Capitolo 1 - Un maschio desiderato
A volte il maschio piu tranquillo è il piu desiderato!
2 ore fa
Mi chiamo Mario, ho quaranta sette anni, sono sposato con Flavia, che ha la mia stessa età. Abbiamo un figlio di nome Marco, che ha ventisei anni, ingegnere informatico, laureato a pieni voti, per questo ha subito trovato un ottimo impiego, in una azienda che fornisce servizi informatici. Mia moglie lavora come impiegata delle poste, mentre io, sono al momento disoccupato. Lavoravo come autista di bus turistici, ma lo scorso anno è morto il titolare, la vedova, ha venduto tutto ad una ditta concorrente, che aveva già, il suo personale viaggiante, così momentaneamente non ho un impiego, ma va bene così. Abitiamo in un palazzo al quarto piano. Anche l’appartamento quello sopra di noi, è di mia proprietà, in quanto, l’ho ereditato alla morte di mio padre. Si tratta di un piccolo appartamento, di circa una ottantina di metri quadri, con un piccolo terrazzo. Essendo all’ultimo piano, è poco più di una mansarda, ma molto carina, e accogliente. Ha una camera matrimoniale, una cameretta un bel bagno grande, ristrutturato lo scorso anno, con una bella doccia e mobili molto belli. Abbiamo deciso di dagli una bella sistemata, perché nostro figlio, ci vorrebbe andare a vivere con Sonia la sua fidanzata, una bella ragazza, molto carina, brava e graziosa. Veramente noi, avremmo voluto lasciargli il nostro appartamento, e andarci a vivere noi. Avrebbe avuto una camera, un bagno, in più, ma loro sono determinati, a voler vivere in quello che considerano un bel nido. Non avendo nessun lavoro, ho deciso di fare da solo i necessari lavori, anche perché in fondo, si tratta di poche cose, controllare l’impianto elettrico, dare una bella tinteggiata tutte le pareti. Mi organizzo, e incomincio i lavori. Dopo aver ben controllato l’impianto elettrico, sostituendo solo pochi elementi, mi dedico alla carteggiatura delle pareti, quando è giunta l’ora di dipingere, convoco mio figlio, e la sua fidanzata, per stabilire i colori che desiderano avere alle pareti. Arrivano insieme a Pamela mia nipote, figlia di Carla, sorella, di mia moglie. Mia cognata, è sposata con Paolo, un affermato commercialista. Nel suo studio ci lavora anche sua moglie, e la figlia di ventidue anni. Pamela non è una semplice ragazza, come Sonia, è molto bella, ama apparire, essere sempre al centro della scena. Alta m. 175, capelli biondi lunghi e lisci, occhi di un azzurro stupendo, seno una terza perfetto, con capezzoli ben evidenti, bocca ben modellata, con labbra carnose, che lei copre sempre con immancabile rossetto rosso fuoco. Un culetto a mandolino, che rende satellite, ogni maschio che lo guarda. Cosce lunghe, ben tornite, sempre immancabilmente lisce, in inverno, coperte da autoreggenti, accompagnate immancabilmente da scarpe con tacchi vertiginosi. Consapevole della sua bellezza, si diverte a far sbavare ogni maschio che incontra. Neppure suo padre, riesce a resistere al suo fascino, gli concede ogni cosa, esaudisce ogni desiderio, gli bastano due moine, e lui va via di testa. Non mi piace molto, che frequenti mio figlio, e la sua fidanzata, ma questo mio disappunto, evito di esternarlo, perché quando sono insieme, siamo tutti più tranquilli, in quanto lei, considera Marco, come il fratello maggiore, gli presta sempre molta attenzione, quando lui la consiglia. Dallo scorso anno, dopo che siamo stati ospiti di mio cognato al mare in Sardegna, me la ritrovo sempre addosso, si struscia a me, come una gatta in calore. Spesso, quando siamo a pranzo insieme, non perde l’occasione di mostrarmi le sue grazie, senza troppi pudori. Un paio di volte, ha avuto qualche rimprovero sia da sua madre, che da mia moglie, che si sono accorte cha la sua finta innocenza, in realtà mascherava una vera malizia. Credo che si sia messa in testa di scoparmi, o almeno di farmi sbavare per lei, come tutti, ma al momento sono del parere che abbaia sbagliata persona. Non sono un super fico, nemmeno un adone. Sono una persona normalissima, un poco in sovrappeso, ma non grasso. Capelli brizzolati, alto m. 185, occhi scuri, un tipo normalissimo. Anche nel sesso, non ho, fra le gambe, nessuna trave o paracarro, ma un normalissimo cazzo di media lunghezza e circonferenza. Forse però una cosa che mi distingue nel sesso posso trovarla pure io. Un piccolo difetto, come lo definisco, che mi ha da sempre reso molto appetibile, a chi mi conosce. Ho una scarsa sensibilità sulla cappella, per questo riesco a durare tantissimo. In pratica sborro quando voglio. Solo mia moglie, dopo tutti questi anni ha capito il trucco, per farmi venire quando lo vuole lei, mi succhia e sega velocemente il cazzo, alla fine sborro, quasi al suo volere. Ma per arrivare a questo, ci ha impiegato quasi trenta anni. Lascio le mie riflessioni, quando sento i ragazzi parlare nei vari ambienti. Mi sposto sul terrazzo, per fumare una delle quattro sigarette, che mi concedo ogni giorno, ho deciso di smettere allora le ho limitate. Sono appoggiato al muretto, all’improvviso sento un corpo aderire al mio, mi giro di scatto, vedo Pamela, che mi sorride bella come sempre. Indossa una mini gonna di lino bianca, una camicetta azzurra, dove sotto si intuisce un reggiseno, molto sottile che non copre i capezzoli che sembrano voler forare la stoffa.
«Mi fai fare un tiro.»
Senza attendere la mia risposta, allunga la mano, le splendide dita, con le unghie leccate dall’immancabile smalto rosso, si impossessano della sigaretta, la portano alle labbra aspirando una boccata. Per un attimo i nostri occhi si incontrano. È palese che cerca di sembrare molto seducente, poi però abbassa lo sguardo, non riuscendo a reggere il mio che la guarda con severità. Spezza il silenzio, che si è creato con una domanda.
«Che colori gli consiglieresti per le pareti?»
Non ho il tempo di rispondere, che dietro di me arrivano anche mio figlio e la sua fidanzata, che mi fanno la stessa domanda. Li guardo, espongo il mio pensiero.
«Il colore migliore è il bianco. Primo, farebbe risaltare le travi di legno del soffitto, poi essendo un colore neutro, vi potete abbinare qualsiasi mobile. Appendere alle pareti, quello che volete, non ci sarebbero problemi. Se usate tanti colori, poi ogni volta dovrete cambiare tutto.»
Mi guardano, subito Sonia trova che la mia sia la soluzione migliore. Mi chiedono un aiuto per le misure della cucina. Mentre le prendiamo Pamela, non perde l'occasione di mostrare le sue cosce, mi sbatte in faccia anche il suo splendido culo. Alla fine se ne vanno. Appena usciti mi reco in bagno per una rinfrescata. Cazzo, quella puttanella, mi ha volutamente fatto eccitare, e gli è riuscito. Quando ritorno in sala sento bussare, apro, me la ritrovo davanti.
«Scusa zio, ma credo di aver perso un orecchino.»
Entra, si dirige verso la cucina. Si abbassa, cerca di mostrare ancora di più le sue grazie. Per un attimo ho un fremito, poi mi riprendo, me ne vado fuori in terrazza. Non capisco il perché di tanto interesse per me. È una bella ragazza che potrebbe avere chi vuole, invece si deve essere fissata su di me. Certo non sono un santo, qualche bella turista me la sono scopata, ma erano donne, non una ragazzetta viziata, per di più mia nipote. Lei finge di aver trovato quello che cercava, poi mi si avvicina, sento ancora il suo profumo inebriante.
«Posso chiederti perché ti stai sempre a strusciare con me?»
Mi guarda divertita.
«Ma che dici, io non mi struscio con nessuno. Forse ti sarà sembrato.»
Parla con un tono beffardo. Comprendo, che non è questo il modo per riuscire a farla staccare da me. Gli faccio un bel sorriso, poi la invito ad andare. Prendo quello che mi serve e poi me ne vado. Nel pomeriggio vado nel negozio di ferramenta per prendere tutto l’occorrente per tinteggiare, mentre sto uscendo mi arriva un messaggio di Pamela.
«Aiuto, zio Mario, ti prego, aiutami.»
Per un attimo mi spavento, poi la chiamo, lei mi spiega che ha bucato uno pneumatico, non è capace di fare la sostituzione. Mi spiega dove si trova, è a poca distanza dalla mia posizione. Quando la raggiungo ci troviamo in un parcheggio con molta gente. Lei indossa un tubino nero elasticizzato, che le copre appena l'indispensabile. Mi butta le braccia al collo, mi bacia davanti a tutti. Per un attimo sembriamo una coppia clandestina. Sento lo sguardo di invidia di tutti i maschi, che ci vedono. Prendo il necessario per la sostituzione dello pneumatico, mi abbasso, incomincio a sostituire la ruota. Lei, prima si limita a stare in piedi, poi improvvisamente, si accuccia abbassandosi sui talloni. Subito mi trovo davanti la sua fica nuda, in bella mostra. Mi guarda in silenzio, consapevole che mi sta offrendo una visione meravigliosa. Mi concentro sul lavoro, quando metto la gomma forata nel bagagliaio della sua vettura, mi tolgo un piccolo sfizio.
«La prossima volta che vuoi il mio aiuto, almeno dopo che hai sgonfiato la ruota, rimetti il tappino alla valvola.»
Mi guarda sbigottita, poi cerca una scusa.
«Ti assicuro che non ho sgonfiato la ruota. È bucata veramente. Non sapevo a chi chiedere aiuto.»
La guardo, ci vado giù peso.
«Non credo, che con quello che metti in mostra, ti sarebbe stato difficile trovare un fesso che ti cambiava la ruota.»
Senza aggiungere nulla, giro i tacchi e me ne vado.
La sera mentre siamo a cena, mia cognata ringrazia mia moglie per l'aiuto che ho dato a Pamela. Dopo aver parlato con sua sorella mi chiede delle spiegazioni. Parlo in generale della sostituzione della gomma. Più tardi a letto mia moglie ha voglia di fare sesso, la scopo molto a lungo e intensamente. Quando alla fine vengo in lei, sento che per un attimo mi stringe e poi mi parla.
«Mi ha fatto tanto piacere godete con te. Nonostante che lo facciamo da tanto tempo, è sempre un piacere. Anche mia sorella mi dice che sono fortunata, ad avere un marito come te. Credo che Paolo la trascura scopando la nuova tirocinante, che è arrivata nello studio. Chi invece non capisco e Pamela. Quella puttanella si è messa in testa di scopare con te. Eppure bella com’è di cazzi ne trova a mazzi, ma lei no, vuole suo zio. Anche mia sorella, si farebbe un bel giretto su di te, specie da quando siamo andati in vacanza con loro. Ha sentito che mi scopavi a lungo, da quando le ho spiegato che era una cosa normale, ti guarda con occhi diversi. Non voglio essere gelosa, ma decisamente un pochino mi scoccia, che loro che hanno tutto, vogliono anche il mio uomo.»
La guardo stupito. Mi rendo conto che di tutte queste situazioni, io non me ne ero mai accorto. La stringo a me, la bacio.
«Stai tranquilla, che per il momento non ho nessuna intenzione di fare sesso con loro. In particolare con tua nipote. Quella puttanella non mi interessa. Molto meglio tua sorella, se non altro è più donna.»
Il giorno dopo mentre sto tinteggiando le pareti, mi piomba Pamela dentro casa.
«Guarda che chiodo vi era conficcato nello pneumatico. E tu che dicevi che lo avevo fatto apposta!»
La guardo, poi mi giro mostrando la cassetta dei miei attrezzi.
«Non ho bisogno dei tuoi chiodi, ne ho a sufficienza.»
Mi guarda stizzita, gira il culo e sparisce. Completo i lavori principali, poi mi dedico a verniciare il letto in ferro battuto, era della camera di mio padre. Loro hanno deciso di conservare anche i mobili della camera, tutti in legno di noce molto belli, che necessitano solo di una bella passata di olio per mobili. Sono, con l’armadio, un insieme molto bello, che li ha subito entusiasmati. Sono inginocchiato sul terrazzo, sto facendo un lavoro certosino, con un sottile pennello, ritocco i fiori, dipinti in un rostro al centro della parte alta della testata del letto, quando arriva Sonia, ha portato delle cose che servono per la cucina. Quando vede cosa sto facendo, ne rimane entusiasta.
«Accidenti che meraviglia! Hai fatto un vero capolavoro, adesso lo stai rendendo unico. Non vedo l’ora di dormire, in questo letto.»
«Speriamo, che non vi limiterete solo a dormire!»
Mi guarda, ride divertita.
«Tranquillo, con tuo figlio, non ci si annoia mai. Sei proprio una persona dalle mille risorse. Ma c’è una cosa che non sai fare?»
Mentre parla si è piegata a novanta gradi di lato a me, dalla sua maglietta bianca, con uno scollo molto ampio si vede benissimo, il seno appena racchiuso in sottilissimo e trasparente reggiseno. Mi volto, non posso non indugiare su quello spettacolo. Mi piace Sonia, è una bella ragazza, semplice genuina, per niente sofisticata. Ama mio figlio, per questo non ho mai indugiato con lo sguardo su di lei, ma adesso sembra che di proposito mi stia mostrando il suo seno, una terza piena, bella, che sembra compressa sotto la stoffa. Indosso dei jeans attillati, lo noto per la prima volta, non mi ricordo di averla vista altre volte così sexy. Mi sollevo, lei, dopo aver osservato ancora un poco, i fiori del piccolo dipinto restando piegata, offrendo un bello spettacolo del suo lato B molto invitante, si solleva, mi fa i complimenti, mi bacia sulla guancia e scappa, dicendo che è in ritardo. Resto un poco interdetto. Mi sembra strano il suo comportamento, mai fatta una cosa così plateale. Ci penso un attimo, mi dico che forse sono io, che mi sto facendo delle pippe mentali. Il giorno dopo a metà mattina ritorna. Indossa una mini cortissima di lino bianca, sopra una camicetta sempre bianca, chiusa solo da due bottoni, si vede benissimo il suo seno nudo, appena racchiuso dalla stoffa che ne delinea i contorni. I capezzoli evidentemente stimolati dal contatto con la stoffa sono appuntiti, molto evidenti.
«Mi servono le misure del letto, così ordiniamo la rete e il materasso.»
Andiamo in camera, dove ho provveduto a rimontare le due parti del letto. Lei prende una estremità del metro, si posiziona daccapo, si piega volgendomi le spalle, subito noto, essendo quasi inginocchiato, il suo meraviglio culo in bella mostra. Indossa un esiguo perizoma che si è infilato tutto dentro il solco delle natiche. Ho una violenta erezione, si vede benissimo sotto la leggera stoffa dei pantaloncini che indosso, essendo poi il resto a torso nudo. Lei si solleva, indugia con lo sguardo sul pacco, poi passa dall’altro lato per misurare la larghezza. Quando si piega in avanti, non posso non notare che il suo seno è in bella mostra. Sento un lungo brivido lungo la schiena, mi sto eccitando a guardare la fidanzata di mio figlio, che mi sta provocando in maniera molto esplicita. Sudo a freddo, e non vorrei. Usciamo dalla camera, lei dopo aver ricontrollato che nella zona della cucina sia tutto a posto si avvia verso la porta, quando ci ripensa, torna indietro.
«Seguimi che voglio chiederti una cosa.»
Entriamo di nuovo in camera, lei apre due delle ante lunghe dell’armadio, si abbassa e sfila un cassetto. Mi volge le spalle, ho di nuovo una visione del suo culo splendido, ma lei affonda il colpo.
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