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Erotika
Femmine vogliose! · Cap. 3 — Una scommessa molto particolare!
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Una scommessa molto particolare!

Scoprire di essere il premio di una scommessa!

pennabianca
2 mesi fa · 2.195 parole · 10 min
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Il giorno dopo di buon mattino arrivano sei operai che nel giro di due ore montano la cucina nuova. È molto bella, moderna e funzionale. Ha una penisola di legno che è perfetta, per due o tre persone. È una tavola di legno massello a forma di goccia con due sgabelli posti ai lati. Il colore del legno è uguale a quello del ripiano che corre su tutta la cucina. Appena cinque minuti, che gli operai sono usciti, arriva Sonia. Entra, indossa una leggerissima minigonna tenuta legata al fianco con un fiocco, una t-shirt azzurra molto leggera. Si nota subito, che sotto ha il seno nudo. Osserva la composizione, si piega per aprire l’ultimo cassetto in basso, in modo che io possa notare che ha la fica nuda, si gira verso di me sorridendo.

«Vedo che l’hanno montata benissimo.»

Rimane voltata di spalle, fingendo di osservare dei dettagli. Mi libero in un attimo dei pantaloncini che indosso, sono a cazzo nudo, le rispondo.

«No, ancora non è stata montata, ma possiamo rimediare subito.»

Mi avvicino a lei da dietro, la stringo per i fianchi mentre le bacio il collo. Lei fa un sospiro, si gira, osserva compiaciuta, si inginocchia, in un attimo il cazzo, teso e duro, sparisce nella sua bocca. Lo ingoia tutto, poi lo lascia sfilare lentamente, mi succhia la cappella, poi scende lungo l’asta, lecca le palle, ne succhia una mettendola in bocca. Si abbassa ancora, mi lecca anche il buco del culo. Risale lentamente, mi guarda vogliosa e languida. La sollevo, sciolgo il fiocco al fianco, in un attimo è nuda. Lei si sfila la t-shirt mentre la metto seduta sul piano della cucina fra il piano cottura e il lavandino. Mi inginocchio, lei appoggia i talloni sulle mie spalle. Le sue cosce oscenamente aperte mi offrono una visione della sua ostrica bagnata, profumata di voglia, di umori femminili, che aspiro, annuso come un cane che cerca la cagna un calore. Geme, mi schiaccia il capo verso di lei, ma io esito un attimo, per gioire ancora di quella stupenda visione. Quando le affondo la lingua fra le pieghe bagnate lei ha un sussulto, geme, fa un profondo respiro.

«Finalmente! Non potevo più aspettare. Dai fammi volare!»

Lecco insinuando la lingua sempre più in profondità. Ruoto il capo quando affondo e la faccio scorrere sempre più velocemente fra la clitoride e lo spacco. Geme, tende il suo corpo mentre il respiro diventa sempre più corto fin quando improvvisamente solleva il corpo ad arco, stringe la mia testa fra le cosce, poi raggiunge un orgasmo che la fa tremare tutta. Un fiume in piena di umori dolcissimi si riversa nella mia bocca. Nettare che sgorga copioso, da quella fonte del piacere che bevo come un assetato, lo lecco, succhio e aspiro fino all’ultima goccia. Il suo corpo vibra scosso da brividi di piacere, un lungo gemito esce dalla sua bocca mentre mi blocca il capo quasi a volermi impedire di muovermi, o di smettere. Le faccio assaporare tutto il piacere, poi la sollevo, la prendo in braccio, la metto distesa sul piano di legno della penisola. Le sollevo le gambe, con un affondo le entro dentro fino in fondo. Spalanca la bocca, mugola mentre incomincio a pomparla con affondi decisi ad un ritmo costante. Ad ogni affondo muovo il mio corpo, a destra e sinistra, come a volerla allargare ancora di più. Il seno sobbalza spinto in alto quando le spingo il cazzo tutto dentro. Lei incomincia godere ininterrottamente. Un orgasmo dopo l’altro fin quando la metto di lato e continuo a scoparla sempre più forte. Mi guarda compiaciuta, mi incita a scoparla sempre più forte.

«Sei stupendo! Dai, non ti fermare, scopami ancora!»

Dopo averla sentita godere ancora la sollevo, le metto i piedi in terra, poi la scopo da dietro. Appoggia i gomiti sul tavolo, spinge il corpo all’indietro, quando affondo in lei, alla ricerca del mio cazzo, quasi a volerlo sempre più dentro, sempre più in fretta. Gode senza ritegno. Afferro uno sgabello, mi ci siedo sopra trascinandola con me. Adesso si gode la scopata volgendomi le spalle. Afferro i seni che fino a questo momento ho trascurato e li stringo, li impasto con lei che sale e scende scopando senza sosta. Dopo aver goduto anche in questo modo si gira, mi cavalca ancora, offre i seni alla mia bocca che li succhia famelica. Mordo un capezzolo lei geme di piacere, mi incita farlo ancora.

«Bellissimo! Dai mordilo, fammi male! Ancora.»

 La sbatto continuamente per un tempo molto lungo fin quando la distendo di nuovo sul tavolo. Lei annoda le gambe dietro la mia schiena e mi supplica di inondarle il ventre.

«Ti prego vieni. Sono sfinita, ho la fica in fiamme. Ti prego vieni.»

Mi sfilo ma lei mi supplica di sborrare dentro di lei.

«Ti prego vieni dentro. Voglio sentire il tuo getto che mi inonda l’utero.»

La guardo cercando di capire.

«Perché lo vuoi?»

La sua risposta mi stupisce ancora di più di quello che potevo immaginare. Allunga la mano, prende il cellullare che aveva appoggiato la tavolo, subito mi rendo conto che era in chiamata in modalità viva voce. Parla guardandomi negli occhi.

«Amore che dici lo faccio venire dentro? Ti sei convinto che lui è molto più resistente di te? Ho vinto io la scommessa, e questa voglio che sia la mia ricompensa, sei d’accordo? Parla, lui ti sta ascoltando.»

La guardo sbigottito mentre sento la voce di Marco che le risponde.

«Certo che sono d’accordo, sia sul fatto che avevi ragione, è molto più resistente di me, poi anche sul fatto che ti deve sborrare dentro. Non perderti questa opportunità di avere una possibilità in più alla realizzazione dell’altro progetto. Ti amo, sono molto felice e orgoglioso, di come ti ha scopato. Ho sentito tutto, i tuoi gemiti, il tuo godere, adesso voglio sentire il suo grido di piacere mentre ti inonda il ventre.»

La guardo stupito, anche stranamente eccitato.

«Ti voglio dentro. Marco spesso non ci riesce, mentre tu sei sicuramente più bravo, regalami questo piacere.»

Mi guarda con occhi che supplicano il mio seme.

Mi sego velocemente. Chiudo per un attimo gli occhi, immagino che al suo posto ci sia mia moglie che stava godendo con mio padre, la cosa mi eccita terribilmente sento che sono pronto. Le affondo di colpo il cazzo dentro, la pompo per pochi attimi, poi le inondo il ventre con tre schizzi di sborra calda che lei percepisce benissimo. Serra le gambe dietro di me. Mi impedisce qualunque movimento se non continuare riversare il mio seme in lei. Sento i suoi muscoli vaginali mungere il mio cazzo quasi a volerlo spremere fino all’ultima goccia. Mi attira su di sé, mi bacia con le lacrime agli occhi. Mi sollevo, mi sfilo. Osservo la fica arrossata, tumefatta, le grandi labbra gonfie, il rivolo di sborra che cola. Scatta in ginocchio davanti a me lecca avidamente il cazzo che si sta smollando. Lo succhia, pulisce alla perfezione. La sollevo, mi bacia ringraziandomi. Sono stordito da tutto quello che ho appena vissuto. Non mi aspettavo di sentire Marco che si è goduto la scopata in diretta. Lei sembra intuire le mie titubanze.

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