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Erotika
Nel caos di Viola · Cap. 2
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Capitolo 2 di 2 13 min di lettura

Pensieri osceni e dolci piaceri - parte 2

Questo sogno erotico sta diventando un'ossessione. E per scoprire di più, ho quasi rovinato tutto

DarkSideOfTheMoon
1 anno fa · 473 letture · 1

Sento la rabbia montarmi dentro, mi pento per averle scritto: volevo sapere com’è nell’intimità Lorenzo, e ora mi ritrovo la fidanzatina perfetta in casa, a far saltare in aria i miei piani di seduzione. Brava cogliona, mi dico, rimproverandomi.

Ma ora devo dissimulare in fretta questo mio nervosismo: alzo le braccia, e rivolgo loro le spalle, puntando verso camera mia: “fate finta che io non esista. Dopo cena mi chiudo in camera a studiare”

“vedi di restarci, però.” ammonisce mio fratello, col suo solito tono. Non so se volesse fare una battuta, alludendo al fatto che dopo cena quei due faranno un po’ di movimento, o se davvero pensa che io debba stare chiusa sotto chiave.

“agli ordini, carceriere.” gli rispondo, sforzandomi di fare il tono più acido che mi riesce.

Terminata la cena, Lorenzo è il primo ad alzarsi, per portare tutto in cucina. Giulia fa per aiutarlo, ma lui la ferma. Le loro smancerie sdolcinate mi fanno venire la nausea.

Rimaste momentaneamente sole, mi alzo in piedi

“beh, immagino che ora preferiate restare da soli” le dico. Cerco di mantenermi algida, ma sto ribollendo di rabbia, per la piega che stanno prendendo gli eventi

“guarda che non è come pensi…” fa lei col suo tono condiscendente, poggiando una mano sul mio avambraccio. Quel suo tocco delicato mi sta facendo uno strano effetto.

Le sorrido con la stessa aria condiscendente, e avvicino il mio volto al suo

“ah no? Quindi con lui è davvero sempre così?” incalzo

“così come?” mi guarda perplessa, il suo sguardo sicuro sembra vacillare

“così serio, ligio al dovere, noioso… Mi chiedo com’è… da vicino… se riesca a sorprendere. Se è diverso…”

Mi sembra che cominci ad essere a disagio, la perfettina

“beh, ci sono molti lati che ovviamente non puoi vedere” risponde, sulla difensiva.

In pratica mi sta dicendo che faranno le belle statuine pur di non rovinare la loro immagine da perfettini? dannazione!

“beh, è ovvio…” le faccio eco io, facendo un passo indietro sulle mie affermazioni. Se non lo ha già fatto, mi darà della matta. “...per questo dicevo che ora magari vorrete essere soli.”

“ma no, non è che…”

“vuoi dirmi che non sei qui per scopare?” la interrompo. troppo diretta? chissenefrega. Non ce la facevo più.

Lei sgrana gli occhi e avvampa.

Ho 5 anni meno di te, mi tratti come fossi ancora una bambina, ed una semplice parola ti manda in crisi? Rompere il suo perfetto equilibrio mi sembra quasi una vittoria, in questo disastro.

“non essere così volgare…” risponde lei, infastidita ed imbarazzata, mentre distoglie lo sguardo ed allontana la sua mano dal mio braccio. Immagino che in questo momento voglia sotterrarsi, colpita e affondata com’è.

“perdonami.. preferisci se dico fare l’amore? In ogni caso, non vi disturberò fino a domattina. Fate finta che la casa sia tutta per voi” ammicco, fingendo un’aria complice, mentre dentro mi sento esplodere.

Mi sono chiusa in camera, ma di studiare non ne ho la minima intenzione. Continuo a pensare a questi due, ad arrovellarmi su come sono nell’intimità. Su come scopa mio fratello.

Le nostre camere sono adiacenti. Sento che stanno parlando, così avvicino l’orecchio al muro, così da sentire meglio. Dannazione, non riesco a capire cosa dicono!

Mi sembra che lui le abbia chiesto perchè sia qui, ma non riesco a sentire la risposta di lei. Ora lei ha detto di essere venuta per quello, ma di non essere tanto sicura che sia il caso.

L’ho spaventata io? Possibile che riesca solo a peggiorare le cose con le mie stesse mani? Che palle!

Ora stanno parlando a voce più bassa, ho l’orecchio praticamente contro la parete, ma non riesco a distinguere alcuna parola, solo le voci.

Ora tra una parola e l’altra sento dei piccoli rumori: si stanno baciando!

Chiudo gli occhi, e cerco di immaginare la scena che si svolge a pochi passi da me e che posso solo sentire, come se fossi lì presente.

I loro baci appassionati che si interrompono brevemente mentre si tolgono i vestiti.

Lui le bacia il collo, e lei sospira. Lui le lecca un capezzolo, e lei mugola.

Lei si inginocchia, lo bacia, glielo succhia.

Dannazione quanto vorrei vederli!

Ciò che sento e che sto immaginando non mi è indifferente, a giudicare dai capezzoli che premono insistentemente contro il tessuto della maglietta, e dalla sensazione di calore che parte dal basso ventre e invade ogni singola parte del mio corpo, dalla punta dei piedi fino ai capelli.

Mi tolgo la maglietta e sbottono i pantaloni. Le mie mani strizzano entrambe le mie tettine, mentre immagino di essere oltre quel muro a giocare con loro due.

I mugolii dall’altra parte del muro diventano più intensi da parte di entrambi, poi il silenzio, poi il rumore di un corpo che si distende sul letto.

Una lingua che lecca, e lei geme. Lui gliela sta leccando!

La mia mano scivola tra le mie cosce, scorrendo tra le grandi labbra allo stesso ritmo dei gemiti di lei, mentre mi mordo un labbro e respiro affannosamente.

Ora le molle del letto cigolano ritmicamente. La sta scopando!

Divarico appena le gambe, massaggio le grandi labbra ed infilo un dito dentro di me.

Sento Giulia ansimare, e la immagino con le gambe spalancate mentre mio fratello la penetra ritmicamente.

Il mio respiro si fa più affannoso, infilo due dita e mi masturbo freneticamente, mentre faccio fatica a stare in piedi, con l’orecchio appiccicato alla parete.

I loro ansimi e gemiti sono sommessi ma continui, quanto vorrei sentirli senza freni, o almeno vederli.

Dato che ormai il grosso del lavoro mi sembra lo stia facendo la mia immaginazione, che non le mie orecchie, abbandono la scomodissima posizione da mosca schiacciata contro la parete, mi libero dei rimanenti vestiti, e mi stendo sul letto.

Da qui praticamente non sento nulla, ma le loro voci ansimanti sono ben fisse nella mia mente, e ci pensa lei a fare il resto.

Non mi è semplice immaginarli senza vestiti, e soprattutto dediti a dar sfogo alle loro pulsioni più intime, lei che geme senza ritegno, e lui che la fotte come un forsennato.

Allargo le gambe, piantandomi con le piante dei piedi sul materasso, e mi masturbo più freneticamente. Vorrei esserci io, ad essere scopata senza ritegno.

Le mie dita affondano in una vagina sempre più bagnata, mentre il mio bacino ondeggia quasi da solo, facendo cigolare le molle del materasso. Vorrei che loro facessero più casino, ed io non posso farne!

Mi alzo in piedi, e torno ad appiccicare l’orecchio contro il muro. I loro mugolìì ora sono più intensi, assieme al rumore delle molle del materasso.

E sento chiaramente la voce di lei gemere “ah, ah, si! si! ancora!”

Questo mi provoca una nuova ondata di eccitazione.

Mi stendo carponi per terra, con una mano per terra e l’altra tra le mie cosce.

E immagino di essere scopata così, a pecorina, e di avere la fighetta di Giulia davanti a me.

E da qui riesco anche a sentire le loro voci

“si! si! così!” quella di Giulia

“si! sto venendo!” questo è Lorenzo

“vieni amore, vienimi dentro! ahh!”

Continuo a masturbarmi freneticamente, mentre i loro ansiti diventano sempre più soffusi fino a scomparire, mentre io anelo sempre di più quella scossa che preannuncia l’apice. E più la desidero, più mi sembra scivolarmi via.

Mi fermo un istante, con il fiato corto, e torno al stendermi sul letto.

Mi affido al mio vibratore, prezioso strumento del mio piacere, mentre mordo il cuscino per soffocare i gemiti e concedermi il tanto agognato piacere.

“Giulia verrà a farci visita anche stasera?” gli domando, la mattina dopo. Spero di essere stata abbastanza neutra, col tono di voce. Non vorrei che trasparisse quanto la cosa mi infastidisca. L’orgasmo di ieri sera è stato deludente. Non voglio reprimermi mentre godo, e soprattutto voglio realizzare questa fantasia con mio fratello.

“mh!? Non… non lo so… perchè me lo chiedi?” fa lui, con aria sospettosa.

Capisco subito dove vuole andare a parare: pensa che io voglia organizzarmi di conseguenza.

“Così, semplice curiosità” faccio spallucce, mettendo su il caffè

“sicura?”

“ma certo. Starò tutto il giorno in facoltà, e quando torno mi chiuderò di nuovo in camera a studiare. Ero soltanto curiosa, per questo ho chiesto. Solo…”

“cosa?”

“penso che dovreste evitare: è facile che papà abbia chiesto anche a qualche vicino di tenere gli occhi aperti. E delle visite regolari potrebbero non passare inosservate…”

il figlio perfetto che anzichè fare da mastino se la spassa con la compagna in casa di mamma e papà, come un adolscente sbarbato!? Che storia!

Dalla faccia di mio fratello credo abbia pensato la stessa cosa.

Spero che abbocchi e decida di non correre il rischio. Se così fosse, stasera sarai mio.

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