Capitolo 4 - Mia figlia? La mia amante.
avere la figlia come amante...non ha prezzo!!
1 ora fa
Mi chiamo Marcello, ho 42 anni, sono di media statura, capelli brizzolati, occhi chiari, fisico normale. Da 22 anni sono sposato che Carla, una bella donna, alta quanto me, capelli castani, occhi marroni, un bel seno che riempie bene una 4a misura ed un culo eccezionale che fa da cornice a cosce da sballo e ben tornite. Dalla nostra unione nacque Rossella, che tra poco compirà 18 anni. Siamo stati per anni una coppia come tante. Lavoro, casa, vacanze tranquille, qualche amico e, soprattutto, abbiamo fatto crescere nostra figlia, che è diventata una gran bella ragazza. Qualche anno fa, mia moglie ha scoperto una cisti tra le pieghe delle labbra vaginali ed ha avuto paura di andare da un medico. Intanto diveniva sempre più grande e lei si vergognava a farla controllare, fino a che sono stato io a costringerla a farsi visitare e la si è dovuta asportare chirurgicamente. Dopo la lunga trafila, intervento, degenza e convalescenza, pensavo che il poco sesso fatto prima dell’operazione, tornasse a esser abbastanza frequente se non di più, invece mi ero completamente sbagliato, perché, sebbene fossero trascorsi due anni dall'intervento, lei continuava a sostenere che ne aveva male. Ovviamente tutto questo ebbe ad avere delle ripercussioni sia sul pochissimo sesso che si faceva prima, ma, soprattutto nel nostro rapporto, in quanto evitavo di chiederle di far sesso, sapendo che ne aveva male, né ritenevo di star nel giusto a farla sentire in colpa, così, alla fine, non gliel'ho chiesto più. Ovvio che mi son chiuso in me, reprimendo le mie necessità oltre la delusione per la svolta obbligata del nostro matrimonio. C’è da dire che il sesso tra noi non era mai stato al massimo e non per colpa mia. La verità stava nel fatto che a lei il sesso non era mai piaciuto molto. Lo aveva sempre fatto giusto per adempire ad un dovere coniugale, più che alla necessità di soddisfare il proprio piacere; a volte, mi faceva addirittura sentire in colpa, facendo leva sul fatto che avessi una natura da "porco". Ero diventato scontroso, depresso e mia moglie mi dava addosso.
«Sei un porco insensibile: non pensi a me che soffro? A te basta infilare il cazzone dentro un buco, incurante di quello che l’altra persona possa provare!»
E giù discussioni sempre più dure ed aggressive. Col tempo, nostra figlia diciassettenne, aveva fatte sue certe nostre discussioni. Un pomeriggio si avvicinò a me, mentre sua madre era al lavoro, e mi chiese come stavo.
«Papà, cosa succede? Mi sembra che tu non stia proprio bene.»
Ho cercato di rasserenarla
«No, piccola, sto bene, è solo che… da quando tua madre è stata operata, le cose, invece di migliorare, son diventate più difficili, ma vedrai che ce la faremo a superare anche questo momento!»
Rossella mi ha guardato dritto negli occhi e, poi, dopo aver riflettuto un attimo, mi ha espresso quello che era il suo pensiero.
«Papà, io vorrei dirti una cosa, ma... Papà, ti voglio tanto bene e non posso accettare di vederti soffrire così, soprattutto perché son convinta che la mamma stia fingendo a non voler far sesso con te!»
Sono rimasto sbalordito, quasi incredulo, nel sentire quelle sue parole; ho chiesto quali prove avesse per arrivare ad una simile conclusione. Lei mi ha preso per mano e mi ha portato in camera nostra; ha aperto l'ultimo cassetto, in basso, del comodino sul lato di mia moglie e, dietro alcune mutandine arrotolate, c'era un dildo di venticinque centimetri di notevole spessore. Sono rimasto senza parole. Ho guardato il dildo, poi mia figlia, e subito sono stato sopraffatto da una rabbia feroce.
«Maledetta bastarda e carogna; dunque è questa la verità! Mi ha mentito perché non vuol più fare sesso con me? Ma io gliela faccio pagare: la lascio; me ne vado per la mia strada.»
Sono seduto sul letto e Rossella era accanto a me; subito i suoi occhi si son riempiti di lacrime.
«No, non mi va di vivere in una famiglia di divorziati; è una cosa che non voglio; papà, sono disposta a tutto pur di aiutarti; voglio fare qualunque cosa, purché voi due restiate insieme!»
Ho guardato mia figlia cercando di capire cosa avesse in mente.
«Piccola mia, lo vedi da te che non è possibile; devo lasciare questa stronza di tua madre che, da oltre due anni, mi prende in giro?»
Rossella mi ha guardato e, con un tono molto deciso, ha confermato la sua volontà.
«Farò qualsiasi cosa per impedirti di lasciarci, papà; se è il sesso che ti manca, allora posso io porvi rimedio!»
Prima di rendermi conto del significato delle sue parole, Rossella si era già inginocchiata tra le mie gambe e, in quel momento, mi son reso conto che la sua camicetta bianca, allacciata con un solo bottone, a malapena riusciva a coprire il suo splendido seno, una terza misura tonda e piena, che premeva contro la stoffa, mettendo bene in evidenza i suoi piccoli capezzoli appuntiti. I nostri occhi si sono incrociati ed ho letto nel suo sguardo la disperazione di restar sola e, senza neanche rendermene conto, lei ha velocemente aperto i miei pantaloni e li ha tirati giù, fino alle caviglie. Ha infilato la mano all'interno dei miei boxer, cercando in fretta di tirarmi fuori il cazzo e, quando se lo è trovato davanti alla faccia, è arrossita più di un peperone.
«Wow! Questo sì che è un cazzo! È la prima volta che ne vedo uno così grosso!»
Reggeva la mia verga con la mano, senza che le dita riuscissero a congiungersi, ed osservava con ammirazione quel cilindro di carne, lungo circa una ventina di centimetri, su cui faceva capolino una cappella rossa come una fragola matura, e non ancora al massimo della sua rigidità. È stata una cosa talmente repentina che non mi son neanche reso conto di quello che stava facendo, fino a che non ho sentito le sue calde labbra appoggiarsi sulla punta.
«Rilassati, papà, perché adesso ci penso io a soddisfare la tua voglia!»
Subito dopo si è presa il cazzo tra le labbra, succhiandolo fino a farlo lievitare al massimo della sua capacità. Mi ha lavorato il membro con una perizia incredibile. Ha mosso la lingua facendola ruotare lungo tutta l'asta, quasi a volerla avvolgere ad ogni passaggio. Una volta averla ben ricoperta di saliva, ha sollevato gli occhi ed ho potuto vedere che brillavano di gioia.
«Adesso rilassati e goditi la mia bocca; ti prego, fammi bere tanta crema!»
Me lo ha preso in bocca e lo succhiava muovendo la testa su/giù, facendo penetrare quel cilindro sempre più in gola, fino a che non si è trovata a battere con il naso contro il mio inguine. Sono rimasto davvero sorpreso nel vedere che la mia bambina, la mia principessa, che credevo illibata, era capace di inglobare in gola un cazzo di 20 cm.
«Oh, piccola! Piccola, sei tremenda! Ma dove hai imparato a... Rossella, se continui così… Rossella, sto venendo!»
Sono rimasto stupito dalla velocità con cui mi aveva fatto sborrare. D'accordo che erano passati diversi mesi dall'ultima volta che qualcuno mi aveva succhiato il cazzo ed anche il fatto che a farlo era stata mia figlia, mi aveva letteralmente sconvolto e credo di averle riversato in bocca una copiosa quantità di sbroda, che lei ha ingoiato tutta, fino all'ultima goccia. Dopo quella veloce operazione, si è alzata in piedi, pulendosi le labbra. Ero letteralmente stravolto! Avevo le ginocchia che mi tremavano ed il cazzo, ancora turgido, era appoggiato al mio corpo, mentre lei mi guardava con malcelata soddisfazione, mentre io stavo cercando di trovar le parole per dire… ma cosa? Che avrei dovuto dire in una circostanza simile? Ringraziare mia figlia per lo splendido pompino che mi aveva appena regalato? Oppure cercare una giustificazione con me stesso? Prima ancora di riuscir a proferire parola, lei si è abbassata su di me, mi ha dato un leggerissimo bacio sulle labbra e poi ha sorriso.
«Papà, non dir niente! Per me va tutto bene e sono molto felice di averlo fatto; lo rifarò ancora se questo servirà ad evitare che lasci la mamma! Io sarò sempre a tua disposizione: sarà sufficiente che tu mi faccia sapere se, e quando, hai bisogno ancora del mio aiuto. Papà, è stato davvero un piacere in tutti i sensi scoprire che hai un bellissimo membro e, soprattutto, una sbroda così dolce: al solo ingoiarla, è mancato poco che venissi senza toccarmi!»
Ha girato i tacchi e se n'è andata. Ero senza fiato. Avevo la bocca aperta, la gola secca e la mente completamente spenta! Quando ho ripreso a ragionare, ho realizzato che mia figlia mi aveva appena fatto un magnifico pompino per farmi svuotare le palle e starmene tranquillo, non litigare con sua madre e, soprattutto, non divorziare! Fino a qui, la cosa era già sconvolgente, ma ciò che mi lasciava allibito era la sua disponibilità a far sesso ancora con me, tutte le volte che ne avessi avuto bisogno. Non poteva esser vero! Ho guardato in basso ed ho visto il mio membro ancora lucido, che si stava di nuovo eccitando, al solo pensiero di quello che avevo appena provato. Vedere il mio membro che si gonfiava al solo ricordo delle labbra di mia figlia, mi ha fatto sbroccare. Mi son alzato di scatto, mi son liberato dei pantaloni e delle scarpe, restando nudo con solo una t-shirt e con il cazzo penzoloni, son entrato nella camera di mia figlia proprio nel momento in cui lei si stava mettendo seduta sul letto; si è girata verso di me e mi ha guardato.
«Rossella... aspetta un momento... Spiegami bene che cosa volevi intendere poco fa … cosa significa esser a mia disposizione?»
Mi ha rivolto uno sguardo fiero e deciso.
«Significa esattamente quello che ho detto. Tu hai bisogno di sesso e mamma non te lo dà; di conseguenza io posso benissimo prendere il suo posto. Papà, ti voglio troppo bene per perderti. La pronuncia di una eventuale sentenza di divorzio, disporrebbe che dovessi vivere con la mamma, ed è una cosa che non voglio; non voglio vivere con lei! Voglio stare con te e, pur di vederti felice, son disposta a scopare con te! Ti assicuro, papà, che l'idea di farmi scopare da te, l'ho maturata da un sacco di tempo!»
La stavo guardando incredulo e nudo, con il cazzo che si stava gonfiando solo all'idea di poter scopare con lei! Non so se era la voglia, o la lunga astinenza, o lo stesso fatto che mia figlia si era offerta a sostituire la madre, ma mi ritrovavo con il cazzo durissimo. Lei ha sorriso, si è alzata in piedi, ha slacciato l'unico bottone che teneva chiusa la sua camicetta e l'ha fatta cadere per terra, mettendo in mostra i suoi seni, già pretenziosi e provocanti.
Tondi e grossi come pompelmi, dai capezzoli piccoli, me li ha sbattuti in faccia, facendomi eccitare ancora di più. Con estrema fierezza mi fissava negli occhi, mentre faceva anche cadere ai piedi la mini gonna e, con un gesto semplice quanto naturale, si è liberata anche del sottile perizoma, rimanendo completamente nuda davanti a me. Era assolutamente splendida. Quella sua figura slanciata, i suoi capelli biondi legati dietro a coda di cavallo, mi hanno letteralmente sedotto; mi ha preso la mano e l'ha poggiata sopra la sua vagina rasata, facendo sì che potessi infilar le dita tra le sue cosce.
«Papà, non sto scherzando! Adesso scopami e fammi sentir donna! Voglio farti godere, mentre tu hai un solo onere: quello di farmi impazzire.»
Mi sono chinato e l'ho baciata, mentre le mie dita le penetravano la vagina. Le nostre labbra si sono dischiuse nello stesso momento e le nostre lingue hanno danzato l'una nella bocca dell'altra, mentre infilavo due dita dentro e fuori dalla sua fica ricca di umori. Ha di nuovo preso il mio membro in mano, tenendolo ben stretto e me lo segava lentamente, mentre abbiamo preso a limonare. Mi ha abbracciato e mi ha trascinato con sé sul letto. Era sdraiata sotto di me, a cosce aperte, sentivo il membro appoggiato contro le pieghe della sua passera bollente. La mente completamente spenta, ormai concentrata solo su quello che stavo facendo, non sulle eventuali possibili conseguenze.
«Rossella, sei sicura? Ti rendi conto di quello…»
Mi ha chiuso la bocca con un bacio. Poi ha continuato a sorridere.
«Guarda, papà, che non sono più una bambina; sono più che consapevole di ciò che sto per fare: sesso con mio padre! Papà, ti voglio! Non sono come la mamma che si rifiutar di stare con te: io ti voglio. Adesso scopami, per favore; scopami e fammi sognare!»
Ho deciso di non avere fretta. Ho stretto tra le mani uno dei suoi splendidi seni e ne ho strizzato il piccolo capezzolo, facendola gemere, mentre continuava ad accarezzare il mio membro e lo strofinava sulla sua patatina fradicia. Mi son spinto un po' più in basso e la mia bocca si è impossessata di quel magnifico capezzolo, l'ho succhiato forte, mentre con la mano son tornato a scivolare in basso, riprendendo a masturbarla per farla godere. Era bagnata da far paura! Ha appoggiato la sua mano sopra la mia e la spingeva con forza contro la sua figa, mentre cercava di far entrare le dita quanto più possibile dentro di sé.
«Cazzo, papà, mi fai morire! Ho voglia di te! Continua così, che vengo! Oddio, mi fai già venire!»
Era quello che volevo: sentir mia figlia godere, mi ha eccitato ancor più, così ho smesso di succhiare il seno, e son scivolato ancora più in basso, fino a raggiungere la sua patatina che profumava di femmina in calore. Ho sfiorato con la lingua il suo clitoride e lei ha serrato di colpo le gambe, cercando di bloccare la mia testa.
«ooohhhh…. mhmm…Pazzo, così mi uccidi! Mi fai morire! Non ti fermare! Vengo!»
Mi son messo a leccare le labbra bollenti di quella lumachina che schiumava nettare in continuazione. Ho spinto la mia lingua dentro il suo buchetto bagnato, raccogliendo quanto più miele possibile, lei ha appoggiato entrambe le mani sopra la mia testa, schiacciando il mio viso contro la sua fica ardente di passione. Ha preso a muovere il corpo su e giù, strofinando la figa contro la mia faccia, fin quando non è esplosa in un orgasmo devastante
«OHOHHH…VENGO! VENGO! Vengo! Adesso, scopami!»
Il suo corpo era scosso da spasmi incontrollati. Sbatteva su e giù i suoi fianchi, continuando a riempirmi la bocca con tutto il suo nettare. Mi ha preso per i capelli e mi ha trascinato sopra di sé, fin quando il mio membro non è entrato in contatto con quella magnifica figa, completamente bagnata e pronta ad accogliermi. Mi son sollevato un po' ed ho iniziato a spingere il fallo dentro di lei. La sentivo molto stretta, il mio attrezzo strofinava contro le pareti della sua vagina, che però si dilatava al passaggio e, nello stesso tempo, lo avvolgeva in un abbraccio di tenera passione. Quando la punta è andata a sbattere sul fondo, lei ha spalancato la bocca ed ha urlato l'orgasmo.
«Oddio, no! Mi fai godere! Mi hai già fatto venire? Pazzesco! Incredibile! È la prima volta che uno mi scopa e mi fa venire appena me lo infila dentro! Non ti fermare, papà! Non ti fermare, papà: scopami forte!»
Ho iniziato a pomparla con dei colpi ben profondi e ritmati, ad ogni affondo glielo spingevo sempre più dentro, fin quando il mio corpo è venuto a sbattere contro il suo; lei ha spalancato la bocca, ma questa volta non ha emesso alcun suono. Ha preso a tremare, devastata dagli orgasmi intensi che stava provando, uno dopo l'altro. Non so quante volte ha urlato vengo! Poi, mi sono fermato, l'ho abbracciata e mi son rivoltato per metterla sopra di me. Lei è rimasta immobile per qualche istante, poi si è sollevata e si è messa a cavalcarmi, tenendo le mani appoggiate sul mio petto; i suoi seni sbattevano proprio davanti alla mia faccia, così ho sollevato la bocca ed ho cominciato a succhiarle un capezzolo, mentre lei continuava a godere senza soluzione di continuità. Ero prossimo al piacere, così ho cercato di togliermela da sopra per sborrare fuori, ma lei mi ha bloccato.
«Rossella, togliti che sto per venire.»
Lei si è abbassata ancora di più sopra di me, spingendo il mio cazzo ancora più in profondità dentro di lei.
«No, che non me ne vado! Mi devi sborrare dentro! Voglio sentire il tuo seme che riempie il mio ventre! Sta tranquillo che sono protetta, perché prendo la pillola dallo scorso anno, ma, in ogni caso e per nulla al mondo, avrei mai rinunciato a sentir la tua sborrata che riempie il mio ventre.»
Ho sentito la sua vagina contrarsi sul mio membro e, alla fine, sono esploso.
«Amore, sto sborrando! Oddio, ti sto venendo dentro!»
Al mio grido di piacere, ha fatto eco il suo.
«Anch'io, papà, sto venendo! È bellissimo sentirti dentro! Non puoi immaginare quanto l'ho desiderato ed ora posso godermelo.»
Si è completamente sdraiata sopra di me. Sentivo il suo cuore battere come un tamburo impazzito, poi ha sollevato lo sguardo e mi ha sorriso.
«La più bella scopata della mia vita. Credimi, papà, nessuno, fino ad oggi, mi ha fatto godere come te, ora: ero certa che con te sarebbe stato bellissimo.»
Mi ha dato un bacio, ci siamo alzati e siamo andati in bagno a darti una rinfrescata. Mentre eravamo in bagno, mi ha chiesto se potevo accompagnarla in libreria a ritirare un libro, necessario per i prossimi esami di maturità. Ero così felice che l'avrei portata anche in capo al mondo. Mentre mi sono rivestito, lei ha indossato un semplice paio di jeans ed una t-shirt, con ai piedi dei sandali infradito. Ci siamo recati in libreria e, mentre stavamo percorrendo la strada per tornare a casa, ad un incrocio, ho visto mia moglie in auto che andava nella direzione del grande centro commerciale. Mi son girato verso mia figlia e lei mi ha guardato a sua volta sorpresa.
«Ma tua madre non aveva detto che avrebbe lavorato per l'intera giornata? Dove starà andando, a metà pomeriggio?»
Ho girato nella sua stessa direzione e l'ho seguita fino al parcheggio del supermercato, quello sotterraneo, dove lei ha lasciato la sua auto ed è salita in quella di un altro, poi ci sono diretti nella zona più lontana del parcheggio, quella più defilata ed hanno parcheggiato l'auto, vicino a due colonne. Girando dal lato opposto, mi son avvicinato e, poiché la mia posizione era leggermente più alta rispetto alla sua, ho potuto veder bene che mia moglie era intenta a fare un gran bel pompino al tizio. Potevo vedere benissimo la sua testa andare su e giù e, poi, lui ha reclinato il sedile, sdraiando completamente anche quello di mia moglie. Mentre lei gli succhiava il cazzo, lui aveva messo una mano sotto la sua gonna e sicuramente la stava masturbando. Dopo qualche minuto, lei si è spostata e lui si è posizionato tra le sue cosce, prendendo a scoparla con lei che teneva le gambe sollevate in alto e potevamo sentir benissimo le grida di piacere provenire da quella macchina. Ero sconvolto. Non sapevo se scendere ed affrontare quell'uomo che stava scopando mia moglie, oppure sfogarmi con lei. Rossella era ancor più furiosa di me ed ha preso a inveire contro sua madre.
«Guarda quella troia! Con te fa la preziosa ed ora si sta facendo sfondare da quel porco! Lo senti come gode quella maiala! Lo vedi, papà, che una zoccola così non ti merita! È una troia e basta! Almeno ti avesse permesso di continuare a scoparla! Invece, con te fa la stronza, mentre da quel maiale si fa sfondare tutta!»
Senza neanche riflettere, ho aperto silenziosamente lo sportello della mia auto e la stessa cosa ha fatto mia figlia, che mi ha seguito e ci siamo avvicinati quel tanto che bastava per capire chi fosse quel bastardo che stava scopando mia moglie. Così, da vicino, ho potuto riconoscerlo.
«Ma... cazzo, è il suo capo! Ti ricordi, Rossella, quello stronzo che gli faceva i complimenti quando siamo andati al rinfresco per gli auguri di Natale? Eppure ero certo che fosse sposato!»
Evidentemente, qualcuno in paradiso mi ama, perché, anziché andar lì a far un gran casino, ho preso il mio cellulare ed ho iniziato a far un video, avvicinando il più possibile l'obiettivo, rendendo ben visibili le facce, sia di mia moglie che del porco che la stava scopando. La stava martellando di brutto e si sentivano bene le grida di piacere di quella zoccola di mia moglie. Improvvisamente Rossella si è avvicinata di colpo alla macchina e ha dato un pugno sul cofano; i due si son girati e mia moglie ha visto sua figlia. Rossella si è avvicinata al finestrino abbassato ed ha insultato sua madre, urlandole contro che era una puttana.
«Sei una stronza, bastarda! Fai tanto la preziosa con papà e stai qui a farti sbattere da questo bastardo sposato! Per farti scopare da questo porco, hai distrutto la nostra famiglia: va al diavolo, puttana!»
Subito dopo, mia figlia è corsa via, ritornando alla mia auto, seguita da me; intanto mia moglie, dopo aver spinto di lato il suo amante, cercava di rincorrerci mezza nuda, urlando di aspettare; ma io non l'ho permesso. Mi son girato verso di lei e le ho detto di non tornare a casa. Poi ho messo in moto la mia auto con mia figlia dentro e ce ne siamo andati di gran carriera. Mentre stavo percorrendo la strada che ci avrebbe riportato a casa, Rossella era troppo stravolta.
«Quella stronza! Quella puttana! Hai capito perché non voleva scopare con te, papà? La devi mandare a quel paese! Ero disposta a far qualunque sacrificio per stare con te, convinta che, in qualche modo, voi due avreste risolto i vostri problemi, perché un eventuale pronuncia di divorzio mi avrebbe assegnato a lei, ma, adesso che ho visto, non voglio certo stare con lei! Papà, hai la prova che lei ti ha tradito, quindi posso decidere di star con te. Papà, giurami che la mandi al diavolo.»
Mi son girato verso mia figlia ed i nostri occhi si son incrociati; dopo un attimo di riflessione, le ho riferito cosa stavo rimuginando.
«Sai che faremo? Adesso mi fermo da un ferramenta, prendo una serratura nuova e cambieremo la chiave di casa.»
Ho visto il gesto soddisfatto di mia figlia e, appena mi son fermato dal ferramenta, ho preso un cilindretto nuovo e, giunti a casa, mentre sostitutivo la serratura, lei è andata in camera mia, ha preso tutte le cose di sua madre e le ha messe dentro dei grossi sacchi neri, di quelli della spazzatura, e li ha messi fuori, davanti all'ingresso del giardino della nostra villetta. Dopo una ventina di minuti, ho visto arrivare mia moglie e, quando si è avvicinata alla villetta, Rossella si è affacciata alla finestra e le ha urlato di andarsene.
«Vattene! Va via; in questa casa non ti vuole più nessuno!»
Mia moglie ha provato a supplicare, ma io mi son messo di fianco a mia figlia e le ho rinnovato l'invito ad andarsene.
«Vattene, qui non c'è più posto per te; prendi la tua roba e vattene!»
Lei mi ha guardato, continuando a piagnucolare.
«Ma dove vuoi che vada? Lui è sposato!»
Allora mi son messo a ridere ed ho sollevato il cellulare.
«È sposato? È un problema tuo! Anzi vostro! Io credo che tra poco sarà molto divorziato, appena avrò mostrato al nostro avvocato questo video, dove stai facendo sesso con quel maiale. Ti consiglio di far poche storie per il divorzio, altrimenti mostrerò a sua moglie questo video!»
Ha abbassato la testa, ha raccolto le sue cose e le ha messe tutte in auto, andandosene. Appena è sparita oltre l'orizzonte, Rossella, felice, mi ha buttato le braccia al collo.
«Evvai, papà! La stronza se n'è andata! Da adesso inizia una vita nuova per tutti e due!»
Eravamo seduti sul divano, lei si è girata e mi ha buttato le braccia al collo.
«Adesso che sei ufficialmente libero, non penserai mica di andar a cercare qualche donnina in giro! Adesso ci sono io per te!»
Ho fatto finta di riflettere, quasi a voler valutare questa opzione; ho visto che lei mi guardava con aria quasi adirata.
«Ehi, dico, non fare scherzi! Davvero stai pensando di…?»
Non l'ho fatta finire di parlare, perché la mia bocca si è incollata alla sua e lei mi ha abbracciato, mi ha stretto forte. Siamo andati in camera mia ed abbiamo sistemato le sue cose al posto di quelle della madre; abbiamo trascorso il resto della giornata ad organizzarci e, a sera, lei è venuta a letto con me. Quando si è infilata nuda nel mio letto, mi ha abbracciato forte.
«Papà, mi prometti che... voglio dire… voglio esser sicura che tu ci sarai sempre, per me!»
L'ho tenuta stretta abbracciata e le ho sorriso.
«Amore, io per te ci sarò sempre, ma tu, mi devi promettere che andrai all'università e cercherai di crearti una famiglia tua!»
Lei è subito scattata come una molla.
«Una cosa? Io non voglio un marito che magari mi tradisce come quel bastardo che si scopava mia madre; io sto bene con te, che mi ami e mi fai godere. Dai, adesso facciamo ancora sesso! La scopata di oggi mi è piaciuta tantissimo!»
Allora l'ho guardata dritto negli occhi ed ho messo subito le cose in chiaro.
«Rossella, così non va bene! Amore, io sono molto più grande di te e tu devi trovarti un bravo ragazzo, con cui creare una famiglia. Inoltre, spiegami come mai, mia figlia diciassettenne, è già un’esperta pompinara e si fa chiavare in tutta tranquillità?»
Lei mi ha dato un bacio e poi ha cercato di evitare una risposta seria.
«Quasi diciottenne, prego! Va bene per il... voglio dire: forse un fidanzato lo troverò, così starai tranquillo. Per quanto riguarda i pompini... mica potevo restar a fare la verginella tutta la vita? Non ti è piaciuto il mio modo di succhiare il cazzo?»
Non ha voluto aggiungere altro e si è subito infilata il mio membro in bocca. L'ho scopata bene ed a lungo, per quasi l'intera notte, facendola godere molto. Abbiamo trascorso i due restanti mesi che mancavano agli esami di maturità, vivendo serenamente come padre e figlia, poi, quando lei ha scelto il luogo dove andare all'università, son andato dal direttore dell'ufficio dove lavoro e, essendo a conoscenza che nel luogo dove mia figlia sarebbe andata a studiare, c'era disponibilità di un posto, ho richiesto il trasferimento senza dir niente a lei. Durante l'estate, siamo andati alla ricerca di un bell'appartamento; grande è stato lo stupore di mia figlia, quando ho firmato il contratto di affitto e gli ho detto che sarei andato a lavorare in quel posto. Ora, sono 3 anni che abitiamo insieme in questa città, dove nessuno ci conosce e, nonostante lei passi le sue notti a scopare con me, da qualche tempo ha trovato un bravo ragazzo; spero che si costruisca un futuro con lui anche se, ammetto che, avere una figlia come amante è una cosa eccezionalmente bella.
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