Appena lui si è tirato indietro, Anna si è alzata in piedi e gli ha restituito lo stesso trattamento, però al posto dello schiaffo gli ha mollato un calcio preciso nelle palle, facendolo urlare di dolore e cadere a terra in ginocchio, con le mani sul membro.
“Se io sono una puttana, tu sei uno stronzo matricolato! Ti avevo spinto indietro, perché mi stavi facendo soffocare e tu, al contrario, me lo hai spinto ancor più dentro la gola. Forse non hai notato che io non son venuta ad inginocchiarmi davanti a te; mi son messa a divertirmi con i cazzetti di queste mezze seghe, come li hai definiti tu, perché mi piacciono molto di più di un cazzo esagerato come il tuo. Ti sei permesso di violentare la mia bocca e questa è la ricompensa che ti sei guadagnato, anche per lo schiaffo che mi hai dato.”
Ovviamente la situazione era ormai totalmente compromessa, così mia moglie ha preso il suo abito ed ha cominciato a rivestirsi rapidamente.
“Amore, andiamo via, che sono stanca e, per questa sera, mi è passata la voglia di divertirmi!”
Abbiamo visto lo stupore negli occhi di tutti gli altri; mia moglie si è rivolta di nuovo a lui e poi alla padrona di casa.
«Per me, la storia finisce qui. Hai iniziato tu a far cose indicibili, rischiando di farmi soffocare, quindi avresti dovuto aspettarti una mia reazione. Per quanto mi riguarda, mi son solo difesa! Marisa mi dispiace, ma… ti chiedo scusa per essermi comportata in questo modo, a casa tua!”
Subito dopo ci siamo avviati verso la porta, ci ha seguito Federico, il marito della signora, che si è scusato con noi.
“Mi dispiace che sia andata così, ma, purtroppo, lui è fatto così e… cioè: non piace per niente neanche a me, ma…vi chiedo scusa.”
La faccenda è finita così. Da allora, Anna, ogni volta che ad una festa c'è un black, si è sempre guardata dallo stargli vicino e, una volta che uno si è avvicinato, lei, in maniera molto garbata, gli ha detto che non intendeva far sesso con lui.»
Vedo Giancarlo guardare un attimo Bruno, per poi rimanere in silenzio; nel frattempo eravamo giunti a destinazione, davanti al cancello di casa sua. Abbiamo sistemato le nostre cose e poi ci siamo organizzati per il pranzo; ho visto mia moglie abbastanza tranquilla ed in buona sintonia con Mara.
A metà pomeriggio, è arrivata un'altra coppia, invitati anch'essi a passare la Pasqua con noi. Federico e Matilde sono una coppia come noi, coetanei, dall'aspetto abbastanza gradevole. Matilde è alta, ha capelli biondi ed occhi scuri, il seno è piccolo, di una terza scarsa, ma, in compenso, ha un bel culetto, alto e tondo, posto al culmine di un bel paio di cosce ben tornite. Federico è di media statura, con i capelli bianchi, ed un fisico leggermente in sovrappeso, sebbene non grasso. È una persona molto simpatica e solare, ha sempre la battuta pronta ed ho notato subito che è molto attratto da Anna; infatti ha passato il pomeriggio e buona parte della serata a chiacchierare ed a ridere e scherzare con lei. Li avevamo già visti nella spiaggia nudista insieme a Bruno, che aveva scambiato con loro qualche battuta, ben sapendo che erano amici di Giancarlo e Mara. La sera siamo andati a cena in un ristorante nel paese e, per l'occasione, le nostre donne hanno sfoggiato uno splendido outfit, che non è passato inosservato allorché siamo entrati nel ristorante: gli sguardi di tutti i maschi erano per loro. È stata una bella serata ed abbiamo parlato di tante cose; abbiamo scoperto che anche Federico è in pensione, mentre Matilde ci andrà alla fine di maggio. Ovviamente abbiamo cominciato a fare progetti di vacanze insieme, ma la cosa curiosa è stata scoprire che tutte e tre le coppie siamo nonni e questo ha frenato di molto la disponibilità delle nostre giornate. A sera, siamo tornati in villa e, poiché faceva un po' fresco, Mara ha chiesto a Giancarlo di accendere il fuoco; così ci siam ritrovati tutti e sette davanti al caminetto, seduti su un immenso divano e, tra un liquore e l'altro, dopo un po', le nostre donne hanno preso a giocare tra loro; noi quattro siamo rimasti per diversi minuti ad osservarle, mentre, in maniera molto piacevole, si davano piacere l'un l'altra, leccandosi senza ritegno. Un po' sottovoce, Giancarlo, quasi per non disturbare lo spettacolo profondamente erotico che le donne ci stavano regalando, mi ha detto che Mara, da tempo, desiderava leccare Anna, in quanto molto portata al rapporto bisex. Ovviamente io ho sorriso, conoscendo quanto piacere prova mia moglie nel sentirsi scorrere una lingua tra le pieghe della sua ostrica e, a maggior ragione, se è quella di una donna, perché la eccita ancora di più. Dopo aver giocato e goduto tra di loro, è stata proprio Mara che si è alzata in piedi, ha preso le due amiche per mano e, senza dir una parola, le ha portate in camera da letto, dove è subito partito il gioco, nel quale abbiamo partecipato anche noi. Ho avuto il piacere di assaporare la bocca, sia di Mara che di Matilde, sul mio membro, mentre Anna era intenta a godere insieme a Bruno, Federico e Giancarlo, che ha subito apprezzato molto la bravura di mia moglie nell'ingoiare il suo membro, che, anche se non è molto lungo, è sicuramente di notevole spessore; infatti, quando Anna lo ha infilato tutto in gola, lui non ha potuto far a meno di esultare di gioia.
«Accidenti: quanto sei brava! Tuo marito ha detto che sei un'esperta fellatrice, ma… accidenti: come fai ad ingoiarlo tutto?»
Ho visto uno sguardo di soddisfazione negli occhi di mia moglie e poi, mentre mi lasciavo cavalcare da Mara, che si è impossessata del mio membro, infilandoselo tutto dentro, io ho continuato a leccare Matilde, che si era seduta sul mio viso; intanto sentivo accanto a me i gemiti di piacere di Anna, che stava godendo insieme ai tre maschi, che ora le avevano riempito ogni buco. Abbiamo scopato tutte e tre le donne, facendole godere con tre cazzi contemporaneamente e, alla fine, dopo più di due ore di sesso intenso, ognuno di noi aveva riversato come minimo una sborrata in ogni buco delle signore, che, soddisfatte, hanno preso di nuovo a leccarsi tra di loro. La cosa curiosa è stata che, ad un tratto, Mara ci ha invitato ad andare a dormire nelle nostre stanze, perché voleva restare in compagnia di Matilde ed Anna; così mi son ritrovato da solo nel letto, mentre sentivo ancora i gemiti di piacere provenire dalla camera adiacente, dove le tre signore hanno continuato a leccarsi senza smettere. Sono stato svegliato all'alba dal calore di una bocca che succhiava il mio membro; quando ho aperto gli occhi, ho visto che era Matilde, che mi ha sorriso e, appena il mio membro è diventato ben duro, mi è salita sopra ed ha preso a cavalcarmi, godendo all'impazzata.
«Avevo voglia di sentir dentro il tuo cazzo, da quando l'ho visto per la prima volta sulla spiaggia; per non esser scortese, ieri sera ho lasciato questo privilegio a Mara, ma questa mattina, appena sveglia, ho deciso di prendermi questo piacere, se va bene anche a te.»
