Capitolo 3 - Una scommessa molto particolare!
Scoprire di essere il premio di una scommessa!
2 ore fa
Il giorno dopo di buon mattino arrivano sei operai che nel giro di due ore montano la cucina nuova. È molto bella, moderna e funzionale. Ha una penisola di legno che è perfetta, per due o tre persone. È una tavola di legno massello a forma di goccia con due sgabelli posti ai lati. Il colore del legno è uguale a quello del ripiano che corre su tutta la cucina. Appena cinque minuti, che gli operai sono usciti, arriva Sonia. Entra, indossa una leggerissima minigonna tenuta legata al fianco con un fiocco, una t-shirt azzurra molto leggera. Si nota subito, che sotto ha il seno nudo. Osserva la composizione, si piega per aprire l’ultimo cassetto in basso, in modo che io possa notare che ha la fica nuda, si gira verso di me sorridendo.
«Vedo che l’hanno montata benissimo.»
Rimane voltata di spalle, fingendo di osservare dei dettagli. Mi libero in un attimo dei pantaloncini che indosso, sono a cazzo nudo, le rispondo.
«No, ancora non è stata montata, ma possiamo rimediare subito.»
Mi avvicino a lei da dietro, la stringo per i fianchi mentre le bacio il collo. Lei fa un sospiro, si gira, osserva compiaciuta, si inginocchia, in un attimo il cazzo, teso e duro, sparisce nella sua bocca. Lo ingoia tutto, poi lo lascia sfilare lentamente, mi succhia la cappella, poi scende lungo l’asta, lecca le palle, ne succhia una mettendola in bocca. Si abbassa ancora, mi lecca anche il buco del culo. Risale lentamente, mi guarda vogliosa e languida. La sollevo, sciolgo il fiocco al fianco, in un attimo è nuda. Lei si sfila la t-shirt mentre la metto seduta sul piano della cucina fra il piano cottura e il lavandino. Mi inginocchio, lei appoggia i talloni sulle mie spalle. Le sue cosce oscenamente aperte mi offrono una visione della sua ostrica bagnata, profumata di voglia, di umori femminili, che aspiro, annuso come un cane che cerca la cagna un calore. Geme, mi schiaccia il capo verso di lei, ma io esito un attimo, per gioire ancora di quella stupenda visione. Quando le affondo la lingua fra le pieghe bagnate lei ha un sussulto, geme, fa un profondo respiro.
«Finalmente! Non potevo più aspettare. Dai fammi volare!»
Lecco insinuando la lingua sempre più in profondità. Ruoto il capo quando affondo e la faccio scorrere sempre più velocemente fra la clitoride e lo spacco. Geme, tende il suo corpo mentre il respiro diventa sempre più corto fin quando improvvisamente solleva il corpo ad arco, stringe la mia testa fra le cosce, poi raggiunge un orgasmo che la fa tremare tutta. Un fiume in piena di umori dolcissimi si riversa nella mia bocca. Nettare che sgorga copioso, da quella fonte del piacere che bevo come un assetato, lo lecco, succhio e aspiro fino all’ultima goccia. Il suo corpo vibra scosso da brividi di piacere, un lungo gemito esce dalla sua bocca mentre mi blocca il capo quasi a volermi impedire di muovermi, o di smettere. Le faccio assaporare tutto il piacere, poi la sollevo, la prendo in braccio, la metto distesa sul piano di legno della penisola. Le sollevo le gambe, con un affondo le entro dentro fino in fondo. Spalanca la bocca, mugola mentre incomincio a pomparla con affondi decisi ad un ritmo costante. Ad ogni affondo muovo il mio corpo, a destra e sinistra, come a volerla allargare ancora di più. Il seno sobbalza spinto in alto quando le spingo il cazzo tutto dentro. Lei incomincia godere ininterrottamente. Un orgasmo dopo l’altro fin quando la metto di lato e continuo a scoparla sempre più forte. Mi guarda compiaciuta, mi incita a scoparla sempre più forte.
«Sei stupendo! Dai, non ti fermare, scopami ancora!»
Dopo averla sentita godere ancora la sollevo, le metto i piedi in terra, poi la scopo da dietro. Appoggia i gomiti sul tavolo, spinge il corpo all’indietro, quando affondo in lei, alla ricerca del mio cazzo, quasi a volerlo sempre più dentro, sempre più in fretta. Gode senza ritegno. Afferro uno sgabello, mi ci siedo sopra trascinandola con me. Adesso si gode la scopata volgendomi le spalle. Afferro i seni che fino a questo momento ho trascurato e li stringo, li impasto con lei che sale e scende scopando senza sosta. Dopo aver goduto anche in questo modo si gira, mi cavalca ancora, offre i seni alla mia bocca che li succhia famelica. Mordo un capezzolo lei geme di piacere, mi incita farlo ancora.
«Bellissimo! Dai mordilo, fammi male! Ancora.»
La sbatto continuamente per un tempo molto lungo fin quando la distendo di nuovo sul tavolo. Lei annoda le gambe dietro la mia schiena e mi supplica di inondarle il ventre.
«Ti prego vieni. Sono sfinita, ho la fica in fiamme. Ti prego vieni.»
Mi sfilo ma lei mi supplica di sborrare dentro di lei.
«Ti prego vieni dentro. Voglio sentire il tuo getto che mi inonda l’utero.»
La guardo cercando di capire.
«Perché lo vuoi?»
La sua risposta mi stupisce ancora di più di quello che potevo immaginare. Allunga la mano, prende il cellullare che aveva appoggiato la tavolo, subito mi rendo conto che era in chiamata in modalità viva voce. Parla guardandomi negli occhi.
«Amore che dici lo faccio venire dentro? Ti sei convinto che lui è molto più resistente di te? Ho vinto io la scommessa, e questa voglio che sia la mia ricompensa, sei d’accordo? Parla, lui ti sta ascoltando.»
La guardo sbigottito mentre sento la voce di Marco che le risponde.
«Certo che sono d’accordo, sia sul fatto che avevi ragione, è molto più resistente di me, poi anche sul fatto che ti deve sborrare dentro. Non perderti questa opportunità di avere una possibilità in più alla realizzazione dell’altro progetto. Ti amo, sono molto felice e orgoglioso, di come ti ha scopato. Ho sentito tutto, i tuoi gemiti, il tuo godere, adesso voglio sentire il suo grido di piacere mentre ti inonda il ventre.»
La guardo stupito, anche stranamente eccitato.
«Ti voglio dentro. Marco spesso non ci riesce, mentre tu sei sicuramente più bravo, regalami questo piacere.»
Mi guarda con occhi che supplicano il mio seme.
Mi sego velocemente. Chiudo per un attimo gli occhi, immagino che al suo posto ci sia mia moglie che stava godendo con mio padre, la cosa mi eccita terribilmente sento che sono pronto. Le affondo di colpo il cazzo dentro, la pompo per pochi attimi, poi le inondo il ventre con tre schizzi di sborra calda che lei percepisce benissimo. Serra le gambe dietro di me. Mi impedisce qualunque movimento se non continuare riversare il mio seme in lei. Sento i suoi muscoli vaginali mungere il mio cazzo quasi a volerlo spremere fino all’ultima goccia. Mi attira su di sé, mi bacia con le lacrime agli occhi. Mi sollevo, mi sfilo. Osservo la fica arrossata, tumefatta, le grandi labbra gonfie, il rivolo di sborra che cola. Scatta in ginocchio davanti a me lecca avidamente il cazzo che si sta smollando. Lo succhia, pulisce alla perfezione. La sollevo, mi bacia ringraziandomi. Sono stordito da tutto quello che ho appena vissuto. Non mi aspettavo di sentire Marco che si è goduto la scopata in diretta. Lei sembra intuire le mie titubanze.
«Scusaci se ti abbiamo coinvolto in una nostra scommessa. Lui era convinto che tu saresti durato molto meno di lui. Mi ha fatto piacere scoprire che sei veramente una persona stupenda. Inoltre voglio restare incinta. Ci stiamo provando da tre mesi e ancora non ci siamo riusciti per il motivo che ti ho detto prima. Spesso lui non riesce a venire, oppure lo fa fuori. Tu invece hai calcolato il tempo alla perfezione. Ti ho sentito benissimo quando sei venuto. Credo che Marco dovrebbe imparare da te a farlo bene anche lui.»
La guardo, mi viene in mente una certa idea che adesso voglio mettere in pratica.
«Non solo lui deve imparare certe cose, anche tu puoi fare la tua parte. Questa sera venite a cena da noi che ne parliamo.»
Lei mi sorride compiaciuta, apre la borsa ed estrae un semplice e casto slip, aggiunge un assorbente salva slip, lo indossa assieme al reggiseno. La guardo incuriosito.
«Voglio che mi resti dentro il tuo piacere il più a lungo possibile. Forse oggi mi hai messo incinta, sono nei giorni più fertili. Marco è contento se ci aiuti a realizzare questo sogno. Era a questo che si riferiva quando ha detto del nostro progetto. Lo spero vivamente che si realizzi, lo volgiamo davvero.»
Mi dona un bacio, poi se ne va. Scendo in casa mia quando torna Flavia le racconto tutto nei minimi dettagli. Si complimenta con me per l’ottima prestazione e rimane stupita quando le racconto che Marco ha ascoltato tutto in diretta. Sapere che verranno a cena la incuriosisce, mi guarda in cerca di spiegazioni. Le spiego la mia idea. Mi sorride, mi bacia compiaciuta.
«Amore sei stupendo! Non avrei saputo fare di meglio. Non vedo l’ora che arrivi questa sera.»
La sera puntuali arrivano alle venti. Quando apro la porta e ce li troviamo davanti per un istante nessuno parla, ma è Flavia che rompe il silenzio, abbraccia e bacia Sonia.
«Sono così contenta del vostro progetto che non vedo l’ora che la tua pancia incominci a gonfiarsi.»
Marco mi abbraccia e si complimenta per il piacere che ho donato a Sonia. Lo guardo e con un cenno del capo gli indico Flavia.
«Anche tu questa sera puoi rendere felice una persona che non aspetta altro che di essere fra le tue braccia.»
Ha un momentaneo sbigottimento, poi sorride, mi dice che ne sarà tanto felice. Ci mettiamo a tavola per la cena. Stranamente nessuno parla, sembra che ogni uno di noi stia inseguendo i suoi pensieri. A metà del pasto Marco si alza in piedi, mi guarda, guarda anche Sonia, poi si gira verso Flavia le prende una mano.
«Ho troppo voglia di te. Non posso più aspettare. Ti voglio!»
Prende Flavia per mano e spariscono in camera. Guardo Sonia, le chiedo se vuole unirsi a loro, ma lei dice che vuole aspettare un attimo ancora. Ci sediamo sul divano, lei appoggia il capo alla mia spalla destra, la sua mano accarezza il mio petto, poi scende in basso alla ricerca del cazzo che si sta indurendo dentro i pantaloni.
«Mi sei piaciuto subito. Da quando ho iniziato a frequentare questa casa ti ho osservato molto attentamente. Mia cugina era stata in gita scolastica con te. Mi ha raccontato che ti eri scopato la loro professoressa per quasi tutta la notte. Alla mattina lei aveva un’aria distrutta ma felice. Lei ha detto, che di maschi come te, ne nasce uno ogni milione. Puoi capire quanto piacere ho avuto, quando ho incominciato a frequentare Marco. Scoprire cha lui ti assomiglia in tantissime cose, mi ha dato tanta gioia. Sono orgogliosa di averti avuto dentro, spero che vorrai ancora farmi provare questo piacere, almeno fin quando non sono certa di essere pregna.»
La guardo, lei mi bacia. La sua lingua è un serpente che si insinua nella mia bocca. Un bacio intenso, carico di piacere molta passione. La sua mano ha afferrato il cazzo duro, da sopra la stoffa. Si abbassa, lo estrae, lo prende in bocca, lo succhia un poco, poi soddisfatta di questo mi invita ad unirci a loro. Quando entriamo in camera vedo Flavia nuda sopra Marco impegnati in un 69 fantastico. La guardo succhiare il cazzo di nostro figlio con amorevole passione. Noto che a dimensioni siamo alla pari, lei lo assapora a lungo fin quando si gira e si impala su di lui che inarca le gambe e la pompa dal basso facendola sobbalzare ad ogni affondo. Sonia mi attira sul letto, mi fa mettere supino ma al rovescio. Per un attimo non afferro il significato del gesto fin quando lei si impala su di me, adesso il suo viso è contrapposto a quello di Flavia. Allunga una mano e accarezza il seno di lei che ricambia. Vedere le due donne toccarsi mi eccita tantissimo e impazzisco quando con un gesto assolutamente naturale Sonia l’attira a sé e la bacia in bocca. Un meraviglioso arco di Venere si crea davanti ai nostri occhi. Loro gemono intente a baciarsi, mentre Marco si scatena a scoparla sempre più forte mentre esterna tutto il suo piacere.
«Stupende! Meravigliose! Amore sei la donna che ho sempre desiderato, sei la mia meravigliosa troia! Tu mamma sei unica, bella e porca!»
Godono e ci scopano ondeggiando su di noi mentre si scambiano bacie e carezze. Dopo diversi orgasmi Marco sussurra una cosa all’orecchio di Flavia che lo guarda, gli sorride poi si sfila da lui e si mette di lato. Lui bacia Sonia poi la fa distendere su di me.
«Rilassati amore che voglio farti vivere una fantasia che abbiamo da tempo.»
Lo guardo per capire, e quando lo vedo inginocchiarsi dietro di lei, intuisco al volo le sue intenzioni. Afferro le natiche di Sonia, le apro mentre lui lascia colare della saliva lungo il solco, ne spinge con un dito un poco nel forellino di lei, poi si bagna anche la cappella, la appoggia al suo buchetto ben aperto.
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