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Erotika
Fratello e sorella · Cap. 3
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Capitolo 3 di 7 10 min di lettura

Ho scopato mia sorella. Prima parte

Un desiderio a ungo represso emerge sempre piu spesso.

pennabianca
3 mesi fa · 2.7k letture · 1

Lei ha sorriso e, insieme, siamo entrati in cucina. La guardavo mentre preparava il caffè e, seduto su di una sedia, mi son eccitato ed ho cercato di nascondere la mia erezione, che si faceva sempre più evidente. Ha fatto il caffè, poi si è chinata verso di me nel porgermi la tazzina ed ho avuto la sensazione che avesse slacciato ancor di più i bottoni della sua camicetta, perché ho potuto intravedere il solco delle sue stupende tette. È stato un attimo in cui lei è rimasta immobile, poi, i nostri occhi si sono incrociati, senza che nessuno di noi due pronunciasse una sola parola. Ho bevuto il caffè e lei si è seduta sulla sedia di lato, rivolta verso di me e accavallando le gambe molto lentamente, con la sua congeniale sensualità. Il mio membro era in piena erezione e non sapevo più come nasconderla. Abbiamo parlato di cose futili e son sicuro che lei si è accorta della mia erezione: era chiaro che fingeva di non averla vista, ma, più di una volta, ho visto i suoi occhi indugiare sul mio pacco. Sembrava che ognuno di noi due avesse voglia di dire o chiedere qualcosa all’altro, ma, per uno strano motivo, nessuno ha detto nulla così mi son alzato e mi son diretto verso la porta. Prima di uscire, lei mi ha preso per un braccio, io mi son girato e le nostre facce erano vicinissime; per un attimo ho pensato che ci saremmo baciati di nuovo, invece mi ha guardato e, con una voce calda e dolce mi ha ringraziato per esser andato da lei. Dopo questo episodio son trascorsi altri giorni, senza che nessuno di noi due avesse il coraggio di prendere iniziative con l’altro. Non una chiamata, non un messaggio, niente di niente. Poi, verso la fine di gennaio, in occasione del compleanno di Piero, eravamo tutti a pranzo a casa sua e vi era anche nostra figlia e suo figlio. Durante il pranzo, fra una cosa e l’altra, è emerso che Piero, per lavoro si sarebbe assentato nella settimana seguente per alcuni giorni. Nel sentir questa cosa, con la coda dell’occhio ho guardato mia sorella, che, per un attimo, davvero un solo istante, ha abbozzato un mezzo sorriso, quasi compiaciuta. Anche Claudia ha detto che la settimana successiva sarebbe partita con la sua scolaresca (lei è insegnante in una scuola superiore) per partecipare alla settimana bianca, programmata da tempo. Mi son girato verso Luciana e allora il suo non è stato più un sorriso, ma uno sguardo alquanto complice e carico di promesse.
Quella sera, a letto, Claudia ha voluta scopare. Nuda, distesa accanto a me, ha preso in mano il mio membro e, dopo averlo succhiato e leccato abbondantemente, è salita su di me ed ha preso cavalcarmi, raggiungendo ben presto un orgasmo molto intenso. Si è distesa e, dopo avermi baciato, mi ha trascinato di lato ed io ho ripreso a scoparla con rinnovato vigore. Ha avuto un altro orgasmo e poi, come sua consuetudine, si è sfilata e, dopo avermelo preso in bocca, ha lasciato che le riversassi in gola tutta la crema che avevo prodotto. Stranamente, mentre lei me lo succhiava, ho chiuso per un attimo gli occhi ed ho immaginato che quella bocca fosse quella di mia sorella Luciana. È stato un orgasmo intenso, forte ed appagante e, una volta leccato e pulito tutto, Claudia si è appoggiata al mio petto e, accarezzandomi, mi ha parlato non senza manifestare una certa malinconia.
«Spero che questo piacere che hai appena provato, ti aiuti ad arrivare fino alla fine della prossima settimana, quando farò ritorno, perché, vorrei che questo aquilotto non andasse in giro a svolazzare su altre passere.»
Io l’ho stretta a me, avvertendo una lieve punta di gelosia.
«Veramente, quella che va in vacanza sei tu. Quindi, doveri esser più io a chiederti di tener la tua passera in gabbia, senza andare alla ricerca di qualche aquila di montagna.»
Lei mi ha sorriso, poi ha scosso il capo.
«Dove vuoi che vada? Domani o, al massimo, il giorno dopo, mi arriveranno le mestruazioni e, anche se la cosa non mi entusiasma, credo che non avrò molto piacere a far volare la mia passera.»
Io mi son messo a ridere e, dopo averla stretta a me e baciata, assaporando ancora il gusto del mio seme nella sua bocca, ho ironizzato un po’.
«Su questo non sarei troppo sicuro. È vero che la tua passera sarà alquanto ingabbiata, ma, ricordo bene, perché l’ho appena provato, che a te piace molto tenere in bocca dei flauti o leccare un buon gelato!»
Lei si è messa ridere per il mio doppio senso, mi ha dato simpaticamente un pugno sul petto e mi ha detto che ero uno scemo e che, in ogni caso, se anche avesse fatto qualche bel pompino in giro, non ci sarebbe rimasta nessuna traccia. Il giorno dopo, partita Claudia, mi son diretto al lavoro. Mi sentivo strano, continuavo a ripensare a Luciana, quando, improvvisamente, ha suonato il mio cellulare: era lei che mi ha invitato a cena.
«Se ho ben capito, Claudia sarà fuori tutta la settimana e Piero non sarà di ritorno prima di giovedì, quindi, se non hai altri impegni per la serata, mi piacerebbe averti a cena, a casa mia.»
Ha aggiunto, prima di chiudere la comunicazione che, se volevo, potevo andar da lei anche appena finito di lavorare, tanto era sola e così, insieme, avremmo preparato la cena.

 

 

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Il sesso e bello tre volte... quando lo aspetti... quando lo vivi... quando lo ricordi. Un racconto fissa quel ricordo per sempre!

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