Femmine vogliose!

Capitolo 2 - Una forte provocazione!

Oltre al desiderio c'è la forte provocazione!

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pennabianca

3 ore fa

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«Abbassati dietro di me, guarda dentro il vano del cassetto.»

Sono inginocchiato dietro di lei che si piega ancora. Adesso ho davanti alla faccia il suo culo, vedo distintamente le labbra della fica umide dove è sparita la stoffa del perizoma, mi eccita e sopra tutto la vedo eccitata. Sento il suo odore di femmina in calore. Lo aspiro, lo sniffo, mi inebria. Accidenti ma questa oggi che vuole da me? Le sue parole non soddisfano la mia intima domanda.

«Credi che sia possibile, nascondere una cassetta di sicurezza, dentro il vano dietro il cassetto? Guarda bene, dimmi se si può fare.»

Non ho nessun bisogno di guardare dentro, mi serve solo assecondarla per aspirare ancore il suo odore che secerne la sua fica umida e fradicia. Sono tentato di affondare la bocca in quella fonte del piacere, ma all’ ultimo, un barlume di ragione, me lo impedisce. A fatica mi sollevo. Ho il cazzo così duro che mi fa male dentro i pantaloncini.

«Non serve a nulla. È il primo posto dove un eventuale ladro andrebbe a cercare, vieni con me, che adesso te la mostro io, una cosa che ti piacerà.»

Osserva il mio pacco, si lecca le labbra, poi dopo aver fatto un sospiro mi segue. Usciamo fuori sul terrazzo, apro il vano dove c’è la valvola generale dell’acqua e sposto un piccolo, pannello, dietro c’è nascosta una piccola, ma robusta cassaforte. Mi guarda sorridendo, si abbassa per vedere meglio, adesso è lei che sta davanti la mio cazzo durissimo. Osserva bene, poi si solleva, sfiora con una mano il mio petto e mi sorride.

«Ne pensi una più del diavolo! Questo mi sembra perfetto, sicuramente le mie gioie staranno benissimo in questo posto.»

La sua bocca è molto vicina alla mia, faccio un respiro, sto cercando di dominare il desiderio di stringerla fra le braccia, mi guarda, quasi aspettando una mia mossa che però non avviene. Non ci riesco così, è più forte di me. Lei sorride, mi bacia all’angolo della bocca, si gira se ne va via dicendo che il giorno dopo sarebbero venuti a portare la cucina nuova. Non resisto mi devo masturbare un poco, poi alla fine desisto, non mi piace farmi una sega così solo per sborrare. Cazzo sto impazzendo! La sera me li ritrovo insieme a cena. Sono in imbarazzo davanti a lei, che invece sembra essere la ragazza di sempre, tranquilla, solare normalissima, niente a che vedere con quella che si offriva a me. Fortunatamente è Marco che mi toglie dalle spine.

«Sonia mi ha detto, che gli hai fatto vedere la cassaforte del nonno, ha detto che il letto è diventato davvero bello. Purtroppo dovrete avere pazienza, la nostra camera è sopra la vostra, quindi ci sarà la possibilità che faremo un po’ di rumore.»

Flavia li guarda, e ride divertita.

«Ci spero proprio che facciate un po’ di rumore, altrimenti mi dovrei preoccupare.»

Sonia la guarda, le risponde ridendo.

«Con tuo figlio dovrai averne di pazienza, sai lui è uno che se la prende comoda, non ha fretta di concludere.»

Flavia scambia con me una bella occhiata, poi le parla con un tono ironico.

«Mia cara tutti i maschi di questa famiglia, hanno l’abitudine di tirare a lungo.»

Facciamo tutti una risata, comprendendo il doppio senso della frase, anche se a me è suonata un poco strana. Dopo cena i ragazzi se ne vanno. Marco è dispiaciuto che non potrà essere presente al montaggio della cucina, mentre Sonia dice che cercherà di passare almeno per vederla finita. A letto scopo mia moglie facendola godere tantissimo. Appagati restiamo un poco abbracciati, lei ha voglia di parlare.

«Ho visto Sonia e Marco hanno una buona sintonia, sicuramente lei, deve aver sperimentato il piacere che si prova a fare sesso con la tranquillità che deriva da avere un maschio molto duraturo.»

 La sua frase mi fa tornare in mente quello che ha detto a tavola, le chiedo una spiegazione.

«Voglio chiederti una cosa a cui tengo molto. Mi spieghi la frase di questa sera tavola:” Tutti maschi di questa famiglia hanno l’abitudine di tirare a lungo.”

 Hai pronunciato queste parole con molta convinzione, direi che avevi la certezza, che TUTTI i maschi della famiglia, durano molto per lo stesso difetto. Per asserire questo, devi per forza di cose, aver assaggiato anche mio padre.»

Lei resta in silenzio, la guardo, abbassa gli occhi, farfuglia una spiegazione che non trova.

«… ma io… dicevo così per dire… che vai pensando.»

Il tono è indeciso, non riesce a convincermi. Insisto e la costringo a spiegarmi le sue parole.

«Non voglio fare un casino, voglio solo la verità. Sono passati due anni, dalla tragica morte di mio padre, quindi puoi assolutamente confessare tutto senza problemi. Ti assicuro che non farò scenate, ma voglio la verità dalla tua bocca.»

Fa un bel respiro, si accosta al mio fianco sinistro e appoggia la guancia sul mio petto. La sua voce è inizialmente incerta, poi lentamente parla, si sfoga.

«Tutto è cominciato, quando Marco aveva tre anni. Tu avevi da poco iniziato a lavorare con le gite turistiche, guadagnavi bene. Mi avevano già trasferita nella sede centrale, qui a due passi da casa, tuo padre mi aiutava con la gestione di Marco. Lo portava all’asilo, lo riprendeva. Io rientravo alle quattordici, trovavo già il pranzo pronto, che consumavamo insieme. La sera poi si cenava insieme, per lui era una gioia, stare con suo nipote. Una sera ha notato che ero molto nervosa. Tu eri lontano da due settimane, io ero abituata alle tue lunghe scopate, ne sentivo la mancanza. Mi ha chiesto cosa avessi fatto, il perché ero nervosa. Ho cercato una scusa, ma lui, ha intuito subito che mi mancava il cazzo. Eravamo seduti sul divano, il piccolo dormiva, dopo un momento che ci siamo guardati negli occhi, lui mi ha fatto un discorso molto convincente.

«Sei una bella donna, sicuramente abituata a godere con mio figlio, quindi sono convinto che ne senti la mancanza. Devi capire che lui, si sacrifica per la famiglia, tu non puoi andare, a sfogare il tuo desiderio fuori di qui. Sarebbe un tradimento, lui non se lo merita. Immagina che incontra uno che ti ha scopato, per lui sarebbe una vera umiliazione. Noi siamo una famiglia, in famiglia, ci si aiuta. Se hai voglia di scopare ci sono io, ti faccio godere, tutto resta dentro queste mura, anzi se vuoi, non lo dire nemmeno a lui. Non mi ricordo cosa gli ho risposto, ma dopo un momento ero a cosce larghe, con lui che mi laccava divinamente. Ho goduto subito, mi ha fatto raggiungere rapidamente il piacere solo con la lingua. Quando ho sentito forte il desiderio di averlo, l’ho afferrato con le mani è me lo sono trascinato su di me. Il suo cazzo durissimo, ha trovato subito la mia micetta già fradicia e pronta ad accoglierlo. In un barlume di ragione l’ho solo pregato di non venirmi dentro. Lui mi ha sorriso mentre scuoteva il capo.»

“Prenditi tutto il piacere che vuoi, io non ti inonderò la fica. Quando sarai sazia, quando senti che ne hai avuto abbastanza, me lo dici, ti vengo in bocca. Stai tranquilla, se mio figlio ti scopa a lungo, io resisto molto di più, è il difetto di famiglia.”

«Mi ha scopato per un tempo lunghissimo. Alla fine ero così sfinita, che gli sono crollata addosso pregandolo di godere. Lui si è sfilato da me, mi ha fatto sedere sul divano, poi si è messo in piedi davanti alla mia bocca, se lo menava velocemente. Ha allungato la mano sinistra, sul mio capo, quando era pronto, lo ha appoggiato alle mie labbra. Ho ricevuto in bocca tre schizzi di crema dolcissima, densa. Mi ha lasciato il tempo di ingoiarla, poi di spremere ogni singola goccia. Alla fine ero così soddisfatta, che l’ho abbracciato e baciato in bocca. Dopo quella sera non abbiamo scopato per un po’ di tempo. Quando tu sei partito, per un tour di due mesi, lui ha ripreso a scoparmi tutte le sere. A volte non veniva, ma lasciava me completamente appagata. In quel periodo ho iniziato a prendere la pillola per sentire dentro di me il suo orgasmo. È stato lui ad insegnarmi come farvi godere, come superare il problema che vi affligge, anche se io credo che sia una risorsa, più che un problema. Adesso sai tutto quello che vi era da sapere. Non ti ho mai tradito con nessuno, al di fuori di lui, che mi ha sempre rispettato, aiutato e mi ha trattata da vera signora. Era fiero di aiutarmi, anche in questo. Ora decidi cosa vuoi fare, io ti ho pugnalato alle spalle, con tuo padre. Sono sicuramente una moglie indegna, tu al lavoro, io a farmi sbattere da lui.»

La guardo, la stringo forte a me, la bacio con passione. Lei mi guarda stupita, incredula.

«Nemmeno io sono immune dal tradimento. Quando ero via con il gruppo, in genere avevo una guida donna. Ben presto si è sparsa la voce che ero molto resistente, che le femmine le lasciavo distrutte nel letto. Vi erano, due o tre guide femmine, che quasi litigavano, per avermi come autista del bus, e poi nel loro letto. Quando vi era un capo gruppo uomo, spesso mi divertivo con qualche turista singola, anche se ultimamente mi capitava, che alcune coppie mi chiedevano di scopare con loro. In genere, avevano ricevuto il consiglio di giocare con me, da chi era stato in gita nel mio bus. All’inizio ero un poco titubante, nello scopare una donna davanti al marito, ma poi col tempo, era diventato un vero piacere, vederli che si segavano mentre io facevo impazzire la loro donna. Come vedi, nemmeno io sono un santo, quindi adesso smettiamola di farci la morale a vicenda, continuiamo la nostra vita cercando di godere, e divertici come meglio capita. Quello che non mi spiego, è l’atteggiamento di Sonia, oggi quando è venuta a portare della roba nella casa nuova. Era decisamente provocante, mi ha sbattuto in faccia la fica ripetutamente. Io mi sono sentito a disagio, è la fidanzata di mio figlio, non capisco per quale motivo si comporta così. Peggio di Pamela, che di suo ce ne mette tanto. Ho dovuto faticare tantissimo, per non cedere, ma ti assicuro che è stata durissima.»

Flavia mi guarda, fa un mezzo sorriso, dopo aver riflettuto un poco, mi fa partecipe delle sue riflessioni.

«Non mi vorrei sbagliare, ma credo che tutto sia riconducibile allo scorso settembre, quando abbiamo festeggiato il mio compleanno. Ti ricordi che eravamo sul terrazzo, tu eri intento a seguire il barbecue, io ero in cucina con mia sorella, e Paolo come sempre al cellulare. La finestra della cucina era appena accostata, fuori vi erano Marco, Sonia, e Pamela. Pamela, ha fatto un commento su di te, dicendo che eri un bel maschio, ma che forse ormai, eri un po’ troppo avanti con l’età, quindi a sesso, eri quasi al limite, mentre a lei piacciono quelli che hanno una notevole resistenza. È stato Marco a prendere le tue difese.»

«Parli così, perché non sai che quando si scopa mia madre, la sbatte come minimo una bella oretta, poi se ne viene.»

«Pamela l’ha guardato incredula, mentre lui precisava che avendo la camera adiacente alla nostra, ci aveva sentito fare sesso tante di quelle volte, che non se la ricordava una volta, che lo avevamo fatto velocemente. Sonia ha aggiunto che anche Marco aveva la stessa caratteristica, e lei ne era molto contenta. Dovevi vedere la faccia di mia sorella, che aveva sentito tutto, loro non ci avevano visto, mi ha guardato incredula. Quando le ho assicurato, che era tutto vero, mi ha detto che ero molto fortunata. Mi ha chiesto come eri messo come dotazione, ho risposto che lo hai lungo e grosso nella media. Paolo è molto dotato ma ha poca resistenza, quindi mi ha proposto uno scambio, io avrei avuto il piacere di sentirne dentro uno super, mentre lei avrebbe avuto il piacere di uno molto resistente. Le ho risposto che era mezza matta, e il discorso è finito. Lunedì mattina, appena tre giorni addietro, ho sentito Marco, parlare al telefono, ero convita che stesse parlando con Pamela, ma ricordando quello che ha detto, mi sembra di capire che si trattava di Sonia. Lui ha detto, alla persona con cui stava parlando, che poteva fare quello che voleva, usare ogni mezzo, per riuscire nel suo intento, ma che tanto, avrebbe vinto lui, la scommessa. Credo che adesso, Sonia voglia verificare, se tu, sei più resistente di Marco. Quindi sono arrivata alla conclusione, che tu adesso devi decidere, cosa vuoi fare con queste tre femmine in calore.»

La guardo stupito. Accidenti! Non mi ero reso conto di tutte queste manovre dietro le quinte. Mi rendo conto che ho un bel problema, ma è sempre mia moglie che mi propone una cosa interessante.

«Sono convinta, che per quanto riguarda Sonia, sia solo una curiosità che vuole soddisfare. Marco deve essere più o meno al tuo stesso livello, forse è più giovane, ma tu sei più esperto, quindi la partita ve la giocate alla pari. Diverso è il discorso con mia sorella e Pamela. Carla ha voglia di scopare con te, per godere tanto, a lungo. Questo potrebbe in seguito creare un problema, perché sono sicura, che se scopre che tu la sbatti tanto e a lungo, lo vorrò rifare ancora. Pamela forse è come Sonia, per lei sei un capriccio, che si vuole togliere. Probabilmente appena soddisfatto, non si farà più avanti, in fondo è giovane, ha tanti altri cazzi che le ronzano intorno. Allora ti faccio una proposta: Tu scopi, sia Sonia che Pamela, poi per Carla si vedrà. Per pareggiare il conto io mi faccio scopare da Marco, e Paolo.»

La guardo stupito, poi realizzo che mi sta offrendo carta bianca in tutto, vuole solo divertirsi anche lei. Non le importa, se stiamo parlando del figlio, e del cognato, vuole solo dei cazzi, con cui godere.

«Sei una femmina in calore anche tu. Mi lasci scopare chi voglio, ma ti vuoi divertire anche tu, questo mi va molto bene. Ci sto! Ma aggiungo un piccolo dettaglio: voglio un resoconto dettagliato oppure l’opportunità di essere presente o partecipe. Prendere o lasciare.»

Mi bacia, poi accetta, garantendomi la più assoluta complicità e leale partecipazione.

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