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Erotika
Nel caos di Viola · Cap. 2
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Capitolo 2 di 2 13 min di lettura

Pensieri osceni e dolci piaceri - parte 2

Questo sogno erotico sta diventando un'ossessione. E per scoprire di più, ho quasi rovinato tutto

DarkSideOfTheMoon
1 anno fa · 473 letture · 1

Ecco, brava cretina, brava cretina, continuo a ripetermi.

Ma come cazzo mi è venuto in mente di curiosare sulle foto di mio fratello in facoltà, e accanto ad Alice?

La conosco da relativamente poco, ma c’è una cosa di lei che mi è chiara come il sole: la sua ossessione per le relazioni altrui, come se le persone che la circondano fossero i protagonisti di una soap opera. Non è pettegola, ma estremamente appiccicosa, e avida di dettagli. Soprattutto quando intravede qualcosa di potenzialmente interessante.

E credo che le mie parole le abbiano dato motivo di credere che questa mia crush lo sia.

è.. complicato. Cazzo! Non potevo inventarmi qualcos’altro? Magari qualcosa che non fosse no cretina, è mio fratello. Non dopo che lo fissavo nelle parti basse.

Ora però devo trovare il modo di liquidarla in fretta. Da come mi guarda sottecchi è evidente che non vede l’ora che la lezione finisca, per riprendere esattamente da dove aveva lasciato. Ed io non posso permettermelo. Devo prendere tempo, così da avere tempo per inventarmi una scusa credibile. Chessò, qualcosa tipo ha la fidanzata psicopatica. No, si proporrebbe di intervenire lei per aiutarmi a distrarla e lasciarmi campo libero per concupire.

Mi inventerò qualcosa, per ora devo solo riuscire a tenerla a bada.

“mangiamo insieme?” esordisce appena terminata la lezione, mentre raccolgo le mie cose, “...così puoi continuare a raccontarmi un po’ di…” fa con voce più bassa, ammiccante. E dalla leggera inflessione capisco che vuole sapere come si chiama.

“Lorenzo…” rispondo, con un filo di voce. Almeno il nome posso concederglielo. Però incalzo subito, facendo la voce più seria e perentoria che posso “...ma non voglio parlarne”

O non sono abbastanza autorevole, oppure Ali non si ferma davanti a nulla, se c’è una trama di suo interesse.

Ha continuato a martellarmi con i suoi “chi è? Da quanto lo conosci? Che tipo è? Ci sei già stata assieme? Ma almeno sa che esisti o lo guardi da lontano?” e tutta una serie di domande a raffica.

Non potendole ficcare una bottiglia in bocca per zittirla, scelgo di darmi al mutismo selettivo. La ignoro, e mentre i suoi bla bla bla scorrono indistinti attorno a me, continuo a pensare a Lorenzo.

Non posso crederci che non mi abbia sentita. Non posso crederci che non mi abbia guardata mezza nuda. E non posso crederci che -com’è successo a me- non sia scattato qualcosa tra le sue gambe.

io mi ero detta che un cazzo è un cazzo. Possibile che lui non abbia detto una fica è una fica?

Forse è davvero talmente perfettino da non fare neppure mezzo pensiero osceno?

Forse posso saperne di più da Giulia, la sua ragazza.

Questi pensieri mi stanno facendo impazzire, così prendo il telefono e inizio a scrivere

-Ciao Giulia, come va?- e la risposta arriva prima ancora che il display si spenga

-Ciao Viola! Tutto bene, e tu?-

“chi è questa Giulia?”

cazzo! ero così presa dai miei pensieri da essermi dimenticata di avere accanto Alice. Ma forse, qualcosina posso raccontargliela

“è la compagna di mio fratello maggiore…” le spiego, “...stamattina ho scoperto che i miei staranno via per qualche giorno, e lo hanno piazzato a casa nostra a farmi da mastino”

“...e tu vuoi usare la sua donna per distrarlo dai suoi doveri…” arguisce lei, con aria trionfale

“qualcosa del genere. Voglio solo i miei spazi. Già i miei sono opprimenti, se devo avere la babysitter…” sbuffo, mentre riprendo a scrivere

-mh, insomma. Ho scoperto stamattina di averti privato del tuo Lorenzo, e francamente non ne vedo il motivo…-

-ma tranquilla! Sono contenta che passi un po’ di tempo con te-

-beh, io non ci devo mica passare la notte- o forse sì, troia perbenista

-che vuoi dire?-

-non ti mancherà dormire separati?-

-tranquilla, non è un problema-

-ovviamente non mi riferisco solo al dormire-

-che carina che sei, ma davvero.. tranquilla- eccola là, che mi prende per una bambina scema. Io voglio sapere se e quando scopate!

“a quanto pare, non è particolarmente vogliosa di tuo fratello…” interviene Ali, “...magari anche a lei questa improvvisa libertà tutto sommato non dispiace…”, commenta, con fare allusivo.

No, dubito che la fidanzata perfetta abbia un amante, e nonostante le sue abilità organizzative, dubito anche si sia organizzata in così breve tempo. Forse devo rassegnarmi al fatto che la loro vita sessuale è noiosa quanto loro.

-in ogni caso, sappi che se una sera di queste dovessi aver bisogno, puoi contare sulla mia discrezione- rilancio e tento il tutto per tutto.

Se mio fratello è davvero asessuato nei miei confronti, sono disposta a spiarvi dal buco della serratura, pur di sapere come scopa.

Mi ringrazia con delle faccine, proprio come se stesse parlando ad una bambina, ed Ali torna ad ossessionarmi col ragazzo della foto, che altri non è che mio fratello.

Sbuffo, e torno al mio mutismo.

“che intenzioni hai?” la voce di mio fratello, ferma e intransigente, mi accoglie in casa subito dopo aver varcato la soglia, prima ancora di entrare in camera mia

“uh?” lo guardo un attimo con aria interrogativa, poi lascio lo zaino per terra e mi slaccio gli scarponcini

“Giulia mi ha detto dei messaggi.. e della tua proposta” sembra volermi fulminare con gli occhi.

Mi sento vulnerabile, piccola, nuda perfino. Non posso reggere quello sguardo, o finirei col rivelargli le mie vere intenzioni. E sarebbe un casino, in questo momento.

Faccio spallucce, mi tolgo le scarpe e mi lancio sul letto

“volevo solo fare un favore a voi due” sbuffo, guardando il cellulare e fingendo di essere estremamente occupata

“casa dei nostri non è un albergo a ore” mi rimprovera lui

“volevo solo che sapeste che la sorellina scema non è una palla al piede” vorrei che il mio tono fosse duro, ma mi rendo conto che la mia voce tremava. perchè ora mi viene da piangere?

“senti, non sei scema, non sei una palla al piede, e per me e Giulia non è un problema stare qualche giorno separati” il suo tono ora è più morbido, e si siede al bordo del letto

Faccio spallucce, e con noncuranza appoggio i piedi sulle sue ginocchia. Guardale, le mie cazzo di gambe!

Mi rammarico solo di non aver messo qualcosa di più hot, al posto di jeans e felpa.

“mah, io al vostro posto impazzirei… ” commento distratta, massaggiandogli le ginocchia con le piante dei piedi.

Sembra meno sicuro, direi… Imbarazzato. Per il contatto coi miei piedi, o per le mie parole? Spero che entrambe le cose creino un mix perfetto.

“... Mi risulta difficile pensare che uno non possa avere delle… Valvole di sfogo, dopo i propri doveri.. “ continuo, rispondendogli con una voce più suadente di quanto pensassi, e accarezzandogli con i piedi la coscia.

Non riesco a credere che sto davvero cercando di sedurlo.

Avanti, che aspetti? Buttati su di me, sfogati, prendimi!

“bah, certi istinti si possono dominare.” taglia corto lui, sposta i miei piedi e si alza in piedi.

Che palle!

Mentre lui si allontana frettolosamente, prima di sprofondare completamente nello sconforto per il rifiuto, noto un piccolo dettaglio: quel leggero rigonfiamento tra le sue gambe, di cui mi sono accorta proprio grazie al suo goffo tentativo di nasconderlo, prima di uscire dal mio campo visivo.

Mi mordicchio il labbro. Aveva un'erezione! Di più: ce l’ha per me.

È scappato frettolosamente solo perché rifiuta di cedere. Significa che mi basta insistere un po’, e cadrà. E io potrò realizzare il sogno erotico che mi sta tormentando da stamattina.

Avrei dovuto studiare, prima di cena, ma non ho fatto altro che pensare a come sedurre Lorenzo. Sono stata troppo aggressiva prima, devo essere più morbida, se voglio che ceda. Il problema è che abbiamo solo pochi giorni, in casa assieme, prima che i miei tornino, e lui torni dalla sua bella. E a quel punto sarà impossibile farlo cedere. Dannazione!

E mentre sono ad arrovellarmi, il citofono mi fa quasi sobbalzare.

Va a rispondere Lorenzo, mentre io mi alzo dal letto ed esco dalla mia stanza

“chi è? “ gli chiedo prima che apra la porta.

Lui mi guarda con una strana espressione

“Giulia” risponde.

“che ci fai qui? “ le chiede, salutandola con un castissimo bacio sfiorato sulle labbra.

Io la guardo, mentre saluta anche me con due baci guancia a guancia, chinandosi per compensare i diversi centimetri di altezza che ci separano.

è alta, formosa, con curve generose e portamento elegante. Una stangona strafiga, superiore a me in ogni modo possibile.

“ho pensato che non sarebbe stato male cenare tutti e tre assieme…” risponde Giulia, guardando noi due, entrambi disorientati dalla sua presenza, “...e poi…” ammicca verso Lorenzo, lasciando cadere in sospeso la frase.

cos’è, continua a trattarmi come una bambina, e vuole sbattermi in faccia la sua superiorità? Dannata stronza.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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