parlarmi.
«Mi domandavo se... sai, conosco mio marito da tanti anni e… non c'è niente di male se... senza dire niente a Silvia, potremmo prendere un caffè insieme io e te?»
Le rispondo che non ci son problemi e lei mi dà il suo contatto telefonico nel mentre prende il mio; poco dopo arriva Silvia e mi abbraccia calorosamente davanti a lei. Prendiamo il caffè insieme e vedo che Silvia è veramente orgogliosa di far capire a sua madre che ha un particolare interesse per me. Due sere dopo, mentre sto cenando con mia madre, è proprio lei che mi guarda un attimo e poi mi fa una domanda molto precisa.
«Amore della mamma, ma... voglio dire: frequenti Silvia, la figlia di Augusto?»
Ha un tono di voce un po' strano e resta un po' sulla difensiva.
«Frequento! Questa è una parolona! Qualche volta abbiamo preso un caffè insieme! C'è qualcosa di male in tutto questo?»
L'espressione del viso di mia madre mi fa capire che è presa da una certa gelosia.
«No non c'è niente di male, siete giovani e....però, non vorrei che i suoi genitori avessero…»
Guardo dritto negli occhi mia madre e le chiedo di esser più chiara.
«Mamma! Cosa ti preoccupa?» Lei si schernisce un po'.
«Amore, nulla! Sai come siamo fatte noi mamme! Ecco, non vorrei che... capisci che loro sono gente importante, ricca, famosa e....»
Me la stringo al petto e le do un bacio quasi in bocca.
«Mamma, stai tranquilla! Siamo solo amici ed ogni tanto prendiamo un caffè! Tutto qui!»
Il pomeriggio del giorno successivo, Stefania, la madre di Silvia, mi manda un messaggio e mi dice che mi aspetterà in un bar ubicato in periferia. Quando la raggiungo, mi trovo davanti una bella donna, vestita in maniera semplice, ma elegante. Una gonna che le arriva al ginocchio, una camicetta bianca, scarpe con il tacco non troppo alto, occhiali da sole ed un leggero trucco sul viso. Il tempo di prendere un caffè e poi mi chiede se possiamo andare a parlare da qualche parte, cosa che accetto di buon grado. Mi fa salire a bordo della sua auto e subito mi rendo conto che ci stiamo dirigendo ai piedi della montagna, dove c'è la villetta in cui, ogni volta, vado per scopare Augusto e Paolo. Durante il tragitto, si informa sui miei progressi studenteschi e, quando scopre che son prossimo alla laurea in ingegneria, si complimenta con me. Giunti in prossimità della casa, aziona il telecomando e, lasciata l'auto, entriamo in casa; mi offre un ennesimo caffè, che accetto volentieri. Mentre lo prepara, si gira verso di me.
«Ti ho portato qui perché voglio sapere quante volte sei già venuto in questa casa.»
La guardo fingendo di non capire e resto in silenzio; lei sorride in maniera alquanto maliziosa.
«Mauro, sei un bel ragazzo, piaci molto a mia figlia, ma, soprattutto, son sicura che piaci molto anche a mio marito! Non fingere con me, perché non serve! Sono a conoscenza da anni del fatto che lui e Paolo fanno sesso insieme e, l'entusiasmo che ha messo nell'accoglierti il giorno degli auguri di Natale, mi ha fatto capire che tu, qui, devi esserci stato di sicuro. Tranquillo, va tutto bene! La cosa non mi crea alcun disturbo e spero che sarai così diligente da non farne parola con Silvia, che non conosce nemmeno l'esistenza di questo posto. Ora ti ripeto la domanda: quante volte sei venuto in questo posto?»
Capisco che è meglio mettere le carte in tavola.
«Diciamo che ci son venuto alcune volte!»
Lei sorride soddisfatta, poi si avvicina a me e mi guarda dritto negli occhi.

«Molto bene! Spero di poter contare sulla tua assoluta riservatezza e, soprattutto, adesso vorrei ricevere lo stesso trattamento che riservi a mio marito!»
Adesso sono davvero stupito. Lei ride divertita.
«Mauro, io ed Augusto siamo sposati da tantissimi anni ed ho sempre saputo delle sue inclinazioni omofile; non ho mai interferito nei suoi passatempi e lo stesso ha fatto lui con me! Ogni tanto, quando mi vien voglia, in maniera molto discreta mi allontano dalla città e mi trovo un maschio, che mi faccia divertire. Spesso indosso parrucche e mi trucco in maniera tale da non esser riconosciuta; faccio tutto questo per il rispetto di lui e per la nostra privacy! Silvia è una ragazza dolcissima, che non sa di queste nostre tacite divagazioni: ci considera una coppia estremamente felice. Adesso però voglio…»
Non aggiunge altro, si inginocchia davanti a me e, una volta aperta la patta dei miei pantaloni e vede il mio membro, resta anche lei piacevolmente stupita.
«Wow, che spettacolo! Accidenti, quant'è grosso! Ed Augusto si becca… una bestia del genere?»
Solleva lo sguardo e vedo che è molto affascinata, contenta; dopo averlo guardato ancora un po', si alza di scatto in piedi e tenendo sempre stretto in mano il mio membro duro, mi conduce direttamente in camera da letto. In due minuti siamo nudi. Mi trovo davanti una bella donna, con un bel fisico tenuto sufficientemente bene, solo il seno, a forma di goccia, mostra qualche cedimento, ma, nell'insieme, il suo aspetto è molto eccitante.
Mi fa distendere sul letto e, con calma, inizia a baciarmi dal collo scendendo giù fino al membro. Gli dedica una particolare attenzione. Lo stringe tra le mani quasi a volerne saggiare la durezza, poi, mi accarezza le palle, soppesandole. Subito dopo inizia un lavoro di lingua spettacolare! Lo copre di saliva dalla punta alle palle, spalmandola bene con la mano in modo che quel membro sia ben lubrificato. Soddisfatta del risultato, delicatamente, con movimenti lenti del capo, inizia a infilarsi in gola la mia verga, facendola lentamente scomparire tutta dentro la sua bocca. Ora sono io a restar stupito.
«Accidenti, che bocca! Sei la prima persona che riesce a prenderlo tutto in gola! Sei proprio una pompinara meravigliosa!»
La cosa sconvolgente è che, non solo se lo prende tutto in gola, ma lo trattiene dentro per vari istanti, senza farsi assalire dai conati di vomito. Lo lascia sfilare lentamente, lavorandolo bene con la lingua, accarezzandolo e stringendolo gradualmente tra le labbra, facendomi anche sentire una certa pressione dei suoi denti, quasi a volerlo mordere, rendendo il gioco ancor più eccitante. Dopo aver subito per alcuni istanti il suo gioco, mi rigiro ed infilo la mia testa tra le sue cosce, alla ricerca della sua ostrica profumata, che si sta veramente riempiendo di dolci umori. Sento l'odore di femmina in calore, di donna vogliosa, di cagna che vuole esser montata. Aspiro quel profumo, me ne è inebrio, riempiendomi le narici, e poi mi concentro direttamente sul suo bottoncino, stringendolo tra le labbra e succhiandolo con forza. Faccio scorrere la lingua lungo tutto lo spacco, fino a raggiungere il perineo e l'altro buchetto, che mi sembra pronto e palpitante. Quando lei sente la mia lingua arrivare al suo bocciolo posteriore, si toglie un attimo il membro dalla bocca e, sorridendo, tiene a precisare una cosa, che fa divertire anche me.
«Ehi dico…. niente scherzi! Davanti lo prendo di sicuro, ma... per il lato B, ho qualche dubbio! Non ho mai avuto tra le mani una bestia come la tua! Dai, adesso scopami che ho tanta voglia!»
Si sdraia a cosce aperte davanti a me; appena mi inginocchio, le sollevo i talloni e li appoggio al mio petto; mentre faccio questo, lei afferra il mio membro e lo strofina, su e giù, lungo lo spacco della sua vagina ormai fradicia di umori. Inizio a spingere lentamente dentro di lei e la penetro con molta calma, dandole modo che i suoi muscoli vaginali si adeguino al passaggio del mio membro, che li tende e li dilata, mentre lei mi guarda a bocca spalancata, sempre più stupita.
«Accidenti, quant'è grosso! Sento che mi apre tutta! È bellissimo, spingilo dentro! Dai, Mauro chiavami! Oddio, mi fai ... Mauro, vengo!»
Resto immobile, mentre il suo corpo vibra come una foglia al vento; è scossa da un'ondata di piacere improvvisa, che mi schizza addosso, sotto forma di un'ondata di liquido caldo, che oltre il mio membro, bagna anche le palle, mentre lei, a bocca aperta, mostra tutta la sua meraviglia per la facilità con cui l'ho fatta godere. Rimango immobile, in modo che possa assaporar bene il piacere, poi comincio un lento, ma costante avanti e indietro, spingendo sempre il mio membro più in profondità, fino a sbattere la punta contro la sua cervice; ad ogni colpo, lei spalanca la bocca, ma non emette alcun suono. In realtà gode in continuazione: ondate di piacere bagnano il mio membro, mentre lei è sempre più sconvolta.
«Pazzesco! Incredibile! Nessuno mi ha mai scopato come te! Mauro, mi stai facendo impazzire! Mauro, aprimi tutta! Oddio, vengo di nuovo! Mauro, vengo!»
La stringo tra le mie braccia e poi, ruotando, me l'ha posiziono sopra di me, impalata sul mio membro e lei, sempre con il viso sconvolto dal piacere, appoggia le mani sul mio petto e muove il suo corpo avanti e indietro senza mai far uscire il membro da sé, per neanche un millimetro. Struscia il clitoride contro il mio corpo e questo serve a procurarle altro piacere, fin quando, stremata, si distende su di me con il fiato corto ed il suo cuore che sento battere come un tamburo impazzito.
«Mauro, io... Mi hai distrutto! Non ho mai goduto tanto in vita mia! Nessun maschio mi ha sconvolto come te adesso!»
Solleva lo sguardo e vedo il suo viso sfatto dal piacere, poi si allunga verso di me e mi bacia in bocca; la sua lingua sembra un serpente impazzito alla ricerca della mia. Limoniamo mentre io inarco un po' le gambe e prendo a sbatterla dal basso, facendola godere per l'ennesima volta. Quando si stacca mi guarda con un'aria un po' preoccupata.
«Non solo mi hai fatto impazzire, ma... cazzo, non sei ancora venuto? Senti io vorrei... cioè, voglio dire: se Augusto riesce a.... promettimi che farai piano! Sì, hai capito... ho cambiato idea, lo voglio anche lì... però, mi devi promettere che farai piano!»
Si posiziona in ginocchio davanti a me con il viso appoggiato al materasso e, con entrambe le mani, si apre le chiappe; vedo il suo culetto bagnato da tutto il piacere che è colato dalla sua fica, aperta e dilatata come una voragine. Mi abbasso dietro di lei, incollo la mia lingua alla sua rosetta grinzosa e poi prendo a lavorarla, leccando e succhiando quel bocciolo in modo da renderlo morbido e disponibile.

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