Tondi e grossi come pompelmi, dai capezzoli piccoli, me li ha sbattuti in faccia, facendomi eccitare ancora di più. Con estrema fierezza mi fissava negli occhi, mentre faceva anche cadere ai piedi la mini gonna e, con un gesto semplice quanto naturale, si è liberata anche del sottile perizoma, rimanendo completamente nuda davanti a me. Era assolutamente splendida. Quella sua figura slanciata, i suoi capelli biondi legati dietro a coda di cavallo, mi hanno letteralmente sedotto; mi ha preso la mano e l'ha poggiata sopra la sua vagina rasata, facendo sì che potessi infilar le dita tra le sue cosce.
«Papà, non sto scherzando! Adesso scopami e fammi sentir donna! Voglio farti godere, mentre tu hai un solo onere: quello di farmi impazzire.»
Mi sono chinato e l'ho baciata, mentre le mie dita le penetravano la vagina. Le nostre labbra si sono dischiuse nello stesso momento e le nostre lingue hanno danzato l'una nella bocca dell'altra, mentre infilavo due dita dentro e fuori dalla sua fica ricca di umori. Ha di nuovo preso il mio membro in mano, tenendolo ben stretto e me lo segava lentamente, mentre abbiamo preso a limonare. Mi ha abbracciato e mi ha trascinato con sé sul letto. Era sdraiata sotto di me, a cosce aperte, sentivo il membro appoggiato contro le pieghe della sua passera bollente. La mente completamente spenta, ormai concentrata solo su quello che stavo facendo, non sulle eventuali possibili conseguenze.
«Rossella, sei sicura? Ti rendi conto di quello…»
Mi ha chiuso la bocca con un bacio. Poi ha continuato a sorridere.
«Guarda, papà, che non sono più una bambina; sono più che consapevole di ciò che sto per fare: sesso con mio padre! Papà, ti voglio! Non sono come la mamma che si rifiutar di stare con te: io ti voglio. Adesso scopami, per favore; scopami e fammi sognare!»
Ho deciso di non avere fretta. Ho stretto tra le mani uno dei suoi splendidi seni e ne ho strizzato il piccolo capezzolo, facendola gemere, mentre continuava ad accarezzare il mio membro e lo strofinava sulla sua patatina fradicia. Mi son spinto un po' più in basso e la mia bocca si è impossessata di quel magnifico capezzolo, l'ho succhiato forte, mentre con la mano son tornato a scivolare in basso, riprendendo a masturbarla per farla godere. Era bagnata da far paura! Ha appoggiato la sua mano sopra la mia e la spingeva con forza contro la sua figa, mentre cercava di far entrare le dita quanto più possibile dentro di sé.
«Cazzo, papà, mi fai morire! Ho voglia di te! Continua così, che vengo! Oddio, mi fai già venire!»
Era quello che volevo: sentir mia figlia godere, mi ha eccitato ancor più, così ho smesso di succhiare il seno, e son scivolato ancora più in basso, fino a raggiungere la sua patatina che profumava di femmina in calore. Ho sfiorato con la lingua il suo clitoride e lei ha serrato di colpo le gambe, cercando di bloccare la mia testa.
«ooohhhh…. mhmm…Pazzo, così mi uccidi! Mi fai morire! Non ti fermare! Vengo!»
Mi son messo a leccare le labbra bollenti di quella lumachina che schiumava nettare in continuazione. Ho spinto la mia lingua dentro il suo buchetto bagnato, raccogliendo quanto più miele possibile, lei ha appoggiato entrambe le mani sopra la mia testa, schiacciando il mio viso contro la sua fica ardente di passione. Ha preso a muovere il corpo su e giù, strofinando la figa contro la mia faccia, fin quando non è esplosa in un orgasmo devastante
«OHOHHH…VENGO! VENGO! Vengo! Adesso, scopami!»
Il suo corpo era scosso da spasmi incontrollati. Sbatteva su e giù i suoi fianchi, continuando a riempirmi la bocca con tutto il suo nettare. Mi ha preso per i capelli e mi ha trascinato sopra di sé, fin quando il mio membro non è entrato in contatto con quella magnifica figa, completamente bagnata e pronta ad accogliermi. Mi son sollevato un po' ed ho iniziato a spingere il fallo dentro di lei. La sentivo molto stretta, il mio attrezzo strofinava contro le pareti della sua vagina, che però si dilatava al passaggio e, nello stesso tempo, lo avvolgeva in un abbraccio di tenera passione. Quando la punta è andata a sbattere sul fondo, lei ha spalancato la bocca ed ha urlato l'orgasmo.
«Oddio, no! Mi fai godere! Mi hai già fatto venire? Pazzesco! Incredibile! È la prima volta che uno mi scopa e mi fa venire appena me lo infila dentro! Non ti fermare, papà! Non ti fermare, papà: scopami forte!»
Ho iniziato a pomparla con dei colpi ben profondi e ritmati, ad ogni affondo glielo spingevo sempre più dentro, fin quando il mio corpo è venuto a sbattere contro il suo; lei ha spalancato la bocca, ma questa volta non ha emesso alcun suono. Ha preso a tremare, devastata dagli orgasmi intensi che stava provando, uno dopo l'altro. Non so quante volte ha urlato vengo! Poi, mi sono fermato, l'ho abbracciata e mi son rivoltato per metterla sopra di me. Lei è rimasta immobile per qualche istante, poi si è sollevata e si è messa a cavalcarmi, tenendo le mani appoggiate sul mio petto; i suoi seni sbattevano proprio davanti alla mia faccia, così ho sollevato la bocca ed ho cominciato a succhiarle un capezzolo, mentre lei continuava a godere senza soluzione di continuità. Ero prossimo al piacere, così ho cercato di togliermela da sopra per sborrare fuori, ma lei mi ha bloccato.
«Rossella, togliti che sto per venire.»
Lei si è abbassata ancora di più sopra di me, spingendo il mio cazzo ancora più in profondità dentro di lei.
«No, che non me ne vado! Mi devi sborrare dentro! Voglio sentire il tuo seme che riempie il mio ventre! Sta tranquillo che sono protetta, perché prendo la pillola dallo scorso anno, ma, in ogni caso e per nulla al mondo, avrei mai rinunciato a sentir la tua sborrata che riempie il mio ventre.»
Ho sentito la sua vagina contrarsi sul mio membro e, alla fine, sono esploso.
«Amore, sto sborrando! Oddio, ti sto venendo dentro!»
Al mio grido di piacere, ha fatto eco il suo.
«Anch'io, papà, sto venendo! È bellissimo sentirti dentro! Non puoi immaginare quanto l'ho desiderato ed ora posso godermelo.»
Si è completamente sdraiata sopra di me. Sentivo il suo cuore battere come un tamburo impazzito, poi ha sollevato lo sguardo e mi ha sorriso.
«La più bella scopata della mia vita. Credimi, papà, nessuno, fino ad oggi, mi ha fatto godere come te, ora: ero certa che con te sarebbe stato bellissimo.»
Mi ha dato un bacio, ci siamo alzati e siamo andati in bagno a darti una rinfrescata. Mentre eravamo in bagno, mi ha chiesto se potevo accompagnarla in libreria a ritirare un libro, necessario per i prossimi esami di maturità. Ero così felice che l'avrei portata anche in capo al mondo. Mentre mi sono rivestito, lei ha indossato un semplice paio di jeans ed una t-shirt, con ai piedi dei sandali infradito. Ci siamo recati in libreria e, mentre stavamo percorrendo la strada per tornare a casa, ad un incrocio, ho visto mia moglie in auto che andava nella direzione del grande centro commerciale. Mi son girato verso mia figlia e lei mi ha guardato a sua volta sorpresa.
«Ma tua madre non aveva detto che avrebbe lavorato per l'intera giornata? Dove starà andando, a metà pomeriggio?»
Ho girato nella sua stessa direzione e l'ho seguita fino al parcheggio del supermercato, quello sotterraneo, dove lei ha lasciato la sua auto ed è salita in quella di un altro, poi ci sono diretti nella zona più lontana del parcheggio, quella più defilata ed hanno parcheggiato l'auto, vicino a due colonne. Girando dal lato opposto, mi son avvicinato e, poiché la mia posizione era leggermente più alta rispetto alla sua, ho potuto veder bene che mia moglie era intenta a fare un gran bel pompino al tizio. Potevo vedere benissimo la sua testa andare su e giù e, poi, lui ha reclinato il sedile, sdraiando completamente anche quello di mia moglie. Mentre lei gli succhiava il cazzo, lui aveva messo una mano sotto la sua gonna e sicuramente la stava masturbando. Dopo qualche minuto, lei si è spostata e lui si è posizionato tra le sue cosce, prendendo a scoparla con lei che teneva le gambe sollevate in alto e potevamo sentir benissimo le grida di piacere provenire da quella macchina. Ero sconvolto. Non sapevo se scendere ed affrontare quell'uomo che stava scopando mia moglie, oppure sfogarmi con lei. Rossella era ancor più furiosa di me ed ha preso a inveire contro sua madre.
«Guarda quella troia! Con te fa la preziosa ed ora si sta facendo sfondare da quel porco! Lo senti come gode quella maiala! Lo vedi, papà, che una zoccola così non ti merita! È una troia e basta! Almeno ti avesse permesso di continuare a scoparla! Invece, con te fa la stronza, mentre da quel maiale si fa sfondare tutta!»
Senza neanche riflettere, ho aperto silenziosamente lo sportello della mia auto e la stessa cosa ha fatto mia figlia, che mi ha seguito e ci siamo avvicinati quel tanto che bastava per capire chi fosse quel bastardo che stava scopando mia moglie. Così, da vicino, ho potuto riconoscerlo.
«Ma... cazzo, è il suo capo! Ti ricordi, Rossella, quello stronzo che gli faceva i complimenti quando siamo andati al rinfresco per gli auguri di Natale? Eppure ero certo che fosse sposato!»
Evidentemente, qualcuno in paradiso mi ama, perché, anziché andar lì a far un gran casino, ho preso il mio cellulare ed ho iniziato a far un video, avvicinando il più possibile l'obiettivo, rendendo ben visibili le facce, sia di mia moglie che del porco che la stava scopando. La stava martellando di brutto e si sentivano bene le grida di piacere di quella zoccola di mia moglie. Improvvisamente Rossella si è avvicinata di colpo alla macchina e ha dato un pugno sul cofano; i due si son girati e mia moglie ha visto sua figlia. Rossella si è avvicinata al finestrino abbassato ed ha insultato sua madre, urlandole contro che era una puttana.
«Sei una stronza, bastarda! Fai tanto la preziosa con papà e stai qui a farti sbattere da questo bastardo sposato! Per farti scopare da questo porco, hai distrutto la nostra famiglia: va al diavolo, puttana!»
Subito dopo, mia figlia è corsa via, ritornando alla mia auto, seguita da me; intanto mia moglie, dopo aver spinto di lato il suo amante, cercava di rincorrerci mezza nuda, urlando di aspettare; ma io non l'ho permesso. Mi son girato verso di lei e le ho detto di non tornare a casa. Poi ho messo in moto la mia auto con mia figlia dentro e ce ne siamo andati di gran carriera. Mentre stavo percorrendo la strada che ci avrebbe riportato a casa, Rossella era troppo stravolta.
«Quella stronza! Quella puttana! Hai capito perché non voleva scopare con te, papà? La devi mandare a quel paese! Ero disposta a far qualunque sacrificio per stare con te, convinta che, in qualche modo, voi due avreste risolto i vostri problemi, perché un eventuale pronuncia di divorzio mi avrebbe assegnato a lei, ma, adesso che ho visto, non voglio certo stare con lei! Papà, hai la prova che lei ti ha tradito, quindi posso decidere di star con te. Papà, giurami che la mandi al diavolo.»
Mi son girato verso mia figlia ed i nostri occhi si son incrociati; dopo un attimo di riflessione, le ho riferito cosa stavo rimuginando.
«Sai che faremo? Adesso mi fermo da un ferramenta, prendo una serratura nuova e cambieremo la chiave di casa.»
Ho visto il gesto soddisfatto di mia figlia e, appena mi son fermato dal ferramenta, ho preso un cilindretto nuovo e, giunti a casa, mentre sostitutivo la serratura, lei è andata in camera mia, ha preso tutte le cose di sua madre e le ha messe dentro dei grossi sacchi neri, di quelli della spazzatura, e li ha messi fuori, davanti all'ingresso del giardino della nostra villetta. Dopo una ventina di minuti, ho visto arrivare mia moglie e, quando si è avvicinata alla villetta, Rossella si è affacciata alla finestra e le ha urlato di andarsene.
«Vattene! Va via; in questa casa non ti vuole più nessuno!»
Mia moglie ha provato a supplicare, ma io mi son messo di fianco a mia figlia e le ho rinnovato l'invito ad andarsene.
«Vattene, qui non c'è più posto per te; prendi la tua roba e vattene!»
Lei mi ha guardato, continuando a piagnucolare.
«Ma dove vuoi che vada? Lui è sposato!»
Allora mi son messo a ridere ed ho sollevato il cellulare.
«È sposato? È un problema tuo! Anzi vostro! Io credo che tra poco sarà molto divorziato, appena avrò mostrato al nostro avvocato questo video, dove stai facendo sesso con quel maiale. Ti consiglio di far poche storie per il divorzio, altrimenti mostrerò a sua moglie questo video!»
Ha abbassato la testa, ha raccolto le sue cose e le ha messe tutte in auto, andandosene. Appena è sparita oltre l'orizzonte, Rossella, felice, mi ha buttato le braccia al collo.
«Evvai, papà! La stronza se n'è andata! Da adesso inizia una vita nuova per tutti e due!»
Eravamo seduti sul divano, lei si è girata e mi ha buttato le braccia al collo.
