Mi sveglio di soprassalto, riportata dal mondo dei sogni alla realtà come se fossi appena scesa da un ottovolante.
Ho il cuore che rimbomba forte nel petto ed il fiato corto, neanche avessi fatto i 100 metri.
Sbatto le palpebre, mentre realizzo che quanto stavo vivendo fino a pochi secondi fa era solo un sogno. Cazzo che sogno però!
Stavo scopando con tre maschioni, bocca figa e culo contemporaneamente!
Muscolosi, forti, decisi, mi stavano aprendo come una troia, e io godevo, e godevo, e godevo.
Mi capita spesso di fare sogni erotici. A volte sogno situazioni realistiche, persone che conosco, con cui ho davvero scopato, altre volte sono situazioni ideali, con persone che non hanno un’identità precisa. Questo sogno rientra in questo secondo caso, direi.
C’è però una cosa che accomuna il finale di questi sogni: mi sveglio agitata, stordita, confusa… ed eccitata.
Sono supina, sotto lenzuolo e piumone, ed i miei capezzoli premono insistentemente contro la t-shirt, ma soprattutto avverto una sensazione di umido tra le gambe.
Dormo con soltanto una maglietta e le mutandine, indipendentemente dalla stagione. I pigiami li odio e la lingerie sexy è sprecata se non c’è nessuno da far sbavare.
L’altra cosa che odio è il reggiseno, infatti in casa (e non solo in casa) non lo porto mai. Non che ce ne sia bisogno, dato che madre natura mi ha dotata di due piccole tettine.
Morbide, rotonde, in armonia col mio fisico esile, certo.. ma piccole. Indossare il reggiseno mi ricorda che ho una fottuta prima, per questo quando posso preferisco farne a meno.
Infilo una mano tra le cosce, sotto le mutandine. La mia fica rasata è umida.
Prima di dar seguito alle mie fantasie, con un briciolo di lucidità mi volto a guardare verso il comodino, dove c’è la mia sveglia.
Il suo display rosso, in netto contrasto con la penombra della mia camera, mi fa vedere chiaramente tra numeri… 8:30
Cazzo! Sono già le otto e mezza!
A quest’ora sarei già dovuta essere sull’autobus che mi avrebbe condotta in facoltà, e invece come una cretina ieri sera ho dimenticato di puntare la sveglia.
Mentre i miei neuroni ricominciano a girare riprendo possesso delle mie facoltà mentali, realizzo che è mercoledì -quindi avrei lezione fino al primo pomeriggio- e che stamattina entrambi i miei genitori sono partiti presto per andare in trasferta, e torneranno venerdì sera.
Ho un vago ricordo di essere stata svegliata da loro alle 5 e qualcosa, di aver sentito un ‘bla bla bla’ e di aver infilato la testa sotto il cuscino.
A questo punto dovrei alzarmi, prepararmi, e prendere il prossimo autobus. Ma le prime due ore di lezione sarebbero comunque perse, quindi… facciamo con calma.
Soprattutto perchè ho ancora in testa quei tre grossi cazzi che mi sfondavano, e sono eccitatissima.
Arrotolo su la tshirt fino alle clavicole, liberando i miei seni.
Sfioro con la punta delle dita i capezzoli. Sono turgidi e sensibilissimi, ho un brivido e d’istinto sfrego le chiappe contro il materasso.
Con la destra continuo ad accarezzarmi un capezzolo, con la sinistra premo sul ventre e infilo le dita sotto le mutandine.
Mi faccio strada lungo la pelle resa appena più ruvida dalla ricrescita dei peli, il medio raggiunge il clitoride. Sussulto di nuovo. Passo oltre e mi massaggio le grandi labbra.
Mugolo di piacere, con le dita alterno movimenti in verticale a movimenti circolatori, mentre quella sensazione di calore si fa più intensa. E le mie dita trovano un ambiente sempre più umido.
Divarico di più le gambe, mi puntello con le piante dei piedi sollevando le ginocchia.
Oltre a massaggiare le grandi labbra, col pollice della sinistra tormento il clitoride.
Qui sotto il caldo sta diventando insopportabile. Sposto lenzuolo e piumone, scoprendomi totalmente. La differenza di temperatura tra il microclima che si era creato sotto le coperte, e quella della stanza a contatto con la mia pelle nuda e accaldata, mi provoca un altro brivido, e mi sento ancora più stimolata a toccarmi, ad andare avanti.
Il medio della sinistra entra quasi naturalmente tra le grandi labbra dilatate, infilandosi nella mia vagina bagnata e affamata
“ahhhhh” sospiro di piacere, al sentire quel contatto dentro di me.
Inarco il bacino e prendo a masturbarmi freneticamente.
Ho in testa l’immagine di un cazzo che mi martella, oltre al medio infilo anche l’indice e li muovo veloci, sbattendo col palmo della mano contro il mio ventre
“oh si, si, si” gemo e mugolo. Ma non mi basta, e le mutandine mi sono di ostacolo.
Mi fermo per un momento, ho il fiatone ed il mio bacino, quasi contrariato, si contorce.
Sta buona, passerina vogliosa.
Mi sfilo le mutandine. Nella penombra non ci vedo un tubo, ma dall’odore si sente benissimo che sono piene dei miei umori. Ho proprio voglia di un cazzo.
Mi giro su un fianco, allungo a tentoni la mano destra verso il comodino.
Ravano all’interno del cassetto finchè non lo trovo.
Eccolo qui, il mio vibratore rosa. 20 centimetri di solitario godimento.
Lo accarezzo con la mia mano sinistra, impregnandolo dei miei umori lungo la sua lunghezza. Poi lo prendo in bocca, lo ciuccio e lo lecco, masturbandomi ancora con la mano, per preparare il terreno al pezzo forte.
Si cazzo, lo voglio. Accendo il dildo mentre ce l’ho ancora in bocca, sentendolo vibrare attorno alla mia lingua.
lo faccio scorrere lungo il petto, soffermandomi a tormentare con la punta entrambi i capezzoli
“oohhh” gemo, godendo di quella piccola tortura che mi sto auto infliggendo.
Raggiungo il clitoride, la punta del vibratore a contatto col mio bottoncino mi provoca scosse di piacere che mi fanno contorcere ancora di più.
Inarco il bacino: è tutto tuo passerina mia.
“ahhhhhh” mi lascio andare ad un gemito liberatorio quando il vibrante cazzo di gomma entra dentro di me.
Divarico di più le gambe, con una mano tengo il dildo, e con l’altra massaggio il clitoride
“si cazzo, si, si! ancora, ancora!” grido senza ritegno, lasciando che la mia fantasia viaggi libera
“ah! ah! AHH!” esclamo contorcendomi, ansimante; ci sono quasi, ne voglio ancora, di più.
muovo il bacino a ritmo con i movimenti ondulatori della mia mano
“si! si! fottimi così!” grido
Premo con foga il dildo dentro di me, tiro indietro la mano e spingo più forte, mentre nella mia mente si alternano ricordi e fantasie
“si! si! ahh! siii!” grido ancora, e rimango con la bocca spalancata quando l’orgasmo mi travolge.
Sono scossa dai brividi, e non solo perchè il cazzo di gomma dentro di me continua a vibrare.
Lo tiro fuori, grondante dei miei umori, e lo spengo.
Lo pulisco usando la bocca, e con la mano libera mi massaggio dolcemente le grandi labbra.
