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Erotika
ANTONELLA · Cap. 6
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Capitolo 6 di 8 10 min di lettura

A casa di Ilenia

Antonella incontra Ilenia e ne nasce una dolce complicità a letto.

Anna Bolerani
11 mesi fa · 587 letture · 2

"Dove sei?"

"Sono a casa di llenia. la segretaria del direttore. Sono venuta a prendere al tua lettera di promozione, è pronta ed ha decorrenza da domani" Mentre palavo Ilenia continuava ad accarezzarmi i seni e a baciarmi sui collo."Fra poco torno a casa e te la porto amore e poi festeggiamo."Lo salutai mentre Ilenia mi aiutava a rivestirmi con movimenti lenti, le sue dita che indugiavano sui bottoni della mia camicetta come un'ultima carezza. Mentre mi allacciavo il reggiseno, mi sussurrò all'orecchio: "Penserai un po' a me quando stasera quando ti scoperà?""Si amore ti penserò." le risposi baciandola sulla bocca mentre lei mi infilava nuovamente una mano fra le cosce.

“Ho ancora voglia di te.” mi disse."Basta Ilenia, continuerei volentieri ma per me e tardi. Ma ci vedremo ancora, anche io ho voglia di te." "Tornerai dal direttore?" Mi chiese quasi con celata gelosia. "Non lo so. Non vorrei compromettere la promozione di mio marito se mi chiamasse e non andassi da lui."Lei tentò di tranquillizzarmi. "Ormai la promozione à stata ratificata dalla Direzione Centrale. Lui non può fare più niente per annullarla."

"Meglio, cosi sarò libera di scegliere." "Mi chiamerai?" mi disse quando ero sulla porta."Si, ti chiamerò, stai tranquilla." dissi chiedendo la porta dietro di me.Il taxi scivolava tra le pozzanghere lucenti mentre osservavo il riflesso della mia immagine nel vetro appannato: il collare nero spiccava contro la pelle pallida, un marchio silenzioso. Quando entrai in salotto, Ettore era già in piedi con due flûte di champagne. Gli porsi la busta sigillata senza parlare. La aprì con gesti lenti, gli occhi che divoravano ogni riga del documento ufficiale. Quando alzò lo sguardo, un lampo primordiale gli attraversò lo sguardo. "È fatta," sibilò. Mi spinse contro il muro, il bicchiere che si rovesciava sul tappeto persiano mentre la sua bocca divorava la mia. Sentii le sue dita frugare sotto la gonna, cercando l'ingresso ancora umido. "Niente mutande?" ringhiò contro le mie labbra. "Le ho tolto nelle scale, come hai ordinato," ansimai, aprendo le gambe mentre la sua mano mi penetrava con violenza improvvisa. Le dita ruvide mi scorticavano le pareti interne ancora sensibili. "Sei tutta bagnata," osservò con voce strozzata dalla bramosia, "Chi ti ha eccitata? La segretaria?" Annuii, gemendo quando le nocche mi sfiorarono il punto segreto.

Mi trascinò sul tavolo della sala da pranzo, spazzando via cestino di centrotavola. Mentre mi apriva le cosce il suo telefono squillò sul mobiletto. Il nome "Direttore Monti" lampeggiò sullo schermo. Ettore fissò la chiamata con occhi di ghiaccio, le dita ancora piantate dentro di me.

“Qualsiasi cosa voglia, digli di no.” dissi io “Ilenia mi ha detto che la promozione è stata già omologata dalla Direzione Centrale e lui non può fare più nulla per annullarla. Possiamo stare tranquilli.”

"Ora lo sistemo io. Pronto," disse, premendo il pulsante vivavoce senza staccarsi dal mio corpo e indirizzando la punta del suo cazzo contro mio buco del culo. La voce oleosa di Monti riempì la stanza: "Ettore, congratulazioni la promozione è operativa da domani mattina. Vi aspetto alle 10 nel mio ufficio. Dillo alla nostra troietta, voglio rivedere quel buco del culo che mi ha fatto perdere la testa." Un silenzio pesante. Poi Ettore si chinò sul microfono, il suo respiro caldo sulla mia pelle: "Direttore... " disse con tono sprezzante. "Antonella sarà occupata a succhiare il cazzo del suo nuovo amante negro." Poi diede un colpo di reni e mi penetrò spingendo il suo cazzo fino in fondo."Ettore non capisco." disse Monti, "Ti ho fatto avere la promozione, avevamo un accordo, tua moglie era d'accordo, dovete stare ai patti oppure..."." Oppure niente." disse mio marito, spingendomelo dentro con aumentata foga."Rassegnati Mauro, ora il culo di mia moglie non è più tuo. Hai gia avuto la tua ricompensa e... non essere minaccioso con me""Non potete fare questo, gli accordi erano diversi.""Non insistere Mauro o vuoi che si sappia in giro che conferisci promozioni solo a chi si fa scopare la moglie?."Me la pagherete. " disse chiudendo la telefonata mentre mio marito, al colmo della soddisfazione per la risposta data, raggiunse l'orgasmo inondando il mio culo di sperma calda.Ettore si ritrasse lentamente, lasciandomi tremante sul tavolo macchiato. Mi sollevò con cura insolita, le mani che tremavano leggermente mentre mi sistemava il collare storto. La sua espressione era un misto di trionfo e stanchezza. Quando mi portò alla finestra, le sue braccia mi avvolsero dalla schiena mentre guardavamo la città illuminarsi nella notte. Sotto di noi, un uomo nero attraversava la strada sotto la pioggia battente. Il passo sicuro, aveva la stessa sagoma di Luis ed il ricordo del suo membro mi venne alla mente. Ettore appoggiò il mento sulla mia spalla.accorgendosi che la mia mente era altrove

"Pensi a Monti e alle sue minacce?" Mi chiese"No, pensavo a Luis, quell'uomo che à passato prima me lo ha ricordato.""Chiamalo," disse, sfregando il naso contro la mia nuca, "Digli di venire domani. Voglio vederti mentre gli lecchi quel cazzo enorme." La sua mano scivolò fra le mie cosce ancora aperte, raccogliendo il miscuglio di sperma che colava verso le mie ginocchia. "Fallo," ripeté portandosi le dita bagnate alle labbra.Accesi il telefono con mani tremanti. Luis rispose al secondo squillo. "Antonella?" La sua voce profonda mi fece rabbrividire. "Sei libero... domani? Ti va di venire a casa mia" Sussurrai, mentre Ettore mi mordeva il lobo dell'orecchio. "Ho bisogno del tuo cazzo nel mio culo." Dal silenzio seguì un respiro roco. "Anche io ho voglia di te , ti ho pensato molto da ieri. Dimmi quando e dove. ""Domani alle 19 a cena. Via Cernaia 19, ci sarà anche mio marito, vuole conoscerti. Lui guarderà solamente."

"Bene, a domani allora, buonanotte"

"Domani quel cazzo ti sfonderà di nuovo per il mio e il tuo piacere." disse soddisfatto Ettore. Sentii la punta del suo membro flaccido sfregarmi l'ano dilatato, raccogliendo il suo stesso sperma che colava. Un gemito mi sfuggì quando la lingua rimpiazzò la carne, leccando con voracità quel miscuglio salmastro. Lo specchio di fronte rifletteva la scena: la mia schiena curva, le ginocchia tremanti, il collare nero che luccicava sotto la lampada. Nella penombra, gli occhi di Ettore erano pozze nere di possesso.

Prima di andare avanti…

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Scritto da
Anna Bolerani

autrice racconti erotici a sfondo prevalentemente cuckold

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Commenti 1

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  1. Akella

    continua cosi

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