Mi chiamo Marcello, ho 42 anni, sono di media statura, capelli brizzolati, occhi chiari, fisico normale. Da 22 anni sono sposato che Carla, una bella donna, alta quanto me, capelli castani, occhi marroni, un bel seno che riempie bene una 4a misura ed un culo eccezionale che fa da cornice a cosce da sballo e ben tornite. Dalla nostra unione nacque Rossella, che tra poco compirà 18 anni. Siamo stati per anni una coppia come tante. Lavoro, casa, vacanze tranquille, qualche amico e, soprattutto, abbiamo fatto crescere nostra figlia, che è diventata una gran bella ragazza. Qualche anno fa, mia moglie ha scoperto una cisti tra le pieghe delle labbra vaginali ed ha avuto paura di andare da un medico. Intanto diveniva sempre più grande e lei si vergognava a farla controllare, fino a che sono stato io a costringerla a farsi visitare e la si è dovuta asportare chirurgicamente. Dopo la lunga trafila, intervento, degenza e convalescenza, pensavo che il poco sesso fatto prima dell’operazione, tornasse a esser abbastanza frequente se non di più, invece mi ero completamente sbagliato, perché, sebbene fossero trascorsi due anni dall'intervento, lei continuava a sostenere che ne aveva male. Ovviamente tutto questo ebbe ad avere delle ripercussioni sia sul pochissimo sesso che si faceva prima, ma, soprattutto nel nostro rapporto, in quanto evitavo di chiederle di far sesso, sapendo che ne aveva male, né ritenevo di star nel giusto a farla sentire in colpa, così, alla fine, non gliel'ho chiesto più. Ovvio che mi son chiuso in me, reprimendo le mie necessità oltre la delusione per la svolta obbligata del nostro matrimonio. C’è da dire che il sesso tra noi non era mai stato al massimo e non per colpa mia. La verità stava nel fatto che a lei il sesso non era mai piaciuto molto. Lo aveva sempre fatto giusto per adempire ad un dovere coniugale, più che alla necessità di soddisfare il proprio piacere; a volte, mi faceva addirittura sentire in colpa, facendo leva sul fatto che avessi una natura da "porco". Ero diventato scontroso, depresso e mia moglie mi dava addosso.
«Sei un porco insensibile: non pensi a me che soffro? A te basta infilare il cazzone dentro un buco, incurante di quello che l’altra persona possa provare!»
E giù discussioni sempre più dure ed aggressive. Col tempo, nostra figlia diciassettenne, aveva fatte sue certe nostre discussioni. Un pomeriggio si avvicinò a me, mentre sua madre era al lavoro, e mi chiese come stavo.
«Papà, cosa succede? Mi sembra che tu non stia proprio bene.»
Ho cercato di rasserenarla
«No, piccola, sto bene, è solo che… da quando tua madre è stata operata, le cose, invece di migliorare, son diventate più difficili, ma vedrai che ce la faremo a superare anche questo momento!»
Rossella mi ha guardato dritto negli occhi e, poi, dopo aver riflettuto un attimo, mi ha espresso quello che era il suo pensiero.
«Papà, io vorrei dirti una cosa, ma... Papà, ti voglio tanto bene e non posso accettare di vederti soffrire così, soprattutto perché son convinta che la mamma stia fingendo a non voler far sesso con te!»
Sono rimasto sbalordito, quasi incredulo, nel sentire quelle sue parole; ho chiesto quali prove avesse per arrivare ad una simile conclusione. Lei mi ha preso per mano e mi ha portato in camera nostra; ha aperto l'ultimo cassetto, in basso, del comodino sul lato di mia moglie e, dietro alcune mutandine arrotolate, c'era un dildo di venticinque centimetri di notevole spessore. Sono rimasto senza parole. Ho guardato il dildo, poi mia figlia, e subito sono stato sopraffatto da una rabbia feroce.
«Maledetta bastarda e carogna; dunque è questa la verità! Mi ha mentito perché non vuol più fare sesso con me? Ma io gliela faccio pagare: la lascio; me ne vado per la mia strada.»
Sono seduto sul letto e Rossella era accanto a me; subito i suoi occhi si son riempiti di lacrime.
«No, non mi va di vivere in una famiglia di divorziati; è una cosa che non voglio; papà, sono disposta a tutto pur di aiutarti; voglio fare qualunque cosa, purché voi due restiate insieme!»
Ho guardato mia figlia cercando di capire cosa avesse in mente.
«Piccola mia, lo vedi da te che non è possibile; devo lasciare questa stronza di tua madre che, da oltre due anni, mi prende in giro?»
Rossella mi ha guardato e, con un tono molto deciso, ha confermato la sua volontà.
«Farò qualsiasi cosa per impedirti di lasciarci, papà; se è il sesso che ti manca, allora posso io porvi rimedio!»
Prima di rendermi conto del significato delle sue parole, Rossella si era già inginocchiata tra le mie gambe e, in quel momento, mi son reso conto che la sua camicetta bianca, allacciata con un solo bottone, a malapena riusciva a coprire il suo splendido seno, una terza misura tonda e piena, che premeva contro la stoffa, mettendo bene in evidenza i suoi piccoli capezzoli appuntiti. I nostri occhi si sono incrociati ed ho letto nel suo sguardo la disperazione di restar sola e, senza neanche rendermene conto, lei ha velocemente aperto i miei pantaloni e li ha tirati giù, fino alle caviglie. Ha infilato la mano all'interno dei miei boxer, cercando in fretta di tirarmi fuori il cazzo e, quando se lo è trovato davanti alla faccia, è arrossita più di un peperone.
«Wow! Questo sì che è un cazzo! È la prima volta che ne vedo uno così grosso!»
Reggeva la mia verga con la mano, senza che le dita riuscissero a congiungersi, ed osservava con ammirazione quel cilindro di carne, lungo circa una ventina di centimetri, su cui faceva capolino una cappella rossa come una fragola matura, e non ancora al massimo della sua rigidità. È stata una cosa talmente repentina che non mi son neanche reso conto di quello che stava facendo, fino a che non ho sentito le sue calde labbra appoggiarsi sulla punta.
«Rilassati, papà, perché adesso ci penso io a soddisfare la tua voglia!»
Subito dopo si è presa il cazzo tra le labbra, succhiandolo fino a farlo lievitare al massimo della sua capacità. Mi ha lavorato il membro con una perizia incredibile. Ha mosso la lingua facendola ruotare lungo tutta l'asta, quasi a volerla avvolgere ad ogni passaggio. Una volta averla ben ricoperta di saliva, ha sollevato gli occhi ed ho potuto vedere che brillavano di gioia.
«Adesso rilassati e goditi la mia bocca; ti prego, fammi bere tanta crema!»
Me lo ha preso in bocca e lo succhiava muovendo la testa su/giù, facendo penetrare quel cilindro sempre più in gola, fino a che non si è trovata a battere con il naso contro il mio inguine. Sono rimasto davvero sorpreso nel vedere che la mia bambina, la mia principessa, che credevo illibata, era capace di inglobare in gola un cazzo di 20 cm.
«Oh, piccola! Piccola, sei tremenda! Ma dove hai imparato a... Rossella, se continui così… Rossella, sto venendo!»
Sono rimasto stupito dalla velocità con cui mi aveva fatto sborrare. D'accordo che erano passati diversi mesi dall'ultima volta che qualcuno mi aveva succhiato il cazzo ed anche il fatto che a farlo era stata mia figlia, mi aveva letteralmente sconvolto e credo di averle riversato in bocca una copiosa quantità di sbroda, che lei ha ingoiato tutta, fino all'ultima goccia. Dopo quella veloce operazione, si è alzata in piedi, pulendosi le labbra. Ero letteralmente stravolto! Avevo le ginocchia che mi tremavano ed il cazzo, ancora turgido, era appoggiato al mio corpo, mentre lei mi guardava con malcelata soddisfazione, mentre io stavo cercando di trovar le parole per dire… ma cosa? Che avrei dovuto dire in una circostanza simile? Ringraziare mia figlia per lo splendido pompino che mi aveva appena regalato? Oppure cercare una giustificazione con me stesso? Prima ancora di riuscir a proferire parola, lei si è abbassata su di me, mi ha dato un leggerissimo bacio sulle labbra e poi ha sorriso.
«Papà, non dir niente! Per me va tutto bene e sono molto felice di averlo fatto; lo rifarò ancora se questo servirà ad evitare che lasci la mamma! Io sarò sempre a tua disposizione: sarà sufficiente che tu mi faccia sapere se, e quando, hai bisogno ancora del mio aiuto. Papà, è stato davvero un piacere in tutti i sensi scoprire che hai un bellissimo membro e, soprattutto, una sbroda così dolce: al solo ingoiarla, è mancato poco che venissi senza toccarmi!»
Ha girato i tacchi e se n'è andata. Ero senza fiato. Avevo la bocca aperta, la gola secca e la mente completamente spenta! Quando ho ripreso a ragionare, ho realizzato che mia figlia mi aveva appena fatto un magnifico pompino per farmi svuotare le palle e starmene tranquillo, non litigare con sua madre e, soprattutto, non divorziare! Fino a qui, la cosa era già sconvolgente, ma ciò che mi lasciava allibito era la sua disponibilità a far sesso ancora con me, tutte le volte che ne avessi avuto bisogno. Non poteva esser vero! Ho guardato in basso ed ho visto il mio membro ancora lucido, che si stava di nuovo eccitando, al solo pensiero di quello che avevo appena provato. Vedere il mio membro che si gonfiava al solo ricordo delle labbra di mia figlia, mi ha fatto sbroccare. Mi son alzato di scatto, mi son liberato dei pantaloni e delle scarpe, restando nudo con solo una t-shirt e con il cazzo penzoloni, son entrato nella camera di mia figlia proprio nel momento in cui lei si stava mettendo seduta sul letto; si è girata verso di me e mi ha guardato.
«Rossella... aspetta un momento... Spiegami bene che cosa volevi intendere poco fa … cosa significa esser a mia disposizione?»
Mi ha rivolto uno sguardo fiero e deciso.
«Significa esattamente quello che ho detto. Tu hai bisogno di sesso e mamma non te lo dà; di conseguenza io posso benissimo prendere il suo posto. Papà, ti voglio troppo bene per perderti. La pronuncia di una eventuale sentenza di divorzio, disporrebbe che dovessi vivere con la mamma, ed è una cosa che non voglio; non voglio vivere con lei! Voglio stare con te e, pur di vederti felice, son disposta a scopare con te! Ti assicuro, papà, che l'idea di farmi scopare da te, l'ho maturata da un sacco di tempo!»
La stavo guardando incredulo e nudo, con il cazzo che si stava gonfiando solo all'idea di poter scopare con lei! Non so se era la voglia, o la lunga astinenza, o lo stesso fatto che mia figlia si era offerta a sostituire la madre, ma mi ritrovavo con il cazzo durissimo. Lei ha sorriso, si è alzata in piedi, ha slacciato l'unico bottone che teneva chiusa la sua camicetta e l'ha fatta cadere per terra, mettendo in mostra i suoi seni, già pretenziosi e provocanti.
